Forcella ad aria o a molla? Un paragone sulla Öhlins RFX 36

Forcella ad aria o a molla? Un paragone sulla Öhlins RFX 36

25/04/2018
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25/04/2018

Ad inizio anno Öhlins ci ha mandato due forcelle RFX 36 solo all’apparenza identiche, perché una è il modello ad aria, mentre l’altra è a molla (coil). Sono state provate a turno sulla Yeti SB 5.5 che usiamo per i test e, dopo vari smonta/monta, è venuta l’ora di pubblicare il risultato della comparativa. Se cercate i test singoli, li trovate qui e qui.

Quale è a molla?

Caratteristiche

RFX 36 aria

  • Tecnologia TTX  (twin tube)
  • Specifica per 29 e 27.5 Plus
  • Disponibile nelle misure: 120mm, 140mm, 150mm, 160mm
  • Perno passante da 15x110mm (boost)
  • Offset di 51mm
  • Sistema a 3 camere d’aria, 2 positive e una negativa
  • Ritorno (15 click), compressione low speed (25 click) e high speed (5 click) con modalità pedal
  • Regolazione ritorno esterna
  • Regolazione esterna compressione ad alte e basse velocità
  • Cannotto e testa sono un pezzo unico
  • Peso rilevato (con cannotto tagliato e ragnetto installato): 2.040 grammi
  • Prezzo: 29″ – 1.385€  /  27.5″ – 1.330€

RFX Coil

  • Tecnologia Twin Tube/TTX
  • 29″ a molla
  • Offset 51 mm
  • Boost 15x110mm
  • Escursione regolabile internamente da 110 a 160mm
  • Testa e cannotto sterzo in un pezzo solo
  • Ritorno (15 click), compressione low speed (25 click) e high speed (5 click) con modalità pedal
  • Altezza A2C di 568mm (160mm), 558mm (150mm), 548mm (140mm)
  • Peso verificato 2.390 grammi con cannotto tagliato a misura e ragnetto installato
  • Molle da 35 a 65 libbre in 7 durezze con incrementi di 5 libbre
  • Prezzo: 29″ – 1.385€  /  27.5″ – 1.330€

Dalla foto è difficile capire quale sia la RFX 36 ad aria e quale a molla, esternamente la distinzione si nota solo per la diversa forma della parte fra cannotto e testa e dai pomelli di regolazione. Su quella ad aria troviamo infatti il tappo per la chiusura della valvola in cui inserire l’aria per regolare la camera pneumatica, mentre sulla coil è presente la regolazione del precarico. I pomelli blu, quelli per la compressione alle alte e basse velocità, sono identici.

In fondo ai foderi la RFX ad aria ha una seconda valvola per regolare la camera della progressività (ramp up), cosa non presente sulla coil.

Se le differenze esterne sono poche, dove cambia tutto è all’interno, visto che la coil fa affidamento ad una molla invece che all’aria e quindi per poterla regolare al proprio peso sarà necessario cambiare la durezza della molla stessa. Non solo, anche il peso è diverso, con 350 grammi in più sulla versione a molla, per un totale di 2.390 grammi, non esattamente un peso piuma. Insomma, se si guardano i numeri e la facilità di regolazione, l’aria parte in pole position. Con questa comparativa vogliamo però andare a vedere quali sono le differenze sul campo.

In prova

Stessa bici, stesso set up, stessi sentieri. Condizioni ideali per una comparativa. Andreani, il distributore italiano di Öhlins, mi ha mandato una RFX 36 coil con la molla per il mio peso vestito in ordine di marcia, di circa 72 kg, ed una più dura su mia richiesta, che finirò per non usare mai. Avendo provato a lungo quella ad aria, ero molto curioso di carpirne le differenze. Dico subito che ho regolato la compressione alle alte e alle basse in maniera identica al mio set up preferito che avevo trovato su quella ad aria, variandole poi di caso in caso a seconda del terreno. Ma non è qui che le due forcelle si diversificano, bensì nel feeling complessivo.

Già da fermi si nota come la coil sia più burrosa e abbia uno stacco di partenza minore rispetto alla versione ad aria. Il motivo sta nel minor numero di tenute e guarnizioni che una molla richiede rispetto ad una camera ad aria. Se si nota su un rider dal peso di 72 kg, questa caratteristica sarà ancora più accentuata per chi pesa di più ed è costretto a gonfiare molto la camera ad aria. In azione questo si traduce in una ruota anteriore letteralmente incollata al terreno, una senzazione quasi da forcella da DH. Devo ammettere che dopo un paio di discese ho smesso di preoccuparmi di scegliere le linee più pulite sul sentiero, tanto avevo una gomma bella solida che reggeva i colpi e al posteriore montavo un ammo a molla, sempre di casa Öhlins, che faceva una bella accoppiata con la coil.

Nelle sospensioni a molla spesso la progressività è minore rispetto a quelle ad aria, e risultano lineari dall’inizio alla fine della corsa, con i conseguenti problemi di supporto a metà corsa. Bene, la RFX Coil è probabilmente la forcella più sostenuta che io abbia mai provato, senza dover esagerare con la regolazione della compressione. In pratica è sensibile come ad inizio travel, ma non si mangia la corsa quando caricata dal peso del rider su discese ripide o in frenata. Parlando di progressività, il fine corsa è molto difficile da raggiungere, ed il feeling è quello che ci sia un sacco di riserva quando serve, come su un atterraggio sbagliato. Ammetto di essere rimasto molto stupito, e sono andato a rileggermi il test di Ian Collins in cui si diceva:

Così spiega Alex Boyle, che si occupa del reparto MTB in Öhlins: “Abbiamo ottenuto una progressione tale da un lato tramite la frenatura, dall’altro sfruttando l’aria intrappolata negli steli. La cartuccia idraulica è sigillata e l’aria ha quindi un determinato volume. Non può spostarsi nello stelo” In poche parole, è come se ci fosse una camera d’aria nella cartuccia idraulica. Va inoltre sottolineato che la molla è fissata sia ai due estremi che a metà, risultando così estremamente silenziosa.

Per ottenere un risultato simile sulla versione ad aria bisogna avere molta pazienza nel trovare il giusto equilibrio andando a modificare il setting della camera “ramp up” (quella con la valvola in fondo allo stelo), facendo tante prove sul campo. Intendiamoci, anche la RFX 36 ad aria è molto sostenuta e scorrevole, ma la coil è definitivamente di un altro livello e molto più semplice da regolare, perché basta mettere la molla giusta per il proprio peso.

Le prestazioni della coil sono inoltre costanti indipendentemente dall’altitudine e dalla temperatura a cui ci si trova, perché una differenza nella pressione esterna dell’aria non va a ripercuotersi su quella della camera ad aria, che non c’è. Insomma, è una forcella “ignorante”, nel senso positivo del termine, cioé che la si monta e via, senza tante paturnie. Il blocco della compressione alle alte velocità è deciso e aiuta sulle salite asfaltate, nel caso si vada in piedi sui pedali, ed è identico su entrambe le forcelle.

Conclusioni

La RFX 36 Coil pesa di più della sorella ad aria e si può regolare solamente cambiando la molla, ma offre prestazioni che faranno felici i riders che amano la sensazione di una ruota anteriore incollata al terreno. Sorprendente la pienezza a metà corsa e la progressività. Se vi trovaste nel dubbio fra molla ed aria, date un occhio al vostro peso: più sono i chili che mettete sulla bilancia, e più la versione a molla è la scelta giusta, perché vi troverete con le stesse prestazioni di riders più leggeri di voi, cosa che non è sempre vera con le forcelle ad aria, anche in termini di durata del prodotto.

Öhlins
Andreani

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mde4trail
mde4trail

Nonostante tutte le tecnologie delle forcelle ad aria la buon vecchia molla sia al pari o addirittura superiore

jimmy27
jimmy27

Mi piacerebbe provare questa rfx coil.
Le forcelle a molla che ho avuto o provato erano sempre troppo dure per me.

frantic
frantic

e confrontando la molla con la nuova fox 36 e la nuova liryk debonair,
cosa ne pensi

DoubleT
DoubleT

ma di soluzioni magnetiche non se ne parla?
nel senso di confinare nei foderi due poli magnetici di segno uguale, che respingendosi fanno da elemento ammortizzatore

murphymax
murphymax

“Le prestazioni della coil sono inoltre costanti indipendentemente dall’altitudine a cui ci si trova, perché una differenza nella pressione esterna dell’aria non va a ripercuotersi su quella della camera ad aria, che non c’è. Insomma, è una forcella “ignorante”…”

Le camere pressurizzate sono isolate. La pressione atmosferica esterna non influisce comunque.
“Ignorante” mi sa che non è per la forcella, ma per chi ti ha detto questa ca…ata

Main
Main

Vuoi dire che se pompo una forca a 4 bar, ed entro in una camera iperbarica a 5 bar la forca continua a funzionare??? Auguri…

pennhouse2
pennhouse2

Si, continua a funzionare. Per fortuna la camera aria ha delle pareti rigide, non è un pallone di gomma che si affloscia se la pressione esterna supera la interna.

Main
Main

Si, le pareti sono rigide, ma la pressione esterna spinge il pistone da sopra, comprimendolo… prova facile facile.. riempi una siringa di aria, tappala col dito e portala in fondo ad una piscina.. il pistone della siringa si muove, quindi non è isolato dall’esterno… forcella uguale..

pennhouse2
pennhouse2

Prova facile facile: quando sei al fondo della piscina con il dito che tappa la siringa, prova a spingere il pistone, vedrai che l’aria all’interno continuerà ad opporre resistenza, ovvero la forcella continuerà a funzionare anche se avrà perso un po’ di corsa per compensare la differente pressione…
Tornando alla vita reale, il contributo della variazione della pressione atmosferica determinata dall’altitudine sul funzionamento di una forcella è irrisorio. Mi raccomando, guarda il meteo, se c’è bassa pressione sgonfia un po’, se no avrai una forca troppo sostenuta…
Buone pedalate
F

Main
Main

Appunto, hai perso escursione in fondo alla piscina perchè il sistema non è isolato, al contrario di come diceva il murphymax qui sopra, ed era l’unica cosa che volevo sottolineare… Tornando alla vita reale, concordo che il contributo è molto basso, ma su forcelle con camere molto grandi e pressioni molto basse (dorado per esempio) se tu la regolassi al mare e poi andassi a farti un giro sul cervino la troveresti più morbida.. idem anche la temperatura dell’aria.. se la lasci sotto il sole a scaldarsi per bene, specialmente con foderi neri, la pressione interna aumenta.

lollo72

Non voglio entrare in questioni di temperatura, pressioni , forza di gravità e quant’altro, ma da possessore ed utilizzatore della citata Manitou Dorado , dal lato pratico quando la uso nelle mie zone (300 mt circa slm.) e poi vodo in montagna (Carosello 3000 a Livigno) , in quest’ultima località mi tocca “sgonfiarla” togliere aria dalla cartuccia perchè risulta più dura (non più morbida ? ) .

Pietro.68
Pietro.68

pienamente d’accordo sul fatto che la variazioni di pressione dovute al variare della quota o delle condizioni atmosferiche non possono produrre variazioni sensibili sul funzionamento della forcella.

Main
Main

Mi permetto un esempio pratico sulla forcella che conosco meglio e su quella che, secondo me, riesce a sostituire la molla al meglio, la manitou dorado.
Per un ciclista da 77Kg deve essere pompata a 5.0 bar, se il ciclista fosse da 92Kg i bar salgono a 5.7.
Al mare di presione abbiamo 1 bar (di solito), a 3000m ne abbiamo 0.69.
In pratica portando la forcella settata al mare in montagna la sottoponiamo a 0,31bar in meno di pressione esterna che la schiaccia, il feeling sembrerà come quello di una forcella che al mare fosse pompata di 0,31 bar in più.
Sulla dorado 0.31 bar equivalgono quasi a 7Kg di ciclista in più.

Claudiop77
Claudiop77

hai provato a girare a 3000 metri e a 500 con la stessa pressione??? Si sente che la forca a 3000 è più dura, parlo per esperienza non per siringhe nel k… o teorie infondate.

Mauro Franzi
Main

Mi permetto un esempio pratico sulla forcella che conosco meglio e su quella che, secondo me, riesce a sostituire la molla al meglio, la manitou dorado.
Per un ciclista da 77Kg deve essere pompata a 5.0 bar, se il ciclista fosse da 92Kg i bar salgono a 5.7.
Al mare di presione abbiamo 1 bar (di solito), a 3000m ne abbiamo 0.69.
In pratica portando la forcella settata al mare in montagna la sottoponiamo a 0,31bar in meno di pressione esterna che la schiaccia, il feeling sembrerà come quello di una forcella che al mare fosse pompata di 0,31 bar in più.
Sulla dorado 0.31 bar equivalgono quasi a 7Kg di ciclista in più.

Stai ragionando al contrario: se anche la pressione atmosferica avesse un effetto percepibile a causa della pressione sul pistone, in altura la forcella dovrebbe essere più "dura", visto che diminuisce la pressione che contrasta la camera principale (la quale essendo stagna non subirà alcuna influenza). Se ci fai caso, quando vai in montagna e togli le tortine dallo zaino la confezione è gonfia, non sgonfia.

Main
Main

Ciao Mauro, non sto ragionando al contrario, hai scritto la stessa cosa che ho scritto io.. portando la forcella in montagna sembrerà come se fosse stata pompata 0.31 in più.

Sottolineo che non è questione di SE anche la pressione atmosferica avesse…. ce l’ha, è fisica, non un opinione…

Main
Main

Ops, ho riletto adesso e l’errore lo commesso nel post prima… Sul cervino la trovi più dura, non più morbida…

Dr_Serpente

E in salita come va?

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Mauro Franzi
Main

Ciao Mauro, non sto ragionando al contrario, hai scritto la stessa cosa che ho scritto io.. portando la forcella in montagna sembrerà come se fosse stata pompata 0.31 in più.

Sottolineo che non è questione di SE anche la pressione atmosferica avesse…. ce l'ha, è fisica, non un opinione…

Rileggi il tuo precedente post, hai scritto che al mare sembrerà più pompa.

Main
Main

Ho riletto… ho scritto che sembrerà “come quello di una forcella che (al mare) fosse pompata 0.31 in più”.. in montagna la senti come se tornasi al mare e la pompassi di più..

Mauro Franzi
Main

Ho riletto… ho scritto che sembrerà "come quello di una forcella che (al mare) fosse pompata 0.31 in più".. in montagna la senti come se tornasi al mare e la pompassi di più..

Comunque se ci pensi sono valori abbastanza ininfluenti, anche perchè salire di quota significa il più delle volte temperature più basse con un effetto contrario a quello da te descritto. La variazione di temperatura che tipicamente hai passando dal livello del mare a 3000 m determina una diminuzione della pressione che, anche per sospensioni gonfiate a pressioni relativamente basse, compensa abbondantemente i 4.5 psi determinati dalla quota (ed in ogni caso non è neppure così comune settare le sospensioni a livello del mare e poi salire a 3000 m di quota).

Main
Main

Discorso giustissimo, Tutto questo comunque è nato perchè a me ha dato tanto, troppo, fastidio il commento di murphymax qui sopra che chiamava ignorante chi ha scritto l’articolo, quando in realtà ha sottolineato una realtà sacrosanta.

murphymax
murphymax

leggi bene quello che ho scritto

Eltama
Eltama

Della variazione in base all’altitune, me ne frego il giusto, quello che mi interesserebbe è se a fine ps, ho una forcella fluida come all’inizio, senza dovermi spaccare le braccia.

fafnir

Restando in casa ohlins, fra una accoppiata aria sia forcella che ammortizzatore e una accoppiata molla la differenza di peso sulla bici è di circa 1250-1300 g se ho fatto bene i calcoli… insomma non è certo trascurabile neanche per una bici da enduro, dei bei mattoni.
Sicuramente una soluzione per chi predilige la discesa senza compromessi.

Non mi è piaciuta la nota sulla progressivita della forcella a molla ottenuta tramite l'aria intrappolata negli steli, mi sa tanto di effetto ottenuto casualmente e "fuori controllo".
La bomber 66 non faceva aggiungere l'aria desiderata da una valvola? Io me la ricordo così almeno…

pablos
pablos

In effetti quell’ aria è intrappolata in tutte le forcelle…

stsm0406

Una domanda: ma entrambe le forcelle hanno la testa-canotto in un pezzo unico?

teoDH

Beh, fa piacere che dopo 15 anni che dico che la molla è e sarà sempre superiore all’aria in una sospensione da fuoristrada, che sia su un’auto, una moto o una bici, qualcuno cominci a rendersi conto che avevo ragione… E non ci vuole tanto per capirlo, basta appunto provare…
Tra altri 10 anni magari comincerete a darmi ragione anche sull’enduro e gli enduristi…

Mauro Franzi
Main

Ops, ho riletto adesso e l'errore lo commesso nel post prima… Sul cervino la trovi più dura, non più morbida…

Tanto per divertirsi un po' con le pippe mentali: secondo me è anche errato partire dal presupposto che il pistone sia soggetto esattamente alla pressione ambiente, dato che per come è fatta una forcella non si tratta di un sistema aperto vero e proprio. La pressione da considerare sarebbe quella dell'aria intrappolata all'interno del fodero, spesso più elevata di quella ambientale (tanto è vero che la versione a molla sfrutta in un certo senso proprio questo principio per alzare la curva di compressione).
L'esperienza stessa dice che in montagna capita di trovarsi con le sospensioni "loffie", e guardacaso accade quando fa molto più freddo rispetto al fondovalle, mentre non ricordo una volta in cui abbia rilevato l'effetto contrario (sospensioni più dure). A complicare le valutazioni ci sono poi gli effetti sull'idraulica, che con il freddo impigrisce le sospensioni sia in compressione che sul ritorno.

rickyvic
rickyvic

Riguardo alla pressione andrebbe misurata all interno della camera sigillata. La pressione esterna influisce sicuramente sulla pressione dell aria nel pistone ma diciamoci la verita le differenze di pressione tra 3000 e 0 metri sono un inezia, in acqua si sentono veramente. Certo magari le inezie si sentono e sono percepibili. Tutto questo va misurato cmq, immagino anche la temperatura e l umidita possono influire specie sulla scorrevolezza che è l altra variabile (attrito) che puo essere alterata.

Mauro Franzi
teoDH

Beh, fa piacere che dopo 15 anni che dico che la molla è e sarà sempre superiore all'aria in una sospensione da fuoristrada, che sia su un'auto, una moto o una bici, qualcuno cominci a rendersi conto che avevo ragione… E non ci vuole tanto per capirlo, basta appunto provare…
Tra altri 10 anni magari comincerete a darmi ragione anche sull'enduro e gli enduristi…

teoDH

Beh, fa piacere che dopo 15 anni che dico che la molla è e sarà sempre superiore all'aria in una sospensione da fuoristrada, che sia su un'auto, una moto o una bici, qualcuno cominci a rendersi conto che avevo ragione… E non ci vuole tanto per capirlo, basta appunto provare…
Tra altri 10 anni magari comincerete a darmi ragione anche sull'enduro e gli enduristi…

Una cosa per volta, intanto è allo studio come l'effetto volano delle 29" possa favorire le accelerazioni su un fondo liscio e compatto 🙂

davide.alberti
davide.alberti

Ragazzi credo che la temperatura influisca molto di più della pressione atmosferica si può notare in questi giorni molto caldi e soprattutto cambia mentre la forcella lavora sotto stress quindi verso la fine della discesa i valori saranno parecchio sballati dovrebbe diventare dura e il ritorno va a Putt….. la soluzione è andare piano….”Ignoranti”;-) ciao a tutti

Mauro Franzi
davide.alberti

Ragazzi credo che la temperatura influisca molto di più della pressione atmosferica si può notare in questi giorni molto caldi e soprattutto cambia mentre la forcella lavora sotto stress quindi verso la fine della discesa i valori saranno parecchio sballati dovrebbe diventare dura e il ritorno va a Putt….. la soluzione è andare piano…."Ignoranti";-) ciao a tutti

Il surriscaldamento della forcella a causa degli attriti è abbastanza trascurabile, basta tastarla anche al termine di tratti molto sconnessi per rendersene conto. Diverso il discorso per gli ammo, specie se ad aria ed ancor di più se privi di serbatoio secondario. Lì sì che accade ciò che hai descritto.

davide.alberti
davide.alberti

Grazie del chiarimento Mauro….prossimo allestimento forca ad aria e ammo a molla!!!!B-)

Mauro Franzi
davide.alberti

Grazie del chiarimento Mauro….prossimo allestimento forca ad aria e ammo a molla!!!!B-)

Stiamo andando OT, ma tieni comunque presente che per mandare in crisi gli attuali ammo ad aria più discesistici ce ne vuole (prova a mandare in crisi un Fox X2, tanto per citarne uno).

teoDH

se pesi più di 80 kg senti che si indurisce dopo 2min di discesa continui.

fafnir
pablos

In effetti quell' aria è intrappolata in tutte le forcelle…

E alcune di queste forcelle hanno dei pulsanti da premere per farla uscire quando se ne accumula troppa…ripeto mi sa tanto di situazione fuori controllo.
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gui.tar
gui.tar

La temperatura non influisce solo sull’aria, ma anche sulla viscosità dell’olio. Sulla neve a -15 è ininfluente che la pressione dell’aria si bassa, perché l’olio sarà talmente solido che si avrà una forca praticamente rigida. La molla che sia a aria o metallica non è l’unico fattore incidente. (Esperienze personali)

Pietro.68
Pietro.68

poi dipende anche dalla qualità dell’olio che si usa.

teoDH

Nelle sospensioni si usano oli a bassa viscosità, 5w o 7w, quindi la temperatura incide davvero poco sulla scorrevolezza, ho girato più volte in condizioni prossime allo zero e talvolta sotto (a -15 magari vado a sciare e non in bici) ma non ho mai avuto problemi ne con le forcelle ne con gli ammo, mentre con l’aria, sopratutto per gli ammo, basta fare mezza discesa per capire che la compressione cambia quando l’ammo si scalda, e cambiava sugli ammo vecchi così come sugli ultimi usciti. La pressione atmosferica invece incide marginalmente, d’altronde parliamo di pochi millibar di oscillazione.
Il punto sostanziale è che la molla è un elemento elastico di gran lunga migliore di una camera ad aria, per raffinata e regolabile che sia. Da li la logica conseguenza che un ammortizzatore a molla lavorerà sempre e comunque in modo più efficiente di un ammortizzatore ad aria.
L’elemento elastico ad aria ha un solo grande vantaggio sulla molla, che è poi un vantaggio che genera una serie di problemi: E’ RAPIDAMENTE REGOLABILE!
Una molla va cambiata in base al peso del rider, una camera d’aria si gonfia e si sgonfia…

brajang

fafnir E alcune di queste forcelle hanno dei pulsanti da premere per farla uscire quando se ne accumula troppa…ripeto mi sa tanto di situazione fuori dal controllo dell'utilizzatore e soprattutto situazione incostante e non replicabile essendo lasciata al caso. Oppure hanno rigirato la frittata, quello che è in verità un effetto collaterale o un problema lo spacciano per idea innovativa… Qualsiasi forcella con i foderi sigillati ha dell'aria tra fodero e stelo che oppone una resistenza all'affondamento esattamente come l'aria che mettiamo nella camera positiva.Esattamente come nella camera d'aria, un maggior o minor volume andrà a influenzare per forza di cose il comportamento della forcella. Ovviamente il tutto ha un limite, ovvero la tenuta del paraolio sullo stelo. Il problema dell'aria nei foderi si crea quando per qualche strano motivo (tra cui perdite di aria dalla camera d'aria dovuta a oring ormai andati) va ad aumentare la pressione dell'aria intrappolata nei foderi, questo aumenterebbe di molto la durezza della forcella, e infatti si va a usare il bottoncino come in foto o il trucco della fascetta. Una cosa da considerare è il quando usare questi strumenti! perchè usare la fascetta o il bottone a fondocorsa causa una depressione (a forcella estesa) nel fodero andando a lavorare come una camera negativa, così come usarli a forcella completamente estesa si andrà a creare una camera di fatto positiva che si oppone all'affondamento, così come usarli in posizione di sag potrebbe essere una via di mezzo per dare supporto ma aiutare al contempo… Read more »

fafnir

brajang Qualsiasi forcella con i foderi sigillati ha dell'aria tra fodero e stelo che oppone una resistenza all'affondamento esattamente come l'aria che mettiamo nella camera positiva.Esattamente come nella camera d'aria, un maggior o minor volume andrà a influenzare per forza di cose il comportamento della forcella. Ovviamente il tutto ha un limite, ovvero la tenuta del paraolio sullo stelo. Il problema dell'aria nei foderi si crea quando per qualche strano motivo (tra cui perdite di aria dalla camera d'aria dovuta a oring ormai andati) va ad aumentare la pressione dell'aria intrappolata nei foderi, questo aumenterebbe di molto la durezza della forcella, e infatti si va a usare il bottoncino come in foto o il trucco della fascetta. Una cosa da considerare è il quando usare questi strumenti! perchè usare la fascetta o il bottone a fondocorsa causa una depressione (a forcella estesa) nel fodero andando a lavorare come una camera negativa, così come usarli a forcella completamente estesa si andrà a creare una camera di fatto positiva che si oppone all'affondamento, così come usarli in posizione di sag potrebbe essere una via di mezzo per dare supporto ma aiutare al contempo a diminuire il carico di stacco iniziale. La cosa negativa di tutto questo è che è una cosa poco gestibile, e che si rifà sempre alla tenuta dei paraolio che non sono di certo fatti per trattenere l'aria, soprattutto nel caso di paraoli ad alta scorrevolezza aftermarket (come i racingbross rossi che fanno passare già l'olio, immaginiamoci l'aria pressurizzata).… Read more »

brajang

fafnir Grazie per l'ottima spiegazione e quindi mi dai la conferma che effettivamente si tratta di un problema che modifica in modo incontrollabile e incostante le performance della forcella, spacciato per effetto desiderato da ohlins. D'altronde sono in molti anche in ambito motociclistico che lottano con l'accumulo di aria, adesso magicamente è una cosa voluta… Se riescono tramite la tenuta del paraolio a non far aumentare o diminuire la pressione all'interno dei foderi, calcolando il volume d'aria che c'è li dentro è probabile che abbiano tenuto conto di quest'aria in fase di progettazione per stabilire il comportamento della forcella. Ma come detto sopra è tutto bello finchè o i paraolio non fanno uscire l'aria (come durante una violenta compressione che fa aumentare la pressione e magari dell'aria riesce ad uscire dal fodero) oppure se qualche tenuta interna fa i capricci e passa dell'aria dalla camera d'aria ai foderi. In una forcella con questo funzionamento sarebbe essenziale il bottoncino per lo sfiato perchè l'aria DEVE essere sempre resettata, se no questo giochino non funziona più, a meno che non ti metti sempre li con la fascetta. Ovviamente in una forcella a molla già si elimina il problema delle tenute interne e se i paraolio sono in buono stato come durante i loro test è probabile che effettivamente si ottiene il risultato che promettono. Così a logica è come se avessero cercato di imitare il comportamento l'IFP degli ammortizzatori, è pressurizzato e muovendosi permette il movimento del pistone compensando l'aumento di volume,… Read more »

lollo72

Mi domandavo come mai la leggera differanza tra le due testate o meglio come viene indicato :” la diversa forma della parte fra cannotto e testa” ? oltre la questione molla forse anche quella influisce leggermente sul peso ?

menollix
menollix

Riassumendo da quello che ho capito io : l’unico vantaggio di una forcella ad aria è il peso inferiore?

AlBike72

Se il problema delle molle sulle sospensioni delle MTB e la linearità, perche non si usano molle progressive?

teoDH

bella domanda! i sistemi coilover a doppia molla vengono giá usati con successo in ambito auto e moto… ma vuoi mettere la soddisfazione di farti pagare tre tubi vuoti e 4 o-ring che quasi mai tengono bene, quanto una forcella di un ktm duke?

fafnir
teoDH

bella domanda! i sistemi coilover a doppia molla vengono giá usati con successo in ambito auto e moto… ma vuoi mettere la soddisfazione di farti pagare tre tubi vuoti e 4 o-ring che quasi mai tengono bene, quanto una forcella di un ktm duke?

Ci sono anche molle progressive, io avevo le Hyperpro sulla moto da pista.
Purtroppo in MTB preferiscono sviluppare nmila salsicciotti per ruote invece che cose veramente utili.

DoubleT
DoubleT

ricordo che il tutto è regolato dalla seguente equazione
PV=nRT

andrea_89
andrea_89

Ma anche no essendo quella la legge dei gas ideali, e l’aria alle nostre condizioni ha un comportamento ben diverso da quello ideale.
Un consiglio a te e @Main , è ottimo che ci sia ancora qualcuno che prova a ragionare di testa propria ricordando quello che si ha studiato, ma a volte (come in questo caso) tra la teoria e la pratica c’è tanta differenza per cui delle formule o concetti presi singolarmente possono pure fuorviare.

DoubleT
DoubleT

ma anche tanto sì!!! ad esclusione degli attriti.
guarda che quello che conta è il legame che l’equazione esprime tra le grandezze in gioco.
le sensazioni sono altra cosa!
e ti dirò di più che per le pressioni e temperature di esercizio dei sistemi ammortizzanti in questione, l’aria si comporta con un gas ideale.
ciao

andrea_89
andrea_89

Adesso anche la fisica è un opinione…sai cos’è l’equazione viriale? Immagino di no, essendo l’aria dell’ammortizzatore soggetta ad alta temperatura, alta pressione e basso volume ha comportamento tutto tranne che ideale. Considera poi che dell’ammortizzatore è contaminata da olio e sporco…
Riguardo ciò che hai scritto, di che attriti parli? Se quelli dei componenti non c’entrano nulla col comportamento dell’aria.
Quello che conta, come ho già detto, è che una formula generica può fuorviare. Le approssimazioni vanno bene per farsi un’idea della situazione.
Poi chi ha parlato di sensazioni?

DoubleT
DoubleT

è impressionante il tuo rigore a voler considerare tutti i termini oltre l’unità e che decrescono molto dell’equazione da te citata
riguardo gli attriti sono proprio quelli meccanici dovuti allo strisciamento degli steli nei foderi (per semplificare al massimo)
ripeto, sensazioni!
ciao

andrea_89
andrea_89

@marco @muldox io starei aspettando un test della molla super alloy racing…magari col confronto col corrispettivo ammortizzatore ad aria

Mauro Franzi
Claudiop77

hai provato a girare a 3000 metri e a 500 con la stessa pressione??? Si sente che la forca a 3000 è più dura, parlo per esperienza non per siringhe nel k… o teorie infondate.

Se si parla di pari pressione la forcella sarà più dura allo stesso modo in cui, pur restando alla stessa quota, a gennaio è più dura che a luglio. Le variabili vanno prese tutte in considerazione, non solamente una.

masao
fafnir

Grazie per l'ottima spiegazione e quindi mi dai la conferma che effettivamente si tratta di un problema che modifica in modo incontrollabile e incostante le performance della forcella, spacciato per effetto desiderato da ohlins.
D'altronde sono in molti anche in ambito motociclistico che lottano con l'accumulo di aria, adesso magicamente è una cosa voluta…

parlano di cartuccia idraulica sigillata. Secondo me c'è un errore di dicitura nel testo, intendevano intrappolata negli steli. Da li non va affatto spurgata, ma ha un volume ben definito e calcolato, come in tutte le forcelle, altroché lasciata al caso. Sennò a che ragione si aggiungerebbe olio per aumentare la progressività. Proprio per diminuire il volume di quest'aria!

raex
raex

Scusate , ma ho letto tutto e il contrario di tutto a proposito della fisica che influenza le forcelle, e le idee sono quindi parecchio confuse. Comunque certo è che : – qualsiasi variazione di pressione esterna sia positiva che negativa , a livello matematico, influenza l’assetto della forcella: l’elemento mobile che permette di mettere in “comunicazione” l’atmosfera esterna con è lo stelo della forcella , la forza che riceve lungo il suo asse è pari a p*A , e l’equazione di equilibrio ( e lo è visto che non si muove) è p1*A+peso+inerzie=p2*A , siccome l’area è uguale rimane p1+((peso+inerzie)/A )=p2 . Se supponiamo costanti peso e inerzie , al variare di P1 (ext) anche p2 deve farlo , per cui se la prex esterna cala , lo farà anche quella interna ,come? spingendo lo stelo fuori e quindi aumentando il volume della camera d’aria . – a livello pratico si parla di variazioni però di un ordine di grandezza almeno , minore di tutte le altre forze in gioco che prendono parte all’equazione, per cui , come si fa di solito in questi casi , si considerano trascurabili . Praticamente la forcella si trova ad avere l’aria che spinge a qualche decimo di bar in più o in meno , per cui la forcella aumenterà il proprio SAG di una quantità impercettibile . Sfido chiunque ad accorgersene , è più evidente la variazione se andate in giro con borraccia anzichè senza. – X la temperatura si può fare… Read more »

andrea_89
andrea_89

Riguardo l’ultimo punto:
t/p=cost è l’equazione di una trasformazione a volume cost, una eq dell’adiabatica è pv^k=cost
se consideri l’aria un gas ideale l’adiabatica coincide con l’isoentropica ma gli ammortizzatori ad aria si scaldano palesemente durante l’uso, meno le forcelle (sono anche raffreddate dal flusso d’aria che le investe mentre la bici si muove) ma comunque avviene quindi significa che l’aria all’interno si scalda e c’è scambio di calore quindi la trasformazione non può essere adiabatica ma è isoentropica

Emmepi24
Emmepi24

@ Marco Toniolo
che molla hai installato sulla rxf coil? Grazie

Main
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lollo72

Non voglio entrare in questioni di temperatura, pressioni , forza di gravità e quant'altro, ma da possessore ed utilizzatore della citata Manitou Dorado , dal lato pratico quando la uso nelle mie zone (300 mt circa slm.) e poi vodo in montagna (Carosello 3000 a Livigno) , in quest'ultima località mi tocca "sgonfiarla" togliere aria dalla cartuccia perchè risulta più dura (non più morbida ? ) .

Si, hai ragione, idem per me… l'ora era tarda e ho fatto confusione con le pressioni.. qualche post più sotto mi sono corretto.. in montagna la senti come se fosse troppo pompa, perchè a parità di temperature umidità ecc ecc c'è meno pressione esterna che la schiaccia.. e sulla dorado si sente eccome…

kiko5

@marco che molla hai usato? Blu 8.8 N/mm? Un confronto con la fox 36 2019 seppur ad aria? grazie

kiko5
marco

Non so che colore sia, avevo come opzione più dura la nera, che però non ho usato.
Confronto più in là :fifa:

la black la danno per 91 kg, tu avevi quindi la White, che è per 82 kg, ci credo che non l'hai cambiata. Più morbida c'è la blu e la danno per 73 kg. Attendiamo confronto forcellone quindi 😉