Lo spettacolo del 4X

Lo spettacolo del 4X

#4x

Francesco Mazza, 29/11/2013
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Francesco Mazza, 29/11/2013

Il Four Cross, questa coinvolgente disciplina poco conosciuta ma tanto apprezzata per la sua spettacolarità da chiunque abbia avuto la fortuna di seguire una gara, soprattutto dal vivo.

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Gli atleti che vi partecipano sono dotati di grandissima tecnica, indispensabile per affrontare percorsi caratterizzati da linee aeree mastodontiche ed enormi curve paraboliche, intervallate spesso da altre strutture artificiali come rock garden o wall ride o gradinate di tronchi, tutto questo in sella a piccole front leggerissime (raramente full) dotate di forcelle con perno passante ed escursione minima (100-120mm circa), telai molto compatti e slooped, componentistica robusta e leggera e copertoni generalmente semi-slick o comunque poco tassellati.

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Come se affrontare tutto questo non fosse già difficile di per sé, si aggiunge il fatto che si corre in batterie di 4 piloti ciascuna che partono contemporaneamente dallo stesso cancelletto, ognuno a caccia della linea più veloce per tagliare per primo il traguardo e aggiudicarsi l’accesso al turno successivo. I sorpassi quindi sono una delle componenti principali, spesso molto spettacolari, come nel caso del sorpasso di Marosi sul wall ride del JBC Bikepark in Repubblica Ceca che ha fatto il giro del mondo, diventando un video virale. Ma ancora più spesso i sorpassi si concludono con scontri e contatti fisici, ammessi entro certi limiti. Per rispondere a tutte queste sollecitazioni il fisico di un 4Xer deve essere allenato in maniera assolutamente completa, coinvolgendo diversi parametri, tra cui forza, agilità, resistenza e reattività. Queste doti atletiche, unite alle grandi doti di tecnica, fanno di questi atleti dei veri riferimenti nel mondo della Mountain Bike, infatti chi ha ottenuto ottimi risultati nel 4X, in genere è riuscito a eccellere anche nelle altre discipline della MTB. Alcuni esempi sono rappresentati da Brian Lopes, Cedric Gracia e Jared Graves.

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Il Four Cross deriva direttamente dal Dual Slalom, disciplina dove due rider si sfidavano scendendo contemporaneamente su due percorsi paralleli assolutamente identici, formati da piccole sponde, pali e piccoli salti. Il Dual Slalom è stato appunto soppiantato nel calendario UCI World Cup dal 4X nel 2002. Da allora la disciplina è cresciuta parecchio, coltivando dei veri e propri professionisti di specialità, a differenza delle prime stagioni in cui erano principalmente atleti di DH e BMX a prendervi parte.
Tutto questo fino a che la stessa UCI ha stabilito che nel 2012 il 4X non dovesse più essere inserito nel calendario di Coppa del Mondo, pur mantenendolo sotto la sua giurisdizione per quanto concerne il Campionato del Mondo e i vari campionati continentali e nazionali. La notizia ha colpito duramente il circus del Four Cross, che ha però reagito velocemente alla ricerca di un’alternativa, subito interpretata dal rider inglese Scott Beaumont che con alcuni collaboratori ha dato vita al 4X Pro Tour, circuito mondiale formato da 5 tappe, tutte in Europa.

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Ovviamente il fatto di non essere più parte dell’imponente struttura organizzativa dell’UCI World Cup ha penalizzato duramente la visiblità di questa disciplina, che ha subìto un forte calo di interesse da parte dei media e di conseguenza da parte delle aziende del bike business. Alcuni top rider per ottenere la visibilità che gli consentisse di mantenere i loro ottimi contratti con gli sponsor, sono emigrati verso altre discipline gravity come Downhill ed Enduro, come per esempio l’australiano Jared Graves, l’olandese Anneke Berteen e l’inglese Dan Atherton. Ciò nonostante le tappe del 4X Pro Tour continuano a pullulare di iscritti e di atleti eccellenti e il calendario 2014 prevede ben 7 tappe.

L’alternativa che l’UCI ha presentato in sostituzione del 4X nel calendario di Coppa del Mondo è una disciplina nuova e dalle dubbie capacità carismatiche. Si tratta dell’XC Eliminator, formula fondamentalmente uguale a quella del Four Cross con la sostanziale differenza che si corre su biciclette e percorsi da Cross Country, con distanze che variano dai 500 ai 1.000 metri. Questa disciplina sta facendo fatica a suscitare interesse da parte del grande pubblico e non sta riscuotendo affatto il risultato sperato dagli organizzatori degli eventi, che invece con il 4X vedevano un’affluenza di spettatori significativa. Perciò la separazione tra 4X e UCI ha sensibilmente influito sulla riuscita degli eventi di World Cup, tanto quanto su quelli di Four Cross.

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La situazione di questa disciplina in Italia è ancora meno rosea, dato che oltre a non esserci un circuito nazionale 4X, da due stagioni non vengono più organizzati nemmeno i Campionati Italiani di specialità. Gli atleti che si dedicano a questa disciplina nel nostro paese sono rimasti veramente pochi, sia per la mancanza di competizioni sul territorio nazionale che stimolino a investire tempo e fatica nella preparazione atletica, sia per la mancanza di piste su cui allenarsi. Tantomeno ci si può aspettare che in tale situazione si avvicinino delle nuove leve. Eppure i pochissimi atleti italiani che continuano a gareggiare nel Four Cross, riescono tramite la loro infinita passione a colmare tutte queste carenze e a continuare a impegnarsi per conseguire risultati nello sport che amano. Nel 2013 questa passione è stata premiata con la convocazione in nazionale per 3 di questi bravi atleti: Stefano Balestracci, Stefano Dolfin e Giovanni Pozzoni. Quest’ultimo, a soli 17 anni, ha ottenuto un’esaltante medaglia d’argento agli Europei di Pamporovo, in Bulgaria, lo scorso 5 Ottobre.

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Molto probabilmente il Four Cross non sarà mai uno sport capace di avere enorme seguito al pari di altre discipline della MTB, ma di certo non è una specialità destinata ad estinguersi, considerando l’entusiasmo incommensurabile che anima i suoi appassionatissimi praticanti. Noi ci auguriamo di poter godere di questo spettacolo ancora molto a lungo.

Presto pubblicheremo l’intervista ai 3 atleti della Nazionale Italiana 4X. Non perdetevela!