Immagino che Ulisse sia stato colpito da qualche crepacuore nei lunghi anni di peripezie per il Mar Mediterraneo, tra trasformazioni in maiali, occhi accecati, capricciosi giocatori di scacchi nell’Olimpo e mostri siculi. Che odissea!

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Tutto questo solo dopo una guerra, per giunta epica. Tra gli esametri colmi di avventura, che hanno ispirato la letteratura di millenni, il desiderio di tornare a casa, ad Itaca, auspicabilmente senza corna, trionfa persino sull’offerta di immortalità della dea Calipso.

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La Grecia, il suo mare e la sua storia millenaria ammaliano più dei canti delle sirene.

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Dopo quattro mesi di vita a stelle e strisce, cedo alle lusinghe del Mar Egeo che cattura Mauro, alle soglie del freddo inverno valtellinese, più degli archi naturali di arenaria di Moab.

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Il traghetto di Caronte trasporta, come vuole la leggenda, più morti che vivi…

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Ad attenderci al nostro risveglio il mio concittadino Alessio, Attilio e le gioiose pisciatine mattutine di Ariel sulle Five-Ten…

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Per Atene ho un ritorno di fiamma: amata tra i banchi di scuola traducendo Platone, fu poi rimpiazzata dagli integrali funzionali e dalle particelle quantistiche.

La capitale è una distesa interminabile di case e monumenti che si alternano come le epoche sotto l’occhio vigile del monte Ymmitos. Al centro batte il cuore della città e di tutta la civiltà occidentale, da dove secoli di storia e pensiero ebbero inizio. Il Partenone.

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Oggi, osservando motorini guidati da chiome al vento, libere da caschi e regole, che zig-zagano tra macchine in coda o in sosta su marciapiedi, penso all’Aeropago ateniese, espressione straordinaria e meravigliosa di democrazia per il tempo, e al nostro parlamento attuale: mi chiedo se 2500 anni non siano stati abbastanza per poter parlare oggi di Evoluzione.

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Pedalando e camminando per la città, il caos coinvolge più che travolgere in un ambiente pieno di vita e ospitale, che profuma di melograno.

Collage Atene

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Alessio sceglie come terapia d’urto per il mio lungo digiuno gli impegnativi sentieri di Ymmitos, da cui NON ammiro l’imponente distesa della città per evitare di addentare sassi.

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Il freeride ateniese sul monte Ymmitos è da urlo! Quale migliore ritorno!

I sentieri si creano ad ogni angolo al solo atto di voltarsi per affrontare la prossima curva.

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E ancor più emozionante è pedalare per l’Acropoli rincorsi dalla storia. Poco dopo aver fatto visita alla prigione di Socrate, scendiamo a perdifiato per i gradoni dove, lo scopriamo dopo, nacque la democrazia.

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La nostalgia di Atene e dei suoi tramonti è presto mitigata da un rilassante soggiorno sulla penisola di Pelion.

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Dal nostro appartamento, in trenta secondi di infradito, si raggiunge la spiaggetta privata sull’Egeo…

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…a molto meno di un aperitivo le cene di insalate e di pesce più fini e gustose della Grecia e, alle spalle, una gara di enduro.

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Ci godiamo la discesa in anteprima, non senza notare come la zona possa diventare l’Olimpo dei biker, a valle di qualche annetto di sudore e trailbuilding.

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Dal finestrino del nostro treno  scorrono scenari  sempre diversi ed ognuno è meta del nostro viaggio.

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Il prezzo da pagare è spartire il nostro cibo ed equipaggiamento da bici con i ciclopi, per mitigare l’ira di Polifemo.

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A pochi giorni dal nostro ritorno e avendo fatto il pieno di bellezza, dopo l’ultimo bagno a Damouchari tra gli omini di pietra, l’ultima meta è quella che più ci ha sorpreso e ci ha fatto innamorare.

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Le Meteore ci hanno lasciato letteralmente senza fiato.

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Monoliti di roccia compatta emergono imponenti per centinaia di metri dal nulla e ancor più dal nulla emergono dal loro ventre i monasteri, incastonati come pietre preziose.

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Questo è un caso in cui la magia diventa più credibile della realtà. Sarebbe più ragionevole pensare che la maga Circe abbia dato vita con un incantesimo a questi magici luoghi di culto, piuttosto che temerari monaci free-climbers si siano arrampicati per portarci le prime pietre.

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La sorpresa è ancora più grande quando scopriamo grazie alle nostre guide, Spyros e Vasilis, che lunghi e divertenti singletrack innervano questo luogo irreale.

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In cima al mondo accade l’inevitabile, la tragedia greca. Mentre immortalo gli eroi che si destreggiano tra i monoliti, il mio casco nuovo fiammante, comprato ad Atene, vola sospinto dal vento per centinaia di metri in un impenetrabile boschetto. Non posso pertanto comunicare l’esito del crash test e rompere la tradizione del casco perso in ogni vacanza. Devo ammettere però che non potevo riservargli una fine più gloriosa.

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Avere esplorato solo una minima parte dei sentieri delle Meteore è l’unica nota amara in una vacanza da sogno.

A differenza di Ulisse, saremmo contenti di vivere ancora qualche avventura in questi luoghi ospitali e meravigliosi, invece di fare ritorno a casa.

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Mentre il nostro furgone sfreccia nella notte greca per non perdere il traghetto, immagino che la dea Calipso mi offra il dono dell’immortalità in cambio di qualcosa di caro. Risponderei che ognuno di noi lo possiede già, ogni volta che viviamo un momento meraviglioso, qualcosa che non vorremmo dimenticare mai. Rimane tutto impresso nelle rocce, per sempre.

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Alessandra

 

Un grazie particolare agli amici di questa avventura. Senza di voi non sarebbe stata immortale!

ας ευχαριστώ!!!

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Altri scatti greci in arrivo sulla mia pagina!

Info pratiche

Il nostro giro in Grecia si è svolto lungo la penisola principale, percorsa in senso antiorario partendo da Patrasso ed arrivando a Igoumenitsa. Tre sono state le tappe principali:

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Atene
Abbastanza inutile dire cosa ci sia da vedere ad Atene dal punto di vista tursitico. Ciclisticamente parlando, le montagne che circondano la città offrono moltissime opportunità. Grazie alla presenza di sentieri storici ed all’attività di trailbuiding dei bikers ateniesi si trovano tracciati di ogni genere: cross country, piste da DH, tracciati FR preparati, sentieri naturali perfetti per l’enduro, salti in stile dirt e via discorrendo. Molto varia è anche la tipologia del fondo, che a seconda della quota e della zona varia dalle pietraie “Garda style” al sottobosco superflow.

Le nostre guide ad Atene sono state Alessio ed Attilio.

Alessio (Alessio Athens sul forum) è un Genovese trasferitosi ad Atene “perchè a Genova ti rompono le balle per qualsiasi cosa tu faccia” e…per Helen. Contattato tramite mtb-forum dopo aver letto un suo vecchio post, è grazie a lui che abbiamo avuto la possibilità di incontrare i vari locals che ci hanno dato supporto nel corso del viaggio. Alessio ha aperto la prima scuola di mtb in Grecia.

Attilio è di padre italiano e madre greca, entrambi pittori, e parla perfettamente italiano. Tradendo la tradizione famigliare, alla carriera artistica ha preferito quella di meccanico di biciclette e di guida, anche se la capigliatura tradisce un certo estro artistico (il sangue non è acqua).

Di seguito i loro contatti:
momentumacademy.blogspot.com
tzortzopoulosbikes

Penisola di Pelion
La penisola di Pelion è il posto ideale per terminare una discesa in mountain bike con un tuffo in mare e per strafogarsi di pesce al costo di una pizza in Italia. La località che abbina al meglio tutte queste cose è Kala Nera, sede di una tappa del circuito greco di enduro. Nelle vicinanze di Kala Nera si trova anche l’agenzia Montis Ordo di Alexandros, ateniese che al caos della metropoli ha preferito il lavoro di guida e trailbuilder. Se un giorno gli Alexandros dovessero crescere di numero l’area potrebbe diventare un autentico paradiso per la mountain bike, vista l’infinità di crinali dalla pendenza ideale che scendono verso il mare e le numerose strade di accesso.

Noi abbiamo soggiornato al Camping Sikia, il quale dispone anche di stanze ed appartamenti a prezzi abbordabilissimi.

Le Meteore
Nello spettacolo delle Meteore si trova una fittissima rete di singletrack. Tanto per capirci: qui ha sede una gara di cross country su un anello di 33 km, dei quali ben 27 sono singletrack!!! (…ed i sette rimanenti su strade forestali). Le pendenze raramente sono accentuate, e quando lo sono è solamente per brevi tratti. I tracciati sono per lo più fluidi e molto guidati, con continui cambi di pendenza. In altre parole, il posto perfetto per divertirsi alla follia con una bici leggera e pedalabile. Se invece si preferisce il lato gravity, sul versante opposto dell’ampia vallata sulla quale si affacciano le Meteore si trovano anche tracciati DH e la possibilità di compiere lunghi giri in stile all mountain. A portarci alla scoperta di questo ben di Dio sono stati Vasilis e Spyros, la nostra “guida personale” campione di pazienza e professionalità.

Ecco i loro contatti:
greekmountainadventures.com e rispettiva pagina facebook
FLOW Mountain Bike TOURS

Un posto carino dove dormire: mythos-guesthouse.com

  1. Eccola qui l’ Ale, finalmente !
    Vedo con piacere che l’ aluccia ferita si è sistemata per bene e ciò mi fa piacere.
    Al solito i tuoi report sono pozzi di cultura e poesia a quali ci si abbevera volentieri.
    Le foto, as usual, sono esempi di gusto estetico e di ricercatezza compositiva invidiabili…ti ammiro sinceramente…
    Un abbraccio !

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  2. Mi sono emozionato nel leggere il racconto,e ancora di più nel gustarmi le immagini….bello davvero.
    Brava alessandra, che dio ti mantenga in salute per farci apprezzare migliaia di altri racconti.

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  3. Ogni volta che vedo il titolo di un tuo report fotografico non vedo l’ora di leggerlo, ma altrettanto non vedo l’ora che non finisca!
    Questi sono i fotoreport che mi piacciono, che fanno assaporare il gusto di andare in MTB, non guardando tanto al cronometro, ma gustando ogni metro del trail attraversato, il tutto contornato da fotografie in cui vorrei volentieri essere il soggetto 😉 complimenti!!

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  4. Brava! Da amante della fotografia e della mtb, non posso che apprezzare un così grande talento. Visto che non ti conoscevo prima, ora mi vado a vedere i tuoi vecchi reportage. Continua cosi e facci sognare.

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    1. @giorgiocat tocchi un tasto dolente.
      Ti confido che stavo per portarmelo a casa. Ci ho meditato 4 giorni. “Mauro lo prendo o non lo prendo?”.
      Gli avevo pure dato il nome: come nella storia, Polifemo.
      Purtroppo non vivo in una reggia e quando ho capito che quelli del campeggio avrebbero dato da mangiare alla colonia (me l’hanno promesso), la scelta era tra la sua libertà ed una padrona, che sicuramente gli avrebbe garantito vaccini e vizi di ogni tipo (gli stessi dei 4 giorni)… Ho scelto quello che avrei scelto io al suo posto.
      Ho realizzato anche che era il più intelligente e furbo della cucciolata.
      Questo mi ha fatto propendere una seconda volta per la sua libertà. Intanto… a me manca.

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      1. eh mi sono trovato spesso anche io nello stesso dilemma… e sono finito a vivere con quattro mici in 50 mq… è che quando vedo un animale in difficoltà faccio fatica a resistere…infatti casa mia è più una colonia felina che una casa per bipedi umani…. però ti danno tanto!

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  5. Uno spettacolo assoluto la foto di Meteore e anche la pietraia di Atene, che ricorda molto il monte Taccone o il sentiero europeo E1…bellissimo anche il testo originale e calzante!
    Ma lo spettacolo più grande è vedere che finalmente sei tornata in sella, guarita!!!!!!

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  6. Alessandra, nei tuoi report non riesco più a decidere se sono meglio le foto o le didascalie.
    Sei veramente brava!
    E poi vederti sorridere mentre sei in bici è mille milioni di volte meglio che vedere i piedi di Mauro 😀 😀 😀
    La vera maga Circe sei tu che ci incanti tutti!!!

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