Visita ad Alchemist, carbonio Made in Italy (per davvero)

Una piccola azienda di appassionati competenti. Si potrebbe riassumere così Alchemist, una piccola azienda che sta lavorando e crescendo davvero bene nel panorama non proprio esaltante del Belpaese di questi tempi.

In provincia di Venezia, gli alchimisti, producono completamente in casa delle ruote in ogni loro componente, dai cerchi ai mozzi (ok, non i raggi), sfornando prodotti davvero curati e ben studiati.

IMG_7969
sede
IMG_7914
interno sede

Vediamo come.

Si parte ovviamente dalla progettazione al CAD, che però, come spesso si dimentica, non va da solo, “visualizza” e verifica solo quello che gli si mette dentro, pertanto delle competenze di ingegnere aeronautico come quelle di Sandro, il capo-alchimista aiutano.

IMG_7963
mozzo straight-pull
IMG_7961
mozzo enduro

Poi si passa al “bello” vero e proprio. Le ruote Alchemist si basano sui cerchi in carbonio, pertanto si parte dalle pre-impregnate stockate in frigorifero. Fibre di carbonio impregnate con resine in cui sono annegate materie polimeriche per dare una maggior proprietà “anti-urto”.

IMG_7908
pre-preg
IMG_7909
standard diversi che passione

Il carbonio utilizzato è praticamente solo del tipo unidirezionale. Le pelli di carbonio con fibre orientate a 45° vengono sovrapposte le une alle altre sempre rispettando l’unidirezionalità, quindi non intrecciandole. Solo al centro del sandwich viene, in alcuni modelli di cerchio soltanto, interposta una fettuccia con fibra omnidirezionale.

IMG_7915
unidirezionali

IMG_7913

IMG_7916
rinforzi

A questo punto le fibre vengono tagliate col plotter secondo le dimensioni richieste dal modello di cerchio

IMG_7912
plotter

Quindi scaldate in forno per renderle lavorabili

IMG_7926
forno

Ed infine posate a mano sugli stampi dei cerchi

IMG_7917
stampi
IMG_7918
nervature rinforzo
IMG_7939
hand-made

IMG_7941

IMG_7940

Stampi che esistono in varie dimensioni e forme a seconda del modello richiesto

IMG_7929

Idem reggisella, manubri e corpi mozzi, che sono gli altri prodotti costruiti da Alchemist

IMG_7930
stampo reggisella

A questo punto viene inserito il bladder interno ed il guscio esterno dello stampo, che viene messo in pressione e quindi in forno a “cuocere”.

Queste operazioni non sono state fotografate perché ogni cuoco ha i suoi segreti.

Difatti molte di queste operazioni non sono solo frutto di teoria, ma di prove su prove per trovare le giuste dosi e procedure. A cominciare dal ciclo di cottura, che necessita di temperature ed una curva di riscaldamento e raffreddamento tarata sulla quantità di resine e loro composizione.

IMG_7943

I manufatti appena sfornati di presentano grezzi così:

IMG_7921
bladder valvola

IMG_7919

IMG_7925

IMG_7924
corpi mozzo stampati 6 alla volta

Quindi pronti per essere rifiniti. Ovvero lucidati e, per quanto riguarda i cerchi, forati

IMG_7945
lucidatura

IMG_7946

IMG_7949
foratura

IMG_7950

Foratura che avviene grazie a delle particolari punte da trapano di derivazione aeronautica. Infatti anche in quel settore (per esempio per isnerire le spine passanti nei longheroni delle ali) non si utilizza più il processo di stampaggio con spine per ottenere dei fori, ma si usano queste particolari punte da trapano con macchine a controllo numerico, questo per evitare accumuli di resina in prossimità dei fori, cosa che può innescare delaminazioni a certe temperature.

Il risultato? Guardare il video per capire. Non c’è trucco non c’è inganno. Garantiamo.

 

IMG_7906

I corpi dei mozzi vengono accoppiati alle parti in alluminio cnc , anche queste prodotte da Alchemist, e montate con cuscinetti e le ghiere di tenuta in titanio (queste prodotte da terzisti)

IMG_7956

IMG_7957
mozzo grezzo

Tutti i mozzi utilizzano gli stessi perni, e gli stessi cuscinetti (anche se in numero diverso), sia per l’anteriore che per il posteriore, per consentire una manutenzione più semplice e meno pezzi di ricambio per i rivenditori.

Mozzi che hanno copro in carbonio nelle versioni xc, mentre alu cnc per le versioni enduro. Tutti i mozzi sono anche prototipati qui, grazie ad una macchina che produce i pezzi in plastica secondo progetto

IMG_7953
i prototipi in plastica vengono creati con questa macchina
IMG_7955
varie parti

IMG_7954

I mozzi sono disponibili in tutte le varianti di perni passanti, Qr, X11, Lefty

IMG_7935
lefty
IMG_7934
i cerchi sono fatti così non per l’estetica…
IMG_7933
CNC
IMG_7931
parco bici non male

E provati sul campo dagli Alchimisti, che sono assidui praticanti, in particolare di Marathon (Salzkammergut, Cape Epic, Sellaronda Hero, etc..) quindi tutti i prodotti sono testati quantomeno a lungo sul campo. E nel prossimo futuro anche da una squadra di Superenduro che verrà sponsorizzata Alchemist.

Molto bello anche il reggisella, con un morsetto con due gondole ribaltabili per consentire due offset (0 e 25mm) con lo stesso prodotto

IMG_7959
morsetto ben pensato

IMG_7958

La gamma Alchemist è ovviamente visionabile sul loro sito, con ruote in tutte le misure sia per tubolari che copertone.

Vero punto di forza di questa dinamica azienda è però la personalizzazione. Personalizzazione che può avvenire non solo a livello estetico per le decals e colore, ma per ogni tipo di richiesta, dalla lunghezza dei manubri, alla robustezza dei cerchi in funzione del peso del rider. Il tutto a costi davvero onesti.

IMG_7960
esposizione
IMG_7903
quando le parole hanno il loro senso

Non si può che augurare buon lavoro ad una piccola realtà italiana di cui andare sicuramente orgogliosi.

www.alchemistbikes.com

Storia precedente

[Video] Uno sguardo alla X-Fusion Revel HLR

Storia successiva

26, 27.5 e 29: diametri diversi per discipline diverse?

Gli ultimi articoli in Report e interviste