Le Mtb che hanno fatto la storia

Le Mtb che hanno fatto la storia

Piergiorgio Sbrissa, 24/06/2011
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Piergiorgio Sbrissa, 24/06/2011

Leggendo l’articolo dell’ultimo n° di Mtb-Action (Luglio 2011) mi sono ritrovato più volte col naso storto (e non per colpa di un destro di GP Galloni :-), non ancora quantomeno….:-( )

Nel senso che le mtb scelte come quelle “che hanno fatto la storia” a mio avviso sono in alcuni casi scelte che non condivido. Condivido in generale l’idea di non fare solo una lista “nostalgica” di mtb ormai solo preda dei maniaci del vintage tralasciando modelli più recenti, cosi’ come quella di non privilegiare solo modelli “high-end” da n-mila euri.

Pero’, per fare la storia a mio avviso a volte ci vuole qualcosa di più che il solo “andare bene” sul campo.

Niente di che, sono solo opinioni, e siccome il bello dei forum è condividerle e discuterle, ecco quindi le mie. In attese di quelle di chi vorrà partecipare aggiungendo, togliendo, proponendo e discutendo 🙂

 

1-Breezer JBX1 (1977): La prima Mtb specificamente concepita per l’utilizzo a noi noto

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2-Specialized Stumpjumper (1982): Anche per Mba questa è la “Ford T” delle mtb. La prima mtb industriale che ha dato il via al fenomeno di massa

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4-Yeti Fro (dal 1984): un modello nato grazie a nomi leggendari oggi della mtb come Frank the Welder e John Parker, tutt’ora prodotto, su cui hanno corso negli anni tanti degli eroi anni ’90 della mtb. Segno distintivo i “loop stays” ed il colore turchese (non quello della Bianchi!)

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3-Merlin Mountain (1989): la prima Mtb in titanio. Disegnata da Joe Murray (sua pagina nella mtb-hall-of-fame)

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4-Fat Chance Yo’Eddy (1991): anche questa c’è nella lista di Mba, ma non ci sono le ragioni a mio avviso. La mtb nasce nella west coast americana per andare “downhill”, giù dai monti, Chris Chance, di Fat Chance, nella East Coast le rende pedalabili anche “uphill” concependo geometrie più adatte allo scopo e dando vita quindi alle bici che oggi definiremo da cross-country

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5-Klein Attitude (1990): il genio di Gary Klein (uno dei pochissimi “studiati” del mondo mtb) sboccia e propone alcue novità che segneranno la via per il futuro: telai saldati alu tig, serie sterzo oversize, forcella monoblocco con steli in alu, manubrio integrato (il mission control 1), passaggio cavi interno ed un ingegnoso sistema per non far cadere la catena (il chain device control). Il tutto nelle colorazioni che ancora oggi fanno sbavare appassionati degli anni ’80 e tedeschi

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6-GT Zaskar (1991): per GT ci sono parecchi modelli che meriterebbero di entrare nella storia, la Zaskar pero’ è forse il modello più iconico perchè presente ancora oggi, anche in carbonio (ed a suo tempo in titanio anche se con un altro nome) col celebre triplo triangolo del telaio segno distintivo di GT (anche se era apparso decenni prima su altre bici)

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7-Mountain Cycle San Andreas (1991): forcella a steli rovesciati, freni a disco, un design rivoluzionario. Robert Reisinger porta il suo know-how motocrossistico nella mtb e firma un modello che è finito in vari musei ed ha aperto la strada a tanti

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8-Specialized Stumpjumper FSR (1994): Specy e l’Horst Link iniziano una saga che continua fiorente anche oggi. Se penso alla full penso alla FSR

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9-Foes LTS (1995): Brent Foes ha portato l’attenzione su alcuni aspetti delle sospensioni fino ad allora abbastanza “pionieristiche” soprattutto in termini di idraulica e sua ottimizzazione: rapporto di compressione, piattaforme stabili ed una cura costruttiva delle stesse più simile a quella motociclistica

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10-Cannondale Raven (1998): anche su questa concordo con Mba. Una bici innovativa come tante di Cannondale. All’epoca il suo design e l’impiego del carbonio fece scalpore

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11-Kona Stinky Dee-Lux (1998): scarse, fatte con le lattine di recupero, etc. etc. Kona è un marchio assai bistrattato (a parole), ma ha sempre fornito bici che funzionano a prezzi ragionevoli. In particolare la Stinky  è stata uno se non il primo modello di bici da Freeride industriale alla portata di tutti ed oggi è ancora un punto di riferimento del mercato

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12-Rocky Mountain RM6 (2000): La bici da Freeride. Quella che usano i Froriders: Wade Simmons, Richie Schley e Brett Tippie e che diventa il sogno di tanti nei primi video

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13-Santacruz Nomad (2005): Non è la bici che ha introdotto il VPP, ma quella che lo ha imposto ed obbligato gli altri a presentare qualcosa di “simile”. Idem per il top tube ad onda

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14-Decathlon Rockrider varie versioni (2005 circa): La RR è la bici del supermercatone, quella che contraddistingue il “niubbo” della mtb, ma anche la bici che a buon prezzo avvicina da anni migliaia di praticanti alla mtb

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15-La Canyon Torque dello Sheriffo Muldox (oggi): Un binomio inscindibile che elettrizza (incredibilmente) tutti i lettori della Pecora Sclera. Senza contare i soldoni che mi versa Canyon per questa citazione