Rampage 2015: Nick Pescetto nel deserto dello Utah

Rampage 2015: Nick Pescetto nel deserto dello Utah

13/10/2015
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13/10/2015

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Dopo essersi allenato sulle Black Hills, in Francia, Nick Pescetto torna nel deserto dello Utah per competere nella decima edizione della Red Bull Rampage, il contest di Freeride più estremo del mondo.

É la terza volta che Nick viene invitato all’evento. Nel 2013 non ha potuto partecipare a causa di una clavicola fratturata, mentre l’anno scorso durante l’allenamento si è procurato un infortunio al polso mentre inaugurava il Canyon Gap, provandolo per primo, e per questo motivo non ha potuto prendere parte alle qualifiche. Quest’anno è più carico che mai e ce la metterà tutta per passare le qualifiche.

Abbiamo selezionato le migliori foto che raccontano questi ultimi cinque giorni nello Utah, per darvi un’idea di ciò che sta accadendo qui e per avvicinarvi all’esperienza che Nick sta vivendo alla Rampage 2015.

Il primo giorno ha testato il suo nuovo Gambler 710 che i ragazzi di Scott hanno preparato appositamente per l’evento. Il famoso tracciato King Kong è una delle mete più frequentate dai rider in questi giorni, dato che prima di mettere le ruote sulla nuova area in cui si svolgerà l’evento, è bene abituarsi al particolare terreno dello Utah.

In questo video vediamo appunto Nick Pescetto sul trail King Kong.

Altra location molto frequentata dai piloti per l’allenamento è la vecchia area della Rampage. Questa montagna ha scritto la storia del Freeride negli ultimi dieci anni. Oltre ad aver ospitato la Red Bull Rampage, in quest’area Freeride Entertainmente ha girato la maggior parte dei contenuti di tutta la serie New World Disorder, fino a Where the Trail Ends.

La parte inferiore della montagna è piena di salti, drop e step down. Purtroppo quando siamo andati con Nick era molto ventoso, quindi abbiamo deciso di andare su altre discese piuttosto che trascorrere il pomeriggio a guardare gli altri rider che avevano difficoltà a raggiungere il landing senza distruggere la ruota posteriore.

Nel deserto non esistono risalite meccanizzate. Qui ogni pilota deve arrampicarsi, spingendo o portandosi la bici in spalla fino sulla cima. É un compito impegnativo, ma la ricompensa vale tutto lo sforzo.

Abbiamo trovato alcune linee relativamente semplici sulle quali Nick ha potuto mettere alla prova la sua nuova bici su questo terreno. Un primo contatto molto positivo nello Utah, che ci ha lasciati carichi e motivati per i prossimi giorni.

Venerdì scorso, prima di iniziare a costruire la sua linea, Nick ha visitato lo Zion National Park, assieme a Yannick Granieri, Louis Reboul, Pierre Edouard Ferry, Thomas Genon e altri locals che ci hanno portato a un fiume con panorama mozzafiato, dove ci si poteva tuffare dalle rocce e rilassarsi.

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Ogni giorno la sveglia suona alle 7:30, prendiamo gli attrezzi e ci mettiamo in marcia verso il deserto.

Nick aveva già le idee chiare dal primo giorno su quale sarebbe stata la sua linea. Ha individuato un doppio drop sulla parte alta della montagna che lo avrebbe portato verso il Canyon Gap dopo aver attraversato curve, pendenze, salti e drop. Inizialmente immaginava non ci fosse troppo lavoro da eseguire sugli atterraggi dei due drop, utilizzandoli praticamente al naturale. In realtà una volta iniziati i lavori ha realizzato di dover costruire da zero un atterraggio in uno dei punti più ripidi del versante.

L’organizzazione fornisce 50 sacchi vuoti, da riempire di sabbia, per risparmiare ore di lavoro nel creare cumuli di terreno per salti e atterraggi. Per la costruzione dei landing del doppio drop ne usiamo una ventina e abbiamo impiegato un giorno e mezzo per terminarlo. In seguito siamo scesi più in basso per costruire una rampa che Nick utilizzerà come hip. Il giorno seguente, finita la rampa, siamo tornati in cima per migliorare l’entrata del doppio drop.

Lavorare in questi canaloni è molto pericoloso dato che sono estremamente ripidi. Nick ha dovuto legarsi a una corda per cercare di sistemare l’ingresso al drop. Quello che sembrava essere un semplice lavoro di poche ore, ha finito per essere un inferno di tre giorni di lavoro ininterrotto. Alla fine ce l’abbiamo fatta e sembra che la linea sia quasi pronta.

Oggi iniziano le prove ufficiali. La maggior parte dei piloti avranno la possibilità di testare le proprie creazioni sulle quali hanno lavorato per così tanti giorni. Altri invece, una minima parte, continueranno a perfezionare le proprie linee.

Nick è determinato a dimostrare le sue capacità. Non vede l’ora di provare e assicurarsi che tutto funzioni a dovere. Noi intanto continuiamo a documentare la sua avventura, quindi restate sintonizzati per il prossimo articolo nel quale parleremo dell’esperienza di Nick dopo le prime sessioni di prove ufficiali.

Diretta Rampage sabato 17 ottobre a partire dalle 18:30 su Redbull TV

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