Transardinia: incappucciato e derubato nel Supramonte

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Tappa in ambiente praticamente alpino oggi, con una salita iniziale sino al Monte Maccione e poi l’ingresso al Supramonte.
Guida 1 si è detta molto gelosa della traccia di questo percorso, dato che trovare il sentiero migliore gli è costato anni di tentativi e fatiche. Pertanto, d’accordo con Guida 2 che insisteva per farmi avere un’esperienza “totale”, all’imbocco del Supramonte mi hanno sequestrato il gps ed incappucciato.
Dopo una trattativa con l’unità di crisi del forum sono stato liberato. Fonti non ufficiali vociferano che abbia pagato un riscatto consistente in 2 Ferrero Rocher e un tubetto di deodorante Robert’s Vapo tappo verde.
A quel punto ho potuto godere di panorami davvero eccezionali. E’ ripetitivo dirlo, ma in ogni tappa pare essere in una regione diversa. il Supramonte è una specie di altipiano in cui orientarsi è in effetti non facile, visto che i punti di riferimento non sono cosi’ evidenti all’interno dei boschi. Mentre il terreno è quasi completamente pietroso/roccioso. I conoscitori del Carso gradirebbero. Nella parte finale di tappa siamo passati invece ad un paesaggio più “far west” con pascoli sovrastati da canyon da cui ti aspetteresti un attacco indiano.
Dopo le canoniche 10h di giro si è aperta una lunga “finestra” che qui è sempre facile sfruttare per una corretta reintegrazione alimentare, anche se ho l’impressione che nonostante le fatiche ingrassero’.
Nell’agriturismo odierno (“ai monti del Gennargentu”) ho mangiato in maniera davvero favolosa. Inutile soffermarsi sull’abbondanza. A fine pasto ci si alza più devastati che non dopo il giro pedalato. Resta solo da ficcarsi a letto a dormire.

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Notte dopo notte sto provando ogni assetto possibile per trovare i compagni che russano meno e si sveglino il più tardi possibile.
La stanchezza tutto sommato è più forte delle russate, mentre per quanto riguarda la sveglia pare che qui non ci sia nessuno che si svegli più tardi delle 6.30…anche se poi queste sveglie fanno peccare qualcuno in lucidità, come Marco, il quale mezzo rimbabito dal sonno ha scambiato il tubo della pasta Fissan con il dentrificio. Lui asserisce di essersene accorto in tempo per non ammorbidirsi le gengive con la Fissan, ma durante il giro, standogli in scia, stranamente ho sentito sempre un buon odore di menta…

Dislivello: 1900 metri.
Km: 55

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