Honda RN01 G-Cross

Honda RN01 G-Cross

14/02/2014
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14/02/2014

Autore: Francesco Mazza

Nel 2004, esattamente 10 anni fa, è avvenuta una piccola rivoluzione nel mondo della DH. Uno dei marchi leader nelle 2 ruote a motori ha letteralmente fatto irruzione nel circuito UCI World Cup, con una bici che è stata prodotta solo in pochissimi esemplari destinati al team e mai commercializzata: la Honda RN01 G-Cross.

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Ritenuto uno dei mezzi da DH più belli e performanti di sempre da molti appassionati della disciplina, compreso il sottoscritto, la Honda RN01 G-Cross ha scritto una pagina di storia della Downhill. Non solo le numerose innovazioni tecnologiche di derivazione motociclistica e il design decisamente particolare, ma anche l’approccio del team in pieno stile HRC (Honda Racing Corporation), hanno contribuito a fare di questa bici una sorta di icona rappresentativa di un momento particolare della DH, in cui è collocabile la transizione generazionale dalla Downhill old school a quella new school, sia per quanto riguarda i mezzi, che per quanto riguarda la struttura dei team, i tipi di tracciati e di conseguenza lo stile di guida dei piloti.

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Il know how motociclistico della casa nipponica è protagonista indiscusso di questo mezzo dedicato esclusivamente alle competizioni. Il progetto di una bici da Downhill ha preso il via in casa Honda nell’anno 2000, mentre i primi prototipi della RN01 si sono visti tra fine 2002 e inizio 2003. In piena scuola HRC, il progetto iniziale, evidentemente valido, è stato costantemente migliorato nei dettagli, ma mai stravolto.

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In questo prototipo, rispetto alla prima versione ufficiale, notiamo soprattutto la differenza della scatola del cambio, che è stata poi raffinata e alleggerita. Nella versione definitiva con cui il team Honda G-Cross ha corso le ultime stagioni, la scatola del cambio integrato era costruita in cabonio e alluminio. Per anni di questo cambio integrato si è conosciuto solo l’aspetto esterno, dato che Honda ha sempre tenuto gelosamente nascosti tutti i dettagli delle RN01. In seguito si è scoperto, inizialmente grazie ad alcuni spy shot e poi rivelato dagli stessi giapponesi, che l’interno del cambio era semplicemente formato da una corona con una cassetta a 7 pignoni e un deragliatore. Di fatto un sistema tradizionale, ma racchiuso in una scatola, al riparo da sporcizia e urti, e dislocato in una zona dove il peso del sistema influisce sicuramente meno sulla guida e sul funzionamento della sospensione rispetto al posizionamento classico sull’asse della ruota posteriore.

HONDA RN01

Anche la linea catena ne traeva grande giovamento, visto che poteva restare fissa, senza doversi spostare insieme al deragliatore durante la cambiata. Il posizionamento dell’infulcro del carro poi, in linea esatta con il pignone della scatola del cambio, annullava completamente qualsiasi influenza reciproca tra sospensione e trasmissione, con lo stesso identico principio della trasmissione finale delle moto.
Dato che anche la ruota libera era posizionata all’interno della scatola del cambio, il pignone sulla ruota posteriore era sempre in presa e la catena continuava a girare durante la marcia, pure quando non si stava pedalando. Questo consentiva di cambiare rapporto anche senza far girare i pedali.

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La scatola del cambio era alloggiata in una sede a doppia culla, praticamente con lo stesso sistema con cui viene assemblato il blocco motore sul telaio di una moto. La parte superiore del telaio era formata nelle prime versioni da una doppia trave, sostituita in seguito da un blocco monoscocca, molto simile a un serbatoio. Il telaietto reggisella tradisce anch’esso il concetto costruttivo derivato dalle moto. Questo era inizialmente in alluminio idroformato e in seguito in carbonio. Il forcellone posteriore è un Single Pivot diretto, dalla forma decisamente ispirata alla Honda di MotoGP dell’epoca (RC211V 2004). Il reparto sospensioni, pluriregolabile, era interamente affidato a Showa, i maghi giapponesi delle sospensioni. I tecnici Showa seguivano il team per settare le sospensioni di ciascun pilota a ogni gara. Gli stessi tecnici hanno dichiarato di seguire attivamente il team per fornire preziose informazioni al reparto ricerca e sviluppo delle sospensioni da MX, visto che nella DH le sollecitazioni avevano caratteristiche tali da rendere il tuning delle sospensioni molto più elaborato rispetto a quello richiesto nel motocross.

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La formazione e direzione del team Honda G-Cross è stata affidata all’australiano Martin Whiteley di 23 Degrees, attualmente team manager del Trek World Racing. Mr. Whiteley è un personaggio storico della MTB internazionale: responsabile UCI per la MTB dal 1996 al 2001, in seguito team manager del grandioso team Global Racing, su bici Orange, su cui si sono fatti le ossa proprio Greg Minnaar e Matti Lehikoinen, successivamente ingaggiati da Martin per il team Honda G-Cross.

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Il primo top rider a entrare a far parte del team nel 2004 è stato il sudafricano Greg Minnaar, accompagnato dal francese Cyrille Kurtz. Minnaar, con indosso la maglia iridata di Campione del Mondo conquistata al Monte Tamaro (Svizzera) nel 2003, inizia la stagione 2004 con una vittoria schiacciante a Fort William (Scozia). Il resto della stagione, per diversi problemi, non è all’altezza del risultato di esordio, tuttavia Greg porta la RN01 sul secondo gradino del podio della World Championship di Les Gets, in Francia.

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Nel 2005 la squadra si allarga con l’ingresso di un secondo top rider: il finlandese Matti Lehikoinen, che ottiene qualche buon piazzamento in World Cup, mentre Minnaar stravince la Overall di World Cup e arriva terzo ai Campionati del Mondo di Livigno.

Nel 2006 il roster resta invariato e Minnaar conclude al terzo posto nella Overall di Coppa del Mondo.

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Nel 2007 il britannico Brandon Fairclough subentra a Cyrille Kurtz. Lehikoinen conclude al secondo posto nella Overall di World Cup, mentre Minnaar viene fermato da un infortunio a una spalla. Nonostante questo i tre top rider riescono a conquistare la leadership nella Overall di Coppa del Mondo dei team.

Brendan Fairclough. Granada, Spain.

A fine stagione 2007 Whiteley annuncia che il team non correrà la stagione 2008. Honda chiude quindi il programma Downhill del suo reparto corse, ritirando la RN01 dalle competizioni di World Cup e terminando così lo sviluppo di quello che è stato uno dei progetti più interessanti della storia della DH mondiale. Chissà che un giorno non vedremo rientrare in grande stile il colosso nipponico nel mondo delle competizioni di Downhill.

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R
RickyDabomb

in quegli anni ero troppo giovane per conoscere il mondo della mtb
ogni articolo dell’amarcord è una perla di saggezza e ringrazio la redazione, grandi!
questa è una bici bella tosta, oltre che spaccosissima nel design

S
shanastarns60

ok.. la voglio… 🙂

A
alex_bodom

E’ una moto con trazione umana 😀

crab
crab

Offrirei una cena per poterla provare !!

A
ale-b

Un mito.
La foto di Minnaar ce l’ho uguale, autografata, appesa all’ingresso di casa mia!

M
marcosonaca

Bell’articolo!
In questa sezione si scoprono sempre cose “nuove”!
Si sanno le caratteristiche della bici?
Sono interessato soprattutto al peso!

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Ricordo che si parlava di un peso poco superiore ai 17kg. Un ottimo risultato per l’epoca.

L
Luca paso

Leggo che “Dato che anche la ruota libera era posizionata all’interno della scatola del cambio, il pignone sulla ruota posteriore era sempre in presa e la catena continuava a girare durante la marcia, pure quando non si stava pedalando. Questo consentiva di cambiare rapporto anche senza far girare i pedali.”
Penso ci sia un errore visto che, anche se la ruota libera è dentro la scatola del cambio e come viene detto la catena “lunga” continua a girare anche a pedali fermi, al contrario la catena corta (dedicata al cambio) che sta dentro la scatola, ha bisogno di girare insieme ai pedali, per poter effettuare la cambiata. Quindi la cambiata va fatta mentre si pedala…
Comunque bella bici!

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Hai ragione, c’é un errore, ma è nella tua interpretazione del funzionamento del sistema. 🙂
Anche gli ingranaggi interni sono sempre in presa, dato che la ruota libera è posizionata in corrispondenza del movimento centrale, ovvero, pensandoci bene, il posto più semplice dove posizionarla.

L
Luca paso

Grazie! Pensavo che la ruota libera si trovasse, come sempre, all’interno del pacco pignoni…
ma a questo punto mi chiedo: se la ruota libera sta nel movimento centrale, questa si potrebbe montare anche su una bici “normale”, cioè con una sola catena?

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Se intendi la sola ruota libera in corrispondenza del movimento centrale, direi di si, è fattibile. Ho qualche ricordo di un prodotto Shimano degli anni ’80 con ruota libera integrata nel movimento centrale. Credo venisse usato su city bike, ma non ne sono certo.

J
Jacopo.p.

le bici da trial spesso hanno il movimento centrale dotato di ruota libera

ciò

J
Jacopo.p.

http://i46.tinypic.com/ht8j8n.jpg

ecco una foto……

ciò

O
omino

Dipende da dove han montato la libera, se fosse sull’asse dei pedali anche la catena interna girerebbe sempre, permettendoti quindi di cambiare a pedali fermi. quello che mi lascia perplesso è come faccia questo cambio a “digerire” il disassamento dei rapporti con un’interasse così corto!

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Molto semplice. La corona si sposta sull’asse del movimento centrale, andandosi a posizionare in linea catena corrispondente al pignone su cui si trova la catena.

A
Andrea4781

geniale

K
Kinxif

Si sa quanto pesasse l’ “ordigno”?

T
Tira la careta

Ciao,
stando a loro tra i 17 e 18 Kg
http://world.honda.com/MTB/spec/2005/index.html

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Da quanto ricordo era una cifra più vicina ai 17 che ai 18, soprattutto per le ultime versioni, con componenti XTR e freni Formula.

M
mountaindoctor

Bellissima! Io in quel periodo ero in “fermo biologico pedalatorio” (scalavo, addirittura avevo venduto sia strada che Mtb) ma il progetto e la bici stessa mi avevano affascinato non poco.
Interessante leggere che “Gli stessi tecnici hanno dichiarato di seguire attivamente il team per fornire preziose informazioni al reparto ricerca e sviluppo delle sospensioni da MX, visto che nella DH le sollecitazioni avevano caratteristiche tali da rendere il tuning delle sospensioni molto più elaborato rispetto a quello richiesto nel motocross.”… Il prossimo collega motorizzato che mi definisce una sospensione economica come “roba da biciclette” lo impallino 🙂

L
Luca Eccher

…partendo da quel prototipo potrebbero a mio avviso realizzare una ebike da freeride da favola…

D
dubleciccio

@giobiker
Straquoto… sarebbe la morte sua… ed un muto mio…:-) perchè la vorrei ad ogni costo…;-)

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Mamma mia, ti prego… no! 😀

R
Remindlaval

ma io qualche tempo fa, su un sito inglese se non ricordo male, ho visto delle e-bike siffatte. se lo ritrovo, metto il link.

cmq gran bici, anzi futura bici della settimana

M
Mutz

Forse questo ti potrebbe interessare?

Non e’ il RN01, e non e’ un ebike, pero’ e’ una mtb freeride, ha un motore, ed era una Honda… almeno pezzi…

http://youtu.be/0pf82tr6kH4

Il mio amico lo ha inventato a Santa Cruz, CA.

S
surdeivu

Bella tecnologica……… ma mi chiedo, come ha già fatto “fix68”, non c’è un supertecnico
che ci sappia spiegare come faceva a funzionare il cambio, assorbire lo spostamento di linea catena
in un tratto così corto mi pare impossibile, l’unica spiegazione che mi darei che la corona grande scorra
su un perno scanalato. Bohh….

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Ho già risposto a fix68… cosa non ti è chiaro?

S
surdeivu

ok, è come pensavo. thanks

D
David23

L’ho vista e toccata, all’europeo dh in Val di Sole del 2006. Dato che mi hanno fatto ripetere la discesa mi son trovato in zona partenza con tutti i pro, e c’era “Lei”! Ai box non la lasciavano avvicinare, mentre su ho potuto vederla per bene. La cura con cui è stata realizzata lasciava senza parole, sopratutto considerando il bassissimo numero di esemplari realizzati. Ad oggi, marchi prestigiosi che fanno pagare carissime le loro bici nemmeno si avvicinano a quel mezzo. In movimento era qualcosa di strano e spettacolare vedere la catena sempre in movimento e sentire il rumore della ruota libera amplificato dalla scatola cambio in carbonio. Ritengo che sia tutt’ora l’unica vera novità arrivata nel nostro ambiente. Peccato non sia stata prodotta in serie. Ma anche questo è tipicamente HRC!

S
spflipper

non mi piace in quanto ad estetica,
son gusti

V
Vincenzo2001

di tutto questo Know how, è rimasto qualcosa nelle DH moderne?

gianni1879
gianni1879

Peccato davvero che hanno tolto tutto. Sarebbe stato bello vedere le evoluzioni di questo mezzo

O
Osirico

Me la ricordo a Livigno 2004. Ho ancora nelle orecchie il rumore che faceva……la sentivi arrivare….produceva quel classico rumore di scatolato “sovradimensionato” in alluminio!

P
paolobonato

Era una bici rivoluzionaria e affascinante.
Io ero a Livigno il giorno dei mondiali XC, ma ho passato più tempo a ronzare attorno al box Honda che non a guardare la gara!!!
Non ho mai praticato DH, ma era proprio un mezzo affascinante e completamente fuori dagli schemi del momento…………………

L
Lore51

Quello si che era un gran mezzo da downhill,migliore di molti di oggi.
Magari honda ne facesse una nuova versione,sarebbe spettacolare…

B
BikerSoul

Ma il triangolo era in alluminio scatolato o idroformato?

Pitaro
Pitaro

Scatolato, sulle foto del telaietto reggisella/gearbox si vedono le sdature 😉

8
85549

un san andreas elaborato o sbaglio??

GIUIO10
GIUIO10

Sbagli.

Pitaro
Pitaro

C’è mai stato qualcuno che ha riproposto questo tipo di gerbox? Mi sembra una soluzione geniale per quanto riguarda la funzionalità, molto più leggero ed economico (la scatola di carbonio potrebbe essere fatta in alluminio) di quelli stile Pinion/GBoxx. I problemi per quel che vedo sarebbero “solo” a livello di ingombro/manutenzione

N

Ho avuto l’occasione di vederla completamente smontata dopo una giornata di prove , e vi assicuro che dalle foto non si può apprezzare la qualità assoluta della componentistica , perni in titanio forati e con spessori differenziati , l’interno del carro posteriore con nervature di rinforzo , il comando cambio tipo shimano a doppia levetta ma fatto in casa tutto cnc , uno spettacolo , incredibile la fluidità di funzionamento sia del mono che della forka , ma non era tutto perfetto ,i rider si lamentavo molto di bobbing del carro posteriore ed ad un certo punto avevano introdotto un ammo con controllo elettronico di bloccaggio al manubrio che creò parecchi problemi con varie “esplosioni”… un altro DEI TANTI segreti di questa bike è che usavano freni Formula con delle pastiglie dedicate con mescola segreta e non accessibile ad altri come contratto HRC .

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Grazie per il contributo Bicio, è bello ricevere info preziose da chi in quegli anni era sui campi di gara di WC!

B
Bro17

Non mi piace il parafango anteriore: sembra quello di decathlon…
Scusate se sono stato troppo tecnico… 🙂

K
Kap.1

Ho una foto fi Brendog a Morzine con la bici dal paninaro alla partenza della funivia,
se non ricordo male questo progetto nasce da un ingegnere della honda con la passione per il dh.
In honda ogni anno fanno una sorta di concorso tra i dipendenti , che possono presentare un progetto dove se ritenuto interessante puó avere un seguito di fattibilitá
Seuccesse consi anche per questo gioiello.
Ps: in germania rubarono le bici dal furgone honda , dopo qualche anno apparvero su ebay in vendita… chissa come ando a finire

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Andò a finire che i ladri si ritrovarono una bici inutilizzabile, dato che i tecnici del team Honda G-Cross avevano ordine di smontare la scatola del cambio dal telaio ogni volta che restava fermo e inutilizzato, e di ritirarla in separata sede rispetto agli altri componenti, per cui i ladri avevano una bici montata su un telaio privo del componente principale, che fungeva sia da trasmissione che da struttura per la doppia culla inferiore del traingolo.
La storia del concorso credo fosse una leggenda metropolitana che effettivamente girava in quegli anni. In realtà Honda aveva dichiarato che il progetto era mirato ad acquisire know how da riportare successivamente in campo motocliclistico, motivo per cui non hanno mai nemmeno lontanamente considerato di commercializzare il prodotto, ma anzi ne custodivano gelosamente i dettagli.

R
raziel

io l’ho vista in Francia con Fairclough che ci correva assieme a Rachel A. che ricordi raga

K
KATARRUSO

me la ricordo anche io
era stupenda
vista in televisione, vista in gara.
colpiva sempre.
chi era motociclista ne rimaneva ancor piu affascinato

i parafanghi facevano ancora piu moto.

se non erro c’erano dei prototipi anche bianchi e rossi.
ma forse non marchiati honda.
non mi ricordo cosa c’era scritto sopra.
o il nome del team o showa o boh non mi ricordo bene

qualche casa ha ripreso il concetto della trasmissione rialzata

markino
markino

Bellissima la ricordo bene, ricordo che poi erano risaliti da e bay ed avevano arrestato i ladri..ricordo che l’avevo vista anch’io al mondiale a Livigno! Che mostro! Si poi si erano viste altre uguale ma con forcelle non showa e colori diversi ma forse Honda in piccolo sul telaio era rimasto..cmq un po’ erano in giro in qui anni..progetto da 100000 dollari ricordo..sapevo che a fine stagione ne vendevano una non ricordo di chi a 60000 euro!!!! Ma poi non l’aveva no venduta che io sappi..cmq gran mezzo per i tempi che erano!!! Nell’articolo e nei ricordi! Grandi!

solid gas
solid gas

lo sapete che fine fanno tutti i prototipi della HRC ? sotto una pressa ! come tantissime motogp e robe non commerciali ma solo racing, appunto HRC.
mi sembra che ne sia conservata solo 1 delle 11 nel loro museo.

teoDH
teoDH

Quella è stata secondo me l’unica vera PORNBIKE… io ci ho sbavato sopra, e quando ho conosciuto un giornalista giapponese del settore gli ho pure chiesto di recuperarmene una, infatti se quelle ufficiali non le hanno mai vendute, avevano fatto una produzione per due team privati giapponesi, se non ricordo male 6 bici, e quelle ci sono ancora (ma nessuna è mai stata in vendita)
Inoltre, sempre a detta del giornalista giapponese, non è un progetto nativo Honda, il telaio e l’idea del gearbox arrivano da un ingegnere giapponese che ha poi venduto il progetto e i diritti esclusivi di produzione ad HRC, che successivamente l’ha sviluppata.
I primi prototipi (quello messo da Frank è forse il primo in assoluto) montavano forcelle kayaba e ammo ohlins, e una delle cose che non si sanno è che il primo prototipo era stato costruito in carbonio, poi in HRC han preferito l’alluminio (guarda caso…)
Qua ci sono altri step del prototipo
[img]http://forums.mtbr.com/attachments/downhill-freeride/33080d1096703257-honda-mtb-honda.jpg[/img]
[img]http://www.birota.ru/images/texts/2004/december/honda-rn01.jpg[/img]
Avevano anche sviluppato dei freni appositi, poi quando è entrata nel circuito WC hanno usato formula, credo in quanto sponsor di Minaar.
[img]http://www.birota.ru/images/texts/2004/december/honda-rn01.jpg[/img]

S
Serralex

bei ricordi… ho ancora delle foto di Minnar con la Honda ai mondiali di Livigno del 2005…

RIMO
RIMO

l’ho intravista nel 2004 a Livigno
lo stand Honda era blindato con dei personaggi da sumo a bloccare l’entrata dei gazebo.
Nel 2005,sempre a Livigno era possibile avvicinarla e fotografarla tranquillamente,ricordo che a fianco era parcheggiato anche il modello da four-cross.
GRAN BEGLI ANNI!!!!!!!!!!!!