[Test] LeeCougan Crossfire 29

[Test] LeeCougan Crossfire 29

16/02/2013
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16/02/2013

Proseguono i test di Mtb-Forum.it nel mondo delle bici xc. Questa volta siamo andati in casa LeeCougan per provare una Crossfire 29.


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Prime impressioni

In occasione di questo test, il distributore italiano per Leecougan, Stardue s.r.l, ci ha inviato una full da 29” allestita sostanzialmente, ad eccezione di ruote e freni, con un mix della componentistica montata sui due modelli di punta Crossfire, la versione Team e la versione Race entrambe dotate del medesimo telaio Crossfire, con ruote da 29 pollici ed escursione anteriore da 100 e posteriore da 90 mm.

Il telaio Crossfire, versione 2013, presentato nell’autunno del 2012, è progettato in due taglie, S ed M, ed é rivolto ad un uso prettamente crosscountristico. Composto in fibra di carbonio unidirezionale, si caratterizza per delle geometrie piuttosto compatte, in cui spicca un angolo sella piuttosto pronunciato pari a 73°, volto a migliorare la guidabilità e manegevolezza, pur in presenza di un angolo di sterzo di 71° che se da un lato favorisce l’efficienza di pedalata in salita, dall’altro tende a ridurre la guidabilità del mezzo. La combinazione dei due angoli tende, quindi, a “raccogliere ed accorciare” la posizione del biker, cosa che dovrebbe favorire la reattività nella guida. Completano le caratteristiche telaistiche una serie sterzo conica la cui base misura 1.5” e un movimento centrale pressfit, per dare quella rigidità utile a non disperdere i watt impressi nella pedalata.
Molto particolare è il repentino allargamento dei foderi bassi che porta la corona del 38 della guarnitura a sfiorare a pochi mm il fodero basso dx

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Soluzione che  lascia perplessi per il timore che una guarnitura sporca possa strusciare sul fodero, il che sarebbe comunque un problema di relativo poco conto. Molto più preoccupante è che una trasmissione sporca possa provocare risucchi di catena e che questa vada ad incastrarsi nel telaio, o che una cambiata affrettata faccia scendere malamente la catena e che questa si incastri nel telaio. Quest’ultima evenienza mi è in effetti capitata durante una delle uscite di prova e il disincastro è stato piuttosto laborioso. Situazione che deve essere già avvenuta precedentemente visti i segni già presenti sul fodero all’arrivo della bici test.
Di contro dei foderi così repentinamente allargati lasciano una maggior luce allo scorrimento della ruota posteriore, utile in condizioni fangose.

L’allestimento

Come accennato in precedenza, la componentistica della bici testata, salvo che per ruote e freni, è quella montata sui modelli di punta, la versione Team e la versione Race.
Nel dettaglio monta reggisella e attacco (da 100mm) Ritchey Pro, piega Woz fb12 flat da 660 mm e 9° di angolo, sella San Marco Concor, deragliatore anteriore Shimano SLX, cambio posteriore, guarnitura 38/26, comandi e freni tutti Shimano XT, catena e cassetta 10 v 11-36 Shimano Deore, dischi Avid G3 Clean sweep entrambi da 160 mm , forcella Fox Float 29 Evolution series con steli da 32 mm e 100 mm di escursione, con comando remoto CTD (climb/trail/descend) sul manubrio, ammortizzatore Fox Float ctd Factory series con escursione da 90 mm e ruote DTswiss M 1800 All mountain 29, tubeless con quick release Dt Swiss RWS (99gr.) dal peso rilevato, pari a 940 gr. l’anteriore e 1055 gr. il posteriore., cui vanno aggiunti i dischi (peso rilevato gr. 104 l’uno), il pacco pignoni 11-36 (peso dichiarato 451 gr.) copertoni Maxxis Crossmark 2.1. per camera (peso rilevato 623 gr.) e camere d’aria (peso rilevato 214 gr.) per un totale solo sulle ruote di kg. 4,328 (1,881+2,447).
Peso totale rilevato della bici in test, inclusi pedali (Shimano pdm 520 da 374 gr. non forniti con la bici) e porta borraccia (anche questo non di serie del peso di 62 gr.) pari a 12,45 kg in taglia M.

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La prova sul campo

Ho testato la bici in 7 prove diverse per un totale di 232 km, sia su percorso già utilizzato in precedenza per altri test che su percorsi teatro di gare prossime a disputarsi. Tutte situazioni in ambito xcistico con salite di pendenza variabile, dal fondo liscio o sconnesso, discese veloci e tecniche, o anche strette e guidate, comunque niente di estremo dal punto di vista tecnico.

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Le ruote, delle DtSwiss M1800 tubeless, montate con copertoni e camere d’aria, hanno evidenziato in diverse situazioni un rendimento non elevato, portandomi sconsigliare una scelta del genere su una bici votata all’xc. Molto pesanti, pensate più per l’all mountain, come anche riportato dagli adesivi posti sulle stesse, che non per l’xc, limitano l’agilità e la reattività nei cambi di direzione e nei rilanci, nonché una resistenza all’avanzamento alle basse velocità decisamente avvertibile, tanto più faticoso anche in virtù del rapporto più agile (26-36), che è risultato piuttosto duro nelle rampe molto pendenti. Con un buon allenamento si spinge, ma l’agilità ne viene pregiudicata e così la resistenza alla distanza. Sarebbe pertanto consigliabile montarci almeno un 24 davanti, anche 22 per i meno allenati.

Il peso della ruota anteriore poi, unito a quello di una forcella anch’essa tutt’altro che leggera, rende difficoltoso alzare l’anteriore onde superare ostacoli e/o gradini. Alle criticità innanzidette, contribuisce certamente il montaggio di copertoni per camera tutt’altro che leggeri (623 gr.) con relative camere (214 gr.), pur in presenza di ruote predisposte ad una soluzione tubeless, che accresce ulteriormene il peso proprio ove più sarebbe bene limitarlo, ovvero sulla parte più periferica delle masse rotanti. Risparmiare circa 480 gr. sulle masse rotanti rispetto al pacchetto camere/copertoni più eventuali fasce antiforatura, montando un copertone tubeless ready non estremo ma affidabile che può aggirarsi sui 600 gr., trovo che sarebbe una soluzione dal costo irrisorio, ma irrinunciabile, in termini di prestazioni influenzate da minor peso, migliore affidabilità, più agilità, più guidabilità per migliore aderenza con pression più basse, che di fatto stravolgerebbe e non poco il rendimento della Crossfire.

Alle perplessità sulle ruote va aggiunto il funzionamento della forcella, una Fox Float 29 Evolution series, che non ne ha mai voluto sapere di bloccare in posizione Climb.

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La precedente Fox avuta in test sulla Rocky Mountain Element 970 Rsl bloccava piuttosto bene, affondando non più di qualche mm.
Difetto della forcella montata sulla Crossfire, difetto di fabbricazione di tutta la serie o scelta ponderata da parte di Fox ? Argomento dibattuto e che non ha trovato una risposta certa in questo thread dove, fra gli altri emerge l’intervento di Ser Pecora che durante la visita a Vittoria, incaricata dell’assistenza Fox per l’Italia, ha appreso che un non-blocco, “sarebbe” una scelta voluta da Fox stessa, su richiesta di mercati diversi e più importanti di quello italiano.

Trovo che sia, dal mio punto di vista, una scelta poco condivisibile. Chi gradisce non bloccare, può rimanere in posizione “trail” senza problemi. Del resto è una soluzione intermedia pensata appositamente per tutte quelle situazioni, in particolari di fondo dissestato in salita o pianura, ove un blocco, ma anche uno sblocco totale, non sono la soluzione migliore. Ma perché dover lasciare una forcella sempre e comunque sbloccata, quando in situazioni lisce, anche di pedalata scomposta un blocco totale sarebbe da preferirsi?

Altro aspetto della forcella che mi ha lasciato un po’ perplesso, è la poca differenza negli estremi di regolazione del rebound. All’atto di provare una forcella, son solito prima provare i due estremi e poi avvicinarmi al setting desiderato. In questo caso tra i due estremi la differenza, seppur avvertibile, non l’ho trovata poi molto marcata.
Se nelle situazioni pedalate e più in generale in quelle tipiche delle xc, la Crossfire si è dimostrata migliorabile, in discesa, in ogni situazione tecnica, si è dimostrata una buon mezzo.

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Quelli che sono dei difetti in salita, si tramutano in buone sensazioni in discesa. Delle ruote comunque scorrevoli, non eccessivamente rigide e pensate per un uso AM, unite alle qualità di ammortizzazione di casa Fox, rendono la Crossfire piuttosto facile da guidare in discesa, perdonando errori ed imprecisioni nella guida e nella scelta delle traiettorie. L’impianto frenante XT ha dimostrato ancora una volta una eccellente modulabilità ed efficienza, seppur con pastiglie metalliche, silenziose anche in condizioni di asciutto e abbastanza pronto sin dalle prime pinzate. Sufficientemente dimensionati si son dimostrati i dischi da 160 anteriore e posteriore.

I copertoni Maxxis Crossmark, pur confermando una trazione al posteriore a mio avviso non soddisfacente, men che meno a pressioni “da camera”, mi son sembrati delle buone coperture in termini di aderenza laterale, soprattutto per quanto riguarda l’anteriore. Probabilmente la non eccessiva rigidità delle ruote aiuta il copertone a lavorare in piega, “ammortizzando” quelle variazioni di aderenza che se troppo repentine possono portare allo scivolamento laterale. A bici dritta, invece, la mancanza di trazione si nota anche in decelerazione.
Riguardo al comando remoto delle sospensioni sul manubrio, pur essendo di estrema comodità rispetto alle leve da azionare sui rispettivi componenti, ritengo sarebbe ancora migliore se progettato e costruito con levette più corte (in particolare la leva per il blocco), quindi azionabili in maniera più veloce grazie ad una corsa minore come, ad esempio, il Twinloc della Scott.
Una leva di blocco così lunga, oltre ad intralciare la presa sulla manopola (seconda foto sottostante), ha una corsa troppo ampia prima di portare la forcella nella posizione voluta.

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Una volta presa velocità la Crossfire, analogamente ad altre bici da 29 pollici, la mantiene in maniera ottima. Il blocco dell’ammo non è totale: rimane sempre un po’ di ammortizzazione disponibile che scompone un po’ la pedalata, specialmente alle alte cadenze.

Inconvenienti riscontrati

La bici è giunta con il registro del cavo che arriva al comando remoto della forcella spezzato. Stante la problematica di non blocco precedentemente esposta, è ragionevole ritenere che il precedente tester lo abbia svitato al massimo per tirare il filo e cercare un seppur minimo blocco. All’atto di riporre la bici nell’imballo, la rotazione del manubrio ha probabilmente torto il cavo che forzando sul registro tutto svitato, ha causato la rottura dello stesso. Fosse stato avvitato, non si sarebbe mai rotto. Problema prontamente risolto dal fornitore che ci ha inviato in 24h un cavo e due registri di ricambio.

Conclusioni

Il montaggio, in particolare due componenti importanti come ruote e forcella, non è apparso la miglior soluzione possibile per l’uso xc per cui il telaio Crossfire è pensato, condizionando di fatto il nostro giudizio. In linea generale, trattandosi l’xc di una disciplina essenzialmente pedalata e, almeno in ambito agonistico italiano, diretta verso l’allungamento del chilometraggio a scapito delle difficoltà tecniche, ritengo che la linea da perseguire sulle bici da xc sia quella di limitare il peso del mezzo, in particolare delle ruote, per conseguire obiettivi di rigidità e reattività.

La Crossfire in test risulta essere un ibrido con una geometria da XC e delle caratteristiche discesistiche da all mountain. Il rischio è quello di non soddisfare né chi cerchi una bici da gara, né chi voglia fare escursionismo all mountain.

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Prezzo bici completa in versione Team 4050 €, in versione Race 3200 €
Prezzo telaio incluso ammo: 1.600 €
Distributore per l’Italia: Stardue
Qui il fotoalbum: http://fotoalbum.mtb-forum.it/showalbum.php?id=26855