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[First Ride] Specialized Epic HT

[First Ride] Specialized Epic HT

10/10/2016
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10/10/2016

Autore: Francesco Mazza

Lo scorso Luglio Specialized ha presentato la sua gamma 2017 con alcune novità e un significativo ribasso generale dei prezzi di listino. Tra queste novità, la più importante è stata sicuramente la nuova Epic HT, la hardtail da XC race che sostituisce la Stumpjumper HT grazie a un telaio interamente riprogettato da zero, con quote record in termini di rigidezza e peso e geometrie interamente rinnovate in funzione dell’evoluzione stessa della disciplina XC, sempre più tecnica e aggressiva.

Lo staff di Specialized ci ha illustrato la nuova hardtail da XC in tutti i suoi dettagli durante la Roc d’Azur a Frejus, in Francia, e ci ha messo a disposizione una Epic Hardtail in allestimento Pro Carbon World Cup, taglia M, per un giro di prova.

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Analisi statica

La nuova Epic HT è stata sviluppata con l’obiettivo di ridurre il peso a un valore da record per una hardtail da XC. In taglia M il telaio della versione S-Works, con vernice e accessori, ferma l’ago della bilancia a 875 grammi, mentre la bici completa vanta un peso di 8,3kg. La versione Carbon del telaio realizzata in FACT 10m invece che nel FACT 11m della versione S-Works, pesa comunque 50 grammi meno del telaio Stumpjumper HT S-Works 2016, a sottolineare il traguardo del progetto Epic Hardtail nella riduzione di peso. La composizione del carbonio della Epic HT è prevalentemente formata da fibre di livello medio tra rigidità e resistenza. Nel caso del FACT 11m della S-Works queste fibre provengono dal Giappone e costituiscono un know how di provenienza militare con accesso ristrettissimo per l’uso civile.

Il top tube di sezione ovale ha dimensioni generose per assicurare rigidezza e al contempo leggerezza. Anche i foderi alti hanno sezione ovale e sono caratterizzati da una costruzione derivata dal settore road di Specialized, con le fibre incrociate a 45° per offrire il giusto compromesso tra rigidezza e comfort. Il diametro del reggisella è di 27,2mm per offrire un minimo di flessione in più rispetto al tradizionale 30,9 adottato da Specialized sul resto della gamma, sempre a vantaggio del comfort. I foderi bassi invece sono strutturati per essere rigidi e trasferire il massimo della potenza dalla guarnitura alla ruota senza dispersioni causate da flessioni indesiderate. Grazie a queste soluzioni, la Epic Hardtail vanta il rapporto rigidezza/peso leader sul mercato.

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Per consolidare la rigidezza dell’insieme carro/ruota, la battuta del telaio è Boost 148mm. La pinza freno è posizionata tra i due foderi, all’interno del carro, così come sulla Stumpjumper, ma sfrutta il maggiore spazio offerto dal Boost. Nonostante la maggiore larghezza del Boost e la posizione della pinza freno, grazie alla forma dei foderi appositamente curata, il carro gode di un ingombro esterno minimo, favorendo un adeguato spazio di movimento per la pedalata e riducendo drasticamente il rischio di interferenza del carro con i talloni.

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Specialized è famosa per integrare nei propri telai delle soluzioni semplici ma estremamente pratiche. Ha dotato la Epic HT di un respingente (forkstop) per la testa della forcella. Grazie a questa soluzione non ha dovuto progettare la forma del tubo obliquo del telaio in base allo spazio richiesto dalla forcella per ruotare liberamente, ma lo ha disegnato secondo le necessità geometriche del telaio stesso. Il forkstop blocca la testa della forcella da entrambi i lati prima che urti il telaio ed è realizzata in gomma dura. Specialized ha previsto la rottura del respingente stesso in caso di urti davvero violenti, affinché le forze non si scarichino sul telaio, danneggiandone l’integrità. Integrità che comunque è assicurata da uno spessore di rinforzo nelle fibre del carbonio proprio in corrispondenza del punto in cui è ancorato il forkstop. Questo dettaglio è utile non solo a salvare il tubo obliquo dalla testa della forcella, ma anche a salvare il top tube da eventuali urti con il comando cambio o con i freni, per coloro che utilizzano stem con molti gradi negativi o comandi molto inclinati verso il basso. Problema che non si porrebbe solo in caso di caduta ma anche quando si carica e scarica la bici dall’auto.

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L’ingresso dei cavi è interamente nuovo. Innanzitutto è frontale, posizionato a lato della scatola dello sterzo, e non più laterale, per garantire una disposizione ordinata dei cavi che dal telaio arrivano al manubrio. Per contribuire alla notevole leggerezza del telaio della Epic HT, Specialized ha scelto di eliminare la guida interna dei cavi, rinunciando a una comodità ma risparmiando del peso importante. Sulla Epic Hardtail i cavi sono accompagnati solo per alcuni centimetri dopo il loro ingresso, per indirizzarli e tenerli distanti dalle pareti interne del telaio ed evitare quindi rumori. Sul lato sinistro entrano la tubazione del freno posteriore e il cavo del cambio, la cui guaina si posiziona con un capoguaina direttamente sul telaio. Sul lato destro troviamo un’identica predisposizione, pronta a ospitare un eventuale deragliatore o un eventuale reggisella telescopico.

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La tubazione del freno posteriore corre all’interno del telaio, fino alla parte terminale del fodero basso del telaio, in prossimità del supporto pinza. Per quanto riguarda invece il cavo del cambio ed eventualmente quello del deragliatore, l’uscita è situata sotto la scatola del movimento centrale, dove una tradizionale guida esterna li indirizza verso la loro destinazione.

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Tra i dettagli che concorrono a risparmiare peso, anche il batticatena dallo spessore minimale fa la sua parte. A dispetto dello spessore ridotto però il batticatena, grazie alla qualità del materiale, è decisamente efficace nel proteggere il fodero, sia assorbendo gli urti che riducendone il rumore.

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La Epic HT offre la predisposizione per due portaborraccia, ben accessibili in entrambe le posizioni. Lo SWAT (Storage Water Air Tools), irrinunciabile sui modelli Specialized, è messo a disposizione grazie al supporto fissato all’attacco del portaborraccia. Accanto allo SWAT nella foto notiamo un foro protetto da un tappino di gomma: si tratta della predisposizione per il cavo elettrico di un eventuale deragliatore Shimano Di2.

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Geometrie

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In azione

Per mettere alla prova la Epic Hardtail, Specialized ci ha dato la possibilità di partecipare alla Rando Roc Altitude, uno dei numerosi eventi che costituiscono la Roc d’Azur. Un tracciato vario, con tratti scorrevoli e numerosi segmenti piuttosto tecnici sia in salita che in discesa, per uno sviluppo totale di 46,5km di distanza e circa 900m di dislivello complessivo.

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Con il gruppo di giornalisti e parte dello staff di Specialized siamo partiti in coda alle migliaia di corridori iscritti e in una nuvola di polvere, dato il fondo estremamente arido del tracciato, ci siamo impegnati in numerosi sorpassi, gomito a gomito con partecipanti provenienti da tutto il mondo.

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Partendo dal livello del mare, dopo un lungo tragitto in pianura, abbiamo iniziato la salita scorrevole verso le prime alture. La Epic Hardtail ci ha permesso di tenere una velocità media piuttosto alta in totale comfort, grazie alla posizione di guida dominante e bilanciata. Abbiamo scelto di montare un attacco da 60mm di lunghezza con 6° di rise in negativo, in luogo dell’originale da 100mm, sempre con 6° in negativo, quindi la posizione è diventata più raccolta ma ne hanno guadagnato la direzionalità e la confidenza. Abbiamo iniziato ad apprezzare i vantaggi di questa scelta sulle prime salite tecniche e molto ripide, caratterizzate da fondo roccioso e instabile per colpa del terreno arido e sabbioso. Qui la ruota anteriore della Epic HT è sempre rimasta ben piantata a terra senza necessità di andare in punta di sella e la trazione non ha mai mostrato incertezze, permettendoci di oltrepassare anche i punti più tecnici in agilità, con spostamenti del peso ridotti al minimo indispensabile. Il carro rigido trasmette la potenza alla ruota in modo eccellente e le accelerazioni e i cambi di ritmo diventano un piacere.

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Lo sviluppo delle geometrie della Epic HT verso il più moderno concetto di XC, tecnico, misto e aggressivo, ha reso la hardtail race di casa Specialized un concentrato di maneggevolezza e guidabilità. L’angolo sterzo nettamente più disteso, il top tube più lungo e uno dei carri più corti della sua categoria, confezionano un telaio facile da condurre in ogni situazione e che alza notevolmente il limite di una disciplina che sta essa stessa spostando l’asticella verso un concetto di maggiore spettacolarità e varietà dei percorsi. Estremamente precisa in curva e immediata nei cambi di direzione, sia in salita che in discesa, fa sentire il biker a proprio agio e invoglia a cercare le traiettorie più veloci, anche staccando le ruote da terra per saltare gli ostacoli e cercare gli appoggi naturali. La guida veloce in discesa viene talmente naturale che l’utilizzo di un reggisella telescopico sarebbe la ciliegina sulla torta per esaltarne le doti discesistiche. Accessorio per altro previsto dalla casa madre che produce modelli dedicati all’XC come il Command Post XCP da 50mm di escursione, con piantone in carbonio rastremato che offre elasticità e comfort proprio per le hardtail.

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In un perfetto connubio con le doti di maneggevolezza appena descritte, abbiamo riscontrato una stabilità eccezionale per una hardtail da XC race. Le geometrie equilibrate e la capacità di assorbimento del telaio opportunamente bilanciato tra rigidezza laterale ed elasticità verticale, fanno sì che la Epic HT sia salda al terreno in ogni condizione di guida, sia quando ci si lancia in velocità in pianura spingendo sui pedali che quando si pedala in salita su percorsi accidentati ma, soprattutto, quando si affrontano le discese a ritmo sostenuto. L’idraulica Brain della forcella RockShox SID soffre un po’ gli urti in rapida successione nelle discese molto sconnesse, ma è incredibile, trattandosi di una hardtail, come nelle stesse situazioni si possa ancora contare su un ottima aderenza al suolo della ruota posteriore.

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Allestimenti e prezzi

Epic HT S-Works Di2 Epic HT S-Works Di2 3 Epic HT S-Works WC Epic HT S-Works WC 2 Epic HT S-Works Telaio Epic HT S-Works Telaio 2Epic HT Pro Carbon WC Epic HT Pro Carbon WC 2 Epic HT Expert Carbon WC Epic HT Expert Carbon WC 2Epic HT Comp Carbon WC Epic HT Comp Carbon WC 2 Epic HT Comp Carbon Epic HT Comp Carbon 2 Epic HT M5Epic HT M5 2Epic HT S-Works WC WomenEpic HT S-Works WC Women 2Epic HT Comp Carbon WomenEpic HT Comp Carbon Women 2

Specialized

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vaff
vaff

Carbonio di derivazione militare, foderi sottili, reggisella flettente da 27,2, angolo di sterzo più aperto…Viene in mente un’altra famosa ht della concorrenza..

Marco Toniolo

non è un caso che Peter Denk lavori ora con Speci

Swiggy
Swiggy

ma il carbonio prodotto a Taiwan non era uguale per tutti?!

Francesco Mazza
Francesco Mazza

“Nel caso del FACT 11m della S-Works queste fibre provengono dal Giappone e costituiscono un know how di provenienza militare con accesso ristrettissimo per l’uso civile.”

gabrielle4042
gabrielle4042

Specy monta 27,2 dal 2012…

vaff
vaff

@pessio:
nella recensione c’è scritto che il reggisella cambia da 30,9 a 27,2

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Non esattamente. Ho sottolineato che per la Epic HT ha utilizzato il 27,2 per sfruttare la flessione mentre sul resto della gamma Specialized lo standard tradizionale è da sempre il 30,9. Non si tratta però di una novità in ambito XC per Specialized dato che lo utilizzava già sulla Stumpjumper.

Valerio742
Valerio742

Ok il 27,2 Francesco ma se poi montano un reggisella in alluminio, cade il palco! Se poi consideriamo che su una front da 5000€ ci mettono pure un manubrio in alluminio non cade solo il palco….
Comunque bici interessante.

Francesco Mazza
Francesco Mazza

A parità di materiale un 27,2 ha comunque più elasticità di un 30,9, che sia alluminio o carbonio.

vaff
vaff

@Francesco Mazza:
Tutti i costruttori utilizzano reggisella di diametro superiore sulle bici da trail o enduro, il 27,2 di solito si usa solo nell’xc (fatte salve rare eccezioni)

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Mi sfugge il senso della “precisazione”.

Titaino
Titaino

…27,2mm lo usava anche sulla epic, dal 2014.
La misura 30,9 non è più uno “standard” per Specialized da tempo

gabrielle4042
gabrielle4042

appunto, sia la mia precedente specy ht (2012) che quella attuale (2015) hanno reggisella da 27,2.
Ergo non cambia dal modello precedente

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Ho forse scritto questo nell’articolo?

vaff
vaff

@Francesco Mazza: oggi è la norma avere reggisella più sottili nell’xc e più larghi nel resto della gamma, questo era il senso

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Infatti all’interno dell’articolo voleva essere semplicemente un dettaglio con un paio di informazioni a conferma di questo aspetto. Mi pare che estrapolandola e dandogli tutta questa importanza si stia solo discutendo di una ovvietà… no?

SimoneGarofoli
SimoneGarofoli

Mi volete dire che il modello base Specialized costo solo 1’690 euro?
Quindi ora anche i #cicloplebei potranno avere bici con marchi da #ciclopatrizi?

dlacego

No rimangono plebe: a quel prezzo prendi l’alluminio

nicola47
nicola47

non dire eresie, i #cicloplebei possono e dovranno acquistare solo bici del #ciclomale XD

vaff
vaff

@Francesco Mazza: ok, scusa per il disturbo

zary78
zary78

Mi pare che Giant sulla nuova xtc Advanced 29er abbia 42,5 di carro…ancora meno!….x caso avete in programma una prova??

Francesco Ottino

Potresti spiegare meglio l’ultima parte dell’articolo riguardante la forcella? “L’idraulica Brain della forcella RockShox SID soffre un po’ gli urti in rapida successione nelle discese molto sconnesse”. In che senso soffre gli urti? Grazie!

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Nei tratti veloci e sconnessi restava un po’ troppo dura in compressione alle alte velocità e trasmetteva parecchio gli urti e le vibrazioni al manubrio e al corpo.

Francesco Ottino

Quindi in conclusione anche a causa della forcella è una bici che può risultare faticosa e impegnativa sui percorsi lunghi delle granfondo o in discese tecniche?

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Assolutamente no. Ti confermo, come ho scritto più volte nell’articolo, che si tratta di una bici facile, intuitiva e bilanciata. La forcella entra un po’ in crisi a livello di compressione sullo scassato veloce (molto scassato e molto veloce) ma il telaio resta assolutamente stabile e confortevole anche in situazioni limite come appunto quella dello scassato veloce, che non è certo la condizione più frequente in XC e marathon.

Fornaciari Stefano

Con tutta l’umiltà possibile, mi permetto di affermare che probabilmente non è stata settata al meglio, personalmente uso la sid wc brain e non riscontro quanto scritto nell’articolo malgrado la maltratto in ogni uscita, la risposta è sempre pronta ed efficace, ci vuole una accurata taratura tra pressione dello stelo ad aria e sensibilità del rebound e per raggiungere il giusto equilibrio ci vogliono almeno 3/4 uscite su percorsi differenti.

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Non è da escludere. In fondo si tratta di un first ride e non di un test accurato, dove si ha tutto il tempo necessario per settare la bici al meglio mettendola alla prova in frangenti differenti.

fabbri82
fabbri82

Non ci siamo, colori brutti (parlo della s-works), tubazioni tonde a mio avviso orrende, infine il cavo del cambio posteriore è stato messo fuori dal telaio, così col fango va a nozze! Ma migliorare in meglio i telai del 2014-2016 che a mio avviso erano stupendi???

mauri4rt
mauri4rt

Il peso senza pedali di questa versione?

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Non ho avuto modo di pesarla.

Fabryp
Fabryp

La taglia della bici in prova era M.
Per curiositá, é possibile sapere altezza e cavallo? 🙂

Francesco Mazza
Francesco Mazza

175cm – 83cm

mauri4rt
mauri4rt

Se le avete provate, potreste fare un confronto con i modelli 2017 Merida, Scott e Trek, di pari categoria, per quanto riguarda l’assorbimento delle sollecitazioni in discesa ed anche seduti in sella?
Visto che queste marche hanno lavorato in questo senso, qual è la più confortevole?

Titaino
Titaino

Sarebbe bello anche avere un confronto con modelli Stumpjumper 2015/2016, perfetto un parallelo sullo stesso percorso, per capire le differenti geometrie e offsets forcelle in cosa si traducono nell’uso pratico:
se c’è stato cambiamento dell’ambito di applicazione e in che direzione?

Juri76
Juri76

Molto bella e interessante vedo che è una bici da XC ma va bene anche per le Maraton ?

RRR
RRR

gran bel mezzo!
anche se non ho gradito questo cambio di nome, visto il prestigio del precedente che è stato sostituito…
come vanno i fast trak grid ?
interessante poi questo stopfork, mi chiedevo vedendo le foto a cosa servisse quel pezzo di gomma…

stons65
stons65

Rispetto alla F-si come la vedete visto che il progettista è quasi il medesimo?

ma.pa75
ma.pa75

Ma la Pro Carbon non è solo nera?

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Non ho avuto il piacere di provare la F-si.

stons65
stons65

Rimediare immediatamente!!! 🙂 🙂 🙂 🙂

papadiz
papadiz

Ciao Francesco
Dove si può ordinare una etichetta con nome come la tua?

Grazie

ma.pa75
ma.pa75

Ma la Pro carbon non è solo nera?

Francesco Mazza
Francesco Mazza

La colorazione arancio della Pro è una versione non importata in Italia.

Francesco Mazza
Francesco Mazza

@papadiz Ce le ha fatte trovare Specialized sulle bici per distinguere la bici affidata a ciascun giornalista. Comunque ci sono numerose ditte, anche online, dalle quali è possibile farsi fare queste piccole personalizzazioni.

ios66
ios66

Bellissima nella versione arancio….mi pare che da noi non venga importata,o sbaglio?

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Esatto, per il momento no.

texxio
texxio

Due articoli sul cross country, come mai è successo qualche cosa ?

Devastazione
Devastazione

Colore bellissimo,peccato non averlo in Italia.

sunsetdream
sunsetdream

Pur non essendo un fan di specy sono rimasto colpito favorevolmente. Una bici leggera leggera, pulita nelle forme e bellissima nel colore mandarino con forcella nera. Dev’essere un piacere da portare a spasso in una marathon. E vedo che è piaciuta pure al tester…bene. Mi piacerebbe leggere pure un bel report sulla roc d’azur, una gara/manifestazione che da un bel po’ di anni “tiene botta”. Saluti e grazie della bella prova.

mauri4rt
mauri4rt

Regolando il Brain Fade è possibile ovviare al problema degli urti in rapida successione su discese sconnesse veloci?

Francesco Mazza
Francesco Mazza

In parte si, ma poi resta meno sostenuta durante la guida nello sconnesso normale, dove è sufficiente meno sensibilità e una forcella più frenata supporta meglio la guida e la pedalata.

Bellomo94
Bellomo94

Hai avuto modo di testare anche la Methanol Cv? Per avere un confronto tra i due telai

Grazie

Mauro Berna
Mauro Berna

Compro Specialized dal ’91 e non è mai stato questo dettaglio a fermarmi, ma sui modelli che vanno dai 3500 euro in su il reggisella in carbonio ce lo potrebbero mettere però… barboni!

ErnestoBaruzzi
ErnestoBaruzzi

Serebbe utile una comparativa tra la M5 in alluminio e la comp carbon, che condividono molti componenti. Così si potrebbe conoscere la differenza di comportamento dei 2 telai a (quasi) parità di componenti, e in base all’uso che se ne farebbe, se vale la pena spendere 900€ in più per carbonio.