[Video] RCM Tutorial: non si guida con gli occhi

[Video] RCM Tutorial: non si guida con gli occhi


No non siamo impazziti e non vi stiamo dicendo di mettervi una benda… guardate il video e capirete.

RCM world

I corsi proseguono senza sosta e questo periodo è il momento perfetto per iniziare a lavorare per la prossima stagione. Non a caso molti riders ci stanno contattando per lezioni private singole (Tutoring) o di gruppo (Team camp). In questo secondo caso è possibile anche farle sui propri trail in quanto sarà l’istruttore a spostarsi e non il gruppo.

Non dimenticate di inserire nei commenti quali argomenti vorreste fossero trattati, ci vediamo tra due giovedì!

  1. Figata, è un argomento da approfondire.
    In effetti a volte la vista crea degli abbagli, a vederli certi passaggi sembrano più difficili di quello che sono e invece a volte sembra tutto facile e invece non lo è magari per via dello scarso grip.

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    1. guardare avanti per anticipare va bene sì, quello che non va bene è irrigidirsi e spaventarsi di qualcosa che non è ancora successo (es. guardo radice viscida, ci arrivo sopra già pronto a sentire al ruota che va via prima che questa sia effettivamente scivolata!)

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      1. E’ senz’altro giusto il concetto, ed evidentemente il problema è mio: di solito se aspetto di ricevere gli input ho la sensazione che ormai sia già troppo tardi, le cose andranno come devono andare ma non sono più io ad avere completamente sotto controllo la cosa.

        Se per esempio aspetto di percepire che l’anteriore sta andando via in una curva (viscida o inghiaiata) difficilmente sono in grado di recuperare.. di solito se sto su è perché grazie al cielo la ruota è tornata a fare grip dopo una derapatina improvvisa, altrimenti se non ha recuperato da sé su una zona più gripposa vado in terra.
        Stesso dicasi sul molto scassato: se sento che inizio a ricevere degli scrolloni tanto forti da non essere più molto in controllo del peso sul mezzo, di solito o ho la fortuna che il terreno migliora, oppure se continua così finisce o che devo appoggiare il piede e recuperare come posso, oppure che vado in terra.

        Parlo per lo più di XC con una front, ma faccio anche un po’ di AM/Enduro con una Specy enduro e anche lì le cose non variano di molto (anche se in quel contesto non gareggio quindi forse mi prendo meno rischi).

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  2. ottime spiegazioni come sempre, la prorpiocezione e' alla base di tutto come giustamente dice, se non si ha la sensibilita e la capacita' di ricornoscere la posizione del nostro corpo e di precepire e leggere il terreno sotto le ruote diventa tutto e' piu difficile, sensibilita' che non tutti utilizzano , non e' neanche facile da allenare o ottimizzare, serve molta dedizione

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  3. Questo è un gran consiglio. Complimenti.
    Per la verità già lo applico in parte nella maggior parte dei casi, ma se posso umilmente aggiungere una mia opinione personale, la cosa più difficile è riuscire ad acquisire anche la necessaria consapevolezza dei propri mezzi e la fiducia nella bici che si utilizza (configurazione di sospensioni, freni e pneumatici). Di certo bisogna riuscire a mantenere anche la giusta concentrazione. Non è che sia un gran manico, ma probabilmente il fatto di essermi approcciato all’enduro con una front mi ha aiutato ad affinare una certa sensibilità e concentrazione (la front non perdona molto!). Ma ora che sto iniziando anche a godermi la full, questo modo di portare la bici – non solo e non tanto con gli occhi, ma anche con mani e piedi – mi sta facendo divertire tanto tanto di più, permettendomi di affrontare anche i trail più tecnici con maggiore tranquillità = meno rigidità, maggiore reattività e più controllo in generale.
    Ancora complimenti per i consigli che elargite.

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