[Test] Caffelatex di Effetto Mariposa

[Test] Caffelatex di Effetto Mariposa

24/04/2012
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24/04/2012

Da quasi 6 mesi io e Muldox stiamo utilizzando il Caffelatex di Effetto Mariposa per sigillare le nostre gomme. Durante questo arco di tempo abbiamo potuto provarlo in tantissime situazioni, dalle condizioni autunnali con i ricci delle castagne per terra all’affilato calcare sardo, passando per il gelo invernale. Numerose sono state anche le gomme e i cerchi che abbiamo sigillato con il Caffelatex, dai Mavic Crossmax SX ai cerchi Spada Rapido 29 con cerchi ZTR, fino ad arrivare ai recenti Enve in carbonio.

Anche le gomme usate sono state diverse, dagli Onza Ibex DH alle Continental Rubber Queen, dalle Schwalbe Racing Ralph 29 alle Bontrager 29-4, alcune tubeless ready, altre no.

Il motivo di una tale lunga durata di un test è semplice: non è possibile stabilire a priori come si fora una gomma, né come una pietra la squarcia. Avremmo potuto metterci in garage ad infilare chiodi in qualche copertone usato per vedere cosa succedeva, ma non sarebbe stata una prova plausibile.

Un breve riassunto degli indubbi vantaggi della latticizzazione: non si pizzica più, si risparmia sul peso della camera d’aria e si possono usare pressioni inferiori, sempre stando attenti a non scendere sotto un certo limite per non stallonare o danneggiare i cerchi. Qui trovate le istruzioni per come latticizzare le vostre gomme.

Sigillare una gomma con il lattice Caffelatex

Buttata su la gomma con fatica più o meno grande sul cerchio e appurato che tenga l’aria per almeno qualche minuto, abbiamo poi inserito una quantità variabile di Caffelatex (a seconda della dimensione della gomma) nel copertone grazie al pratico siringone fornitoci da Effetto Mariposa, senza sporcarci. Il Caffelatex, in questa situazione, fa egregiamente il suo lavoro, sigillando gli eventuali minifori della gomma rapidamente. La tenuta dell’aria è ineccepibile anche per lunghi periodi. Anzi, possiamo dire che tiene meglio di una camera d’aria.

Comportamento con le spine
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Nella foto qui sopra potete vedere cosa succede quando si monta una camera d’aria e si pedala in una regione ricca di spine (in quel caso la Bolivia). Stando più vicino a casa nostra, dove in autunno i sentieri si riempiono dei ricci di castagne, le spine non sono così grandi, ma bucano le camere d’aria lo stesso. L’aria esce più lentamente. Il classico è mettere la bici in garage dopo il giro e, tirandola fuori il mattino seguente, ha le gomme a terra.

Latticizzando con il Caffelatex abbiamo risolto questo problema e non abbiamo bucato una volta che fosse una a causa dei ricci durante lo scorso autunno.

Passando a spine più serie, come quelle che si trovano in certe zone della Liguria e della Sardegna, dobbiamo dire che il risultato è stato lo stesso, fin quando la spina è rimasta conficcata nella gomma. Se una spina di un rovo, quindi abbastanza grande, usciva dal copertone, il Caffelatex faceva fatica a tappare il buco, pur trattandosi di una foratura di circa 1mm.

Comportamento con forature provocate da sassi taglienti
[img]http://fotoalbum.mtb-forum.it/image.php?id=117944&s=576[/img]

La credenza comune che il lattice possa fermare la fuoriuscita di aria quando una pietra squarcia la gomma non ha avuto riscontri tecnici sul campo. Per dirla fino in fondo non solo il Caffelatex, ma nemmeno il concorrente No Tubes possono fare qualcosa contro questo tipo di foratura. Notate bene, non stiamo parlando di squarci da 1cm o superiori, ma da tagli da 1mm in su, quindi molto piccoli. Il caso della spina che non rimane conficcata nella gomma è emblematico.

I tagli non sono mai precisi come quelli di una lama di coltello, quindi quando diciamo che il buco è stato di 1mm di larghezza dovete anche pensare che ci sono delle slabbrature nella gomma. Più volte ci è capitato e quasi sempre siamo stati costretti ad inserire una camera d’aria nel copertone, pur avendole provate tutte, vale a dire continuando a pedalare e quindi a far girare la ruota, a sgonfiare un po’ la gomma e facendola girare con basse pressioni, a tenere su un dito per qualche minuto. Solo una volta, nel caso della foto qui sopra, il buco di circa 1mm si è chiuso dopo diversi tentativi.

Abbiamo anche provato ad attivare il lattice con lo Zot!, attivatore fornitoci da Effetto Mariposa, ma il risultato non è cambiato. In un primo momento, a gomma semisgonfia, il lattice con lo Zot! ha serrato il buco che però si è riaperto appena riportavamo la gomme a pressioni normali (circa 2 bar).

Conclusioni
Il Caffelatex funziona egregiamente quando si vogliono sigillare le gomme, per non usare la camera d’aria. Funziona perfettamente anche in presenza di spine, quando queste sono di piccole dimensioni come quelle delle castagne o quando rimangono conficcate nella gomma.

Non aspettatevi effetti miracolosi quando tagliate la gomma sulle pietre, dato che la pressione elevata dell’aria farà di tutto per far uscire il lattice, anche se il foro è di 1mm o poco più.

In ogni caso, da quando latticizziamo le gomme, buchiamo molto meno. Pizzicare la camera d’aria, la nostra causa più frequente di foratura, è diventato un ricordo. Quando poi si cambiano la gomme e si vedono quanti buchi di spine & similia il lattice ha tappato senza che noi ce ne fossimo accorti, si apprezza fino in fondo questa soluzione, molto più al passo dei tempi delle vecchie camere d’aria.

Nota
Continuiamo ad usare il Caffelatex e nel nostro zaino c’è anche lo Zot!. Vi teniamo aggiornati in questo articolo.

Aggiornamento
Effetto Mariposa ci fa sapere che da inizio 2012 ha migliorato la formula. Il lattice in nostro possesso era del 2011. Continueremo il test con il prodotto 2012, che a quanto pare funziona meglio. Questo un dato mandatoci da EM:

Schwalbe Furious Fred 29×2.00, peso 405g.
Tempo di riparazione foro con punta da 4mm:
Formula pre-2012: 1’48”
Formula 2012: 13″

State sintonizzati!

Il sito di Effetto Mariposa.

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