Pedalare nel fango

Pedalare nel fango

20/12/2012
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20/12/2012

La carrellata di argomenti invernali prevede tutta una serie di articoli su come affrontare il fango. A dire il vero in questi giorni ho trovato ben poco fango e tanto terreno duro (terra indurita dal ghiaccio).

Come di consueto si inizia dalle basi. Vediamo quindi qualche trucchetto da utilizzare per uscire dal fango violento.

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Premetto che in caso di fango ai mozzi, di fango colloso (perchè chi ha girato in diversi posti sa che il fango cambia molto da un terreno all’altro), di fango “sabbie mobili” ecc ecc ci son ben pochi trucchetti che tengono. Si scende e si spinge o si cerca di rimanere in sella in qualche modo.

Questo articolo vuole essere dedicato a quel tipo di fango percorribile in bici e nel quale, pur a fatica, riusciamo ancora ad avere il controllo del nostro mezzo.

Inoltre non mi riferisco nemmeno a quella patina di fanghetto viscido che troviamo ogni tanto sui percorsi, la tipica fanghiglia che si crea quando piove 2 ore dopo un periodo di secco (e qunidi la sabbietta o polvere superficiale si trasforma in fango viscidissimo mentre il terreno sotto rimane duro). Intendo proprio il fango in cui le ruote entrano almeno fino quasi al cerchio. Man mano analizzeremo poi anche tutti gli altri tipi di fango ecc.

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La regola fondamentale da seguire in primis è di guardare avanti e lontano! (anche a bassa velocità almeno 5 metri dalla ruota ant!)

Per prima cosa questa operazione, come già detto mille volte, ci permette di avere una stabilità in più. Inoltre andremo ad avere un’idea chiara della linea da percorrere. Potremo perciò prepararci ad evitare o affrontare ostacoli.

 

Inoltre il fatto di guardare lontano evita che si vada a incorrere in quel fastidioso traballamento che ci fa salire a zig zag. A chi di voi non è mai successo che durante una salita o nel fango bello cattivo, a bassissima velocità, vi sentiate sbilanciare di lato e dobbiate zig zagare per tenere la linea corretta. Perfetto, se questo già su un single track danneggia la vostra precisione di guida, sul fango è veramente deleterio perchè, visto il fondo scivoloso, rischiate solo di trovarvi a dover compensare una gestione sbagliata dei pesi e a faticare il doppio per poi trovarvi con le ruote che scivolano e voi che non andate avanti. Tutto questo può essere evitato solamente tenendo lo sguardo alto e avanti… direi che ne vale la pena.

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Come vedete ecco l’errore… abbassando lo sguardo automaticamente mi sbilancio e sono costretto a cambiare traiettoria.

Altra regola fondamentale del fango. Marce più corte che con l’asciutto ma non cortissime. Una marcia troppo lunga vi farà fare troppa fatica e in caso di impantanamento non vi permetterà di avere quello spunto per poter uscirne. Una marcia troppo leggera rischierà invece di generare troppa coppia alla ruota. A parità di forza applicata al pedale infatti una marcia più corta genera una coppia maggiore sulla ruota (e una velocità minore).

Sul fango il grip del posteriore è l’elemento primario che dobbiamo ricercare. L’anteriore (in caso di fango vero di cui stiamo parlando come spiegato ad inizio articolo) crea un canale e quindi di base andrà dove vogliamo che vada senza rischiare di perdere troppo la linea. Il peso quindi sarà leggermente più arretrato che sull’asciutto sia in piano che in salita. In questo modo la ruota posteriore avrà più pressione e i tasselli morderanno un po’ meglio il terreno.

Questo tipo di approccio è indipendente dalla gomma usata o dalla pressione. A proposito di pressione se fate TUTTO il giro pedalato sul fango potrebbe essere utile abbassare leggermente la pressione del pneumatico…siamo nell’ordine degli 0,2 bar in meno rispetto alla vostra abitudine… può aiutare leggermente ma non fa la differenza.

Tornando a parlare di grip abbiamo detto che dobbiamo sempre privilegiare il posteriore, inoltre sarà fondamentale mantenere la pedalata più costante possibile.

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Poca spinta ci farà fermare o non ci darà quella velocità minima necessaria ad affrontare un eventuale ostacolo, troppa farà scivolare la ruota. Il segreto è quindi trovare il giusto compromesso, la cadenza di pedalata, la velocità e la spinta giusta per noi (il nostro peso, le nostre gomme, la nostra impostazione) e mantenerla sempre costante. Inutile fare scatti o cercare di forzare se vediamo zone più fangose o tecniche. Dobbiamo continuare con il ritmo imposto e cercare di rendere la guida più fluida possibile senza strafare.

Dobbiamo anche mettere in conto che la ruota posteriore potrebbe perdere aderenza ogni tanto. A questo punto sarà fondamentale allentare il ritmo e caricarla maggiormente se possibile, non farsi prendere dal panico e forzare sui pedali come fanno in molti. Se la ruota ha perso aderenza significa che l’attrito tra gomma e terreno non riesce più a gestire la coppia che applichiamo alla ruota. Se noi diminuiamo l’attrito togliendo peso al posteriore (ad esempio alzandoci sui pedali) e/o aumentiamo la coppia alla ruota forzando la pedalata, il grip non tornerà di certo.

Considerando che l’attrito statico è maggiore di quello dinamico (attrito statico tra ruota e terreno mentre la ruota ha grip, attrito dinamico mentre la ruota scivola), sarà fondamentale allentare la coppia sulla ruota (e cioè la spinta della pedalata) fino a che la ruota non avrà ripreso grip, a quel punto lentamente alzare di nuovo il ritmo fino a portarlo al ritmo tenuto fino a quel momento. Potrebbe in alcuni casi essere necessario addirittura fermare un istante la ruota e la pedalata e poi ripartire. Nel farlo mi raccomando di applicare pochissima spinta e sempre in modo molto progressivo in modo da non far salire troppo la coppia e rischiare così di perdere grip.

In soldoni quello che vi sto cercando di spiegare è che quando esageriamo e cerchiamo di accelerare troppo, applichiamo troppa spinta perdiamo grip, e quando perdiamo grip dobbiamo tornare non uno, ma due passi indietro, perchè per riprenderlo dovremo rallentare molto più di quanto abbiamo accelerato!

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Ingrediente segreto. Gomme.

Non è mia abitudine compensare le carenze di guida con l’utilizzo di componenti diversi o specifici (ed infatti come vedete dalle foto ho gomme maxxis larsen e crossmark… tutto tranne da fango). Devo però ammettere che però nel caso di fango avere gomme con tasselli radi (che scarichino bene il fango accumulato) e pronunciati fa davvero la differenza. Non parlo necessariamente di gomme apposta da fango, ma diciamo che una gomma da terreni morbidi ci darà tanto grip in più rispetto alla gomma “scorrevole” per eccellenza. Se come me amate pedalare in ogni stagione e i vostri giri prevedono abbondanti tratti nel fango magari è il caso di mettere in conto l’acquisto di una coppia di gomme per questa stagione. Cercate il giusto compromesso che faccia al caso vostro ma sicuramente la guida e il divertimento vi ripagheranno della spesa.

 

 

Anche RCM va in vacanza per natale, Ci vediamo quindi nel 2013 e vedrete delle super super sorprese per l’anno nuovo, la prima ve l’abbiamo presentata ieri con l’avvento dei Power Week Ends, vi sarà a breve la presentazione di corsi esclusivamente per la guida. Inoltre vedrete che sposors grossi credono in noi e nel lavoro che stiamo facendo. Questo ci darà ancor più motivazione per migliorarci e offrirvi un servizio qualitativamente sempre più alto!

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