Steve Peat: “Non credo che l’enduro sia un buono sport professionistico”

Steve Peat: “Non credo che l’enduro sia un buono sport professionistico”

Marco Toniolo, 07/01/2016

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Probabilmente avrete già sentito quest’intervista a Steve Peat, che, alla domanda su cosa ne pensi dell’enduro, risponde:

Non penso che sia una buona disciplina professionistica. È possibile imbrogliare durante la gara. Alcuni dei pro vivono per settimane nelle location di gara, provando e riprovando i percorsi fino a conoscerli nei minimi dettagli. È sicuramente un ottimo modo per allenarsi o divertirsi con gli amici.

Che il Team Syndacate non veda l’enduro sotto buon occhio non è una novità. Minnaar non perde l’occasione per prendersela con Barel, dopo lo smacco di Punta Ala del 2013, quando il francese lo sorpassò in una PS (partiva 30 secondi dietro a lui). Ratboy ha partecipato svogliatamente ad alcune gare solo per esigenze dello sponsor, e qui veniamo al punto.

Minaar è quello dietro, appena sorpassato da Barel. Foto di Matt Wragg/Pinkbike

Santa Cruz deve gran parte del suo successo commerciale alle bici da enduro, ma stranamente non ha un team pro di enduro. Ogni tanto manda le tre leggende del Syndicate a qualche gara EWS, con risultati per lo più scarsi. Controvoglia e spesso incazzati, Peat, Minnaar e Ratboy non perdono mai l’occasione per sfottere gli enduristi. Personalmente mi è capitato a Finale Ligure di vedermi sfrecciare Peat a 5 cm, in un trasferimento, mentre faceva lo slalom fra gli spettatori, in una zona appunto non cronometrata, in discesa.

. @stevepeat and I clearly have the spirit of Enduro… Not many others do

Posted by Greg Minnaar on Friday, October 3, 2014

Se non fosse per la Nomad e la Bronson, Santa Cruz avrebbe ben altre dimensioni. E ben altre dimensioni avrebbero anche gli stipendi del Syndicate. Ma forse, ad un atleta che corre la sua ultima stagione da pro, queste cose non importano. Non sarebbe male però che un’icona della mountain bike portasse rispetto per i suoi colleghi.

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