[Test] Scott Genius 900 Premium

[Test] Scott Genius 900 Premium

10/04/2014
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10/04/2014

Telaio in carbonio, componentistica di alta gamma, sistema di gestione delle sospensioni esclusivo, geometrie variabili e prezzo che oltrepassa la barriera dei 7000 Euro: la Genius 900 Premium, trail bike della svizzera Scott da 130+130 mm di travel e ruote da 29″, ha tutte le carte in regola per non lasciare indifferenti.

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Analisi statica

Esteticamente la bici è molto elegante, sia per il bel colore nero opaco con gli inserti color oro che si ripetono in varie parti che per le linee morbide e ben raccordate. Nonostante ciò, l’interasse di 1180 mm (tg.L) abbinato alle ruote da 29″ rendono la Genius 900 visivamente piuttosto imponente. I numeri raccontano però una storia diversa, dato che le quote di seat tube, standover ed altezza del movimento centrale sono tutte contenute. In altre parole la bici è sì lunga, ma in linea con le attuali tendenze è anche bassa e filante. Nella norma per il segmento di appartenenza sono gli angoli sterzo e sella, mentre la quota di chainstay da noi rilevata è abbastanza elevata (455 mm).

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Notare che i valori di interasse e di chainstay da noi rilevati non coincidono con quelli dichiarati

Notare che i valori di interasse e di chainstay da noi rilevati non coincidono con quelli dichiarati

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Analizzando la sospensione posteriore – un monocross assistito come in tutti gli altri modelli della casa svizzera – colpisce la sagomatura ricercata della biella di rinvio dell’ammortizzatore, la quale “avvolge” il tubo sella fino quasi a scomparire nella vista laterale della bicicletta.

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Grazie ad una placchetta dotata di un foro decentrato, è inoltre possibile variare il punto di attacco dell’ammortizzatore ottenendo lo stesso effetto che si avrebbe montando ammortizzatori di diversa lunghezza. A livello geometrico ciò si traduce nella possibilità di scegliere fra due diversi assetti, a seconda che si vogliano privilegiare stabilità e prestazioni discesistiche oppure le doti di arrampicatrice. Passando dall’assetto “low” a quello “high”, l’altezza del movimento centrale sale infatti di 7 mm e gli angoli di sterzo e seat tube si verticalizzano di mezzo grado, passando rispettivamente da 69° a 69.5° e da 74° a 74.5°. Cambiare configurazione è abbastanza semplice: si svita il perno tramite una chiave Torx, si estraggono le due placchette (una per lato), le si gira e si rimonta il tutto. Nonostante l’operazione non richieda più di un paio di minuti, la tecnologia Twin Loc di cui vi andremo a parlare a breve mette in un certo in senso “in ombra” questa possibilità, per cui è molto probabile che una volta identificata la configurazione a voi più congeniale (per quanto ci riguarda la “low”), quella rimanga per lungo tempo.

Il Twin Loc

Twin Loc è il nome dato da Scott alla tecnologia che permette la gestione simultanea da remoto di forcella ed ammortizzatore. Il tutto avviene grazie ad un comando remotizzato al manubrio, ovviamente collegato alle due unità ammortizzanti, settabile su tre posizioni.

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_In posizione “Open” (levette allineate) entrambe le sospensioni sono “aperte”.

_In “Traction mode” (levetta superiore avanti di uno scatto) la forcella resta aperta, mentre l’ammortizzatore varia la curva di compressione. Non si tratta quindi di una reale variazione di travel dell’ammortizzatore, come fatto intendere sul sito Scott, ma solamente di una maggiore difficoltà ad utilizzare la corsa (più avanti valuteremo gli effetti dal punto di vista geometrico e dell’assorbimento).

_Nella posizione “Lock” (levetta superiore avanti di due scatti) entrambe le sospensioni sono sostanzialmente bloccate, anche se tecnicamente non si tratta di un blocco vero e proprio ma di una frenatura estremamente marcata della compressione.

Mentre la leva superiore permette eventualmente di passare dalla posizione “open” alla posizione “lock” con un singolo azionamento, la leva inferiore di rilascio scala una singola posizione ad ogni pressione (esercitare due pressioni consecutive è in ogni caso questione di un secondo).

Salvo che nel passaggio dalla posizione “traction” alla posizione “open”, il quale richiedeva una pressione decisa sulla leva di rilascio pena il bloccarsi a metà, il funzionamento del comando è sempre stato impeccabile. L’impressione è comunque stata di un piccolo problema al singolo esemplare, e non di un difetto di progetto.

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Lasciata alle spalle l’esperienza con DT Swiss, Scott ha affidato a Fox lo sviluppo del Nude, un ammortizzatore la cui peculiarità è quella di ridurre il volume della camera dell’aria quando si passa in modalità Traction o Climb (oltre ad aumentare fortemente la frenatura idraulica in compressione). Torneremo su questo discorso nel capitolo salita, mentre qui vi anticipiamo che in modalità Descent il Nude rivela la sua parentela con il Float: molto fluido nel funzionamento e, per quanto abbiamo potuto constatare nel tempo in cui l’abbiamo usato, affidabile. La levetta rossa per il controllo del rebound, incastrata fra top tube ed attuatore del comando remoto, è però un po’ scomoda da azionare.

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La forcella è una Fox 32 Float Factory CTD da 130 mm di corsa (noi abbiamo rilevato 134 mm). Come abbiamo visto nella descrizione del Twin Loc, rispetto ad una classica forcella con registro CTD viene a mancare il livello di frenatura intermedio (Trail). Non si può dire che la forcella si comporti male, ma sul ripido e sconnesso manca un po’ di sostegno nella parte centrale della corsa. La mancanza della regolazione della compressione non aiuta.

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Come consueto quando i comandi sono numerosi, c’è voluta un po’ di pazienza per trovare il posizionamento ottimale. Il risultato finale è stato abbastanza soddisfacente, anche se non ci sarebbe dispiaciuto poter spostare un po’ più esternamente la leva del freno sinistro, cosa fattibile solamente a prezzo di una eccessiva inclinazione verso il basso della stessa o verso l’alto del Twin Loc. Si tratta in ogni caso di un problema abbastanza relativo, che probabilmente verrà avvertito solamente da chi è abituato ad impugnare le manopole piuttosto esternamente.

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Piega, stem, manopole e sella sono della Syncros, marchio acquisito da Scott Sports un paio di stagioni fa.  Le quote dei primi due componenti confermano quanto già rilevato analizzando le geometrie della bici, vale a dire una certa attenzione nei confronti delle prestazioni in salita e della pedalabilità in generale. Troviamo infatti una piega non eccessivamente larga (720 mm) dal rise contenuto, ed uno stem piuttosto lungo montato con rise negativo (80 mm/- 6°). Entrambi appartengono alle serie carbon di Syncros, anche se per quanto riguarda lo stem il carbonio è utilizzato solamente come fasciatura di un’anima in alluminio.

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Comoda e ben rifinita la sella, anch’essa costruita con parti in carbonio e montata su di un reggi telescopico Rock Shox Reverb in versione Stealth da 125 mm di corsa. A proposito di quest’ultimo: vista la taglia della bici ed il seat tube corto, la versione con 150 mm di abbassamento sarebbe stata preferibile.

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Le ruote Syncros TR1.5 (sostanzialmente delle DT Swiss) non hanno mai dato problemi ed hanno tenuto bene la centratura. Visto il livello generale della componentistica ed il prezzo della bici, un bel set in carbonio sarebbe tuttavia stata la ciliegina sulla torta che avrebbe permesso di limare un po’ di peso dove più conta e di guadagnare le 5 stelle alla voce “componentistica” della nostra pagella.

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Dimensioni generose, un peso di circa 900 g, tassellatura discretamente aggressiva e mescola morbida: che senso hanno le coperture Geax Goma da 2.4″ su una trail bike come questa? Non le conoscevamo e ci ha fatto piacere provarle, ma le Schwalbe Nobby Nic da 2.25″ che secondo specifiche Scott avremmo dovuto trovare sarebbero state decisamente più adeguate. Ancora più adeguate se montate senza camera, visto che le ruote sono “tubeless ready”.

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Freno anteriore, freno posteriore, deragliatore, cambio, reggisella telescopico, ammortizzatore e forcella: fra idraulici e meccanici, in totale sono sette i cavi che si dirigono ai vari distretti della bici permettendone la totale gestione senza virtualmente dover mai staccare le mani dalle manopole.

Per quanto riguarda il routing dei cavi è stata scelta una soluzione “ibrida” fra interno ed esterno. E’ infatti totalmente esterno il tubo del freno posteriore (oltre ovviamente a quello del freno anteriore e del comando CTD della forcella), mentre gli altri cavi corrono almeno parzialmente all’interno del telaio. Al di là di dove passano, aspetto in fin dei conti prevalentemente estetico, le curvature sono ben realizzate e tutti i comandi hanno un funzionamento fluido.

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La cura costruttiva e dei dettagli è in generale ottima, ma il batticatena tenuto in sede con delle fascette ed i cavi fascettati sotto il movimento centrale non sono il massimo dell’eleganza. Sono piccolezze che non compromettono in alcun modo la funzionalità, ma su una bici di questo livello di prezzo è legittimo cercare anche il pelo nell’uovo.

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La guarnitura XTR di Shimano fa sempre la sua bella figura, ma la scelta di montare una tripla 24/32/42 presenta luci ed ombre. Se negli sterratoni in discesa e nei veloci trasferimenti in pianura il 42T si è fatto spesso apprezzare, è anche vero che nelle discese tecniche cosituisce un limite ed è inevitabile che prima o poi qualche dente venga immolato sulle rocce (non a caso la bici ci è arrivata con un dente la cui parte sommitale era piegata praticamente di 90°). In fin dei conti una doppia con opportuna rapportatura permetterebbe di sviluppare discrete velocità salvando capra e cavoli.

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Regolando il finecorsa interno del deragliatore in modo da garantire una cambiata ottimale, la grossa Geax Goma da 2.4″ (59-62 mm) arriva a lambirne la gabbia. Con un po’ di pazienza siamo riusciti a trovare una efficace regolazione di compromesso, anche se la luce disponibile è comunque rimasta molto ridotta e la situazione critica in caso di fango o di perdita anche lieve della centratura della ruota. Non possiamo che ribadire il consiglio di montare una copertura di sezione inferiore.

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I freni Shimano XTR sono fra i nostri preferiti per la capacità di coniugare eccellenti prestazioni ed affidabilità. Non altrettanto entusiasmante è invece il fissaggio dei dischi di tipo Center Lock, tipicamente affetto da gioco angolare. E’ pur vero che all’atto pratico la cosa non determina particolari inconvenienti, ma è sempre poco piacevole sentire la ruota che “ciocca” e cigola spingendo avanti ed indietro la bici a freni pinzati.

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I collarini privi di quick release sono una discreta scocciatura per chi non trova sufficiente l’abbassamento sella garantito dal telescopico (magari sulle discese più tecniche), se poi vengono adottati bulloni di chiusura con testa di tipo Torx la scocciatura è anche maggiore. Anche da questo punto di vista il Reverb Stealth con 150 mm di abbassamento sarebbe stato preferibile.

Il settaggio delle sospensioni è semplice, non essendo presenti camere secondarie o registri della compressione esterni al Twin Loc. Caricata la giusta quantità d’aria e rogolati i registri del ritorno, il gioco è fatto e la bici è pronta per partire…

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Salita

Peso relativamente contenuto, posizione in sella che favorisce l’efficienza in pedalata, sospensioni sostanzialmente bloccabili e coperture tutto sommato più scorrevoli di quel che ci saremmo attesi. Una bici con queste caratteristiche può comportarsi in un solo modo sulle salite scorrevoli, e cioè molto bene. Con il Twin Loc in posizione “open” il carro bobba in modo abbastanza percepibile, ma come recita un famoso adagio “chi è causa del suo mal pianga se stesso”, dato che il comando Twin Loc è azionabile con un colpo di pollice e non c’è motivo per non chiudere le sospensioni. Molto buona è anche la risposta alla pedalata in fuorisella, tanto che spesso ci siamo trovati ad affrontare certe rampette che solitamente suggeriscono un approccio “cauto” alzandoci sui pedali con una rapportatura più spavalda del solito.

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Altro colpo di pollice ed il Twin Loc passa in “traction mode”, settaggio ideale per affrontare le salite sconnesse. Prima di analizzare il comportamento della bici apriamo una breve parentesi: sul sito Scott si parla a più riprese di riduzione di travel da 130 mm a 90 mm, ma in realtà le cose non stanno proprio così. Ciò che realmente varia è infatti la curva di compressione dell’ammortizzatore, che diventando molto più sostenuta limita di fatto la possibilità di utilizzare più di un tot di corsa (stiamo sempre parlando dell’uso in salita o al più in pianura). Sul fatto che questo tot corrisponda sempre ed esattamente a 90 mm ci sarebbe da discutere, ma diciamo che ci è parso un valore abbastanza plausibile. L’effetto della maggior frenatura idraulica si traduce ovviamente in una minor sensibilità della sospensione, ma a nostro giudizio la cosa può essere considerata abbastanza trascurabile in salita.

Riduzione di travel o effetto analogo che sia, la Genius 900 è una eccellente scalatrice che non teme nè gli ostacoli più ostici nè le pendenze molto forti. Nella prima situazione, oltre ai vantaggi offerti dal Traction Mode, un bel contributo è dato dalla possibilità di mantenere andature regolari grazie alla capacità di scavalcamento delle ruote da 29″ ed alle ottime doti di trazione delle Geax Goma. Sul ripido è invece il carro lungo (ricordate l’elevata quota di chainstay?) a venire in aiuto, evitando che l’anteriore si alleggerisca. Il settaggio low, quindi angoli più distesi e movimento centrale più basso, grazie al contenimento della compressione della sospensione in Traction Mode consente di cavarsela piuttosto bene anche sullo sconnesso. In caso di necessità si può tuttavia giocare la carta del settaggio high, quindi angoli più verticali ed altezza del movimento centrale di 343 mm.

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Se le ottime prestazioni sin qui evidenziate erano tutto sommato prevedibili, molto meno scontato era che la Genius 900 se la sarebbe cavata benissimo anche quando è richiesta agilità. La ricetta è semplice: basta non aver timore nello scalare i rapporti finchè non si riesce a mantenere un’andatura abbastanza regolare, dopodichè la motricità che non viene quasi mai a mancare e la direzionalità dell’anteriore fanno il resto.

L’abbiamo già scritto e vale la pena ribadirlo qui: ruote nel loro insieme più leggere sarebbero state un perfetto “overboost” per questa ottima scalatrice.

 

Discesa

La Genius 900 è una bici che in discesa ama andare veloce, o più precisamente ama andare veloce a patto che pendenza e sconnessione del fondo si mantengano entro certi limiti. L’attitudine alla velocità non ci ha sorpresi, viste le caratteristiche geometriche, mentre più sorprendente è stato constatare che nei cambi di direzione è molto più efficace di quanto ci saremmo attesi. Sempre a patto che la velocità non scenda al di sotto di un certo limite però, o che quanto meno sia possibile curvare andando in appoggio. Nel lento e tortuoso la Genius è infatti piuttosto impacciata e richiede concentrazione per non trovarsi larghi con le linee.

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Un’azione decisa è richiesta anche per sollevare l’anteriore, data la distribuzione dei pesi piuttosto avanzata ed il carro lungo. Conviene quindi lasciar correre sfruttando la propensione a guadagnare e mantenere velocità delle ruote da 29″, piuttosto che affaticarsi con una guida troppo nervosa.

Premesso che le discese molto ripide o rotte non sono il terreno d’elezione per una trail bike, è proprio in queste situazioni che la Genius 900 convince meno e costringe ad una guida sulla difensiva. Alla posizione di guida avanzata, si somma infatti un avantreno che nel suo insieme non è un mostro di precisione e rigidità. Lo stem da 80 mm e la piega relativamente stretta non aiutano, così come non aiuta lo scarso sostegno dato dalla Fox 32 Float priva di controllo sulla compressione e la sospensione posteriore che in frenata tende ad irrigidirsi.

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Sospensione posteriore che, quando lasciata lavorare liberamente, risponde invece bene abbinando una buona sensibilità ad una curva di compressione ben studiata. Impostando un SAG del 20%, i finecorsa sono infatti stati rarissimi anche quando ci siamo spinti un po’ oltre l’ambito di utilizzo tipico per una bici di questa categoria. Ciò significa che sarebbe possibile adottare anche settaggi leggermente più comfortevoli senza rischi di eccessivo stress per il telaio e, grazie al Twin Loc, senza perdita di efficacia in fase di pedalata.

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Qualche puntatina ce la siamo concessa anche su discese particolarmente lente e tecniche. Nonostante si percepisca l’ingombro nei passaggi più angusti, abbiamo apprezzato la sicurezza conferita dalle ruote da 29″ e dal lungo interasse nel superamento degli ostacoli. La tripla è però molto limitante, per cui è d’obbligo sostituire il 42T con un bash nel caso in cui ci si cimenti frequentemente su questo genere di discese.

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Sempre parlando di discesa, una considerazione finale sugli assetti “low” ed “high”: a nostro giudizio l’impostazione da preferirsi è la prima, i quanto in grado di mitigare i limiti riscontrati sul ripido e sconnesso. E’ pur vero che in assetto “high” gli angoli più chiusi potrebbero dare qualche vantaggio nel lento e stretto, ma sull’altro piatto della bilancia va comunque messo l’innalzamento del movimento centrale, fattore che non gioca in favore della maneggevolezza. Avere la possibilità di scegliere è comunque un vantaggio, e ci può tranquillamente stare che stili di guida piuttosto che tracciati diversi possano portare a conclusioni differenti dalle nostre.

Conclusioni

Con i dovuti accorgimenti molte bici sono in grado di adattarsi ai vari tipi di terreno, ma quelle che permettono di farlo nel tempo di un click senza lasciare il manubrio si contano sulle dita delle mani. La Genius 900 Premium è una di quelle, il che la rende una bici perfetta le lunghe escursioni dove si incontrano le più disparate pendenze e tipi di terreno. A patto di non esagerare in discesa, dove emergono dei limiti quando il gioco si fa duro.

 

Pesi e gemotrie rilevati (tg. L)

Interasse: 1180 mm

Angolo sterzo: 69°-69.5°

Corsa anteriore: 134 mm

Corsa posteriore (valore dichiarato): 130 mm

Interasse/corsa ammortizzatore: 190 x 51 mm

Altezza movimento centrale: 337-343 mm

Peso senza pedali: 12.6 kg

Peso ruota ant completa*: 2060  g

Peso ruota post completa*: 2480 g

* = ruota in ordine di marcia, quindi incluse coperture, dischi e pacco pignoni. Sono esclusi i perni di fissaggio.

 

Prezzo di listino: 7017  Euro

scott-sports.com

 

Foto in azione di bikerdipezza

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spflipper
spflipper

bella e’ bella…

dcorradini
dcorradini

Ma scusate tutti quei soldi per avere: una bici con:la tripla, i cavi collegati con le fascette, un rebound scomodo e che pur non va proprio bene in discesa…! Dimenticavo il reverb corto….

Ma per piacere esistono molto altre marche che per molti soldi in meno vanno meglio…ma poi una 29″ con escursione da 130 mi sembra ne carne ne pesce

Inoltre al test bike l’anno scorso a Padova a detta di molti biker le scott facevano proprio pena rispetto alle vicine…

alex_bodom
alex_bodom

Sicuramente è una bella bici, ma qui si sta esagerando con la richiesta monetaria… Non la comprerei, visto che per 7000 euro (quasi il costo di una macchina) dovrebbero darti una bici super super studiata e decisamente allestita al top e pronta all’uso, non con mancanze e soluzioni cosi grossolane (le fascette non le mettono nemmeno sulle rockrider di bassa categoria). Se la compri e devi gia sostituire la guarnitura, i copertoni, cambiare i cerchi ecc per averli più performanti, tanto vale che ne compri una che costa molto meno e fai qualche upgrade..

Per 3000 euro si trovano ottime bici che ci “assomigliano” per caratteristiche, con il resto della cifra ti compri upgrade e un’altra bici hahaha

Poi, è solo un parere personale..

william leonardi
william leonardi

madonna che casino su quel manubrio…

@dcorradini: per “vicine” intendi le GT, le Merida o le KTM giusto di fronte? Strano che facessero così schifo “a detta di molti”, perché Scott era lo stand più affollato di tutti…

dcorradini
dcorradini

Al bike test lo stand Scott era il piu affollato perche c’erano piu bici…questo era chiaro a tutti. Cmq x stand vicini intendevo: trek, gt, lapierre (se Ben ricordo), ghost e si pure merida. Tanto per darti un feedback 2 persone Che Conosco hanno provato le scott ed in ordine hanno comprato: specialized, trek.
Poi sono opinioni ma mi semblance Che tutti i post siano in linea con il mio…ciaooooo

mondo1982
mondo1982

Resto sempre più allibito dai prezzi proposti… sta diventando vergognosamente normale sparare cifre che superano tranquillamente i 5.000 euro che già è una follia…

william leonardi
william leonardi

concordo con te che 7000 euro siano una vagonata di soldi, però l’immancabile polemica sui prezzi ormai sta diventando un po’ noiosa… Non passa giorno, non passa news che si venga inondati di post sul fatto che la forcella, le ruote, il telaio o la bici abbiano un prezzo folle. Non è che le case sparino a caso il prezzo di ogni loro novità. Se decidono di fissare a 7000€ il prezzo della Scott Genius 900 Premium vuol dire che le previsioni sul venduto sono ottimali in quel punto, raffrontate all’investimento che hanno fatto. Poi il mercato avrà le sue ragioni, se non ne venderanno a sufficienza vuol dire che le proiezioni sul prezzo sono state sbagliate, o che l’investimento non è stato vantaggioso. Alla fine, qual è il prezzo giusto per un qualsivoglia oggetto, se non l’ammontare che si è disposti a pagare per averlo? Qual è il prezzo giusto per un bicchiere d’acqua? Dipende: se sono seduto sul divano di casa mia, pochi centesimi; se invece sono in mezzo al deserto del Sahara con il sole che mi trapana il cranio, magari sono anche disposto a pagarlo 1000€. Un po’ estremizzato come esempio, ma era per dire che “tanto” o “poco” non vuol dire nulla in termini assoluti. Anche le Cannondale non mi sembrano ‘ste gran bici, eppure ne vendono a vagonate pur costando una pacca di soldi. Però anche qui ci sono due fattori puramente soggettivi: il fatto che le mie finanze siano attualmente da terzo mondo… Read more »

sergio14112005
sergio14112005

Come dici tu parliamo di gusti personali. Io con la scott ho una idiosincrasia che proprio non me le fa scendere giù….le trovo tristi graficamente, poco originali, mai innovative, ci vedo poca ricerca…..io amo cannondale e per me solo specy è paragonabile come qualità, innovazione, ricerca, bellezza. Parlo ovviamente sempre del top di gamma. Poi è chiaro che ci sono i marchi di nicchia, SC, Yeti, che fanno oggetti da urlo, ma concentrati in settori che seguo di meno, io sono appassionato di marathon e granfondo, non dell’escursione o della discesa….sta di fatto che questa scott non la comprerei neanche alla metà del prezzo richiesto, mentre spenderei 9.000€ per una flash ultimate…..

minion
minion

Basta non comprarle…..

rikclic
Marco Toniolo
Marco Toniolo

Suggerimento: http://www.scott-sports.com/it/it/category/bike/BikeBikes_2014/BikeBikesMountain_2014/

Questo è il top di gamma, ma Scott offre anche versioni più economiche

rikclic

Sisi ero ironico chiaramente 🙂

cristiandel
cristiandel

io vi proporrei di fare fare i test con le versioni base delle mtb, per verificare il funzionamento delle biciclette nelle condizioni peggiori comunque proposte in vendita (e spesso a prezzi elevati) poi logicamente partendo dalla base si possono fare tutti gli upgrade che migliorano le prestazioni. Ma se una mtb è valida lo deve essere anche nella sua versione base, se no perché venderla? questo tipo di valutazioni potrebbe essere utile a molti…

gabrireghe
gabrireghe

purtroppo non dipende da loro

sunsetdream
sunsetdream

Settemila euro per una scott? Per piacere…ne venderanno si e no 2 in tutta Italia e a metà prezzo..io 7 mila su una scott non ce li metterei manco se li vincessi alla Sisal.

Renick
Renick

per 7000€ no grazie, potrei spenderli meglio

FabioTS
FabioTS

per essere bella è bella (tripla a parte !) ma anch’io credo che queste cifre che rasentano quelle di un’automobile siano davvero esagerate. Ma non mi riferisco solamente a Scott, un po’ tutto il mercato sta proponendo mezzi di altissima gamma d’accordo ma a prezzi davvero esorbitanti e in alcuni casi valutando bene come sono assemblate questi importi non sono completamente giustificabli

medmaker
medmaker

E poi dicono “il solito problema del prezzo”. Mi sembra difficile non parlarne. Certo che l’industria spinge e poi….diciamolo con franchezza. Quanti di noi leggerebbero un test su una bici da 1000€? Probabilmente nessuno, o pochi tra noi, possono permettersi una bici da 7000€ (una follia pura, secondo me) però ne leggiamo le caratteristiche, come va, e cerchiamo di farle la pulce per trovarne i lati negativi.
Non mi dispiacerebbe però leggere dei test su bici meno glamour e più “de noantri” ma credo sia una pia illusione almeno che qualcuno non decida di fondare un forum per quelli che la tasca ce l’hanno sempre vuota

alex_bodom
alex_bodom

per @Marco Toniolo e @medmaker Non so se conoscete Top Gear, la trasmissione dove 3 svitati inglesi recensiscono sapientemente a modo loro, le auto sfornate dalle varie case produttrici… Recensiscono super auto, ma anche le comuni utilitarie.. Questo sarebbe da fare qui sul forum.. Come a dire, proviamo i modelli base di tutte le ditte (i più venduti) e facciamo un raffronto.. Poi proviamo anche i modelli Top di gamma di tali modelli e vediamo quanto concretamente valga la candela acquistarli rispetto ad un modello con componenti inferiori. A parere mio, fare solo recensioni di bici cosi costose non serve a nulla, visto che poi chi se le può permettere (2-3 % dei lettori) non ha quasi bisogno di recensioni, in quanto le prende e le cambia quando vuole, oppure gli viene fornita dallo sponsor o che..

A parere mio andrebbero quindi fatti test per “categoria” . Prima si stabiliscono dei blocchi categorici, che possono ad esempio essere dettati dal prezzo..

Es: bici da 500 a 900 Euro.. Bici da 1000 a 1700 Da 2000 a 3000 Da 3000 +

Cosi vedete anche come certe case produttrici, imbarazzate dal fatto che sicuramente perdono sempre su determinate categorie di prezzo per la scarsa qualità offerta , abbasseranno il prezzo.. diversamente state solo facendo il loro gioco al rialzo mostrando mega modelli performanti, che ci mancherebbe solo non fossero efficaci, con tutti i soldi che chiedono!

Marco Toniolo
Marco Toniolo

Non mi sembra che facciamo diversamente, come menzionato anche da @muldox.
Se guardi la lista dei test, trovi anche tante bici a prezzi più bassi.
Per rimanere in casa Scott: http://www.mtb-mag.com/test-scott-genius-920/

alex_bodom
alex_bodom

Grazie per il link, in questo intervento non mi sono espresso con completezza e chiarezza, non intendevo dire che recensite SOLO bici di lusso, ma che piuttosto farebbe comodo avere una tabella comparativa per fasce di prezzo.

ti invito a guardare nei commenti più in basso dove ti ho risposto argomentando maggiormente la mia affermazione.

grazie

re87
re87

visto il link ma si tratta sempre di bici da più di 3000 euro (anzi quasi 4000) credo che quello che voglia dire alex (ed anche io mi trovo d’accordo) sia che molte persone gradirebbero recensioni e test effettuati su bici da 500-1500 euro che credo sia la fascia di prezzo più comune per chi pratica mtb a livello amatoriale, i test di tali prodotti sarebbero molto utili, in modo da evidenziare bene le caratteristiche di tali modelli i loro pregi e difetti e poter valutare meglio (grazie al parere di esperti del settore come voi) l’acquisto di un modello rispetto ad un altro.
anche perchè un investimanto di 1500 non è roba da poco, per molti è più del loro stipendio mensile o comunque rimane una bella cifra da destinare ad un proprio hobby, quindi a tutte queste persone farebbe piacere avere un parere in più, specie se proviene da un esperto del settore, in modo da essere più sicuri di aver fatto la scelta giusta; credo che sarebbero articoli molto seguiti da un gran numero di frequentatori del forum

re87
re87

ho dimenticato di aggiungere che con quanto detto sopra non intendo che sia inutile recensire una mtb da 3000-7000 solo che sarebbe un ottima idea incrementare i test sui prodotti aggiungendo anche mtb e componenti che appartengono ad altri scaglioni di prezzo

Loremar
Loremar

concordo con chi dice che le case potrebbero dare in prova anche i modelli base, non solo i top di gamma. Con le auto o le moto questo non succede, ai giornalisti danno in prova anche i cinquantini o la Panda, tanto ogni prodotto ha il suo segmento di mercato. Altrimenti la tiritera dei commenti sul prezzo assurdo dei modelli recensiti andrà avanti all’infinito, a dispetto delle ragioni di chi effettua le prove e delle case produttrici stesse. A me comune mortale che posso permettermi al massimo di spendere 2000 euro per una bici chemmefrega (scusate il francesismo) della prova di una bici in carbonadio da x-mila (con x tendente all’infinito) euro che non potrò mai permettermi?

re87
re87

che poi non capisco come si è arrivati al punto che una bici da 2000 euro sia solo un modello di “gamma media”, già spendere tale cifra per una mtb non è da tutti, infatti bisogna anche considerare il fatto che la bici e i suoi componenti hanno una durata limitata (causa usura ed invecchiamento dei materiali) quindi ogni 2-4 anni bisognerebbe comprarne una nuova. Riguardo al costo di produzione potrebbero: puntare ai grandi numeri per abbattere i costi, non hanno molto senso le decine di componenti diversificate in base al costo, bisognerebbe quindi accorpare per ogni categoria (xc, trail, enduro ecc.) solo 3 modelli (base, medio, alto) per ogni componente, si potrebbero così diminuire i costi alzando la qualità dei prodotti base e medi; non rinnovare per forza ogni anno tutti i componenti (magari con miglioramenti minimi o solo un cambiamento estetico) in modo che gli investimenti per la ricerca e sviluppo delle nuove tecnologie vengano ampiamente recuperati. Ci sarebbe anche da dire un’altra cosa, è indubbio che tutti questi componenti top di gamma, con i loro relativi materiali e procedimenti costruttivi, comportino un effettivo miglioramento delle nostre prestazioni, ma TUTTI i possessori di mtb o bici in generale hanno davvero bisogno di raggiungere tali prestazioni? il piacere di un giro in bici è dato solo dal partecipare a gare o affrontare un sentiero in meno tempo? affrontare un percoso con una mtb che presenta, alcune flessioni o altri effetti, in alcuni componenti come telaio e sospensioni, che possono… Read more »

william leonardi
william leonardi

Allora per lo stesso discorso ogni auto non dovrebbe superare i 10.000€, e ogni moto dovrebbe costare al max 4000€. Tanto a che ci serve una macchina/moto in grado di passare da 0 a 100 in 2.5″ e di fare i 320km/h?
Non capisco il ragionamento. Secondo me il punto è uno solo: nessuno di obbliga a dare a Scott 7000€ per questa bici, come pure nessuno ti obbliga a cacciarne 1500 per una Canyon comprata on-line.
Io le Ferrari o le Lamborghini non le considero, perché 1) non ho i soldi per comprarle 2) non me ne farei nulla.
Invece in casa ho un Intense e un Foes, entrambe montare di tutto punto (Chris King, Race Face, Fox, Renthal, …), perché 1) le volevo comprare e 2) ho trovato i soldi per comprarle.
Semplice no?

alex_bodom
alex_bodom

D’accordo con te!

raven
raven

perchè se ci fosse una enduro da 9 kg super rigida con geometria variabile la prenderei anche a 15.000 euro!

xzy
xzy

Se continua questo trend tra 20 anni chi potrà permettersi una graziella sarà un nababbo

ValerioIacobelli
ValerioIacobelli

Il bello è che già oggi una Graziella costa 699€ come una Xc entry
Ecco il link

http://www.lagraziella.com/it/graziella-store/bici-graziella/graziella-brigitte.html

xzy
xzy

E pensare che la mia era una battuta…ma la realtà mi ha superato….siamo nel surreale..

nilodi
nilodi

Adesso spero che qualcuno non venga a dire che una graziella vale i 700 euro che costa proprio a questo sta portanto il mercato . fra un po di anni 7000 9000 euro non faranno più scalpore e nessuno se ne lamenterà più.
si lamenteranno invece di come il prezzo di 20.000 euro per una mtb montata tutta top di gamma sia troppo alto, molti altri invece dovranno accontentarsi di una entry level da 2000 euro magari singlespeed e senza sospensioni. Non credo ci sia bisogno di aggiungere che naturalmente i nostri stipendi resteranno uguali

stons65
stons65

Senza polemizzare troppo ma mi sembra comunque giusto lamentare un continuo aumento dei prezzi per delle biciclette che di tecnologico rispetto ad una motocicletta ad esempio hanno poco…ok che siamo a livelli alti e ci sono allestimenti meno costoso però di questo passo fra qualche anno ci troveremo specialized S-works o cannondale Flash team a 10.000-12.000 euro…tanto c’è chi le compra quindi “buttiamo su” il listino!

Marco Toniolo
Marco Toniolo

Quali sono stati i progressi tecnologici delle moto negli ultimi 10 anni? O meglio, quanti sono stati paragonati al mondo delle MTB? Se penso a che bici avevo 10 anni fa, mi sembra un’altra vita.

alex_bodom
alex_bodom

Solo a guardare una vecchia bici ci si rende conto dei progressi fatti.. tantissimi di sicuro, non si discute. Però anche se guardo una moto o un’ utilitaria di 10 anni fa e ne guardo una nuova si nota lo stesso il progresso, sia esterno che interno, eppure i prezzi sono grossomodo sempre li (inflazione dell’euro a parte, visto che è su ogni cosa). Con 10.000 euro ci si compra un’auto anche con sacrificio visto il periodo, e rispetto ad una bici c’e gia una quantità di materiale e funzionalità superiore di 10.000 volte.. alluminio, plastiche, elettronica combinata ecc ecc Vale davvero la pena comprare una bici da 7.000 dove poi ne devi spendere altri 1.500 sopra per ritenerti “soddisfatto” ? (cerchi, copertoni, guarnitura) “alla fine si tratta di tubi di metallo lavorato con due sospensioni ed ingranaggi..” ben fatti e studiati per carità, ma non c’e paragone. Mi piaciono molto le vostre recensioni, per dettagli, cura e sensazioni coinvolgenti nella lettura, e le leggo davvero volentieri, come penso tanti altri utenti, anche se so che non potrò mai (credo) permettermi tali “sfizzi”di lusso, anche se in fin dei conti, non esserendo un professionista penso che nemmeno mi servano. Gradirei però che sul forum (se volete renderlo davvero interessante e utile per tutti i biker amatori e non) che adottaste un’altra politica per quanto riguarda le recensioni.. provando ad esempio le bici entry e non delle diverse case ed inserendole per scaglioni di prezzo in una categoria di di riferimento..… Read more »

raven
raven

tu pensa che a me di leggere la recisione di una bici da 900 euro non mene puo fregare di meno!
Per due motivi:
1) è un prodotto per chi si avvicina al settore per cui il livello del test sarà base
2)lo stesso individuo una volta iniziato ad appassionarsi la cambiera o fara upgrade significativi ed anche a lui passera l’interesse…

Un principiante che spende una cifra pari a circa 1000 euro non capirà neanche la differenza tra una ruota quadrata ed una tonda, il livello ed il valore del test sara estremamente limitato, avrà inoltre una curva di apprendimento molto verticale! A sto punto testiamo anche le rotelle per le bici da bambino?

Detto questo nei test mi sembra venga sempre esposto il funzionamento in maniera chiara di ogni singolo prodotto. Se uno non vuole spendere può:
Comprare il modello base/anno scorso/usato.
Giusto per concludere ritengo molto più offensivi i soldi chiesti per una punto che per una bici top..
Vorrei ricordare che se paragonato ad altri sport il nostro è discretamente economico! Se poi uno vuole avere sempre il top è un altro discorso. Mi immagino però abbia anche stipendio top o sia sponsorizzato… Anche a me piacerebbe avere un gt3rs ed una Range per portare la bici! E cosa dovrei dire dei 200K€ richiesti? Lamentarmi?

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@alex_bodom Spiegami meglio le tue insinuazioni per favore: pagati da chi per pubblicizzare cosa? Per mettere in evidenza che su una bici da 7000 Euro la copertura posteriore sfrega contro il deragliatore?
Questo vorrebbe dire fare “il loro gioco al rialzo”? O magari facciamo il loro gioco al rialzo scrivendo della Spectral da 2200 Euro che è una bici efficace e divertente ad un prezzo abbordabile (http://www.mtb-mag.com/test-canyon-spectral-al-7-0/).

alex_bodom
alex_bodom

Ho scritto (senza volervi offendere, visto che apprezzo il vostro lavoro) che non so come funziona tra voi e gli sponsor che vi forniscono le biciclette da provare (gratis, a pagamento, vi pagano?) e ho consigliato di richiedere maggiormente bici di gamma più bassa. E ho detto ironicamente che sembra che vi paghino per tirare il mercato al rialzo dei prezzi elogiando quasi sempre modelli super montati. Dico questo perchè ogni anno alzano i prezzi dei modelli top di gamma e di conseguenza di tutta la gamma.

Quando fate le pagelle, davanti a bici cosi pretenziose dovreste essere molto più severi, proprio per far capire alle ditte che, o fanno bici buone a prezzo adeguato, o ne sconsiglierete l’acquisto.

Perchè per una trailbike da 7000 euro mi aspetterei che sia montata “Over The Top” e studiata per la destinazione d’uso, non una bici dove gia devi cambiare diversi componenti (che poi mica costano 4 lire) che risultano scomodi e inadatti per l’uso che se ne vuole fare.

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@alex_bodom Forse è il caso di chiarire un po’ di cose:

_noi non abbiamo nessuno “sponsor”, inteso nel senso classico del termine, che ci fornisce bici da testare.
_nessuno paga nessuno, altrimenti sarebbero ben poco seri come test
_ti pare che i modelli supermontati vengano sempre elogiati? A me non sembra affatto, e se dici questo vuol dire che di test di mtb-mag non ne hai letti molti
_davanti a bici “così pretenziose” (ma poi che significa?) io credo che bisogna essere oggettivi, esattamente come bisogna esserlo con bici che costano un terzo.

alex_bodom
alex_bodom

Stai tranquillo, la mia era una domanda volta a sapere come funziona, non ad accusarvi, grazie della spiegazione. Per i test bici devo dire che invece li ho letti praticamente tutti, e non mi sono scandalizato praticamente mai, anche quando avete recensito la trek personalizabile, perchè li grossomodo paghi un prodotto che scegli tu come realizare e rendere unico, e per quanto costoso ci può stare. Guardando le recensioni non puoi negarmi che recensite quasi solo bici di alta gamma, o talvolta a parere mio, bici che hanno solo il prezzo di listino alto, visto che poi anche dalle vostre recensioni si evince chiaramente che non valgono affatto la spesa richiesta! (A parte Rose e Canyon ). A me, come credo a tanti altri, piacerebbe invece che vi soffermaste anche su bici dai 2.000 euro 3.000 che sono gia una cifra ragguardevole! Non so se riuscite a farvele mandare in test. Per bici “cosi pretenziose” intendo dire che se mi chiedi 7.000 euro, evidentemente mi stai offrendo qualcosa che una”normale” bici top gamma da 4.000 euro non offre. Ad esempio una bici pronta e dedicata ad una tipologia specifica di utenza/percorsi con gia sopra tanti upgrade super normalmente da acquistare aftermarket. Se invece mi dai una bici che è “ne carne ne pesce” montata come alcune altre da circa 4000 euro, con difetti grossolani, deragliatore, fascette, in cui tra l’altro sono da cambiare dei componenti, per me hai toppato alla grande come proggetto e merita un voto ancora più basso… Read more »

biker 69
biker 69

Ottimo test, sempre preciso e spietato nell’elencare i difetti, non capisco perchè Scott si ostina a montare queste Geax Goma nelle bici in prova, sono capitate anche a me con la 730 e le trovo pessime

Paulmon
Paulmon

Gran bella bici , io ho provato i top di gamma scott da 27,5 e 29 . Ma alla fine ho preso la trek con project one . Almeno ma la sono presa come voGlio io .e dopo con la trek mi sentivo più sicuro in discesa. Dopo con questi prezzi esagerati si compra quella che piace di più.

85549
85549

con un 1000 in piu si acquistano le prime moto da cross 450 cc….. Semplicemente assurdo.

Claudio66
Claudio66

So di rischiare il ” fuori tema” ma anche io vorrei fare una riflessione sui prezzi altissimi: rischio implosione. Perché se l’amatore, o il semplice principiante che si avvicina alla mtb ha la percezione che o spende xmila euro o acquista una ciofeca, beh, potrebbe anche decidere di non comprare nulla. Nelle motociclette è successa una cosa analoga con i modelli fuoristrada alla fine degli anni 80 e poi con le super sportive pochi anni fa. Mezzi talmente esasperati e costosi che hanno determinato una disaffezione ed un crollo delle vendite. Però li è successo che l’industria moto ha saputo offrire modelli alternativi che hanno saputo emozionare il potenziale cliente a prezzi di nuovo raggiungibili ( nei due esempi di prima ne hanno beneficiato le enduro 4 tempi monocilindriche e le bicilindriche europee).
Chissà che non accada la stessa cosa nelle mtb e fra qualche anno non si ritorni a modelli assai più semplici ed economici ? ( … fat rigide ?)

schiaccio84
schiaccio84

Beh i modelli più economici ci sono, certo non hai tutte le chicche di questa bici. Per quella cifra comunque un po più di cura ai dettagli ce la si aspetta.

vmaxpower
vmaxpower

fuori tema per fuori tema, visto che le case, per non so quale ragione, tendono tutte a far testare i prodotti top di gamma, se si hanno dei budget limitati o, semplicemente, si vogliono solo spendere delle cifre “ragionevoli”, le bici buone si trovano lo stesso…..basta accontentarsi di un po’ di “fighetteria” in meno ed essere disposti a portarsi in giro 1/1,5 kg in più.
Sono comunque d’accordo sul fatto che, tendendo a fare vetrina solo con mezzi top, l’immagine del movimento risulti deviata e troppo elitaria.
Tornando alla bike in oggetto posso tranquillamente dire che si trova di meglio….. Specialized stumpjumper Fsr ed Enduro (meglio la Enduro) e Cube Stereo 140…… tutte bike con le quali ci confrontiamo, scambiandocele sovente, più o meno ad ogni uscita.

spiraledonista
spiraledonista

Progressi tecnologici sulle moto negli ultimi 10 anni? Tanti, soprattutto sulla sicurezza! Vedi ABS ormai perfetto, RBW, traction control, etc..ora un neopatentato può guidare da subito moto con 190cv! 10 anni fa una R1 o gsx-r 1000 faceva paura solo a guardarla da ferma!

gasate
gasate

si può comprare una bici che non top di gamma, ma che sia almeno simile nelle prestazioni. la differenza sostanziale sarà il peso, non l’efficienza. poi se uno vuole spendere qualcosa, si parte con l’upgrade dei pezzi chiave. alla fine togliere peso senza svuotare le tasche si può fare, basta un pò di attenzione.

Fabryp
Fabryp

Molto bella esteticamente. Un pò “incasinato” il manubrio per i miei gusti. Forse, per il segmento, non sarebbe la mia scelta, ma resta una gran bici con qualche pecca qua e la!

Ottima anche la recensione del test! Come sempre dopo tutto!
Una domanda: su che trail sono state fatte le foto del test?!? 🙂

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@Nikefox Non mi sembra vero poter rispondere ad una domanda che non sia inerente il prezzo! 🙂

Le foto sono state fatte su trail diversi, tutti in Valtellina.

Discorso prezzi: non esistono solamente bici da 7000 Euro, come verrebbe da pensare leggendo certi commenti. Scott stessa, per quanto in generale non si distingua per i prezzi contenuti, propone modelli dai prezzi più abbordabili.
Non è neppure vero che vengono proposti solamente test di bici ultracostose. Il mio precedente test era su di una bici (ottima, fra l’altro), il cui costo passa di poco i 2000 Euro: http://www.mtb-mag.com/test-canyon-spectral-al-7-0/

raven
raven

Sarebbe interessante se il forum riuscisse ad ottener dalle varie case la ripartizione del venduto..
Si potrebbe vedere quanto è il prezzo medi per bici venduta in Italia per marca e categoria.
Con dati di questo tipo si potrà vedere se il consumatore frigna e spende o se in realta fa prevalere la testa e compra il prodotto con il rapporto qualità prezzo più alto.
Sarebbe molto interessante vedere come è distribuita la curva prezzo/quantita vendute e consentirebbe di interrompere queste noiosissime discussioni sul prezzo

Ganfo
Ganfo

Ma ben vengano i test di queste super bici che non potrò mai toccare con mano!
Cristo, io guido una panda ma se apro un giornale di auto leggo sempre con piacere gli articoli sulle supercar! Comprerò mai una bici da 7.000 €? No, e probabilmente non lo farei nemmeno se se non avessi particolari problemi economici. Ma non sono così ottuso da precludermi il piacere di leggere un test in cui questi gioielli vengono messi alla frusta.

Perchè, ed è un aspetto da rimarcare, questo magazine è l’unico media che io conosco che, nonostante dipenda dalla collaborazione dei marchi che inviano gratuitamente i mezzi per i test, non si fa alcun problema nell’evidenziare tutti i problemi e i difetti.

Ciò detto, l’idea di testare anche mezzi economici (no diretur, 3980€ non è un prezzo economico…) sarebbe un bel passo in avanti: lo so che ogni tanto capita, però chiedere ai costruttori anche un certo numero di modelli sotto la soglia dei 2000 farebbe felici il 99% dei vostri lettori.

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@Ganfo A volte bisogna anche fare quel pizzico di sforzo per saperli leggere i test (non mi riferisco a te). La Panda ed una Porsche sono due auto diverse dal primo all’ultimo bullone, mentre per quantro riguarda le bici molto spesso la piattaforma telaio+ammo, piuttosto che le geometrie, sono comuni fra i vari allestimenti.

Ganfo
Ganfo

Si certo: buona parte delle indicazioni che date nel test della top di gamma valgono anche per il modello più economico della stessa bici.
Però, anche solo per fare un regalo ad una buona parte dei lettori, è proprio impossibile aumentare un po’ i test di bici <2000? La mia è una domanda vera, non retorica: immagino che il problema sia anche di tempo, oltreche quello di ottenere queste bici dai distributori…

raven
raven

@ganfo ci vorrebbero anche dei tester adatti! se fai provare un entrylevel da 15 kg a chi ha una vam di 900 che indicazioni potrai avere? lo stesso per la discesa. Un modello da principiante per un esperto è estremamente difficile da valutare!
Bici entry level <2000 euro sono adatte tendenzialmente ad un pubblico alle prime armi, non è facile valutarle in isolamento! Andrebbe organizzata una comparativa tra tutte le pari prezzo e andrebbe scelta la "meno peggio" nella giornata. Altrimenti è naturale che il tester la paragoni alla sua bici di riferimento che sarà per forza di cose superiore ed il risultato del test sarà di scarso valore.

ruzeno62
ruzeno62

Io non capisco….. spendiamo centinaia di euri in componenti vari come viti perni etc per allegerire di qualche grammo le bici e poi ci lamentiamo del prezzo finale di una top di gamma.Tra la mia 710 e la superfly di un mio amico montate uguali ci sono stati 1000€ di differenza che sinceramente non riesco a trovare se non nella scritta trek

leonardo70
leonardo70

Sulla Trek non prevedono la garanzia a vita sul telaio?

ruzeno62
ruzeno62

Infatti ho detto che la differenza era proprio nella scritta trek. Ma a questo punto la domanda è se scott direbbe dammi 1000€ in più per l’estenzione a vita della garanzia chi sarebbe disposto a farlo?

ruzeno62
ruzeno62

Scusate l’errato uso del condizionale “se scott dicesse” e poi il confronto lo facevo tra spark e superfly

Tondo66

Il problema del limitato spazio deragliatore/pneumatico e´ solo dovuto al fatto che hanno specificato una tripla. Se usavano la doppia con deragliatore dedicato il problema non sussisteva: ergo il product manager andrebbe cazziato.

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@Luca Burzio Scott guarda molto al mercato di lingua tedesca, dove la passione per la tripla è dura a morire (fino ad un paio di stagioni fa non era raro trovare delle enduro che la montavano). Credo che la scelta di adottarla dipenda da quello.

daniele0511

Se metti una doppia la corona piccola si sposta verso l’esterno di 2-3 mm, per cui lo spazio tra gomma e daragliatore aumenta ma di pochissimo, se c’è fango si impacca lo stesso.

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@sembola Diciamo che doppia e copertura più adeguata dovrebbero permettere di cavarsela, anche se come dici tu si sarebbe pur sempre a lottare con i mm.

daniele0511

Potrebbe darsi che il deragliatore per doppia abbia la gabbia più corta nella sua parte inferiore e quindi seppur spostato pochissimo verso l’esterno aumenti la luce in senso longitudunale. Questione di mm comunque…

daniele0511

Ho controllato sui documenti tecnici SRAM, in effetti tra il deragliatore per tripla e quello per doppia 36/22 o 38/24 ci corrono 19 mm di lunghezza gabbia misurata sul piano orizzontale. Direi che il commento iniziale era corretto, con una doppia la gomma sarebbe vicina ma ci sarebbe decisamente più spazio…

Massimiliano_EthicSport
Massimiliano_EthicSport

Io ho la 920 e mi ritrovo completamente in tutto quanto descritto nel test. (e costa 3600euro!!)Secondo me bici eccezionale, stò solo pensando di montare un angleset +1° per portare lo sterzo a 68°e riguadagnare qualcosina nelle discese più impegantive. Secondo te vale la pena visto che mi hanno chiesto 150 euro??

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@marcone72 Mah, considera che andresti anche ad aumentare il già lungo interasse e ad abbassare il già basso movimento centrale.

Massimiliano_EthicSport
Massimiliano_EthicSport

Si hai pienamente ragione, potrei però fare +1.5° e recuperare quel mezzo grado mettendo il posteriore in posizione high….avrei 68 gradi, un movimento un poco più alto ed una posizione di guida meno sbilanciata sull’anteriore……….credo……..grazie per la risposta

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@marcone72 Bisognerebbe provare….
Te la butto lì: perchè non provi prima a montare uno stem più corto ed una piega più larga? Se anche non li hai è più facile recuperarli in prestito di una angleset, e spesso bastano a fare una bella differenza.

Massimiliano_EthicSport
Massimiliano_EthicSport

Accetto il tuo consiglio. Provo con uno stem da 60 e una piega da 750.

Angui Alfonso
Angui Alfonso

mah…settemilaeurini mi sembrano una follia, le scott sono belle ma anche sopravalutate. c’è di meglio a molto meno.

tagnin
tagnin

ma non ha nemmeno xxxxxxyxz01!

che scrausa

Dani1000
Dani1000

lascio perdere il discorso prezzo dal punto di vista “morale”, ma affronto il discorso prezzo da un’ altro punto di vistta. Come già sottolineato nella prova non è possibile che per un oggetto simile di quel valore certi particolari sono attaccati tramite delle fascette da elettricista. Non ho capito (magari me lo sono perso io ) se questo è un esemplare pre produzione? allora da un certo punto di vist potrebbe essere giustificato, anche se per me è impnsabile dare un prodotto in prova ad una rivista che non sia al 100%. Inoltre mi sembra che alcuni particolari che dovrebbero determinare parte del valore del mezzo non siano proprio specifici e adattatati al meglio per il tipo di utilizzo che deve fare questa bici. Insomma tanto fumo e poco arrosto. Mi sembra un’ accozzaglia di parti pregiatissime, ma relativamente poco integrate tra di loro

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@Dani1000 Esemplare di pre-produzione non direi, però si trattava di una bici test che era già stata utilizzata (come ho scritto nel test aveva anche un dente del 42T piegato).
Non credo che la bici esca dal negozio con le fascette, ed infatti ero indeciso se parlarne o meno nel test. Alla fine ho deciso di farlo perchè se ci sono significa che il batticatena non stava al suo posto. Per onestà devo però dire che, non sapendo come e chi ha usato la bici prima di noi, non si può parlare di un difetto verificato.

Checcoski
Checcoski

Ho imparato a spese del mio socio che si e fatto una scott da xc tutta in carbonio e performante che costa uno stonfo ,più gli accessori sono leggere ed al top meno durano ……..poi un piccolo sassetto al carro posteriore recato dalla ruota gli ha sccheggiato il carro e non ne lo hanno riconosciuto ,pacco pignoni andato a farsi fottere dopo 1anno ecc ……in fine forse gli cambiano il triangolo del telaio che e difettoso in carbonio giudicate voi .io non ho parole

nilodi
nilodi

Infatti il punto è proprio questo, queste bici sono ideate e progettate per atleti sponsorizzati e garisti.
per gente a cui inporta più la sostanza e meno il cronometro per chi preferisce stare attento al portafoglio e non corre dietro ad ogni nuova innovazione più o meno utile , ci sono altri prodotti che fanno più al caso suo. Il fatto è che su questo sito vengono presentate solo mtb di un certo livello , quindi alcune persone specie chi si è appena avvicinato a questo sport viene depistato dal vero significato e piacere di un giro off road

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@nicolo83 Che su questo sito vengono presentate solamente bici di alto costo non è vero e ti basta scartabellare la sezione test per verificarlo. E’ però vero che ne vengono presentate/testate tante, ma se (anche) quelle ci vengono proposte cosa dovremmo fare? Rifiutarci di testarle?

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@chico82 Non metto in dubbio che al tuo amico possa essere accaduto ciò che dici, ma da lì a dire che più la componentistica è leggera e meno dura ne passa. A meno che tu mi voglia dire che il gruppo XTR di Shimano sia fragile, ad esempio.

Andre27
Andre27

@Mauro Franzi come va la Goma? Meglio come copertone anteriore o posteriore? Può reggere il confronto con qualche modello dei soliti produttori tipo Maxxis e Schwalbe?

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@Andre27 Mi è parsa una buona gomma per terreni rocciosi o comunque con una certa consistenza. Per i fondi inconsistenti una tassellatura un po’ più aggressiva (i tasselli non sono molto alti) sarebbe d’aiuto. Sul fango e bagnato l’ho provata davvero poco, dato che uscite in quelle condizioni non ne ho praticamente fatte (per fortuna, visto che quest’inverno ne ho avuto abbastanza). Se a tutto ciò aggiungi che la scorrevolezza non mi è parsa male, io direi che può essere una bella gomma da montare al posteriore per uso am/enduro.

Andre27
Andre27

Grazie, molto interessante.
Immagino che in sezione 2.25 (ETRTO 57) anziché 2,40 al posteriore sia anche meglio…

Mauro Franzi
Mauro Franzi

Sì, anche se poi dipende dalla bici su cui la monti, il tipo di terreno e gomma che monti davanti.

xzy
xzy

Per quanto mi riguarda non contesto il prezzo in sè di questa bici, ci mancherebbe, le aziende sono liberissime di costruire anche mezzi da 100.000 €.
Il punto è che si ha la sensazione, da qualche anno a questa parte, che la qualità dei componenti o delle finiture scende, mentre i prezzi salgono. E questo non solo con Scott, ma anche con Cannondale e altri di pari livello.
Cercasi disperatamente proporzione tra quanto proposto e quanto richiesto (in denaro)!

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@XZY A me pare l’esatto contrario. Come hanno già scritto altri direi invece che esiste un mucchio di componentistica che, pur non essendo il top di gamma, funziona alla grande.

ValerioIacobelli
ValerioIacobelli

Propongo un super test di tutte le tedescone enduro che vendono solo online : Canyon, Rose, YT, Radon ecc…..rimanendo su una fascia di prezzo che non superi i 2500€

Già in programma una cosa del genere?

ecox
ecox

Dispiace ripetersi ad ogni test, ma i report fatti da @muldox (ora bisogna chiamarlo Mauro Franzi 😉 ) sono veramente un passo avanti a tutto quello che si trova su carta e su web.

Complimenti perchè tanta chiarezza e professionalità difficilmente si trova.

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@ecox Grazie mille! Va benissimo se continui a chiamarmi muldox 🙂

ValerioIacobelli
ValerioIacobelli

Comunque l’andamento del mercato farà il suo corso…..penso che le case “solo online” di cui parlavo prima siano già una realtà da diversi anni……anche qui a Roma vedo sempre più Canyon e Radon…..è normale la gente non ci pensa due volte a spendere in qualche caso quasi la metà……..e in più quando vai in un negozio e vedi che alla stessa cifra di una tedesca online che ti offre telescopico , Talas ecc….. ti danno un allestimento base , allora vai a casa prendi la carta di credito fai un paio di click aspetti un po’ e ricevi il pacco……
Credo che con il passar del tempo le case online spopoleranno di brutto guadagnandosi sempre più spazio e i marchi “mostri sacri” si dovranno adeguare per forza di cose……..non potranno “campare” soltanto con bici ultra top di gamma da 6000/8000 euro da destinare poi a chi?
Questi marchi si devono mettere in testa che non stiamo chiedendo di abbassare i prezzi ma di alzare un po’ la qualità degli allestimenti ……se non se ne rendono conto allora amen secondo me assisteremo all’avanzare dell’online

raven
raven

Visto che nessuna azienda lavora per perdere se il mercato online porterà ad un abbassamento dei prezzi a parità di allestimento vedrai che tutti si adegueranno. Se non lo faranno compra online. Non vedo il problema!
è più che normale che ogni casa proponga il top di gamma e che lo prezzi di conseguenza!
Se uno non può non vuole spendere certe cifre può benissimo comprare una di media gamma!
Detto questo le bici entry level di oggi se paragonate a quelle di solo 10 anni fa sono un affare pazzesco!
Il problem mi sembra sia causato dal fatto che tutti vorrebbero potersi permettere il top di gamma…ma per quale ragione? mica è un offesa comprare a metà gamma… Se fosse così per definizione i prezzi verrebbero alzati fino a che solo il 5%(?) possa permettersele. è la banalissima curva dell’offerta che a meno di interventi dei governi esisterà sempre…

Tira la careta
Tira la careta

Ciao,
mi accodo ai complimenti per @muldox, sempre chiaro e completo.

Per il mezzo considero solamente una cosa,

Canyon Spectral AL 7.0>4.0 di punteggio,
Scott Genius 900 Premium>3.8 di punteggio.

Però, il prezzo della scott è il triplo!

Ed il tester è il medesimo, pure puntigliosetto! 😉

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@Tira la careta Tieni però presente che il prezzo va ad influire su certe voci della pagella, e quindi anche sulla valutazione finale.

Tira la careta
Tira la careta

Ciao,
Mauro, era chiaro che vi fosse un bilanciamento del fattore economico.
L’impressione che rimane, poi magari sbaglio, è che a fronte di un posizionamento del listino nella fascia alta, non vi sia un altrettanto riscontro sul fronte prestazionale. Ok, ne risulta una bici bilanciata e versatile, che però non fà urlare al miracolo.

ValerioIacobelli
ValerioIacobelli

Bhè penso che il punteggio finale sia fortemente condizionato anche dal prezzo della bici…..come per dire “è facile fare una bici da 5 stelle sella paghi 10mila euro”
Non so se mi spiego

Checcoski
Checcoski

Ciao mauro e normale che un pacco pignoni x0sram vada a farsi frigere dopo 1anno perché per guadagnare in leggerezza hanno fatto gli incastri solo al pignone più grande invece di farli fino in fondo .

Checcoski
Checcoski

Scusa forse era xx

lmassa83
lmassa83

Ciao Muldox,
volevo chiederti informazioni in merito alle sospensioni (forcella ed ammo) con l’uso del twin lock; dal test hai riscontrato che la riduzione del travel non è veritiera, quindi le mie domande sono:
1. hai riscontrato se in posizione climb la forcella non viene del tutto chiusa?;
2. hai riscontrato che forcella ed ammo hanno la stessa fluidità? (nel senso se hai riscontrato differenze eccessive di comportamento);
3. posso chiederti i valori di come hai settato la forcella? (pressione e reverb).
– Un’altra considerazione sul passaggio cavi:
1. secondo me il passaggio nella parte inferiore del telaio rendono i cavi troppo esposti ad urti con i rami che incontriamo nei nostri percorsi, tu cosa ne pensi?
2. 2 cavi per i freni, 2 cavi per il twin lock, 2 cavi per il cambio, 1 cavo per il telescopico per un totale di 7 cavi presenti nel manubrio: come ti sei trovato?
– In merito alle ruote:
1. la sostituzione delle ruote darà a questa bike un cambiamento consistente? (intendo a livello di pedalabilità e non per raggiungere le 5 stelle in componentistica);
– Discorso twin lock:
1. e se non fosse presente la bike risulterebbe così “comoda”?
grazie per i test che fate 😉

Daniele

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@dannyg 1) E’ scritto anche nel test: non si tratta di un blocco vero e proprio, ma la frenatura è talmente marcata che all’atto pratico è come se lo fosse 2) Sì, direi che le due sospensioni hanno un comportamento abbastanza omogeneo (si intende in posizione discesa, ovviamente). 3) La forcella mi pare sui 90/100 psi, ma prendilo con le pinze perchè avendone alternate diverse nel periodo del test potrei anche fare confusione. Il Reverb non l’ho toccato. Cavi: 1) In teoria hai ragione, un cavo che passa sotto l’obliquo è indiscutibilmente più esposto di uno che passa al di sopra di esso o internamente al telaio. Nella pratica ti posso dire che non mi è mai capitato di rompere o danneggiare seriamente cavi che passano di lì. E’ però indubbio che lo sporco/fango viene trattenuto più facilmente rispetto a quanto non avvenga con un tubo “pulito”. 2) Nessun particolare problema per via della quantità di cavi presenti. Il routing è buono e tutti i comandio funzionavano a dovere. Ruote: 1) Beh, tutti sappiamo quanta differenza faccia il peso sulle ruote, specie se nelle parti periferiche (cerchi, coperture). Con questo non voglio assolutamente dire che le ruote montate non siano valide o performanti, ma solamente che a quella fascia di prezzo e montaggio un bel set in carbonio sarebbe stata la ciliegina sulla torta. Twin Loc: Il Twin Loc fa veramente la differenza nel pedalato, su quello ho pochi dubbi: senza mai staccare le mani dal manubrio le sospensioni sono… Read more »