Come ottenere il massimo dalle ruote

Come ottenere il massimo dalle ruote

09/07/2014
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09/07/2014

Le ruote sono uno dei componenti più importanti di una mountain bike: devono essere leggere ma allo stesso tempo rigide e robuste.

La continua ricerca di prestazioni e di mezzi più leggeri ha portato negli ultimi anni all’utilizzo di ruote sempre più “esili”. Se da un lato è vero che delle ruote dal peso ridotto migliorano drasticamente le prestazioni della bici, dall’altro è anche vero che sono più delicate.

Delicate però non vuol dire per forza di cose più fragili, se opportunamente dimensionate e progettate anche le ruote light non si rompono. Delicate vuol dire che richiedono cura e manutenzione. Qualsiasi ruota va controllata, centrata e tensionata ed una corretta manutenzione assicura a questi importanti componenti una vita e delle prestazioni decisamente superiori.

Assemblaggio

Sia che si tratti di ruote custom che di ruote “di fabbrica”, fondamentale è la fase di assemblaggio che deve essere eseguita a regola d’arte.

Prima di tutto il segreto di una buona ruota è un’oculata scelta dei componenti. Mozzi, raggi, nipple e cerchi devono essere opportunamente dimensionati. Inutile ad esempio montare mozzi e cerchi ultralight e mettere su 32 raggi da 2.0 non sfinati, così come è inutile un mozzo ultraleggero con un cerchio pesante.

Oltre ai componenti conta però anche la qualità dell’assemblaggio. Difficilmente un biker assembla da solo un paio di ruote. Per ottenere un buon risultato servono i giusti strumenti, la giusta attrezzatura ed un’adeguata competenza.

Quando si monta una ruota non bisogna infatti solo verificare che sia correttamente centrata e campanata, bisogna anche verificare che la tensione dei raggi sia corretta. Diffidate insomma da chi monta le ruote ad occhio senza tensiometro, dopo poche uscite si storceranno ed in breve tempo comincerete ad avere problemi di rotture di raggi.

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Si possono avere i componenti migliori del mondo, ma se le ruote non sono montate bene daranno sempre problemi e non dureranno nel tempo.

Un corretto assemblaggio prevede quindi che la ruota a fine lavoro sia non solo dritta, ma anche correttamente tensionata secondo le specifiche previste dal cerchio. Come capire se una ruota è ben montata? Basta prendere in mano un tensiometro e misurare la tensione dei raggi: se sono tutti correttamente tensionati è stato fatto un buon lavoro.

Assestamento

Una volta assemblata e tensionata la ruota, questa deve assestarsi. L’assestamento è dovuto ad una serie di micro spostamenti che avvengono quando la ruota viene caricata le prime volte. Un nipple che si sposta di qualche decimo, alcuni raggi che si spostano sulla flangia del mozzo perchè non perfettamente in posizione. Si parla di decimi, spesso di micron, ma questi piccoli spostamenti comunemente detti “assestamento” provocano una perdita di tensione di alcuni raggi dopo le prime uscite.

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Purtroppo l’assestamento non interessa allo stesso modo tutti i raggi, quindi si va a perdere l’omogeneità della tensionatura, fondamentale per una corretta ripartizione dei carichi tra i singoli raggi. Un esempio pratico: su tre fori dei nipple ci sono alcuni residui di lavorazione. Il meccanico tensiona correttamente la ruota, ma dopo un primo utilizzo la bavetta salta ed i nipple si assestano, facendo perdere tensione ai relativi raggi. I raggi si mollano e la ruota non è più correttamente tensionata.

Molti produttori, soprattutto sulle ruote preassemblate, sottopongono per questo motivo i loro prodotti a dei cicli di carico in modo che avvenga l’assestamento direttamente in fabbrica. Dopo questa procedura la ruota viene ritensionata ed in questo modo l’utente finale non si trova costretto a dover ricontrollare la ruota dopo i primi utilizzi.

Sulle ruote custom, assemblate a mano ed in maniera artigianale, questo procedimento non viene quasi mai effettuato. Per questo motivo è molto importante ricontrollare il corretto tensionamento della ruota dopo i primi giri, dopo che la ruota si è opportunamente assestata. Questa pratica è comunque consigliata anche sulle ruote preassemblate di fabbrica, visto che il procedimento di preassestamento in fabbrica non è così efficiente come l’utilizzo sul campo.

Tensionatura e centratura: due cose diverse

Assemblata ed assestata, la ruota è finalmente pronta ad essere maltrattata sui sentieri. In questa fase la ruota assicura il massimo delle prestazioni, ma come tutti i componenti, va periodicamente controllata.

Le sollecitazioni a cui sono sottoposte le ruote sono molteplici: oltre ai carichi ordinari (torsione della frenata e della pedalata, carico radiale del peso del rider) ci sono tutta una serie di carichi accidentali difficili da prevedere e contro i quali la ruota non è praticolarmente robusta. Un’atterraggio storto da un salto, una sassata laterale possono sottoporre la ruota a forti sollecitazioni laterali che alla lunga fanno perdere tensione ai raggi.

Sollecitazioni straordinarie che possono scentrare le ruote? Scendere da una pista di DH sul cerchio è sicuramente qualcosa che non fa bene alla ruota!

Sollecitazioni straordinarie che possono scentrare le ruote? Scendere da una pista di DH sul cerchio è sicuramente qualcosa che non fa bene alla ruota!

Una ruota non è da controllare solo quando è storta, ma va controllata più spesso per assicurarsi che la tensione dei raggi sia sempre uniforme. Bisogna infatti fare un distinguo tra le operazioni di centratura e di tensionatura:

  • Centratura: una ruota si dice scentrata quando non è più dritta, ovvero quando il cerchio, in alcune parti della ruota, non è più al centro della ruota. L’operazione di centratura prevede di tirare i raggi in maniera adeguata in modo da riportare il cerchio quanto più al centro possibile. Causa di questo fenomeno sono in genere alcuni raggi che perdono tensione, oppure il cerchio che si storta a seguito di forti colpi laterali.
  • Tensionatura: una ruota si dice mal tensionata quando la tensione dei raggi non è uniforme, ovvero ci sono alcuni raggi più tesi di altri. Questo si traduce in una cattiva ripartizione dei carichi da parte dei raggi, visto che i raggi più tesi vengono maggiormente stressati rispetto a quelli più laschi. Questo può provocare la rottura dei raggi tesi.

Se per capire che una ruota è scentrata basta farla girare, capire che una ruota è mal tensionata è più difficile. Una ruota può essere quasi perfettamente dritta ma avere i raggi tensionati in maniera non omogenea, soprattutto se è una ruota a 32 raggi.

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Come quindi capire se una ruota è ben tensionata? Bisogna utilizzare un’apposito strumento: il tensiometro. Il tensiometro è uno strumento di misura che, rilevando la flessione del raggio, riesce a calcolarne la tensione. Inserendo il raggio nello strumento, una molla tende a farlo piegare.

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Lo strumento fornisce una lettura della deflessione del raggio, tramite questa lettura con un’apposita tabella (che tiene conto dello spessore e del materiale del raggio) si può ricavare la tensione in Nm o Kgf. Questo valore, confrontato con quello teorico previsto dal produttore delle ruote, ci dice se il raggio è sufficientemente teso o meno.

Su una ruota ben tensionata la tensione dei raggi non deve differire del +- 20% rispetto al valore teorico. Il 20% di tolleranza è legato al fatto che il cerchio può non essere perfettamente dritto e che quindi un po’ di differenza nel tensionamento può essere necessaria perchè la ruota sia correttamente centrata.

Avere una ruota sempre correttamente tensionata è molto importante per far si che questa duri nel tempo e garantisca la giusta rigidità, reattività e resistenza. Se tutti i raggi sono tesi in maniera uniforme le sollecitazioni si ripartiscono omogeneamente tra di loro e questo è fondamentale per il buon funzionamento della ruota.

Quale manutenzione?

Abbiamo capito che le ruote non sono un componente “monta e dimentica”, ma richiedono una costante manutenzione, ma in che cosa consiste questa manutenzione? Facciamo una piccola tabella riassuntiva seguendo le fasi della vita di una ruota.

  1. ASSEMBLAGGIO RUOTA: assicuriamoci che l’assemblaggio sia fatto a regola d’arte con l’uso del tensiometro. Diffidiamo da chi non ha l’attrezzatura e la competenza giusta: un montaggio a regola d’arte è il segreto per avere una ruota di qualità.
  2. RUOTA NUOVA: dopo le prime uscite (2-3 giri) controllare la tensione dei raggi, ripristinando la tensione corretta se necessario e la centratura.
  3. OGNI 2-3 USCITE: o meglio ogni volta che laviamo la bici, ispezioniamo le ruote alla ricerca di: raggi più molli di altri (non serve il tensiometro, possiamo tastare la tensione anche con le dita e poi verificare con lo strumento in caso di dubbio), raggi piegati o danneggiati da sassi o rami incastrati nella ruota, bozze sul cerchio o altri tipi di danno.
  4. OGNI 2-4 MESI: verifichiamo la corretta tensionatura delle ruote con l’apposito strumento. Consiglio, se possibile, di effettuare quest’operazione al cambio pneumatici in modo da poter lavorare con la gomma smontata. La gomma, specialmente se molto gonfia, tende infatti a sfalsare leggermente la lettura della tensione poichè tende a raddrizzare il cerchio. Se abbiamo ruote molto leggere o usciamo spesso su terreni accidentati, quest’intervallo va dimezzato. Un controllo della tensione andrebbe fatto anche a seguito di utilizzi intensivi (es lunghe gare, periodi di bike park o lunghi giri alpini).
  5. ALL’OCCORRENZA: controllare la centratura della ruota, cercando di intervenire subito prima che la ruota sia eccessivamente storta. Prima si interviene, più è facile recuperare il problema. Dopo la centratura è necessario verificare la tensione dei raggi.
  6. OGNI 6 MESI 1 ANNO: cercare e sostituire eventuali raggi scalfiti o piegati.

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Questa tabella può sembrare eccessivamente cautelativa, ma seguendo questi intervalli saremo sempre sicuri che la nostra ruota sia al 100% delle proprie prestazioni. Una ruota sempre in perfette condizioni non solo funziona meglio ed è più rigida, ma dura anche di più nel tempo ed è meno soggetta a rotture.

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V
Vittorino Mandelli

..ogni volta che leggo un vostro articolo tecnico, mi tocca comprare un nuovo attrezzo… 🙂

D
demach

Tensiometro ha senso il primo montaggio poi te ne fai più niente, alla prima botta seria del cerchio le tensioni cambiano in automatico e per correggere la deformazione ti tocca usare tensioni differenti.
Nota più dolente è l’ovalizzazione del cerchio sia in fase di montaggio che in fase d’uso ed anche qui il tensiomstro fa poco.
Bell’articolo comunque.

joordan
joordan

non c’e’ cosa più’ sbagliata…il tensiometro ti assicura ti permettere un carico equilibrato sulla ruota entro un + o – 10/20% che va benissimo. ma avere un raggio a + o – 40% della tensione media ti porterà’ inevitabilmente a rotture o continui aggiustamenti del centraggio

D
DarkPhoinix

la cosa da ridere che gli hanno fatto il like 3 tipi e a te nessuno tranne me, immagina quanta gente ignorante in giro che usa addirittura cerchi da buttare solo perché tira i raggi e a vista torna dritto!
Incredibile!

M
mikyspa

il problema è che un tensionometro costa 70€… se ne trovate uno economico lo comprerei subito

L
Loremar

Quele 2 o 3 ruote che ho assemblato per la tensione dei raggi ho usato il sistema “tin tin” cioè sentire la tonalità che fanno i raggi quando li si picchietta col cacciavite…dovrebbe essere sempre la stessa per tutti i raggi dallo stesso lato ruota. Cmq concordo con chi dice che a materiale usato probabilmente la tensione conta meno, bisogna mettersi lì e controllare la campanatura prima, e poi l’ovalizzazione del cerchio. Per ruote da 32 raggi e più è più difficile a farsi che a dirsi…alla fine non è una cosa così trascendentale, basta un po’ di pazienza. Per ruote con meno raggi invece credo che la difficoltà salga e che sia comunque necessario avere una strumentazione adeguata.

S
smilzon

invece io avevo provato a misurare la tensione con un accordatore, funziona!!! peccato che poi non sia riuscito a raddrizzate la ruota!!

M
Michele Carlini

Per la mia poca esperienza, la fuori è pieno di ruote che una volta montate non hanno mai visto un tensiometro, molte neanche un supporto centra-ruote. D’altronde molte ruote (o bici) vengono sostituite mooolto prima dell’esaurimento della loro vita utile…

Daniel Naftali
Daniel Naftali

Dipende da che ruote… Se monti un paio di cerchi Mavic 729 con raggi da 2.0 per enduro, probabilmente non le dovrai mai tensionare, ma se ad esempio monti un paio di ZTR Arch EX con raggi CX Ray (ruote custom light molto apprezzate per enduro) allora dovrai controllarle molto spesso per evitare continue rotture di raggi.

Tutto dipende da quanto è “tirata” la ruota, ruote leggere richiedono costante manutenzione se si vuole che durino.

A
AleCast73VA

mi piacerebbe fare upgrade di cerchi ho il mozzo XT e raggi DT Swiss il problema è il cerchio Alexrims ZX24 che si storce sempre eppure i raggi sono belli in tensione qualcuno mi consigliate un buon cerchio leggero e robusto?

M
Mario.lop

Per esperienza posso confermare che è incredibile quanto influisca l’assemblaggio e i dettagli sulla durata di una coppia di ruote: Le vie vecchie VELTEC assemblate su mozzi DT Onyx e cerchio Mavic F219 con raggi da 2mm sono ancora perfette nonostante abbiano qualcosa come 7 anni, per carità pesano 2200gr la coppia, ma ne han passate di tutti i colori: 3 telai, drop da 2m, atterraggi su front da street… qualche bozzo, 2 raggi sostituiti, ma ancora in ottima forma.
Per contro una coppia di ruote ZTR Flow su mozzi N4A e raggi 2mm non tenevano la centratura per più di 2 uscite a causa dei nippli in ergal da discount cinese. Sostituiti i nippli con altri più seri, non le ho più toccate!

joordan
joordan

sacrosanto anche questo..il nipplo e’ spesso poco considerato ma e’ elemento fondamentale soprattutto per la tenuta della tensionatura sul lungo..i trucchi del frenafiletti e’ uno dei tanti, ma oggi ci sono nippli di qualità’ superiore (come i dt pro lock) che fanno tutto rendendo la vita più’ facile..

R
rockarolla

I DT Pro Lock sono nippli con frenafiletti…è lo stesso trucco, che secondo me proprio sul lung periodo crea più problemi che benefici…

joordan
joordan

certo che lo sono, ma messo di fabbrica e studiato con il nipplo. e sul lungo, non hanno paragoni con nessuno altro nipplo. e lo dico per esperienza diretta

X
xzy

Ne avessi trovato uno che aggiusta le ruote con il tensiometro. Tutti ad occhio a Roma, tutti fenomeni

G
gaios73

Pensa quelli che centrano le ruote con la copertura su, che bel lavoro che faranno.

C
claudio.b

Mi associo a xzy, sono 25 anni che vado in Mtb e non ho mai conosciuto un meccanico che aggiusta o assembla ruote con il tensiometro.

freemark
freemark

Non sono d’accordo sull’uso del tensiometro: ho lavorato e bazzicato in molte officine, di negozi anche blasonati, e il tensiometro ha sempre fatto la sua bella parte nel cassetto. Il tensiometro è uno strumento di misura per la tensione dei raggi, ma non per questo chi non lo usa produce ruote di minor qualità se l’esperienza di chi le fa ha una certa esperienza.

C
Carlettorusso

senza dubbio è meglio uno che assembla ruote senza tensiometro perchè ha esperienza e sente la tensione con le dita, che uno che usa il tensiometro ma monta una ruota l’anno. Però, in mano alla stessa persona con esperienza, una ruota montata con tensiometro di sicuro non verrà montata peggio di quella montata senza tensiometro

M
Michele Carlini

Sintetizzando sull’uso del tensiometro:
1- non lo usa ed è un novizio: ruote di m….
2- lo usa ma non è capace: ruote scarse
3- non lo usa ma è esperto: buone ruote
4- lo usa ed è esperto: ruote che valgono i tanti eurini spesi 😉

menollix
menollix

Sarà che non ho mai avuto necessità di assemblare una ruota… ma consigliare l’uso di un tensiometro mi sembra eccessivo per il “comune mortale”.

Primo costa almeno 70/80 euro!
Secondo bisogna saperlo usare!
Terzo, oltre al tensiometro ci vorrebbe anche quell’aggeggio per verificare la centratura della ruota.

Secondo me insomma al “comune mortale”, a parte tirare / cambiare qualche raggio, conviene portarla dal meccanico che ha già tutti gli attrezzi, e con 10/20€ a ruota te le sistema per bene.

Daniel Naftali
Daniel Naftali

Nell’articolo non dico “comprati il tensiometro”, ma semplicemente di controllare la ruota con il tensiometro.
Se non sai mettere mano alle ruote non è il tensiometro che ti fa diventare un mago, così come per il costo elevato può essere più conveniente rivolgersi ad un meccanico quando serve.

L
louannescrymgeou

io l’ articolo lo interpreto come , un ti sei comperato un paio di ruote in alu a 1500 euro o in carbonio a 2000 sappi che non basta montarle e andare ma devi tenerle controllate altrimenti poi è inutile dire :”a quelle extra lite non valgono una mazza si stortano subito”, e per farlo o spendi i famosi 10 20 euro dal biciclettaio ma che sia attrezzato e competente o ti compri un tensionatore che se anche costa 70 euro su una bici di quel valore non sono una pazzia.

M
MN_avatar

tutto molto bello e giusto, peccato che costi uno sproposito il tensiometro.
Almeno per chi ha una bici entry level con ruote entry level…come dice gto se puoi spenderne 5000 per la bici ne puoi spendere 70 per il tensiometro o i soldi per portarla dal meccanico (che è giusto pagare visto il topo di lavoro).

menollix
menollix

Ok per quelli che si comprano le ruote da 1500/2000€ .

Ma io che ho 2 set di ruote da 200€ non ci vedo il motivo di comprarmi il tensionatore ed altri attrezzi specifici.

E poi non sento nemmeno di aver le competenze per farle. Non è che uno ha il tensionatore e diventa in automatico assemblatore/riparatore di ruote.

A parte che uno che spende certe cifre per le ruote, non penso si faccia problemi per farle controllare ogni paio di mesi…

C
Checcoski

io ho provato molte volte a sistemare i cercchi ma non e per niente facile.poi sara che sulla mia ginlus hanno messo dei cercchi da xc che fanno cagare…..booo

Pitaro
Pitaro

70€ spesi per il gusto di sistemarsi/assemblarsi da soli le ruote! 😉

M
MN_avatar

veramente dovresti aggiungerci i soldi di un centraruote, altrimenti poco ci fai.

J
jodiesteiner

Ma che bello è fare articoli che spiegano come si fanno le ruote senza mai averne costruita neanche una….chi fa ruote per davvero sa perfettamente che il tensiometro non serve a nulla.
Credere che sia sufficiente comprare un tensiometro per saper “costruire” una ruota è follia! Come pure la chiave dinamonetrica, il tensiometro è uno strumento, non una bacchetta magica, e quindi non può in alcun modo sostituire anni di esperienza passati in officina a fare un determinato lavoro.
Secondo me invece bisognerebbe diffidare proprio da chi fa uso del tensiometro, perchè se lo deve usare, vuol dire che di certo di ruote ne ha fatte ben poche.
Ma quando si capirà che questi srumenti sono fatti appositamente per gli hobbisti e non per i professionisti del mestiere?

francescoMTB1
francescoMTB1

D’accordo su quanto dici sul tensiometro,invece no sulla dinamometrica che la trovo indispensabile utilizzarla.

J
jodiesteiner

è la stessa cosa invece, si tratta sempre di tirare delle viti e ti garantisco che quando uno non fa altro che satringere viti tutto il giorno la dinamometrica è del tutto inutile, anzi se non è ben tarata può fare più male che bene… (adesso non cominciamo a dire che “tutti i meccanici di moto le usano”, perchè quello è un altro settore dove le viti del motore non le si và a comprare dal ferramenta, ma sono tutte viti speciali che dopo un determinato numero di volte che le metti e togli vanno sostituite anche se sembrano ancora intatte, questo perchè a differenza delle bici sono soggette a vibrazioni forti e ad altissima frequenza, insieme a dilatazioni termiche incredibili, quindi per forza servono le dinamometriche). Il giusto tiraggio di una vite si ha quando la testa ha sufficiente tensione da provocare un attrito tale tra le parti che impedisce lo scivolamento ma non deve essere troppo da provocare il danneggiamento o l’usura delle parti….questi condizioni si hanno solo quando vi è un buon dimensionamento tra testa e sede della vite, la giusta tolleranza tra vite e madrevite e la giusta quantità di viti in base al tipo di materiale e al tipo di sforzo che deve supportare il pezzo. Se tutte queste condizione sono verificate, il frenafiletti non andrebbe usato (che per altro sfalsa la lettura di una buona dinamometrica). Quello che voglio dire è che anche in questo caso, non basta avere lo strumento adatto, senza possedere… Read more »

L
louannescrymgeou

Ok perfetto , ricordami di non portare la mia bici in carbonio dal tuo biciclettaio.

J
jodiesteiner

bene, allora dimmi, cosa fai se compri un nuovo deragliatore per la tua bici in carbonio e sul collarino di fissaggio, a fianco alla solita M5 c’è scritto la coppia di serraggio di 10 Nm?

J
jodiesteiner

bhe se pensi che che la mia sia una domanda trabocchetto ti sbagli di grosso, esistono collarini per deragliatore con scritto 10Nm, ma se tu vai a stringere così tanto su un telaio in carbonio (o anche un acciaio con parete di 0,4 mm) quando arrivi a circa 6Nm il tubo comincerà a schiacciarsi, sai quanti miei colleghi pur usando semre la dinamometrica hanno rotto dei telai così?
Ti faccio un altro esempio classico, le 4 viti dell’attacco che stringono il manubrio, qui si oscilla generalmente tra i 6-8Nm.
Partendo dal presupposto che in meccanica, qualunque accoppiamento, le superfici di contatto non dovrebbero essere verniciate (ma nelle biciclette questa norma non viene quasi mai osservata) sai quanti ne ho visti e sentiti di persone che si erano montate il manubrio con la dinamometrica e al brimo buco un po’ forte gli si è girato in basso perchè il tiraggio era stato sfalsato a causa della vernice? Senza contare che i valori di coppia, nella maggior parte dei casi, vengono calcolati sulla base delle tabelle ISO che rigardano la dimensione della vite, per cui non tengono in considerazione della effettiva superficie d’appoggio della piastrina e del reale coefficiente d’attrito tra le parti, in altre parole quei valori sono tutt’altro che calcolati con precisione come si crede, mentre quando si raggiunge la giusta sensibilità si riesce a percepire perfettamente quando la vite è in battuta completa ma senza deformare o lesionare il pezzo.

L
louannescrymgeou

La domanda non è affatto trabocchetto per il semplice fatto che la coppia che trovo sul deragliatore o su qualsiasi altro componente che va accoppiato non è la coppia di serraggio da usare ma la coppia massima che quel componente può reggere. tra due componenti quella da rispettare è la più bassa e sul manuale di un telaio il costruttore riporta la coppia di serraggio max applicabile come su un manubrio e via dicendo.Solitamente poi se ci fossero comunque degli scorrimenti anche a coppie max rispettate i costruttori consigliano di usare paste per fare più attrito (non frena filetti).Poi uno fa come gli pare per carità la bici la usa lui.

L
louannescrymgeou

nell’ articolo non si dice che chiunque con in mano un tensionometro costruisce una ruota per bene. Da qui a dire che non serve a nulla ce ne passa , in compenso io la frase “pota l’è che ades i raggi i glia fa semper più sfinat perforsa i sa sapaca subet” da quelli che li regolano ad orecchio lo sentita parecchie volte.

Daniel Naftali
Daniel Naftali

Infatti, il tensiometro è lo strumento che ti permette di assemblare la ruota con maggior precisione. Non è che basta il tensiometro per farti costruire ruote al top, ma con il tensiometro riesci ad ottenere risultati migliori rispetto che andando a sensazione, provare per credere.

J
jodiesteiner

No forse non mi son spiegato bene… il tensiometro NON permette di assemblare la ruota con maggior precisione, per il semplice motivo che le tabelle a cui si fa riferimento non hanno alcun chè di scientifico, e la bontà dei dati riportati sono alquanto approssimativi…
Fare una ruota è semplice, ma fare una ruota coma si deve è tutta un’altra cosa, sono tantissimi i fattori da tener conto.
E poi quando dici “andare a sensazione” io lo intendo “andare a caso” e questo non è assolutamente corretto! Quando tiro una vite o un nipple so esattamente cosa sto facendo e come va fatto e se dopo le centinaia di ruote o le centinaia di bici assemblate, avessi avuto una sola prova che con il tensiometro o la dinamometrica avrei fatto un lavoro migliore, sarei il primo ad usarli.
Detto ciò non credo rientri nel tuo lavoro di “giornalista” giudicare il lavoro altrui sulla base di pregiudizi, e più che diffidare di chi “monta le ruote ad occhio senza tensiometro” io diffiderei di chi scrive articoli “tecnici” senza averne la competenza adequata.

Daniel Naftali
Daniel Naftali

Visto che sostieni di essere un bravo wheelbuilder, spiegami in che modo controlli l’uniformità della tensione dei raggi senza tensiometro.

Quelle che tu reputi tabelle empiriche (su quale basi fondi questa tua affermazione?) sono in realtà ricavate sulla base di test e sulle caratteristiche meccaniche dell’acciaio dei raggi. Anche se poi non fossero precisissime in senso assoluto (es. invece di 1000N la tensione reale è di 950N perchè l’acciaio del raggio è leggermente diverso da quello del campione), poco importa perchè quello che è realmente importante è l’omogeneità nella tensione dei raggi, in modo da assicurare un’uniforme ripartizione delle forze tra i raggi stessi, evitando che raggi più tesi di altri risultino sovraccaricati.

Che poi strumenti come il tensiometro e la dinamometrica vadano usati in maniera intelligente è fuori dubbio, ma se usati per come sono stati concepiti (come ausilio per ottenere una misurazione oggettiva e precisa) allora sono utili strumenti che consentono di ottenere risultati migliori rispetto alla sola sensibilità della mano.

J
jodiesteiner

Io non sostengo di essere un bravo costruttore di ruote in quanto non spetta a me dirlo.
Ci sono cose di un mestiere che si possono imparare ma che non si riescono ad insegnare, e quella che tu mi chiedi è appunto una di quelle, quindi sarà molto difficile che io riesca a spiegarmi…
l’uniformità nella tensione dei raggi è una conseguenza di una ruota ben equilibrata, e non viceversa.
Tutto sta nell’andare per gradi, prima regolando il salto, considerando anche lo sbandamento fino a quando non è tutto dritto, a sto punto si fa il primo prestress e si corregge di nuovo. Molti si fermano qua, ma è proprio adesso che si deve dare il tocco finale, che consiste nel dare un quarto di giro a tutti sentendo bene quanta forza oppongono i nipples… è come quando si tira una vite, vi deve essere abbastanza attrito da non potersi più allentare. Se fosse vero che con gli strumenti che dici si ottengono risultati rispetto alla sola sensibilità della mano come spieghi che le ruote che ho fatto per corridori e non, continuano a fare chilometri seza rompere raggi o dover centrarle di continuo? pensi sia solo fortuna?

L
Loremar

secondo me il tensiometro in alcuni casi ci vuole eccome, soprattutto in casi in cui la ruota ha pochi raggi. Se guardate i video di come vengono assemblate le ruote in fabbrica dai costruttori più blasonati, specialmente quelle per bdc, vederete che uno dei tanti strumenti di misura che usano è il tensiometro. Poi non è detto che la tensione dei raggi sia l’unico parametro da considerare, ma è sicuramente uno di quelli importanti.