Dominio francese ai mondiali di Mont-Sainte-Anne

Dominio francese ai mondiali di Mont-Sainte-Anne

01/09/2019
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01/09/2019

 

Celebrando il trentennale degli UCI DH World Championships, Mont-Sainte-Anne ha ospitato per la terza volta l’evento iridato su un totale di quattro che si sono disputati in Canada nella storia della MTB. Il lungo e tecnico tracciato della località del Québec si è asciugato completamente dalla pioggia che si è riversata durante le qualifiche di venerdì diventando completamente secco e polveroso, quindi particolarmente impegnativo considerando le alte velocità che si raggiungono in molti tratti parecchio sconnessi. Ed è stata proprio la velocità la protagonista di Mont-Sainte-Anne, con i top rider che hanno dovuto alzare il limite dando veramente il 110% per poter essere competitivi in questa gara incredibilmente serrata.

In questo spettacolo crescente di tecnica e di velocità è stato Loïc Bruni a mettere a segno la run più veloce, conquistando il suo quarto titolo iridato, il terzo consecutivo dal 2017.

Il francese si riconferma quindi campione del mondo grazie a una discesa impeccabile, aggressiva e pulita, frutto di un livello tecnico e di una professionalità davvero ammirevoli.

Medaglia d’argento per Troy Brosnan che, dopo una stagione a occupare costantemente i gradini bassi del podio, ha rasentato la vittoria proprio nell’evento più importante dell’anno.

L’australiano avrebbe decisamente meritato la vittoria con la run aggressiva e spettacolare che ha costruito sezione dopo sezione, con uno stile e una caparbietà che ha ricordato il suo mentore Sam Hill dei tempi d’oro.

Il volto di Amaury Pierron non nascondeva la delusione per il terzo posto ma il giovane francese può essere contento di questa medaglia di bronzo per la quale ha dato il massimo, in una sfida veramente epica.

Medaglia di legno per Danny Hart che ha dimostrato che quando è veramente in forma riesce a stupire ed esaltare la folla anche sulla polvere e non solo sul fango. Quinta posizione invece per Greg Minnaar che è stato il primo ad alzare significativamente il livello della gara, alla veneranda età di 37 anni, ancora incredibilmente competitivo a caccia del suo quarto titolo.

Gara sfortunata per gli azzurri: Davide Palazzari si è dovuto accontentare di un 46° posto a causa di un problema meccanico alla trasmissione mentre stava conducendo una buona run che lo aveva portato al 21° posto all’intertempo precedente al guasto mentre Johannes Von Klebelsberg è stato fermato al 65° posto da una foratura. Loris Revelli invece non ha varcato il cancelletto di partenza della finale a causa di un infortunio durante le prove.

Myriam Nicole veste la sua prima maglia iridata tornando sul duro tracciato di MSA dopo essere stata assente per tutta la stagione a causa di un grave infortunio.

La lunga attesa ha premiato “Pompon” con la vittoria del titolo grazie a una run in netta progressione dove l’atleta francese si è gestita bene giocando al meglio le sue carte con costanza e determinazione, senza commettere errori.

Medaglia d’argento per un’altra atleta che è tornata tra le fettucce qui a Mont-Sainte-Anne dopo una lunga assenza per infortunio, la britannica Tahnée Seagrave, autrice di una run solida e costante, tuttavia distante dalle prestazioni che ha messo in campo durante questa stagione, fino a prima del suo infortunio.

Francese anche la medaglia di bronzo con Marine Cabirou che conferma la sua crescita di questa stagione, chiudendo a 1 secondo e 7 decimi dalla connazionale iridata.

Tracey Hannah è partita bene ma ha subìto un calo nella seconda metà del lungo tracciato canadese, chiudendo in quarta posizione, visibilmente delusa.

Ottima prestazione di Eleonora Farina che conclude al sesto posto mentre Veronika Widmann, sesta fino al secondo intertempo, è stata pesantemente rallentata da due cadute, la prima delle quali decisamente impressionante, chiudendo al 21° posto.

Campione del mondo Junior è l’australiano Kye A’Hern che si aggiudica la maglia iridata con oltre un secondo di vantaggio sul vincitore delle qualifiche di venerdì, il francese Antoine Vidal. Medaglia di bronzo per il kiwi Tuhoto-Ariki Pene. Il francese Thibaut Daprela, dominatore della stagione di World Cup e favorito al titolo, non è riuscito a fare meglio della quinta posizione sull’impegnativo tracciato di Mont-Sainte-Anne.

Poche sorprese invece nella categoria Junior femminile dove la favorita Valentina Höll non ha disatteso le aspettative conquistando la maglia iridata con quasi 13 secondi di vantaggio sulla norvegese Mille Johnset. Terzo posto per Anna Newkirk.

Classifiche:

In bocca al lupo a Brook Macdonald per una rapida e completa guarigione. Tieni duro Bulldog!

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giorgiocat
giorgiocat
Anche se sembra di ripetersi ogni volta: Caxxo che gara!!!
Vorrei tanto capire dove ha sbagliato Pierron che si è visto delusissimo, appena arrivato al traguardo. Sicuramente nella grossa parte subito dopo l’inizio, non coperta dallle telecamere. E poi La discesa di Brosnan strapulita ma strapotente. E infine , Lui, Superbrrruuuni!!! Che riesce a cavare i decimi anche dove non sembra più essere possibile…Pauraaa!!!
E tra le donne la Nicole che rientra da un infortunio e diventa Campionessa del Mondo? Extraterrestri.
Spero solo che McDonald si rimetta, Daje Brook!!!
Marco Toniolo
ero convinto ce la facesse Brosnan dopo aver visto il suo vantaggio su Pierron. Peccato perché non sarebbe stato male un campione del mondo diverso da quello di 2 anni a questa parte
giorgiocat
giorgiocat
ero convinto ce la facesse Brosnan dopo aver visto il suo vantaggio su Pierron. Peccato perché non sarebbe stato male un campione del mondo diverso da quello di 2 anni a questa parte

Ho pensato la stessa cosa anche perchè la run di Brosnan , almeno nella parte visibile ovviamente , sembrava imbattibile. Ma evidentemente Brruni è proprio e sempre di più super, sia fisicamente, che mentalmente, anche se a dire il vero avendo già vinto due titoli consecutivi , più un altro, il rischio era forse più quello di infischiarsene. E invece no, aveva ancora fame. E questa è la mentalità di un campione.

Y
ymarti
Eh si, titolo azzeccato. Ancora dominio francese. E, vado in polemica, vedendo, nel fine settimana, che le ruspe a les gets / morzine ancora lavorano per sistemare i trails, ad una settimana dalla chiusura totale dei parks, si capisce da dove parte il tutto. E’ l’intero movimento che spinge!
Contentissimo poi per la Nicole. L’ho seguita su Instagram. Si è fatta un culo pazzesco per riprendere.
Peccato per minkja daddy, meritava di più. Anche denim destroyer!

Ciao a tutti.

teoDH
Io rilancio la polemica aggiungendo… a parte la distrata situazione dei trail italici, non è che ci devono fare la pista sotto casa per andare forte… l’enduro dovrebbe insegnare, è nato qua, le gare top le fanno qua, i presunti "pro" di enduro hanno tutti i trail sottocasa, e si pigliano sonore bastonate… Invece abbiamo due dirter, Diego e Toto, che se la giocano a livello mondiale in slopestyle, eppure ci sono meno dirtpark che bikepark in italia.
Per vincere bisogna sacrificarsi, andare all’estero a confrontarsi con gli altri, e dedicare anima e corpo alla disciplina sportiva in cui si vuole eccellere…
Andrea#11
Andrea#11
Vive la France!
Io vorrei rivedere il Gwin di un tempo; peccato! Sembra che abbia disimparato a vincere.
ACE65
ACE65
Ma perché partecipiamo ai mondiali? È mai possibile avere così tanta sfiga in tutte le competizioni? Dal XC Junior alla Élite maschile DH. Certo in questa gara non avevamo possibilità, ma un piazzamento nei 10 era possibile, e #ymarti ha perfettamente ragione, in Francia stanno ancora mantenendo i Park fino alla chiusura.
Marco Toniolo
Ma perché partecipiamo ai mondiali? È mai possibile avere così tanta sfiga in tutte le competizioni? Dal XC Junior alla Élite maschile DH. Certo in questa gara non avevamo possibilità, ma un piazzamento nei 10 era possibile, e #ymarti ha perfettamente ragione, in Francia stanno ancora mantenendo i Park fino alla chiusura.

beh Klebersberg è un privateeer che fa il downhiller a tempo perso https://www.mtb-mag.com/intervista-a-mr-jeans-johannes-von-klebelsberg/
ed è il migliore italiano. Tanto per relativizzare il tutto. Gli altri hanno squadroni e federazioni superprofessionali.
Se pensi che i Braidot corrono con la maglia dei Carabinieri o corpo forestale (non mi ricordo più), mentre Kerschbaumer in inverno lascia la bici in garage, è già un miracolo avere certi risultati.

Marco Toniolo
aggiungo: ed intanto in Svizzera d’inverno…



http://instagr.am/p/Bqr-PM2HO0c/

SIMONE S
SIMONE S
Questo c’é anche a Rovereto , al CeRiSM, lo utilizzano anche i fondisti (sci) per studiarne la dinamica di spinta!
B
Becciu
Io vorrei rivedere il Gwin di un tempo; peccato! Sembra che abbia disimparato a vincere.

Ok che nelle ultime due stagioni non ha brillato, ma poretto, è rientrato ora dopo uno stop lunghino, magari neanche lui si aspettava di essere tra i primi…
Nella gara femminile invece il rientro della Nicole e della Seagrave ha dimostrato ancora una volta (IMHO) quanto vasto sia il divario tra le tre atlete TOP e la concorrenza, ed è un peccato, perché questa stagione un po’ così, orfana delle "forti", è stata sino ad ora parecchio interessante, quantomeno dal punto di vista della suspence

giorgiocat
giorgiocat
Cos’è? Un super tapis roulant per bici? Sembra una roba super costosa….
ACE65
ACE65
aggiungo: ed intanto in Svizzera d’inverno…



http://instagr.am/p/Bqr-PM2HO0c/

Vabbè dai si sa che gli svizzeri non stanno tanto bene :smile:e noi posti aperti tutto l’anno volendo ne abbiamo a bizzeffe. Forse è più un problema di testa che altro
Ciao

Marco Toniolo
Vabbè dai si sa che gli svizzeri non stanno tanto bene :smile:e noi posti aperti tutto l’anno volendo ne abbiamo a bizzeffe. Forse è più un problema di testa che altro
Ciao

non è questione dei posti aperti tutto l’anno, ma di come affronti l’agonismo e la preparazione.
In Svizzera basta che da nord passi il Gottardo che pedali tutto l’anno senza problemi, non per niente Schurter è sponsorizzato da Lugano

fab82
fab82
Io rilancio la polemica aggiungendo… a parte la distrata situazione dei trail italici, non è che ci devono fare la pista sotto casa per andare forte… l’enduro dovrebbe insegnare, è nato qua, le gare top le fanno qua, i presunti "pro" di enduro hanno tutti i trail sottocasa, e si pigliano sonore bastonate… Invece abbiamo due dirter, Diego e Toto, che se la giocano a livello mondiale in slopestyle, eppure ci sono meno dirtpark che bikepark in italia.
Per vincere bisogna sacrificarsi, andare all’estero a confrontarsi con gli altri, e dedicare anima e corpo alla disciplina sportiva in cui si vuole eccellere…

Cosa c’entra l’enduro ieri hanno fatto la DH e i risultati non e che sono stati migliori del ews

Y
ymarti
Io rilancio la polemica aggiungendo… a parte la distrata situazione dei trail italici, non è che ci devono fare la pista sotto casa per andare forte… l’enduro dovrebbe insegnare, è nato qua, le gare top le fanno qua, i presunti "pro" di enduro hanno tutti i trail sottocasa, e si pigliano sonore bastonate… Invece abbiamo due dirter, Diego e Toto, che se la giocano a livello mondiale in slopestyle, eppure ci sono meno dirtpark che bikepark in italia.
Per vincere bisogna sacrificarsi, andare all’estero a confrontarsi con gli altri, e dedicare anima e corpo alla disciplina sportiva in cui si vuole eccellere…

Hai ragione, l’allenamento prima di tutto. Ma dove ti alleni?
Credo che nel caso del dirt abbia aiutato la possibilità di avere dirtpark che si sono costruiti a piacimento. Poco ma -molto- buono. Secondo le proprie esigenze.
L’infrastruttura ha giocato un ruolo importante, anche se la tenacia, la volontà e il sacrificio dei ragazzi ha aiutato.

Per i bikepark…se hai strutture del [email protected] hai voglia a imparare. Tutto alla frusta, rischi e non ti diverti. Ma quanti bambini vedi in francia e quanti qui da noi? Quanti tirano poi i doppioni?
Va beh, io sono vecchio e reduce dalla ricostruzione del crociato…pure un pò rincoglionito…ma chi mi ascolta? Quindi me ne vado in francia (sono tornato ieri :-)) e faccio quello che mi piace, con meno rischio che qui. :-)

teoDH
Hai ragione, l’allenamento prima di tutto. Ma dove ti alleni?

Ti sei risposto da solo…
Certo, se vuoi uscire la sera, sbronzarti con gli amici, e a tempo perso fare gare di DH, non vai da nessuna parte, se invece passi il tempo a viaggiare, allenarti, e sacrifichi qualsiasi cosa per lo sport, vinci…
Vouilloz ha vinto 11 mondiali perchè al tempo peaty e gracia andavano a far festa, lui si allenava
Adesso il livello è un po’ più serio, almeno nella top10, ma la dedizione assoluta paga sempre, Bruni ne è l’esempio.

SIMONE S
SIMONE S
Questo c’é anche a Rovereto , al CeRiSM, lo utilizzano anche i fondisti (sci) per studiarne la dinamica di spinta!
stefano86
stefano86
Sono appena tornato da Chatel, anche se in realtà in 4 giorni ho girato les Gets, Morgins, Morzine e appunto Chatel, il posto già lo conoscevo è la terza volta che vado e ogni volta c’è qualcosa di nuovo. Se giri li hai TUTTO dalle piste veloci con sponde e salti di qualsiasi tipo e dimensione a piste super dritte e scassate di pietre e radici che sembra la val di sole. E’ perfetto per chi si vuole divertire o chi si deve allenare, infatti la volta scorsa avevo trovato la Nicole e sta volta c’era Coulanges team Dorval che non convocato per i mondiali era li a allenarsi.
Abitando non molto lontano dalla Francia giro più spesso la (specialmente Les Orres, Serre Chevalier, Alpe D’Huez) che in Italia, e mi fa un po incazzare il fatto che se vado la trovo ogni genere di pista mentre qua da noi sembra che si punti più che altro a fare piste belle larghe e scorrevoli per attrarre più gente possibile per fare cassa, piuttosto che fare qualcosa che possa essere effettivamente chiamato DH.
A Morgins il primo giro che ho fatto sulla azzurra pensavo di aver sbagliato qualche incrocio e essermi infilato nella rossa, mai visto una azzurra così, ci sono posti in Italia dove ho girato dove nemmeno le nere erano di quel livello.
Quindi i francesi non vanno forte per caso, ma perchè fin da piccoli sono abituati a certi tracciati