[Test] Garmin Edge 1000

[Test] Garmin Edge 1000

Marco Toniolo, 30/08/2016
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Marco Toniolo, 30/08/2016

Il Garmin Edge 1000 è il prodotto di punta della linea Edge, ed è stato pensato in particolare per il ciclismo. La sua particolarità sta nel touchscreen dalle dimensioni generose: 3″ diagonale, con risoluzione di 240×400 pixel, per permettere una facile navigazione quando si seguono delle tracce.

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Con l’Edge 1000 Garmin ha inoltre iniziato a rendere i suoi apparecchi sempre più interconnessi con gli smartphone e il web: è possibile infatti collegare il proprio telefono tramite Bluetooth e Garmin Connect, per poter leggere sullo schermo del 1000 i numeri/nomi delle chiamate in arrivo (ed email se si usano i programmi standard), le SMS e sincronizzare le proprie attività automaticamente su Garmin Connect (e dunque Strava). Non solo, il 1000 si può agganciare anche alle reti wifi, permettendo di sincronizzare tutto senza cavo.

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Non è solo un GPS cartografico, ma ha anche tutte le funzioni necessarie per allenarsi professionalmente con cardiofrequenzimetro, misuratore di cadenza, di potenza,e  interfaccia per i gruppi elettronici come lo SRAM e-Tap e lo Shimano Durace. Se conoscete gli altri prodotti della linea Garmin Edge, il 1000 si può definire come la somma del 520 e dell’810 (ora 820).

A livello di navigazione troviamo un’interessante funzione, quella di potersi agganciare contemporaneamente alla rete di satelliti GPS (di matrice americana) e a quella Glonass (russa), aumentando così la precisione nella determinazione della propria posizione. In questo caso il consumo della batteria è maggiore rispetto a quando si sceglie una sola rete.

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La memoria disponibile è di 7.7 GB, di cui gran parte è occupata dalle mappe precaricate, fra cui la Garmin Cycle Map Europa, ma è presente uno slot per schede SD. Prima di utilizzarlo, vi abbiamo caricato le OpenMTBmaps delle Alpi, per un totale di 700MB.

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Il peso rilevato del Garmin Edge 1000 è di 116 grammi, a cui va aggiunto il supporto per bici. Nella confezione si trova quello classico da fissare con gli elastici al manubrio/pipa e quello “a prolunga” che vedete nella foto qui sotto.

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Le ulteriori caratteristiche del Garmin Edge 1000 si trovano qui sotto, e sul sito Garmin.

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Sul campo

Abbiamo provato il Garmin Edge 1000 durante tutta l’estate, in ogni condizione climatica. Fattore importante questo perché, se da un lato non si mette in discussione la sua impermeabilità, quello che ci è capitato con diversi Garmin Edge è la discrepanza del dislivello registrato da quello effettivo, a causa di una membrana che andava a “chiudere” l’altimetro barometrico in caso di elevata umidità. Non è successo con il 1000 che, anche sotto il diluvio, è sempre rimasto preciso nella conta dei metri di dislivello.

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La procedura di ricerca dei sensori tramite ANT+ è semplice e immediata grazie al generoso touchscreen. Vi abbiamo attaccato un cardiofrequenzimetro, un misuratore di potenza e lo SRAM eTap (per bici da strada), disponendo poi i dati su diverse schermate a piacimento. Anche con i guanti, è facile smanettare con il 1000, perché lo spazio dedicato a ciascuna voce è sufficientemente ampio da poterlo fare anche quando si pedala. Il rovescio della medaglia sta nelle dimensioni dell’apparecchio, piuttosto voluminoso, ma ci si fa in fretta l’abitudine e quando si passa ad un 520 sembra tutto stranamente piccolo e difficile da maneggiare. Di certo è più difficile trovare il posto adatto per fissarlo sul manubrio, in particolare se avete diversi spacer sopra la pipa. La soluzione più semplice è il supporto in plastica che porta in avanti il 1000, facilitando anche la sua lettura quando si pedala, perché si deve piegare di meno la testa (e si perde meno di vista la strada), anche se poi la posizione è piuttosto esposta in caso di cadute.

A proposito di cadute, abbiamo provato anche queste, se non si stringe troppo il supporto al manubrio (come le leve dei freni), il supporto si gira e non si creano danni,  e spesso il 1000 neanche si stacca.

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Una volta acceso, l’Edge 1000 è molto veloce a trovare i satelliti e la nostra posizione, soprattutto quando si combinano i due sistemi GPS e Glonass. Più lento è l’altimetro barometrico nel trovare la quota a cui ci troviamo. Immediato l’aggancio ai sensori ANT+. Per poter attivare le notifiche e la sincronizzazione automatica del telefono è necessario far partire la app Garmin Connect sul telefono stesso, non basta dunque attivare la connessione Bluetooth.

La cosa che più ci ha colpito del 1000 è la sua precisione quando si naviga seguendo una traccia, e la velocità nel “muovere” le cartine OpenMTB nella giusta posizione, salvate nella memoria fissa. In pratica ci si trova sempre con la schermata aggiornata, a livello cartografico. Il segnale proveniente dei satelliti è sempre stato preciso: in tre mesi di test le uniche occasioni in cui lo abbiamo perso è stato nelle gallerie.

Abbiamo sempre lasciato la luminosità del touchscreen nella modalità automatica, ed è sempre stato facile leggere i dati in ogni condizione di luce, indipendentemente se il display fosse in controluce o con il sole che ci batteva in maniera diretta.

Tutto questo ha un costo, ed è quello della durata della batteria. Durante il giro più lungo, durato 9 ore pause comprese, abbiamo usato il navigatore per circa 1 ora, ed alla fine è rimasto circa il 12% di batteria. Quando si scende sotto il 20% compare una notifica, e qui sarebbe stato il caso di scollegare almeno la rete di satelliti Glonass, ma non l’abbiamo fatto proprio per testare la durata della batteria. Inoltre, quando si sa di stare in giro tutto il giorno, è consigliato usare solo una rete, e spegnere il Bluetooth. Rimane il fatto che la batteria non è intercambiabile, ma si potrebbe caricare sul campo tramite una batteria per cellulari, visto che si carica tramite cavo Mini USB.

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Per gli amanti delle competizioni virtuali, il Garmin Edge 1000 offre la possibilità di scaricare i segmenti Strava che interessano e vedere in tempo reale come si sta andando, però solo se si è sottoscritto l’abbonamento Strava Premium. Avendolo provato, dobbiamo dire che deve essere ancora migliorato quando si percorrono segmenti lunghi (dai 20 minuti in su) e si cambia dalla schermata del Live Segment ad un’altra, tornando indietro spesso non la si trova più.

Conclusioni

Il Garmin Edge 1000 è un apparecchio super accessoriato che farà la gioia di chi va tanto in bici. Ci ha colpito in particolare la sua precisione e affidabilità del segnale satellitare, di gran lunga la migliore fra tutti i prodotti Garmin provati negli anni. Il touchscreen di grandi dimensioni è molto pratico quando si pedala seguendo una traccia, facilitando l’orientamento in ogni condizione di luce. La sua interconnettività con smartphone e web è al passo coi tempi, e rende facile scaricare/caricare le attività sui siti preferiti.

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