[Test] BMC Fourstroke FS01 29

[Test] BMC Fourstroke FS01 29

21/09/2012
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21/09/2012

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Presentata a metà giugno a Lenzerheide, nel cantone elvetico dei Grigioni, (qui l’articolo), la BMC Fourstroke FS01 29 ha suscitato immediatamente grande interesse. E’ una full-suspended dal telaio monoscocca in carbonio unidirezionale ad alto modulo, realizzato seguendo il modello geometrico della Casa elvetica denominato BWC (Big Wheel Concept), studiato specificatamente per le 29”, nel quale prevale un tubo sterzo corto, un carro posteriore anch’esso corto, un orizzontale più lungo e un attacco manubrio corto. In tal modo si ha una posizione di guida molto “racing”, con una buona maneggevolezza e un ottimo controllo dell’avantreno anche alle alte velocità.

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Lo schema sospensioni è il tradizionale APS (Advanced Pivot System), cavallo di battaglia di BMC. Si tratta di un sistema di tipo VPP (Virtual Pivot Point), nel quale il punto di rotazione virtuale è posizionato in modo tale che la tensione della catena, in fase di pedalata, vada a compensare la compressione dell’ammortizzatore.  Il rapporto di leva molto basso (2.01:1) la rende inoltre molto sensibile anche ai piccoli urti.

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Il tubo sterzo è di tipo conico, con sezione 1.5”-1.1/8”, cui è ancorato un trave obliquo visivamente molto massiccio, dalla forma quasi esagonale ma privo di spigoli. L’orizzontale è invece piuttosto appiattito, e si congiunge al tubo sella mediate il caratteristico triangolo BMC.
Il carro posteriore, privo di giunto sui foderi, ha perno passante 142×12 mm, attacco disco integrato postmount e, in prossimità dello snodo alto della bielletta dell’ammortizzatore, presenta un pratico indicatore del “sag” della sospensione, molto comodo per regolare l’escursione negativa della medesima.
Utili e funzionali anche la piastrina antirisucchio catena tra l’obliquo e la guarnitura, la protezione del fodero posteriore basso destro e, sul medesimo, l’ancoraggio per l’eventuale tendicatena.
Guaine e tubazioni corrono tutte esternamente, convogliate sotto al generoso trave obliquo.
Il telaio è prodotto in tre misure (S, M, L), la più grande delle quali è accreditata per 2.040 grammi di peso, ammortizzatore incluso.

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Allestimento
La Fourstroke FS01 29 è prodotta in tre allestimenti diversi, che condividono il medesimo telaio. Sono tutti orientati al Cross country e alle Marathon. La versione avuta in prova era equipaggiata dal gruppo Shimano XTR completo, sospensioni Fox CTD entrambe da 100 mm (l’ammortizzatore ha rivestimento Kashima), ruote, reggisella, manubrio e stem Easton (per tutti i dettagli si rimanda alla scheda tecnica a fondo pagina). Oltre a questa versione con gruppo XTR, BMC ne offre una con gruppo SRAM X0 (stesse sospensioni ma componenti Easton un pochino meno pregiati) e un’altra con gruppo SRAM XX (ruote e sospensioni DT Swiss).
Nel catalogo elvetico si trovano anche la Fourstroke FS02 29 (con triangolo anteriore in carbonio e carro in alluminio, montata Shimano XT oppure “Trailcrew”) e la Fourstroke FS03 29 (telaio idroformato in alluminio a triplo spessore, gruppo Shimano SLX-XT oppure tutto SLX).

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Rilevazioni effettuate
Interasse: 1.160 mm (misura telaio “L”)
Carro posteriore: 445 mm
Altezza movimento centrale: 330 mm
Peso rilevato bici completa: 10.28 kg (pedali esclusi, misura telaio “L”)
Peso ruote in ordine di marcia (inclusi perni ruota, dischi, viteria, pacco pignoni, pneumatici e camere d’aria): anteriore 1.730 gr, posteriore 2.170 gr
Peso pneumatici: 660 gr cad.
Peso camere d’aria: 225 gr cad.

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Sintesi dei test
Altezza e peso del tester: 180 cm, 70 kg (senza abbigliamento)
Bici in prova: misura “L” (tutti i dettagli nella scheda tecnica a fondo pagina)
Periodo della prova: dal 5 Agosto al 20 Settembre 2012
Uscite effettuate: 6
Tempo totale di percorrenza: 36h.27min.
Distanza percorsa: 680 km
Dislivello in salita: 10.435 m
Percorsi effettuati: tipici del Cross country e Marathon, con tutti i tipi di fondo ma sempre asciutti o sporadicamente umidi nei tratti sottobosco

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Identikit
In ordine alfabetico le principali caratteristiche riscontrate sul campo, per una sintesi immediata del profilo di questa bicicletta.

• Comfort
• Efficienza sospensioni
• Maneggevolezza
• Reattività
• Rigidità laterale

La prova
Salendo in sella si ha l’iniziale sensazione di trovarsi su una bici lunga, perché la grande ruota anteriore è là davanti, come una prua, un po’ lontana dalla perpendicolare della piega manubrio a causa dello stem corto (di serie 80 mm).
In realtà le prime pedalate rivelano le perfette proporzioni ciclistiche messe in atto da BMC. Il carro corto e la leggerezza delle ruote consentono bei rilanci e accelerazioni.

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Sulle lingue d’asfalto – pianura, discesa o salita che siano – è consigliabile settare forcella e sospensioni nella posizione “Climb” mediante l’apposita levetta, in modo da sfruttare la totale rigidità del mezzo.
Sugli sterrati compatti o appena smossi è invece meglio far lavorare un pochino le sospensioni, posizionando le levette su “Trail”.
Quando il terreno si fa più accidentato, le unità Fox danno il meglio di loro stesse nella posizione “Descend”, pensato per la discesa.

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Ed è proprio sulle salite più aspre che questa FS01 29 si esprime al meglio. Le ruotone tritano facilmente gli ostacoli, il carro posteriore rimane sempre incollato al terreno. La posizione di guida, con il manubrio un po’ arretrato, è ottimale in quasi tutte le situazioni, solo nelle salite più impervie si vorrebbe un carico maggiore dell’avantreno, anche se non si giunge mai all’impennata indesiderata.

Nelle salite scorrevoli, così come in pianura, le ruote Easton consentono brillanti rilanci ed accelerazioni, coadiuvate da una geometria ben studiata (angolo sella 73.5°).

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Nelle discese tecniche si apprezzano l’anteriore basso e l’angolo di sterzo chiuso sui 70°, che offrono ottima maneggevolezza nel misto stretto, minimizzando quasi l’ingombro delle ruote. Le noie provengono dalle coperture, leggere finché si vuole ma prive di tasselli adatti al vero mtbiking.

Le discese veloci sono il banco di prova per la rigidità laterale di un telaio. Pur trattandosi di una full-suspended, la precisione delle traiettorie è sottima, i rilanci sui pedali sono sempre efficaci. La bontà ciclistica fa però emergere ancora una volta i limiti degli pneumatici, che offrono un buon grip solo nei settori più scorrevoli.

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E’ una bici che dà sicuramente il meglio sulle lunghe distanze, garantendo sempre un buon comfort, ma che per geometrie, reattività e rigidità potrebbe tranquillamente destreggiarsi anche nei tortuosi fettucciati Cross country.

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Valutazione componenti
L’assemblaggio di alta gamma è chiaramente indirizzato al Cross country, alle granfondo e alle lunghe marathon, scenari dove questa Fourstroke FS01 29 riesce a esprimersi al meglio.
La trasmissione Shimano XTR rappresenta il top della Casa giapponese. I comandi trigger “2 way release”, azionabili in entrambe le direzioni, tirando o spingendo la levetta nera di rilascio, non falliscono un colpo. Il cambio posteriore XTR Shadow RD Plus, a gabbia lunga, è sempre estremamente preciso nell’innesto della catena sul pignone desiderato.

Per la guarnitura, BMC propone una tripla, con corone 42-32-24, mentre il pacco pignoni a 10 rapporti è scalato 11-36. Diciamo pure che il 42×11 su una 29” è un po’ duretto da spingere (con una pedalata si percorrono infatti poco più di 8.2 metri) e trova applicazione solo in alcuni frangenti pianeggianti o di discesa scorrevole, nella quale si possa considerevolmente aumentare la velocità di crociera. Tuttavia la rapportatura complessiva è perfettamente spaziata e omogenea, pertanto si riesce sempre a trovare la combinazione più idonea, anche se con la tripla corona occorre sempre prestare attenzione ai deleteri incroci catena.

I freni Shimano XTR, qui con rotori da 180 mm, offrono una frenata molto lineare, sempre facile da gestire. Se sollecitati continuamente nelle discese più ripide, si surriscaldano ed emettono un fastidioso fischio, perdendo un pochino in termini di potenza.

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Le sospensioni sono di prim’ordine. La forcella FOX Float 29, con steli da 32 mm, è regolabile in compressione (con la valvola pneumatica sulla sommità dello stelo sinistro), in estensione (con il registro rosso alla base del fodero destro) ed è dotata del meccanismo CTD (Climb, Trail, Descend), settabile tramite una levetta blu posta in cima allo stelo destro. Nella posizione Climb la forcella è totalmente rigida, in quella Trail ha un affondamento progressivo fino a circa il 50% dell’escursione, unita a un carico di stacco più elevato rispetto alla posizione Descend, nella quale lavora nella sua intera escursione.
L’ammortizzatore FOX Float, dotato del rivestimento Kashima per aumentarnee la scorrevolezza, ha funzionamento analogo. La levetta CTD di colore blu è situata in cima al corpo ammortizzatore, dove trova posto anche il registro rosso di rebound.

Le coperture Continental Race King per camera d’aria sono abbastanza paffute e ammortizzano bene le piccole asperità. Hanno però una tassellatura piuttosto modesta – e lateralmente non c’è nulla – cosa che facilita la scorrevolezza ma penalizza la tenuta in curva e i cambi di direzione. All’anteriore serve parecchio carico per garantire una direzionalità accettabile. La carcassa di questi pneumatici è piuttosto sottile e le forature – soprattutto quelle da spina – sono un pericolo costante. Disponendo di cerchi nativi tubeless, è consigliabile utilizzare delle coperture di tipo TNT con il classico lattice, eliminando l’ingombrante camera d’aria.

Inconvenienti riscontrati nel corso della prova
Cinque forature (tre anteriori e due posteriori) causa spine.

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Scheda tecnica
Telaio: BMC carbonio unidirezionale ad alto modulo, monoscocca, geometria BWC, schema sospensione APS, tubo sterzo conico, attacco disco posteriore integrato postmount
Forcella: FOX 32 Float 29 CTD, escursione 100 mm, cannotto conico in ergal 1.5”-1.1/8”, levetta Climb-Trail-Descend sullo stelo destro, perno passante 15QR
Ammortizzatore: FOX Float CTD, 6.5”x1.5”, Kashima coat
Serie sterzo: Cane Creek integrata 1.1/5”-1.1/8”
Curva manubrio: Easton EC70 carbonio, 31.8 mm, larghezza 680 mm
Attacco manubrio: Easton EA90 alluminio, inclinazione 0°, diametro conchiglia 31.8 mm, estensione 80 mm, viteria in titanio
Manopole: gomma
Comandi: Shimano XTR trigger I-spec “2 way release”, 3×10 speed
Freni: Shimano XTR Ice-tech, rotori 180 mm
Deragliatore: Shimano XTR, montaggio diretto
Cambio: Shimano XTR Shadow RD Plus, gabbia lunga
Guarnitura: Shimano XTR, corone 42-32-24, pedivelle 175 mm
Movimento centrale: Shimano XTR BB-90 Press Fit
Pacco Pignoni: Shimano XTR 10 speed, 11-36
Catena: Shimano XTR 10 speed
Reggisella: Easton EC70 carbonio, diametro 31.6 mm, morsetto fissaggio sella a doppia vite
Sella: Fi’zi:k Tundra 2 braided, carrello in carbonio
Ruote: Easton EA90 XC 29” UST, raggi Sapim 2.0/1.7/2.0, nipples ergal, mozzi M1 su cuscinetti, perno passante anteriore 100×15 mm, posteriore 142×12 mm
Coperture: Continental Race King 29×2.20 pieghevoli, per camera d’aria
Camere d’aria: Schwalbe SV19, 28×1.50-2.35
Batticatena: BMC neoprene
Pedali: non inclusi
Misure disponibili: S, M, L
Colorazioni disponibili: naked/brown (in prova), Team red
Prezzo: 6.499 euro

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