[Test] GT Fury

[Test] GT Fury

13/07/2016
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13/07/2016

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Alcuni anni fa, quando correvano per GT, gli Atherton hanno collaborato a disegnare una nuova bici da Downhill partendo da zero, in modo che fosse perfettamente adatta alle loro esigenze. Lunga e stabile, ha sospensioni con una curva di compressione lineare. Grazie al particolare schema di sospensione, in pedalata è neutra ed efficiente: una qualità fondamentale quando si corre contro il cronometro. È in alluminio, ma in compenso ha un prezzo interessante di 2170$ per il solo telaio: montarsi una Fury è un lavoro veloce e tutto sommato non troppo costoso per il rider non professionista. Abbiamo testato a fondo questo telaio, ecco cosa ne è emerso.

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Dettagli

• 4 Taglie : XS, S, M, L
• $2170.00 (US Dollars). Prezzi europei con montaggi qui.
• Escursione: 210mm
• Sospensione “Independent Drivetrain”
• Ruote 27.5″
• Sterzo 1.5″
• Ammortizzatore Fox DHX2, 9.5″x3″  – 4 way
• 4.8kg (Taglia L, pesato da noi, con ammortizzatore, perno posteriore e collarino reggisella)

GT Fury Geometry

GT Fury Geometry

Prime impressioni

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Tutte queste saldature…

La prima cosa che salta all’occhio della Fury è la sua robustezza. I tubi sono massicci ed il telaio è montato con cuscinetti e viti ben dimensionati. Il braccetto dell’ammortizzatore è piccolo ma robusto, inoltre va notato che serve solo ad irrigidire il telaio dal punto di vista torsionale e togliere questo compito all’ammortizzatore, che altrimenti finirebbe per diventare un elemento strutturale. Di conseguenza questo link non gioca alcun ruolo nella curva di compressione della sospensione. L’area del movimento centrale è parecchio interessante. Il fulcro principale si trova poco sopra il mc, che a sua volta si trova in un blocco separato, con attacchi ISCG-05, che è collegato al triangolo principale ed al carro tramite altri braccetti.

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Il Fox DHX2

Il Fox DHX è personalizzabile al massimo, quindi non ha bisogno di setup specifici per i  diversi telai. In effetti, GT dà ai biker una regolazione da usare come punto di partenza per poi personalizzare il comportamento della sospensione ed adattarlo ai propri gusti. Il ritorno è regolabile esternamente e in modo separato alle alte e basse velocità, con una brugola da 3 o 6mm. Fox ha a catalogo molle con incrementi di 25 libbre, così è facile per tutti trovare quella adatta al proprio peso e stile di guida.

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Forcellini massicci, un perno ben rinforzato e la protezione per il fodero orizzontale.

Abbiamo montato la nostra Fury con un mix di componenti presi dalla nostra Gambler. A parte il movimento centrale, praticamente tutto è stato spostato dalla Scott, così ci possiamo concentrare meglio sul solo telaio.

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La Fury montata come nel test.

Prova sul campo

Cominciamo col dire che la Fury è la bici più rigida che abbiamo mai provato. Nella maggior parte dei casi questo aspetto è positivo, ma bisogna tenere in conto che non si tratta di una bici facile o per biker pigri. Richiede (e premia) un rider forte che la sappia condurre. La Fury è costruita per le gare e fatta per essere portata dal rider e non viceversa. È anche la taglia L più lunga mai guidata per noi, forse è anche una delle più lunghe in commercio (ma non siamo sicuri su questo). Per quanto ci riguarda, è la L perfetta per un biker alto 183cm. Non solo è lungo il triangolo principale, ma anche il carro, con i suoi 422 mm. Ne segue che la bici è stabile in velocità o su curve larghe, mentre il rovescio della medaglia è chiaro sui tratti lenti e tecnici, i cui i foderi lunghi rendono la bici più difficile da manovrare. Tutto sommato un carro come questo difficilmente metterà in difficoltà un biker che corre a livello elite, e non a caso gli Atherton lo hanno voluto proprio così.

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Ok, abbiamo chiarito che la bici è lunga, ma male che vada si può sempre scegliere la taglia inferiore. Ma c’è altro che distingue la bici da gara dalle altre: la curva di sospensione della Fury è molto lineare. Mangia molto bene gli urti di media entità e sembra non perdere mai tenuta, nè finire ad usare solo gli ultimi cm di corsa. È una sospensione estremamente plush e se non si usa una molla duretta può sembrare che ondeggi un po’. Pur essendo così lineare, ha mostrato una buona resistenza ai finecorsa, anche se d’altra parte la Fury non è la bici più reattiva che esista. Il nostro tester, dal peso di 84kg, ha usato principalmente una molla da 450lbs, con cui si è trovato bene sulla maggior parte dei tracciati tecnici, da DH “veri”. Col senno di poi, dopo un viaggio a Whistler ed al Coast Gravity Park, forse avrebbe optato per una molla da 475lbs o addirittura 500 per avere un po’ più di reattività e supporto.

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Visto che parliamo di bikeparks, dobbiamo dire che la Fury in queste occasioni ha fatto il proprio lavoro senza però entusiasmarci. Dopotutto è una bici da gara ed girare in bikepark è diverso… Probabilmente se la sarebbe cavata bene con un ammortizzatore ad aria, per dare un po’ di progressività alla sospensione. Sfortunatamente però non esistono ammortizzatori ad aria che trovino posto in questo telaio. Pedalata e frenata sono rispettivamente neutrale ed efficace. Considerando che l’escursione è di 210mm, in pedalata la Fury si comporta in maniera veramente notevole.

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Sul tecnico è difficile trovare una bici migliore. Dire che è stabile è dire poco: la Fury è eccellente in velocità ed sullo scassato dà un sacco di sicurezza. Ricordiamo però che non è una bici facile: è rigida e richiede un rider forte. Il movimento centrale non è particolarmente basso, ma è posizionato correttamente, trovando il giusto compromesso tra lo spazio necessario per non sbattere coi pedali e la posizione bassa che facilita le curve.

Per quanto riguarda la durata, dobbiamo dire di non aver avuto alcun problema con questa bici. Sono alcuni anni ormai che corre sui tracciati di coppa del mondo, non ne abbiamo mai vista una rotta. Su questa bici Kyle Strait ha vinto la Red Bull Rampage ed un sacco di gare sono state vinte con la Fury dagli Atherton: è stata messa alla prova decine di volte.

Conclusioni

Esistono un sacco di bici da DH che strizzano l’occhio anche ai rider da bikepark, cercando di soddisfare i racer ed i biker che mettono il divertimento davanti a tutto. GT invece si è concentrata solo sulle gare: ha creato una bici da World Cup e l’ha resa accessibile anche al mercato consumer.

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Per chi è la Fury? Innanzitutto per i racer DH, e considerato il prezzo, andrà benissimo anche per i privati. Ancora di più se consideriamo quanto sia robusta ed affidabile. Anche chi non fa gare però, ma gira su percorsi molto molto tecnici può prenderla in considerazione, tutto considerato potrebbe a nuovi livelli di confidenza.

www.gtbicycles.com

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Ric21
Ric21

Potreste consigliarmi una buona bici da bike park?

kristian
kristian

Veramente una “spada” ma da mandare sulle piste “sue”…
..più facile che non ti ci arrivino le coronarie , o che non ci credi che possa passare indenne sopra a “certi” passaggi….
…non facile come bici, ma che spettacolo in curva..

giallo
giallo

Che senso ha la regolazione del RITORNO alle basse e alle alte quando la velocità è costante perchè data dalle caratteristiche della molla. Forse c’è un errore! La regolazione differenziata delle velocità è utile in COMPRESSIONE dove sono gli impatti sul terreno ad essere variabili ( Esempio: lo schiacciamento in curva è “lenta velocità”, l’atterraggio da un salto è “alta velocità).

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@giallo Ti sbagli, il DHX2 ha la doppia regolazione anche sul ritorno. Vedila così: la regolazione HS interviene a seguito degli impatti più violenti, quelli che maggiormente comprimono l’ammo, contrastando le forze di riestensione più forti ed evitando quindi che l’ammo ti “spari via” (al contempo deve però ritornare abbastanza velocemente per essere pronto ad assorbire l’urto successivo). Le LS controllano il ritorno a seguito delle compressioni minori, ad esempio quelle indotte dalla pedalata. I fin dei conti è la stessa regolazione che ha il Vivid, ad esempio, solo che in quel caso è più intuitiva da comprendere perchè chiamata “beginning stroke rebound” e “ending stroke rebound”.
Ci sarebbe poi un ulteriore aspetto da considerare, e cioè quanto l’ammo viene “scaricato” dal peso del rider durante la fase di riestensione, cosa che non è costante e dipende dalle situazioni. Anche in questo caso ti trovi con diverse velocità di riestensione.
Si tratta comunque di regolazioni di fino che non so fino a che punto un biker “medio” possa apprezzare o sia in grado di mettere a punto correttamente, ma questo è un altro discorso.

Gabriele Becciu
Gabriele Becciu

C’è da fare alcune precisazioni: carro 442 e
“Sono alcuni anni ormai che corre sui tracciati di coppa del mondo, non ne abbiamo mai vista una rotta.” non è corretto! Proprio qui sul Mag avete pubblicato un video di Suding che ne apriva una in due.
Che comunque dacci dentro giorno dopo giorno, se sei un pro’ (ma non solo?) prima poi l’allume si apre!

Sdrumo
Sdrumo

Non vorrei dire una stupidata ma quella rotta da suding era la carbon bianca nera e rossa!
Sono quasi sicuro, ma non mi fido mai troppo della mia testolina 😀

ferrilamiere
ferrilamiere

infatti era il modello precedente

Gabriele Becciu
Gabriele Becciu

Il telaio di quell’occasione era già questo in alluminio. Al massimo una pre serie..
Lorenzo aveva notato l’increspatura sotto il cannotto sterzo, ma girò lo stesso…

Sdrumo
Sdrumo

Essssi mi sa che hai ragione! Il telaio è questo non è quello vecchio, ho rivisto il video e mi sembra proprio così..

Quindi a meno che non fosse un prototipo carbon, e dubito, era in alluminio!

louannescrymgeou
louannescrymgeou

non vorrei sembrare uno che la spara grossa ma secondo me per trovare una mtb da discesa che si apre perché sfruttata troppo sfruttata bisogna cercarla veramente vecchia o impegnarsi a trovarla , nel senso che purtroppo per la maggior parte di noi la dh è qualcosa che puoi praticare solo il fine settimana e nei periodi che te lo consentono , non è come cercare un usato xc dove chi lo aveva sarà uscito tutte le sere dell’ anno più le garette nel fine settimana .

gdipaola
gdipaola

Io nella mia limitata esperienza ho visto ben 3 fury non crepate ma bensì ammaccate, ovvio può capitare a qualsiasi telaio se si prende una botta grossa….ma questo sembra essere particolarmente “tenero”:(

200mm
200mm

Ma si sa quanto pesa così montata?

ManuelIob
ManuelIob

Ciao ! Ho letto nell articolo che “non esistono ammortizzatori ad aria che trovino posto in questo telaio”…
Possiedo questa bici, e fino a qualche mese fa montavo un Double Barrel Air, con serbatoio normale non xVol e ci stava senza problemi. Vorrei montare in futuro il nuovo Fox Float X2, e quindi m’informerò se anche questa riuscirà a starci o no !

 

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