[Test] Reggisella telescopico BikeYoke Divine

29

Il brand tedesco BikeYoke negli ultimi anni si è guadagnato una buona fetta di popolarità grazie al reggisella Revive, che testai un paio di anni fa nella sua prima versione da 160mm e che utilizzo con soddisfazione da un paio di anni nella versione da 185mm sulla bici da enduro. Dopo il revive, BikeYoke ha ampliato la sua gamma con il Divine un modello più economico e più leggero, nato inizialmente come telescopico a breve escursione per le bici da XC e trail ma ora disponibile in diverse versioni, anche con escursioni generose come il Revive. Ho montato il Divine sulla MDE Carve che sto testando da alcuni mesi e dopo parecchi chilometri percorsi è il momento di parlarvene.



.

Per quanto riguarda la struttura, il Divine riprende fedelmente quasi ogni dettaglio del Revive, come vedremo meglio in seguito. Ciò che differenzia i due modelli è il circuito idraulico e l’assenza di quella che è certamente la feature più famosa del Revive, ossia la leva che consente di effettuare facilmente lo spurgo del circuito idraulico, o meglio, la separazione dell’aria dall’olio, semplicemente effettuando un affondamento completo mentre si aziona la suddetta leva, come potete vedere nel video che avevo girato per il test del Revive.

Grazie a questo sistema, il Revive permette di eliminare facilmente quel fastidioso affondamento involontario di cui molti reggisella soffrono nei primi centimetri di escursione e che, con sistemi a cartuccia sigillata, richiede interventi di revisione decisamente più impegnativi. Il Divine ha un sistema simile che consente di separare l’aria dall’olio ma non deve essere attivato azionando una leva poiché funziona automaticamente a ogni affondamento completo, resettando ogni volta il circuito idraulico. Difatti il punto in cui sul Revive troviamo il foro per la leva (o brugola) che aziona l’operazione di spurgo, sul Divine è chiuso e reca la lettera D di Divine laserata. Il reset automatico è in realtà una semplificazione del circuito idraulico che, come scopriremo in seguito, ha dei pro e dei contro rispetto al Revive.

Altra novità del Divine rispetto al Revive è quella della possibilità di regolare la corsa del reggisella inserendo dei riduttori a C direttamente sull’asta con una procedura che, sulla carta, sembra piuttosto semplice. Ho scritto “sulla carta” poiché ho optato per la versione da 160mm del Divine, l’ideale a mio avviso su una bici da trail aggressiva come la Carve, utilizzando quindi tutta la corsa a disposizione ergo non ho avuto necessità di effettuare la riduzione dell’escursione. Con step di 5mm, è possibile ridurre progressivamente l’escursione per trovare l’altezza sella corretta sfruttando la massima escursione possibile.

Aspetto al quale contribuisce il collarino, identico a quello del Revive, che con la sua altezza notevolmente ridotta consente, laddove concesso dalla forma del telaio, un inserimento nel tubo sella di parecchi millimetri superiore rispetto alla maggior parte dei prodotti della concorrenza. In alcuni casi, quando il telaio ha un tubo sella particolarmente lungo, qualche millimetro in meno di collarino significa poter sfruttare qualche millimetro in più di escursione.

Come per il Revive, la pressione della cartuccia pneumatica del Divine è regolabile tramite una normale pompa ad alta pressione per sospensioni. A differenza del Revive, nel quale l’accesso alla valvola è subordinato all’utilizzo di un apposito adattatore a causa dell’ingombro del sistema di spurgo, sul Divine si può collegare direttamente la pompa con facilità grazie all’ampio spazio a disposizione sotto alla testa del reggisella. Intervenendo sulla pressione della camera pneumatica si agisce sul comportamento elastico del reggisella e si può regolare, con maggiore approssimazione rispetto al Revive, la velocità di estensione.

Fatta eccezione per il foro che ospita il meccanismo di attivazione della procedura di spurgo, la testa è identica a quella del Revive. Ha zero offset e può ospitare selle con binari tondi da 7mm oppure, come nel caso della Fabric Scoop Pro Team Shallow, con binari ovali da 7x9mm. Di serie monta viti e nottolini in acciaio con finitura nera e sono disponibili come optional i ricambi in titanio, come quelli in foto, per un risparmio di peso di 10 grammi.

Il sistema di fissaggio della cordina è identico a quello del Revive, con un nottolino che blocca la cordina tramite un grano e che va posizionato nella levetta in fondo al reggisella che ne aziona il funzionamento. Comodo e intuitivo il riferimento laserato direttamente sul fondo del fodero del reggisella che consente di posizionare il nottolino alla corretta distanza dal capoguaina. Se necessario, l’intero meccanismo può ruotare per essere posizionato nel punto che consente maggiore inserimento all’interno del telaio.

Il comando è venduto separatamente quindi si può scegliere quale montare tra le diverse opzioni proposte da BikeYoke oppure se utilizzare un comando di altre marche. Personalmente mi trovo molto bene con il comando originale che utilizzo sul Revive 185, molto semplice, fluido e immediato, quindi ho scelto di provare la nuova versione Triggy Alpha che si affianca al Triggy standard. In generale i comandi di BikeYoke sono piuttosto compatti e hanno una leva corta rispetto ad altri comandi, ma per il Triggy Alpha, BikeYoke mette a disposizione due diverse lunghezze della leva, una uguale a quella del Triggy standard e una di 7mm più lunga. Ho optato per quella più lunga ma infine, avendo le dita piuttosto lunghe, mi sono trovato a fissare la vite del collarino MixMaster dei freni Formula nel foro più esterno tra i due a disposizione sul Triggy Alpha, così da posizionare la leva indicativamente alla stessa distanza di quella del Triggy standard.

Oltre alla possibilità di scegliere la lunghezza della leva, il Triggy Alpha introduce altre due novità rispetto al Triggy standard. La prima è che la leva ruota su un cuscinetto sigillato invece che su una boccola. La seconda è che il perno sul quale è fissato il cuscinetto è connesso al comando tramite un collarino stretto da una vite a brugola e agendo su questo collarino è possibile ruotare la leva per trovare l’angolo di utilizzo ideale, fornendo quindi un asse di regolazione in più rispetto al Triggy standard.

Al di là della maggiore possibilità di regolazione della posizione, la funzionalità del comando Triggy Alpha non ha differenze realmente avvertibili rispetto a quelle del Triggy che trovo sia già molto fluido di suo, anche senza affidarsi al cuscinetto a sfera che ne aumenta logicamente il peso. Per la mia esperienza, sia col Revive che con il Divine, il modo migliore per mantenere l’attivazione del comando remoto sempre leggera e fluida è quello di tenere ben pulita la levetta a bilanciere del meccanismo di attivazione sul fondo del reggisella.

Per quanto riguarda il comportamento del reggisella invece, il Divine non riesce a replicare quelle doti di superba scorrevolezza e morbidezza di attuazione tipiche del Revive. Il differente circuito idraulico rende il Divine più ruvido e frenato sia in compressione che in estensione, dove non sono riuscito a ottenere la stessa velocità del Revive nemmeno impostando la pressione pneumatica al massimo. Sull’altro piatto della bilancia, lo stesso circuito idraulico è responsabile dell’auto reset o auto spurgo che dir si voglia che per il lungo periodo di test si è rivelato realmente efficace dato che il reggisella non è mai affondato involontariamente nemmeno di pochi millimetri. La struttura ereditata dal Revive inoltre rende il Divine affidabile anche in termini di giochi laterali e rotazionali, totalmente assenti. In conclusione, il Divine si può definire come una versione di poco più economica e leggera dell’apprezzatissimo Revive, meno fluido e scorrevole di quest’ultimo ma comunque nella media dei reggisella in commercio. Apparentemente esente da manutenzione se non quella ordinaria dopo tot ore di utilizzo, il service è facilmente eseguibile in casa grazie ai tutorial di BikeYoke e alla relativa semplicità del reggisella stesso.

Pesi verificati

Divine 160 – 30.9 con viti in titanio (solo reggisella): 484g
Comando Triggy Alpha (senza collarino): 31g

Prezzi

Divine 160: €295
Comando Triggy Alpha: €65

BikeYoke

 

Commenti

  1. giouncino:

    Per mia esperienza l'affondamento sul reverb aveva iniziato a presentarsi solo dopo aver sollevato la bici dalla sella con reggi abbassato per molte volte, tolto questo "vizio" e sollevando la bici prendendola per il tubo orizzontale, in anni di uso del telescopico, non ho mai più avuto problemi di affondamento. Divine e Revive, restano reggisella assolutamente interessanti!
    Concordo. In ogni caso, con Divine e Revive puoi alzare la bici e pure appenderla dalla sella senza estendere il reggisella senza troppe remore dato che, se si presenta il problema dell'affondamento iniziale involontario, con un reset per il Revive e ancora meglio con un auto reset per il Divine, torna tutto a posto.
  2. giouncino:

    Per mia esperienza l'affondamento sul reverb aveva iniziato a presentarsi solo dopo aver sollevato la bici dalla sella con reggi abbassato per molte volte, tolto questo "vizio" e sollevando la bici prendendola per il tubo orizzontale, in anni di uso del telescopico, non ho mai più avuto problemi di affondamento. Divine e Revive, restano reggisella assolutamente interessanti!
    il mio reverb, pur avendo sempre utilizzato 1000 accortezze, ha fatto cagare fin da subito, dopo ogni revisione aveva 1 mese di durata poi riprendeva ad essere lento, abbassarsi, non rialzarsi ecc. ora nel cestino sta bello comodo e lascia che sia one up, a metà prezzo, a far il suo lavoro meglio e sempre.
  3. Fbf:

    Ho il divine sl da 80mm di escursione da circa un'anno e mezzo abbondante: è perfetto! Montato sulla Scalpel da xc si è rivelato un'asso nella manica...spero non mi tradisca mai! :mrgreen:
    Oltretutto qui sul forum c'era un'utente che era il diretto responsabile (o dello staff) della Bikejoke che è stato molto gentile e preciso alle mie richieste; a mio avviso il telescopico definitivo!
Storia precedente

[First Look] Abbigliamento MTB Rapha Performance Trailwear

Storia successiva

Calendario Enduro World Series ricco di eventi per il 2022

Gli ultimi articoli in Test