13/09/2013
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13/09/2013

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Devo cominciare anche questa storia con il “Da tempo sognavo di fare questo giro…”? Sarebbe un po’ noioso, eppure è la verità. Da anni sognavo di fare questo giro! Alzi la mano chi non vorrebbe essere il soggetto della classica foto del biker sul sentiero sopra il ghiacciaio dell’Aletsch. Ecco, appunto. Tutti. Finalmente oggi ce l’ho fatta a farmi immortalare presso il ghiacciaio più grande delle Alpi, patrimonio UNESCO dell’umanità. 23 km di lunghezza, uno spessore che arriva fino ad 1 km. Il tutto fino ad una quota dove poco più a sud crescono ancora gli alberi: 2000 metri sopra il livello del mare.

La sua vista toglie il fiato, è uno dei panorami più incredibili che esistano, secondo me. Ancor di più se si considera che un sentiero percorre qualche chilometro al suo cospetto, per la maggior parte pedalabile. Oggi, 13 settembre 2013, c’erano anche pochi turisti in giro, vuoi per la bassa stagione, vuoi per le temperature autunnali. 5° segnava il termometro in vicinanza del ghiacciaio, come nella foto di apertura. Eppure, quando splendeva il sole, sembravano molti di più.

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Mio compagno di viaggio: Pietro di @Backcountry, importatore italiano del marchio Saracen che qui vedete in sella ad una front da enduro. Ho impiegato anni a muovermi in direzione dell’Aletsch perché non avevo mai letto di una discesa che valesse il viaggio per arrivarci, fin quando, qualche settimana fa, non sono incappato in questo commento di @gregol68 al mio giro sul Passo del Gries. Una lettura all’itinerario descritto sul suo sito mi è bastata per farmi venire voglia di andare nel Cantone Vallese a provarlo.

Arrivati alla funivia il meteo non era molto incoraggiante: i cavi sparivano nelle nuvole, la temperatura in valle non arrivava ai 10°. Avevo letto però che la perturbazione era passata e che la giornata doveva diventare bella, così io e Pietro siamo saliti in quota e ci siamo messi in sella con passo lemme per arrivare alla famosa galleria che porta dall’altra parte della montagna, quella del ghiacciaio.

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La luce che vedete lì in fondo segnala l’uscita. Sarà circa 1 km di galleria, costruita per permettere i lavori alla diga che si trova dall’altra parte.

La cosa bella, una volta usciti dal tunnel, è che di là le nuvole si stanno aprendo e che, soprattutto, si imbocca subito il sentiero che porta allo spettacolare ghiacciaio.

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Come potete vedere dall’erba nella parte destra della foto, qui ieri nevicava. Il sentiero è un alternarsi di pezzi pedalabili con alcuni a spinta su pietraie di granito. Non c’è da lamentarsi, neanche a spingere, perché si può spendere più tempo ad ammirare il panorama.

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Incontriamo qualche classe scolastica svizzera in gita (altroché farsi due palle così in qualche museo….) e diversi turisti a piedi tutti estremamente cordiali. Delle volte facciamo noi passare loro, delle volte loro fanno passare noi. Diciamo che non esiste motivo per essere di cattivo umore in un posto così.

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Ce la prendiamo molto comoda, visto che il giro è lungo 32 km di cui 12 di discesa, e chiudiamo il cerchio alla funivia da cui siamo partiti. Da lì ripercorriamo il pezzo di strada che conduce alla galleria, ci ripassiamo attraverso e, giunti dall’altra parte, svoltiamo a destra per raggiungere la Gletscherhütte, dove entriamo per riscaldarci con una sana zuppa di Gulasch.

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Da qui in poi ricomincia un percorso da antologia. Un sentiero molto curato si abbarbica su una specie di terrazza che dà su un altro ghiacciaio imponente, il Fieschergletscher. Meraviglioso.

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Praticamente si va da punto panoramico a punto panoramico, così non mi lascio sfuggire l’occasione per una posa napoleonica.

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E già che ci siamo facciamo scattare da due de-piedibus una foto ricordo. Sembriamo Gesù e i due ladroni, ma fa niente.

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Da lì a poco inizia la discesa di cui, come al solito, ho pochissime foto dato che ero troppo intento a godermela. Facciamo che la prima parte ve la descrivo con le foto:

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La seconda invece, meno esposta, ve la dovete immaginare dato che questa qui sotto è l’ultima foto che ho scattato. Il divieto scritto con il pennarello è completamente senza senso, dato che il sentiero che porta in valle è totalmente deserto e, da fare a piedi, lunghissimo e in molti tratti ripido (senza gradoni) con delle curve che sembrano essere state studiate per le mountain bike.

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Arriviamo al parcheggio con un sorriso a 32 denti. È sicuramente uno dei giri più spettacolari che io abbia mai fatto, ve lo consiglio caldamente. A proposito di caldo: visto che l’estate sta finendo, affrettatevi a farlo, perchè una volta che qui nevica, dovrete aspettare la prossima, di estate.

>>> La mia traccia

 

>>> La traccia originale

 

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