Pasubio e Carega in un giorno: 5500 metri di dislivello!

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Dalle mie parti c’e’ una gara di TrailRunning che prende il nome di Trans d’Havet che attraversa tutte le cime delle Piccole Dolomiti: monte Pasubio e Carega. La partenza è fissata di notte e si corre no-stop fino al completamento del percorso. Da qualche anno ho in testa di provarci in bici e mi sono messo a studiare un percorso che risultasse il più idoneo possibile alle due ruote.

Trattandosi per la maggior parte di sentieri alpini la ciclabilità in salita non é così scontata ma trovato il dritto non rimaneva che partire per qualcosa di sicuramente estremo e molto impegnativo. Lo scopo era proprio questo mettersi alla prova, vivera la montagna intensamente e raggiungere i propri limiti… Ci é voluto un po per convincersi a fissare il giorno della partenza e una volta deciso ormai non potevo più ritornare sui miei passi( maledetto orgoglio!). È sabato 10 Luglio, sveglia alle 3.00: si parte!



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Commenti

  1. solid gas:

    Raga.. Li conosco benissimo sti personaggi. Gente che fa gare , preparatissimi fisicamente e alle fatiche e preparati tecnicamente. Emularli sarà ultrafaticoso. Belle le immagini, bello sognare "anchio voglio farlo" ma qua siamo a livelli molto alti.
    Supercomplimenti

    Iron, buono il gelato !
    Metri di dislivello a parte (facendosi un gran culo allenandosi ci si potrebbe anche arrivare), per emulare l'autore del video ci vorrebbero anche una tecnica sopraffina (e quella con il tempo si potrebbe anche ottenere) ma sopratutto un pelo sullo stomaco non proprio da tutti. :!:
  2. alexLith:

    @iron.mike83
    Che balzo in alto che ha fatto l'asticella?!?: siete dei PRO non sponsorizzati! Chapeaux e basta!
    Eppoi, al di la della prestazione fisica/tecnica mi piace l'idea alla base (che invidio un pochino): Il senso di avventura che anche solo il partire alle 3 in bici suona netto come roba "per alpine-MOUNTAIN bike d'avventura".

    E sai cosa penso? viaggi (interiori), imprese come queste mi sa che non se li fila *quasi nessuno. Cioé giá tanto che se ne parli nel forum ma alla fine ci son 22 commenti (contro i 130 per la questione gomme). Peccato perché per noi/me spettatori ci sarebbero tantissimi spunti di riflessione e stimoli ad una mtb orientata a temi un po borderline (ciclo-alpinismo, endurance, ingaggio, preparazione mentale, consapevolezza dei limiti).

    Anyway... grande storia. Punto
    ciao alex
    Ciao sono super d'accordo con te... questo video me lo sono guardato più volte, forse sognando un giorno di poter emulare il mitico @iron.mike83 a cui faccio i miei più grandi complimenti.
    Sono reduce dallo Stoneman (fatto in 2 giorni), una bazzecola in confronto a questo giro stupendo fatto in 1 giorno. Condivido e comprendo il male al culo! :paur:
    Però approcciando a giri alpini in quota o appenninici solitari (più vicini per me) mi sono reso conto anch'io che è argomento un pò di nicchia. Vedo che la stragrande maggioranza di biker (a cominciare dai pochi soci con cui condivido la mia passione) preferisce magari approcciarsi ad una Hero o ad una DSB dove sì si ha supporto, ma anche i percorsi sono spesso sterratoni in salita e in discesa che non mi entusiasmano per nulla sia da un punto di vista tecnico che mentale. Oltre al fatto che si parte in millemila....
    Il poter girare in percorsi anche non completamente ciclabili, l'avventura, il poter godere della magnificenza e della potenza della natura selvaggia nella solitudine di un sentiero in alta quota, doversi confrontare e gestire gli imprevisti lontani anni luce dalla civiltà, dormire in rifugio o in bivacco come in visto in altri giri del nostro @iron.mike83 , questo per me è la vera essenza di questo sport ed è ciò a cui aspiro più di ogni altra cosa.
    Giri da 5/6 k d+ in giornata sono assolutamente cosa da mente "malata" :mrgreen: nel senso che lo vedo più come sfida una tantum...ma l'idea di base con d+ più umani e dormendo fuori (tenda rifugio o bivacco) è stupenda, un'avventura nell'avventura!!!!
  3. alexLith:

    @iron.mike83
    Che balzo in alto che ha fatto l'asticella?!?: siete dei PRO non sponsorizzati! Chapeaux e basta!
    Eppoi, al di la della prestazione fisica/tecnica mi piace l'idea alla base (che invidio un pochino): Il senso di avventura che anche solo il partire alle 3 in bici suona netto come roba "per alpine-MOUNTAIN bike d'avventura".

    E sai cosa penso? viaggi (interiori), imprese come queste mi sa che non se li fila *quasi nessuno. Cioé giá tanto che se ne parli nel forum ma alla fine ci son 22 commenti (contro i 130 per la questione gomme). Peccato perché per noi/me spettatori ci sarebbero tantissimi spunti di riflessione e stimoli ad una mtb orientata a temi un po borderline (ciclo-alpinismo, endurance, ingaggio, preparazione mentale, consapevolezza dei limiti).

    Anyway... grande storia. Punto
    ciao alex
    Fidati che son cose che interessano e appassionano sempre, alla fine il 99% della gente che gira in mtb fa cose come queste, ok magari meno estreme, meno impegnative ma ognuno si crea la sua piccola avventura ma il contesto e' il medesimo ed e' sempre bello condividere le varie esperienze...forse il lato selvaggio nell'ambito dell'enduro un po' manca e io cerchero' sempre di "sponsorizzarlo" perche' nell'ambito ciclistico, per me, la mtb e' il mezzo che piu' ti permette di vivere la montagna e la natura a 360°
    Poi ovvio che argomenti come "che gomma monto" o "la bici migliore" scaturiscono molti piu' dibattiti e discussioni ma e' normale

    gabriele(76):

    @iron.mike83

    minuto 12:20 cosa state sorseggiando? Almeno questo penso di poterlo ripetere...
    E boh...un intruglio preparato dal rifugio :))):

    Gianz:

    Comunque, se e quando mai proverò a concatenare Carega e Pasubio, non scenderò per gli "scursoli" degli Scarubbi, ma prenderò la strada, che tanto è già scassata di suo... :loll:

    Ps: ma dopo Sinel siete saliti a Cima Levante e scesi in Val di Gatto, o siete scesi per il 108 classico?
    Fatto cima levante e scesi per il 115

    cessna:

    Ciao sono super d'accordo con te... questo video me lo sono guardato più volte, forse sognando un giorno di poter emulare il mitico @iron.mike83 a cui faccio i miei più grandi complimenti.
    Sono reduce dallo Stoneman (fatto in 2 giorni), una bazzecola in confronto a questo giro stupendo fatto in 1 giorno. Condivido e comprendo il male al culo! :paur:
    Però approcciando a giri alpini in quota o appenninici solitari (più vicini per me) mi sono reso conto anch'io che è argomento un pò di nicchia. Vedo che la stragrande maggioranza di biker (a cominciare dai pochi soci con cui condivido la mia passione) preferisce magari approcciarsi ad una Hero o ad una DSB dove sì si ha supporto, ma anche i percorsi sono spesso sterratoni in salita e in discesa che non mi entusiasmano per nulla sia da un punto di vista tecnico che mentale. Oltre al fatto che si parte in millemila....
    Il poter girare in percorsi anche non completamente ciclabili, l'avventura, il poter godere della magnificenza e della potenza della natura selvaggia nella solitudine di un sentiero in alta quota, doversi confrontare e gestire gli imprevisti lontani anni luce dalla civiltà, dormire in rifugio o in bivacco come in visto in altri giri del nostro @iron.mike83 , questo per me è la vera essenza di questo sport ed è ciò a cui aspiro più di ogni altra cosa.
    Giri da 5/6 k d+ in giornata sono assolutamente cosa da mente "malata" :mrgreen: nel senso che lo vedo più come sfida una tantum...ma l'idea di base con d+ più umani e dormendo fuori (tenda rifugio o bivacco) è stupenda, un'avventura nell'avventura!!!!
    Io ho notato, almeno dalle mie parti, che la gente ha meno voglia e/o tempo di cimentarsi in cose "impegnative", ora vogliono la discesa "sicura" che da divertimento subito, non troppo impegnativa se no richiede tecnica e per imparare la tecnica serve appunto impegno, le salite meglio se fatte con l'elettrica o meccanizzate etc...il trend mi pare un po questo pero' credo anch'io che la vera essenza di questo sport sia molto legato alla natura ..pianificare itinerari incerti ..dormire in rifugio/tenda/bivacco..la scoperta della discesa che puo' essere flow ma anche tecnica e se e' tecnica il bello e' guardarsi indietro e dire: cavolo ma da dove sono sceso con pacca sulla spalla...credo che tutte queste cose abbiano ancora il loro fascino anche su persone che per vari motivi non le fanno..quindi teniamo duro!!:mrgreen::-?:


    scratera:

    ...l'avevo postata in uno dei primi post lo stesso itinerario con partenza da rovereto e fatto in giornata...
    Occhio che una piccola parte di quell'itinerario e' franato quindi impraticabile ;-)
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