Il concetto di Confidenza

Il concetto di Confidenza

21/02/2013
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21/02/2013

Dopo una settimana di stop per problemi logistici (scusate), eccoci di nuovo insieme. Come diceva Spitty Cash nella sua più celebre canzone, “sono tornato, vi sono mancato spero”.

Oggi andiamo ad indagare aspetti della guida più teorici, più mentali. Non sono uno psicologo e non mi voglio sostituire al professionista che nella sezione allenamento parla in modo specifico degli aspetti psicologici del nostro sport. Voglio solo portare, e mettere al servizio del forum, quella che è la mia esperienza frutto di anni di riding, gare, esibizioni ecc ecc. L’approccio non sarà quindi scientifico ma tipicamente “friendly” come in tutti i miei articoli. Prendete quindi spunto, se volete, ma non consideratele come verità assolute supportate da basi scientifiche.

Per me la tecnica in bici, e la guida del nostro mezzo, è in qualche modo espressione del nostro essere (amazza che filosofo!!!). Ciò che voglio dire è che spesso ci rappresenta. Una persona irruenta nella vita, lo sarà anche nella guida, una calma, lo sarà in entrambi gli ambiti, e così via.

Questo solo per dire che il gesto atletico non è altro che la messa in atto di un processo mentale. Non è il dito che decide con che forza tirare la leva del freno, è il cervello che lo decide, il dito compie semplicemente l’azione.

Questa premessa mi serve per introdurre l’argomento di oggi. Il concetto di confidenza.

 

A tutti sarà capitato di non sentirsi allenati (fisicamente) e di non riuscire a spingere come “un po’ di tempo fa”. Per contro tutti avranno avuto periodi in cui, per esempio avendo più tempo libero e potendosi allenare di più, si sentivano bene e tranquilli a calcare un po’ la mano.

Con la tecnica il concetto è il medesimo. Visto che come tutti sappiamo “non si scorda mai come si va in bici”, come mai a volte ci sentiamo più sicuri nell’affrontare un passaggio o andare con una certa andatura, e a volte invece ci sentiamo a disagio a velocità che percepiamo basse o sul sentiero dietro casa?

Eppure come abbiamo detto, una volta imparata una tecnica non la si scorda, perchè allora non sentirsi sicuri nell’usarla, o il non essere pronti a metterla in pratica quando serve.

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Il mio livello di confidenza decisamente diverso da quello di un mio caro amico, che comunque ha poi fatto il drop senza problemi.

Pensiamo al nostro bagaglio tecnico come ai nostri muscoli. Io in un braccio bene o male ho sempre lo stesso numero di muscoli durante un anno. Se non li alleno per mesi riuscirò ad alzare X, se li alleno per bene, li rendo tonici e pronti, alzerò 10X. I muscoli interessati sono i medesimi, ma è l’allenamento, la tonicità e la prontezza nel reclutarli che fa la differenza.

Quello che per il nostro fisico è il livello di allenamento, per la nostra testa prende il nome (a mio avviso) di confidenza.

Se anche io ho perfettamente radicata in me una tecnica, non è detto che sia sempre pronto ad utilizzarla in qualsiasi periodo dell’anno.

Questo tipo di esperienza viene alla luce in modo (oserei dire) estremo girando in dirt e in freestyle in generale. Manovre come backflip, cioè il salto mortale all’indietro o tailwhip ecc. in cui il rischio di cadere e farsi male può essere elevato, richiedono gran confidenza. Ecco che allora, per farvi un esempio in prima persona, io che faccio backflip da 7 anni e nella mia vita l’ho fatto infinite volte anche su salti belli grossi, ad oggi, dopo un anno passato a girare per lo più in freeride-enduro e non avendolo fatto (se non un paio di volte su salti piccoli) negli ultimi dodici mesi, non avrei la sicurezza di provarlo nemmeno su saltini che faccio ad occhi chiusi se non con determinate caratteristiche.

Quello che voglio dire è che spesso mi è capitato di vedere rider allenati fisicamente, preparati tecnicamente, ma poco confidenti, essere superati da rider meno forti, ma più disinvolti.

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Questa foto risale al 2010. Andassi a girare oggi pomeriggio nella stessa pool non sarei in grado di tirare così tanto l’invert. Sono migliorato da allora ma il mio livello di confidenza attuale, ad inizio stagione, non mi permetterebbe di fare ciò che facevo quasi 3 anni fa.

Come allenare questa confidenza.

Per prima cosa bisogna dire che la confidenza non ha una curva di regressione (se così la possiamo chiamare) così impiccata come l’allenamento fisico. Sappiamo tutti che se mi alleno (fisicamente) per un mese raggiungo un certo livello. Se smetto di allenarmi torno al livello di prima dopo una settimana e mezzo. Insomma salita e discesa non vanno di pari passo. Per quanto riguarda invece la confidenza fortunatamente le due curve possono considerarsi uguali, se non addirittura invertite (dipende da persona a persona ovviamente e dalla frequenza delle uscite). Uscire una volta la settimana, può già bastare in un primo momento ad accrescere il nostro livello di confidenza. É ovvio che, minore è il tempo intercorso tra una uscita e l’altra, e maggiore sarà la velocità di ripresa/aumento di confidenza col proprio mezzo. (Ora capite perchè vi stressavo di scendere in città anche solo mezz’ora al giorno).

Penso sia palese per tutti quali sono le sensazioni provate a salire sulla bici dopo un stop invernale di due mesi, e quale sia invece la sensazione di salirci in piena stagione, per più giorni di fila. Nel primo caso difficilmente ritroviamo così comoda la posizione che ci ha sempre regalato il giusto confort. Inoltre dobbiamo ri-imparare a gestire i freni, a sentire la gamba e capire che rapporti possiamo spingere, a distribuire i pesi nel modo corretto e a giudicare al volo il grip delle gomme ecc. Nel secondo caso noi sappiamo già perfettamente quale sia il set up del mezzo, il nostro livello psicofisico, e della combinazione dei due. Non abbiamo perciò bisogno di fasi di adattamento o “indagine” (che possono anche durare svariate uscite). Non abbiamo nemmeno bisogno di pensare “ma le gomme gripperanno a questa velocità su questo terreno? Devo ricordarmi di dosare il freno qui per non bloccare il posteriore, devo ricordarmi di non arretrare troppo ecc ecc”, non abbiamo bisogno di pensare a niente di tutto questo. Noi sappiamo già tutto perchè siamo scesi dalla bici il giorno prima, due giorni prima, una settimana prima, e quando risaliamo ci rendiamo conto che è come se fossimo scesi un minuto per bere ad una fontana.

Solo allora la nostra confidenza potrà definirsi davvero buona.

 

Perchè è importante imparare a conoscersi e a valutare il proprio livello di confidenza.

Son ripetitivo, ma il freestyle fa emergere in modo palese questi aspetti di cui vi sto parlando, e proprio nel freestyle ho sempre visto le peggiori scene legate al concetto di “confidenza”. In uno sport in cui la tecnica conta spesso più dell’allenamento si punta sempre a migliorare il primo aspetto il più velocemente possibile. Peccato che gli errori si paghino a caro prezzo quando ci son di mezzo altezze discrete e manovre rischiose. Ecco che allora il concetto “3 mesi fa ho fatto tale trick su questo salto, posso farlo anche adesso” trae in inganno un sacco di rider con conseguenze nefaste.

Conoscersi significa anche sapere fin dove ci si può spingere, capire a che livello di allenamento tecnico siamo, che livello di confidenza col mezzo abbiamo. Conoscersi significa riuscire a valutare sempre fin dove spingersi, rimanere entro i propri limiti e non spingersi oltre, anche se i propri limiti odierni sono minori dei limiti, che noi stessi, avevamo qualche tempo fa.

Solo una volta trovata la giusta confidenza e raggiunti i proprio limiti “massimi” potremo progredire e imparare nuove tecniche, spingendo tali limiti ad un nuovo livello. Tentare di imparare forzandosi a provare quando ancora non siamo pronti significa solo rischiare di farsi male e non imparare nulla. Se infatti proviamo un salto fuori dalla nostra portata, o ad andare più forte di quanto siamo in grado, non stiamo imparando, stiamo rischiando. E se anche ci va bene e non cadiamo non saremo in grado di riprodurre o ricordare i movimenti e le sensazioni provate, e di affrontare così in sicurezza una seconda volta il medesimo passaggio o un ostacolo analogo. Avremo quindi, come già detto, rischiato tanto e non imparato niente.

Ecco quindi che uscite frequenti anche brevi ma con ostacoli alla nostra portata ci serviranno molto per essere pronti ad apprendere al meglio nuove tecniche nel momento in cui abbiamo più tempo o una uscita lunga. Un approccio quindi graduale alla disciplina sarà certamente da preferirsi, considerando sempre che, tornare al proprio livello massimo di confidenza richiede un tempo abbastanza limitato (uscendo tutti i giorni su ostacoli adatti che incrementino la difficoltà man mano bastano un paio di settimane, uscendo tre volte a settimana sempre con lo stesso principio dei percorsi basterà un mesetto, e così a salire), mentre imparare nuove tecniche, e quindi alzare i propri limiti è un procedimento più lungo. Entrambe i processi, ripeto, vanno però sempre fatti per gradi. E solo completando il primo, si può passare al secondo.

 

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Ostacoli particolari ma non pericolosi sono l’ideale per riacquistare la confidenza in breve tempo

Ingrediente segreto. I sentieri di casa sono sempre i migliori per prendere confidenza.

I nostri percorsi, quelli che facciamo abitualmente, sono la nostra palestra, e ci daranno quindi un’idea esatta del livello al quale siamo in quel momento.

Il miglior modo per valutare la propria confidenza è trovare (o creare) tanti spunti tecnici e passaggi difficili sui percorsi quotidiani (anche cittadini, perchè no!). Dividerli poi per livello e capire quali di questi sono più facili e più difficili per noi. A quel punto verrà da se interpretare le proprie sensazioni quando, superato un passaggio, si andrà al successivo nonchè più difficile. La foga che spesso ci porta a provare cose fuori dalla nostra portata quando siamo lontano dai nostri percorsi abituali, magari per paura di “lasciarsi scappare questo passaggio” o di dirsi “non ho fatto tutto”, sul tracciato dietro casa non esiste. Se un passaggio non lo faccio oggi lo faccio domani e dormo bene comunque. Proprio per questo è così fondamentale trovare percorsi da fare propri e da poter girare in lungo e in largo senza remore(ripeto, anche ostacoli cittadini come vi spiegavo nelle street moves o mentre andate al lavoro!), per poter arrivare al week end pronti anche di testa, col giusto feeling, oltre che col giusto allenamento.

 

State sintonizzati sul forum perchè a brevissimo arriverà la news con tutte le novità di RCM e i nuovi sponsors per il 2013. Nuovi sponsor che ci permetteranno di aumentare sempre più la qualità e l’offerta del servizio svolto qui sul Forum e su FB

 

Jack

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