[Test] Mavic Crossmax SX 2012

[Test] Mavic Crossmax SX 2012

21/11/2011
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21/11/2011

Le Mavic Crossmax SX, prodotto “storico” della casa francese, sono fra i set ruote più noti ed apprezzati in ambito all mountain/enduro. Da circa un mese e mezzo stiamo usando su una Rose Beef Cake il modello 2012 per un test di durata che si protrarrà anche nei mesi a venire e sul cui sviluppo vi aggiorneremo ogni volta che avremo delle novità di rilievo.

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Con le SX 2012 in discesa dalla Bocchetta di Nava, sul Lago di Como

 

Mavic ha introdotto su questo modello alcune novità tecniche, oltre a delle grafiche più sobrie rispetto agli anni passati. Fra le più interessanti troviamo il nuovo profilo dei cerchi e il sistema di ingaggio del mozzo posteriore a quattro denti, denominato ITS-4, dal gioco angolare estremanente contenuto (7.5°). La panoramica completa delle tecnologie adottate sulle SX con relative spiegazioni la trovate qui.

 

Standard…e fuori standard

Tramite gli adattatori forniti di serie, la ruota anteriore delle Crossmax SX può essere montata con perno passante da 20 mm o da 15 mm. L’adattatore per QR è invece opzionale, ma comunque disponibile. La ruota posteriore è  fornita di serie con adattatori per PP 12×135, 12×142 e QR. Da questo punto di vista le SX permettono dunque la massima flessibilità, aspetto fondamentale per chi intende utilizzarle su bici con diversi standard. Per quanto riguarda la ruota posteriore bisogna inoltre considerare che ci troviamo in una fase di transizione fra lo standard 12×135 ed il 12×142 (senza escludere che possano “sopravvivere” entrambi), il che potrebbe riservare qualche amara sorpresa se si cambia telaio di questi tempi senza avere delle ruote facilmente convertibili.

Discorso opposto invece per quanto riguarda i raggi, dato che le SX non sono ovviamente compatibili con i classici reperibili anche nel più disastrato dei negozietti di bici. Nonostante la personale avversione verso tutto ciò che è fuori standard, bisogna però riconoscere due cose: la prima è che per rompere un raggio delle SX ci vuole un buon impegno. La seconda è che – diversamente da quel che sta facendo certa concorrenza su alcuni modelli – la chiave per la tensionatura è fornita di serie ed ognuno può sostituire da sè un eventuale raggio rotto. Basta quindi procurarsi qualche pezzo di scorta per dormire sonni relativamente tranquilli.

 

Esame statico

A livello di qualità realizzativa le SX appaiono ben curate. Ricercata la lavorazione del mozzo posteriore, in particolare nella zona di innesto dei grossi raggi in Zicral lato disco. Raggi che, come da tradizione, si innestano negli appositi incavi ricavati nel mozzo senza la curvatura a 90° che troviamo sulle ruote tradizionali. Il vantaggio di questa soluzione è doppio:  maggior rigidità (i raggi lavorano perfettamente in trazione) ed eliminazione di un punto potenzialmente critico.

Sul lato disco della ruota posteriore si trova la ghiera filettata di chiusura del mozzo, croce di tanti possessori di Crossmax SX che darà anche a noi i noti problemi di allentamento (incredibile che una casa come Mavic non abbia ancora risolto un problema tanto banale noto ormai da anni!).

Le valutazioni in termini di rigidità e scorrevolezza fatte “alla buona” lasciano sempre il tempo che trovano, in particolare la seconda che andrebbe effettuata con le ruote sotto carico e contestualizzata in termini di dispendio energetico relativo. In attesa di un riscontro al banco della rigidità che forse faremo (abbiamo un piccolo banco di misura), prendete dunque quelle che seguono come sensazioni personali. Cominciamo col dire che sia la rigidità laterale che la scorrevolezza della ruota posteriore (empiricamente valutata con la ruota non sotto carico) sono influenzate dalla coppia di serraggio della famosa ghiera filettata che chiude il mozzo. All’aumentare della coppia di serraggio la scorrevolezza diminuisce, mentre allentando la ghiera la ruota scorre più liberamente ma perde in rigidità laterale.

Sul sito Mavic questa caratteristica è descritta come una sorta di “fine tuning” a disposizione dell’utente, il quale potrà quindi calibrare le caratteristiche secondo le proprie esigenze.  Si tratta di una spiegazione che non ci convince totalmente, dato che una buona ruota dovrebbe combinare le due caratteristiche senza che una vada a discapito dell’altra. Agendo con cura sul registro è comunque possibile ottenere una buona situazione di compromesso, anche se la rigidità laterale non ci è parsa delle più elevate neppure serrando il registro fino a percepire un netto calo di scorrevolezza del mozzo. Peccato che il registro tenda poi a svitarsi vanificando il lavoro fatto e facendo sì che col tempo (neppure troppo) la ruota cominci a “cioccare”. Si tratta di un problema che, come già detto, è noto ai possessori di queste ruote e non è mai stato risolto negli anni, anche se non tutti lo riscontrano. La soluzione? Un po’ di frenafiletti una volta trovata la coppia di serraggio desiderata dovrebbe far dimenticare l’inconveniente.

Un’ultima nota riguardo l’argomento: la chiavetta per il serraggio della ghiera è fornita di serie e non serve smontare la ruota per effettuare la regolazione. Peccato che sia in plastica e piuttosto delicata, quindi basta forzare un pelo più del dovuto perchè i pin che vanno ad infilarsi nelle sedi della ghiera saltino via e fine della festa. La chiave è comunque disponibile anche in metallo, così come è possibile arrangiarsi con delle pinzette dai becchi sottili.

 

       

Bella la lavorazione dei mozzi e degli alloggiamenti dei raggi, in particolare del posteriore. Nella terza foto: la ghiera di chiusura del mozzo posteriore presenta i segni dei numerosi (ri)serraggi effettuati sul campo con mezzi di fortuna, dato che la chiavetta apposita non ci è stata fornita (è comunque di serie se si acquista il set ruote).

 

 

Foto di sx: Mavic ha pensato anche agli amanti del “‘après bike” che non si fermano alla prima birra e che ripartendo dalla bettola dovessero ritrovarsi una gomma a terra. In prossimità della valvola è infatti inserito un raggio di colore bianco, il che dovrebbe essere d’aiuto. Se oltre che ubriaconi siete daltonici peggio per voi! Foto di dx: perfetto l’abbinamento estetico delle SX con la Fox bianca. Con soli 2000 Euro potreste suscitare l’invidia dei compagni di uscite meno cool!

 

Preparazione delle ruote e montaggio dei pneumatici

Mavic ci ha inviato la ruota posteriore predisposta per PP 12×142 mm. Dovendola utilizzare  su un telaio con battuta da 135 mm, abbiamo conseguentemente montato gli opportuni adattatori. L’operazione è estremamente semplice, e la parte più complicata di tutta la faccenda si risolve nello smontaggio e rimontaggio del pacco pignoni (la battuta viene incrementata di 3.5 mm per parte, quindi bisogna cambiare gli adattatori su entrambi i lati).

Per quanto riguarda il montaggio del disco nulla di particolare da segnalare, adottando Mavic i classici sei fori standard.

Dato che le SX sono “tubeless ready” e le relative valvole vengono fornite con le ruote, abbiamo deciso di sfruttare questa caratteristica rendendo però le cose un po’ più complicate di come potrebbero e dovrebbero essere. Utilizzando il Caffélatex di Effetto Mariposa, abbiamo infatti montato delle coperture che non solo non sono UST, ma che neppure presentano una spalla particolarmente sostenuta: una Schwalbe Big Betty folding all’anteriore ed una Kenda Nevegal “versione sconosciuta” con cerchietto in acciaio al posteriore (probabilmente una versione economica utilizzata come primo montaggio).

Mentre al prezzo di qualche goccia di sudore il gonfiaggio del Big Betty è stato possibile con la poderosa pompa a colonna in acciao del diretur, con il Nevegal abbiamo dovuto gettare la spugna e ricorrere ad un compressore (fra l’altro faticando anche con quello). Trattandosi di coperture dalla spalla leggera (la Kenda in particolare), sia per questioni di sicurezza nostra che dei cerchi non siamo mai scesi a livelli di pressione che sarebbero invece possibili con gomme specifiche UST o comunque più consistenti (magari un 2-ply, soluzione molto diffusa in ambito enduro).

 

Sul campo

Come anticipato ad inizio test, stiamo usando le Crossmax SX da circa un mese e mezzo. Considerate le propensioni discesistiche della Beef Cake su cui sono montate ed il fatto che abbiamo girato prevalentemente sui sentieri rocciosi (e spesso sporchi) che contornano il Lago di Como, è facilmente intuibile che il carico di lavoro a cui le ruote sono state sottoposte non è stato dei più blandi. Allentamento del mozzo posteriore a parte, le SX non hanno mai manifestato problemi di sorta. Il cerchio posteriore presenta una bozzatura appena percettibile su uno dei due lati, ma pensando a certe “saccagnate” a cui è stato sottoposto ed alla fragilità dei fianchi della copertura montata, non possiamo che riportare ottime impressioni per quanto riguarda la solidità dei cerchi. La bozzatura, oltre ad essere di minima entità, non evidenzia inoltre crepe o altri sintomi che possano far temere cattive sorprese. Idem per quanto riguarda i raggi, che nonostante presentino già diversi segni di battaglia non hanno mai dato problemi.

Ottima anche la tenuta della centratura, ancora accettabilissima su entrambe le ruote nonostante non siano mai state registrate.

A livello di ruota libera abbiamo apprezzato il sistema ITS-4 in particolare  sul lento/trialistico, dove la prontezza di ingaggio è di aiuto in diversi frangenti. Chiudiamo con la tenuta alla latticizzazione, pressochè perfetta con entrambi i pneumatici nonostante non siano versioni UST (qui bisognerebbe però capire quanto merito va alle ruote e quanto al Caffèlatex).

 

Pesi rilevati

Ruota ant con valvola e predisposizione per PP 20 mm: 840 g

Ruota post con valvola e predisposizione per PP 12×135 mm: 952 g

Peso totale del set: 1792 g

 

Mavic sul web: www.mavic.com/it

 

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