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Il silenzio del Superenduro

Il silenzio del Superenduro

03/01/2015
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03/01/2015

È da mesi che il sito del circuito nazionale Superenduro è fermo: dal 26 ottobre, quando fu pubblicato il report dell’ultima gara del 2014 a Santa Margherita Ligure, non viene più aggiornato. Solitamente la fine dell’anno coincide con la pubblicazione del calendario dell’anno successivo, ma per ora l’unica cosa che si nota è un assordante e preoccupante silenzio.

Voci e indiscrezioni circolano nell’ambiente enduro da mesi, in realtà nessuno sa niente, se non i due diretti interessati: Enrico Guala e Franco Monchiero. Due cose sono certe:

1) a breve uscirà un comunicato.

2) La scena italiana ha bisogno del Superenduro.

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Sul punto 1 c’è poco da dire, anche se c’è il sospetto che il comunicato non sarà il calendario 2015.

Sul punto 2 invece non c’è dubbio: la perdita del circuito Superenduro sarebbe un pessimo affare. Proprio nel momento in cui l’enduro si è affermato come disciplina internazionale grazie alle Enduro World Series (create con il contributo dello stesso Guala), non avere un circuito nazionale significherebbe privare gli atleti italiani di una “scuola” più necessaria che mai per poter essere competitivi anche fuori dai confini.

Con la parola “privare” non si vuole accusare il Superenduro di voler fare un dispetto, al contrario: si vuole sottolineare come il SE sia l’unica soluzione per alzare il livello competitivo in Italia. I tanti circuiti regionali o locali nati recentemente non riuscirebbero colmare la sua mancanza, perché troppo frammentati e con formule di gara non sufficientemente dure per offrire un livello che si avvicini a quello delle EWS.

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Certo, la formula delle due giornate di gara non piace a tutti, e non piace soprattutto agli amatori, costretti a spendere una discreta cifra in vitto e alloggio, ma é l’unica che si rifà al modello EWS (anche lì le gare sono distribuite su due giorni) e i nostri top rider hanno bisogno di correre in quelle condizioni per migliorare. 6 prove speciali richiedono una strategia di gara che non sia solo “sempre giù a tutta”. Richiedono un’ottima forma fisica, del materiale perfetto, e una squadra alla spalle che assicuri loro assistenza tecnica. Insomma, richiedono professionalità.

È proprio questa professionalità il risultato di tanti anni di Superenduro, e non solo da parte dei team. L’organizzazione ha raggiunto un livello elevato, basti ricordare la catastrofale esperienza degli Italiani 2014 a Rocca di Papa, non organizzati dal SE, per notare la differenza, e per capire come non si possa improvvisare. Questo l’hanno capito anche le squadre, che mai come in questo periodo si stanno “armando”, con un vero e proprio “enduromercato”, dove i top rider sono ricercati per portare risultati, per non parlare dei tanti sponsor che si sono affacciati nel mondo enduro ultimamente.

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Nel 2014 il Superenduro ha cercato di accontentare gli amatori con la formula Experience: gare di un giorno solo, con prove più facili rispetto alle Pro. Penso che non sia un anatema definirla un flop. A parte l’ultima tappa, il resto è passato in sordina, sia dal punto di vista del numero dei partecipanti che da quello mediale. Subissati dai comunicati dei circuiti regionali, locali e parrocchiali, i media hanno in gran parte ignorato le prove Experience (noi compresi), anche perché l’agguerrita macchina PR del Superenduro non era presente a queste gare e quindi mancava il materiale da pubblicare, come foto e video. Ma soprattutto mancavano i top rider su cui scrivere qualcosa che potesse interessare ai lettori. Proprio come i circuiti regionali: in gran parte passati inosservati, con numeri di partenti per lo più molto bassi.

La frammentazione delle gare enduro ha minato la scena italiana, togliendo risorse al circuito Superenduro. E qui parliamo del vile denaro, necessario per poter investire in un prodotto come un circuito di gare organizzato in modo professionale. Fa ridere quando si legge di “passione”. Se si lavora seriamente, la passione deve portare alla professionalità, altrimenti si finisce come Rocca di Papa. E per lavorare bene, c’è bisogno di soldi. Qualcuno si scandalizza che alle località vengano chiesti dei soldi che non siano la mancia della domenica, ma come si fa a credere che una località turistica come Madesimo (esempio) sopravviva alla concorrenza internazionale dello sci (da cui trae i ricavi maggiori durante l’anno) non investendo in eventi e promozione? Il Superenduro ha reso famosi dei posti come Sestri Levante, che ora vantano visite da parte dei biker italiani e stranieri durante tutto l’anno. Segno che l’investimento ha fruttato.

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Altrettanto non si può dire per i circuiti regionali: faranno contenti una parte degli enduristi, che si trovano le gare sotto casa, ma sul medio/lungo periodo non saranno sostenibili per mancanza di sponsor ed introiti per le località.

Per concludere, il Superenduro ha due caratteristiche che ne hanno decretato il successo, e ciascuna di queste porta ad una persona:

1) la cura nella scelta dei percorsi, grazie a Franco Monchiero.

2) La cura nella comunicazione, grazie ad Enrico Guala.

Due ingredienti fondamentali perché il Superenduro possa andare avanti. Se ne togliete uno, il piatto finale non avrà lo stesso sapore e, probabilmente, lo stesso successo.

Noi di MTB MAG ci auguriamo che il Superenduro possa andare avanti anche nel 2015.

>>> Il comunicato ufficiale del Superenduro 2015

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konissimo
konissimo

Speriamo solo che il silenzio sia solo per fare il botto con l’uscita di un campionato italiano per pro e simili, ormai campionati regionali ci sono già, ci vuole uno step intermedio al campionato europeo e ews.

nebbia94
nebbia94

Proprio poco fa ho controllato il loro sito e su fb sperando di trovare qualche notizia in merito
Spero davvero che il comunicato porti buone nuove

luxardo
luxardo

Ha reso famosi posti kme sestri levante?
Ci vivo a sestri. … vengono ragazzi a fare i soliti percorsi. … e a sestri levante non portano proprio niente se non 2 caffè e e qualche panino.
Giusto Maurizio che porta i ragazzi su e giù.
Qualche posto negli alberghi x pochi fortunati che possono permettersi l’albergo. Altri camper e via (odiato a mio malgrado dalla popolazione)…..
A suo di far diventare care le gare altro che aumento di introito
……

KATARRUSO
KATARRUSO

Io ho fatto gare in altre discipline, ho aiutato a fare i tracciati.
Ho scambiato pure due chiacchiere con guala.

E persona molto appassionata che si sbatte.
Anche chi collabora con lui…
Non avete idea di quanta gente muova il carrozzone SE.
Come spostare il circus di F1 ogni volta.

Però per eventi di livello
Serve una località con annessi e connessi.
Ricettività alberghiera e turistica, spazio, tracciati belli e mantenuti. E si sa per certo che alcune località hanno dei “rema contro” che non vedono di buon occhio queste invasioni.

Il vero succo e che non possono mangiare o avvantaggiarsene quanto vorrebbero…. O almeno ci provano.

Per organizzare una qualsiasi manifestazione in piazza e con coinvolgimento pubblico. Ci si muove un anno prima.
Quindi in teoria dovrebbero aver fatto la trafila dei permessi.
Tramite appoggio dei locali e vari comuni.

Il comune in genere deve tirare la cinghia.
Ma la promozione del luogo e L aggregazione sportiva e culturale; riescono a comprenderla???
Non so , alcuni si, altri meno, altri prendono soldi europei per mettere ciottoli da 15cm negli sterrati…

Insomma che non siamo in Austria Francia o svizzera si era capito mi pare.

Felicity Fin

Mettiamo un po di carne al fuoco…
Se vuoi inalzare il livello del bikers medio e far crescere i giovani, la SE è perfetta ma solo se il livello dei tracciati è delle gare è impegnativo ecc ecc. questo però significa meno amatori e meno bikers, quindi meno iscitti e meno introiti… con quello che costa tutto sto circo non ci si può permettere meno di 250 iscritti altrimenti è un lago di sangue. Il SE è crescuto troppo e troppo infretta rispetto al movimento Enduro.
I campionati minori sono nati in parte per promuovere località dimenticate da dio, non si possono paragonare a Sestri o Salice che anche senza SE vivono ugualmente benissimo.
Non paragoniamoli perchè non ha senso.

Felicity Fin

Dimenticavo… dite ai ragazzi di Santa Margherita che il “Monte di Portofino” è ancora pieno di cartelli e fettuce…

tommygbr2000
tommygbr2000

vorrei chiedere quanto gli organizzatori della se siano disposti a sborsare per il campionato,io credo che guardino solo al guadagno delle iscrizioni,ma i sentieri chi li crea,modifica e ripulisce dirante tutto l anno?(non credo persone della se)inoltre il campionato si sa!è fatto di tempi e quando si gareggia non si guarda alle condizioni del sentiero,se è fangoso e si scava si corre uguale,e poi a chi tocca risistemare il sentiero???un altra cosa a sfavore e vedersi arrivare anche non durante il periodo pre gara o post gara ondate di bikers super bardati con la bici all ultimo grido pronti ad emulare chissa
Chi,magari pure risalndo con mezzi meccanici invece di conquistarsi la vetta!mi dispiace ma secondo me ci vorrebbero seniteri appositamente strutturati x la se e gestiti direttamente da loro

dlacego

In pieno accordo con tutto quanto hai scritto! Superenduro? Troppo cara sia per chi organizza che per chi partecipa…

simo89
simo89

Sono della tua opinione…nell’articolo si è fatto l’esempio di Madesimo, se la gente locale non prende neanche 1 euro da chi organizza come si fa a tenere in piedi dei veri tracciati? Chi pulisce e mantiene i tracciati se ne frega del guadagno che fanno alberghi e ristoranti…

Marco Toniolo
Marco Toniolo

Guardare al guadagno di una gara è troppo a breve termine, la località cresce con il tempo e con la capacità dì sviluppare sentieri e accoglienza.

simo89
simo89

Ho capito Marco ma se io mantengo puliti i tracciati avrò delle spese o no? Cosa faccio lavoro per la gloria?

Marco Toniolo
Marco Toniolo

@simo89
No, non lavori per la gloria.
Una piccola storiella illuminante.
Nel 2004 (credo) fui il primo giornalista “straniero” a scrivere un report su Finale Ligure Freeride. Dico straniero perché ai tempi lavoravo per Bike Magazin (Germania), ed ero andato a Finale con Holger Meier e Daniel Schaefer. Chiedete ai ragazzi di Finale Freeride cosa è successo da quel report: erano gli unici con uno (1 di numero) shuttle, pulivano i sentieri da soli o quasi, e basta.

Questo per dire, di nuovo, che bisogna ragionare nel medio/lungo periodo. Ci vuole iniziativa privata, perché aspettare il comune, la provincia, la regione e chissàchecosa non porta a niente se non alla solita tiritera “è colpa dei politici”.

Il SE dà visibilità ad una località, in cambio di una quota di iscrizione. Secondo me ci vogliono almeno 4-5 anni con una tappa ogni anno prima di uscire dal limbo, e anche lì, ci vogliono sentieri, accoglienza, sbattimento. Guardate cosa fa Lorenzo dell’Hotel Florenz di Finale. L’esempio di Finale è sotto gli occhi di tutti, ma c’è ancora chi si lamenta perché “i biker comprano solo un caffé”. Cazzo ma offritegli qualcos’altro di un solo bar sgangherato: pacchetti per il weekend, sentieri puliti con i soldi di alberghi/ristoranti/bar, attività per mogli/famiglie.

Non ci vuole un genio, ma solo intraprendenza. Fuori da sto fatalismo idiota “c’è la crisi”. A Finale aspettano forse che la Piaggio riapra la fabbrica?

luxardo
luxardo

Anzi aggiungo: devi vedere kme a sestri imbestialiti x atleti che entrano nei bar non consumano vanno al wc lo distruggono e …..ciao.
A sestri non porta nulla.
Nel breve e nel lungo periodo.
Anzi se un povero cristiano kme me vuole partecipare alla gara…. fa prima a donare un rene ….. il costo è assurdo.

Marco Toniolo
Marco Toniolo

A Finale Ligure allora sono dei geni del turismo sportivo

luxardo
luxardo

Poi?

ecox
ecox

donare un rene per 55 euro? Te lo pagano proprio poco.

luxardo
luxardo

E la visita se non sei iscritto a una società? Dai si onesto almeno

ecox
ecox

no @Luxardo cerca tu di essere realista ma soprattutto onesto intellettualmente.

Se vuoi possiamo discutere sulle gare su due giorni, ma non con te che sei di sestri e questo problema manco lo hai.

Il costo della tessera? perché in altri sport a livello agonistico non ce l’hai?

Dai su.

Varne
Varne

Quello che molti non hanno capito è che il SE è nato per promuovere località. Lo scopo di un evento agonistico come il SE non è solamente portare 2-3-400 iscritti a correre la gara, bensì usare la potenza mediatica di un tale evento per promuovere una località. Se non c’è la volontà anche delle istituzioni locali di promuovere (anche con esborsi economici) la mtb con un programma ad ampio respiro che non si limita al periodo della gara non ha senso impegnarsi con un esborso economico rilevante oltre che un dispendio di tempo e forze notevole per portare una SE sui propri sentieri.
Penso ad esempi virtuosi come Finale. Non credo che oggi la località ligure sarebbe una delle località più rinomate al mondo senza eventi importanti come la 24h e la gara d’enduro che mettono in mostra quanto c’è di buono. Ma queste manifestazioni sono il punto di partenza per il turismo su due ruote non un punto di arrivo!
P.S: ho letto commenti che denigrano la promozione fatta a Sestri dal SE. Purtroppo non sono riuscito mai ad andarci (da Trieste è una lunga trasferta) ma è una delle località in cui spero di fare una vacanza quanto prima. Comunque sento spesso di ragazzi friulani e veneti che si sparano la trasferta e si fanno un weekend lungo prima o dopo la gara. Non penso siano gli unici, quindi credo che un ritorno per la località ci sia….

Marco Toniolo
Marco Toniolo

Esattamente. Il guardare solo al breve periodo è il vizio di gran parte dell’Italia moderna. Ed uno dei motivi per cui non esce dalla crisi

Felicity Fin

“Quello che molti non hanno capito è che il SE è nato per promuovere località”
stai scherzando???? località come sestri, punta ala, salice, finale, ecc, vivono BENISSIMO senza SU, sono i campionati minori che spingolo per pruomuovere le località sperdute, davvero in crisi.
Il problema è che il SU per fare iscritti a palate ha bisogno di località comode e hollywoodiane, perchè il bikers “modaiolo nostrum” passa la settimana ad allenarsi in bici ed in palestra ma se la location non è comoda per le “prove” ed il circo mediatico non gli permette di sfoggiare la bici da “5pali” non si muove da casa!!
vorrei proprio vedere l’afflusso di gente in una tappa dove non puoi provare con un furgone ma solo pedalando…
Siamo seri, la MTB ha bisogno del SU, non le località…

Anto62
Anto62

Tutto giusto. Ma forse è proprio la carenza dei circuiti territoriali a conferire fragilità ad un circuito come quello SE. Credo infatti che se la disciplina si affermasse maggiormente a livello locale, con gare ben organizzate e di livello (pari alle gare XC master almeno quelle lombarde trentine e venete), piano piano si formerebbe quel movimento di persone che per vari motivi comincerebbe a sentire stretta la gara parrocchiale. Lo SE non sarebbe quindi un invenzione artificiale, ma l’espressione dell’esigenza di alzare il livello. Esigenza che oggi non è, e non può essere sentita. Quindi se quella disciplina ha un senso, non solo agonistico, ma anche commerciale e sportivo, si affermerà di nuovo, altrimenti è destinata a rimanere locale (che non è un male in sé).
Certo se vogliamo parlare della cecità degli enti e della federazione ciclistica, del coni ecc., non possiamo non essere delusi; però è anche vero che la mtb è in genere uno sport poco televisivo, più per praticanti che per spettatori. Tant’è che la maggior parte gli spettatori fanno parte dell’entourage degli concorrenti. Non c’è da essere allegri, quindi, se desideriamo vedere atleti di alto livello nel SE. Certamente il diffondersi di circuiti locali è comunque un bene, e se la tenacia degli amatori nel Enduro, sarà pari a quella dei master XC c’è solo da essere contenti, dal momento che al livello master nella MTB internazionale siamo certamente una delle nazioni più forti. L’importante è non mollare mai.

bonghi78
bonghi78

Ciao ragazzi devo dire che questo articolo e’ una vera tristezza per tutti noi bikers.
Pero’ bisogna dire una cosa, sono d’accordo sul fatto che il Se sia un trampolino di lancio per i paesi che ospitano la manifestazione ma non son d’accordo sul piangersi addosso di tali paesi che si lamentano per il post evento, certo che c’e’ da sistemare ma possibile che con la crisi che c’e’ nessuno prenda spunto da tale evento??? Cavoli qui dovrebbe entrare in gioco l’inventiva di noi italiani, io dico ok organizzazione finita possibile che nessuno dica dato che bisogna sistemare perché’ non andare avanti con le cose per esempio promuovere il posto con sentieri percorribili tutto l’hanno mantenuti tutto l’hanno ,creare una sorta di tesseramento pagando una quota che servirà’ a tali spese , come ad esempio come fa’ il CAI.
Questo e’ un mio pensiero a grandi linee, non voglio insegnare niente a nessuno e sono consapevole che non sia facile fare una cosa del genere, pero’ se qualcuno avrebbe il cervello di sviluppare una cosa simile sarebbe magnifico perché’ viviamo in un paese stupendo che tutto il mondo ci invidia

macio68
macio68

Bla Bla Bla Bla. È solo una questione di soldi. Le associazioni no profit che organizzano le gare senza l’ aiuto degli enti locali (comuni, provincie e regioni) non riescono ad organizzare nulla. Gli enti locali sono tutti alla frutta. Tra pochi anni non riusciremo più ad organizzare un caxxo

Kap.1
Kap.1

Da organizzatore e creatore del DH nordEst è molto difficile portare avanti un progetto come il SE, costi molto alti,purtroppo le località non capiscono che i risultati si ottengono con investimenti a lungo termine per almeno 5 anni.
Qui nel NE si lamentavano che non c’erano gare di SE quando le hanno fatte Gemona ecc. i local intesi come il triveneto erano in pochi.
Allora come può un organizzatore ASD pensare di investire se il ritorno almeno delle spese non rientra?
Se pensate che solo di cronometraggio per un regionale si va dai 6/700 €. per una gara di DH che si fa sempre e solo su una pista la gara regionale con tutte le varie cose che servono si spendono 3/4000€.
Da noi nel triveneto si lamentano che non ci sono gare e quando ci sono non partecipano perche piove,nevica ecc.

Thomas Miller
Thomas Miller

È una cosa che succede un pò ovunque…io credo che a molta gente piace solo parlare, lamentarsi, non portare nuove proposte e non essere propositivi, cercare di trovare solo chi ti sta fregando…è un pò la descrizione dell’ ITALIANO MEDIO! Non puoi farci nulla, esistono ed esisteranno sempre la gente che parla ma non si mette in gioco, ma io dico: almeno chiudete la bocca…mah.

ecox
ecox

le risposte a questo articolo sono date (la maggior parte) da gente che non ha mai fatto una gara di superenduro, che non sa di cosa sta parlando e di promozione del territorio non capisce niente. Potrei usare toni moderati ma è ora che qualcuno vi dica che non capite un cazzo. Sentieri dedicati al superenduro e puliti da loro? Ma come fate a scrivere una cazzata del genere? La superenduro dovete pensarla come la F1, loro ci mettono promozione, media, visibilità e organizzazione di base. Chi ospita deve preparare tutto il resto o lo fa per un ritorno di immagine. @Luxardo tu sei di sestri e sicuramente sarai uno di quelli che parla ma poi non ha mai smosso una pietra dai sentieri della selva e se sant’anna è rovinata avrà pure il coraggio di rompere il cazzo. Ti ricordo che se a sestri avete 5/6 trail su cui girare è grazie allo sbattimento dei ragazzi dei vigili del fuoco, al buon Sandro di punto sport che ad ogni gara superenduro vi prepara i trail. Se non ci fosse la gara ci sarebbe un canyon sulla selva. Pregate ragazzi che ci sia il superenduro l’anno prossimo, perché è un orgoglio per il movimento MTB italiano. Guala e Monchiero hanno fatto tantissimo per questo sport e nel loro hanno smosso anche parte dell’economia che gravita intorno alla MTB. Sestri Levante ricorda molto Finale Ligure di qualche anno fa, quando le biciclette erano un peso, dove vecchi o “mugognoni” come te… Read more »

luxardo
luxardo

Ti invito a venire a parlare kn bar elbergatori. …. quando vuoi….
(Ti rispondo kn gentilezza nn maleducazione)
Nessuno mugugna. …anzi….
Vado su quei sentirei circa 1 volta al mese.sei sicuro di quello che dici sulla condizione?
I ragazzi vanno su kn zampe e sudore ….non prendono un euro lo fanno x orgoglio. ..x tenere in ordine i sentieri.
Mentre in selva c’è auto di tutto e più che di fanno i fatti loro.
I RAGAZZA CHE CONOSCO UNO X UNO MAURI…. SERGIO…ECC…
VANNO GRATIS. ….ANZI CE NE MERTTONO. …POI ARRIVANO GLI ORGANIZZATORI E TROVANO LA PAPPA PRONTA.
E I SOLDI DOVE FINISCONO?
TRAQUI NEPPURE MINIMAMENTE INVESTITI SUI SENTIERI. …
SE HAI LE PIOVE X SMENTIRMI
PUBBLICA.

ecox
ecox

conosco sestri bene come te, ma tu continui a non capire.

ovvio che il SE va e trova i sentieri belli puliti, ci mancherebbe altro, chi li deve pulire Monchiero?

Hai presente la formula 1, secondo te Eccleston dovrebbe tramite F1 andare ad asfaltare la pista di Monza? ma sai come si organizza un campionato o parli per sentito dire?

I ragazzi di sestri investono sul loro territorio, come per anni hanno fatto gratuitamente quelli di Finale, con la speranza che un giorno le istituzioni possano vedere nella MTB un ritorno per il turismo. La visibilità ad una località come sestri levante l’ha data il superenduro, fatti un giro domani mattina dal parcheggio dell’ospedale e dimmi quante biciclette ci sono.

Non porta turismo? I commercianti si lamentano? ma si lamentano di cosa? Si lamentano che andiamo nei bar a berci una birra? A parte che mai sentita prima una cosa del genere, ma anche se fosse devo dirti (da ligure) che fa parte della tipica ospitalità ligure.

Ma i ragazzi di sestri pregano che ci sia il superenduro l’anno prossimo, perché sanno benissimo pure loro che tutti i loro sforzi sono ripagati dalla visibilità che Guala e Monchiero riuscivano a restituirgli.

Fidati che non sai di cosa stai parlando.

luxardo
luxardo

Guarda andavo in selva kn una olmo tuareg un cancello.
So bene quello che dico.
Kmque il confronto è bello x questo.
Spero che ci vedremo al bar del distributore (dove ci sono quelle belle figliole )e ci berremo una birra prima di risalire.
Divertirsi in primis

ecox
ecox

guarda dalla tettona ci vengo volentieri!

Giorgio941
Giorgio941

Guarda che sulla Selva, S.Anna e Mimose si girava anche parecchi anni prima che enduro fosse un termine accostato alla mtb…

Zuccas
Zuccas

Condivido ogni singola parola!Complimenti!Forse vi siete svegliati un po’ tardi ma meglio tardi che mai!!!
La qualità il Know How si paga…

andrelella
andrelella

Io credo che il problema siano i soldi, non degli enti locali, ma dell organizzazione. Pensateci un attimo: guala e un imprenditore davvero bravo, con un azienda che importava per lo piu bici e materiale per l all mountain. Nel 2007 l all mountain non era una disciplina praticata in modo diffuso come adesso, con la creazione del superenduro si e creato da una concezione un po nuova di gareggiare, dall altra parte si e creato un mercato.
Il mercato ora e maturo, gli amatori guardano nelle loro scelte di consumatori gli agonisti.
Per guala obbiettivo centrato. Io lo guardo con ammirazione davvero. Si merita di vendere 10000 ibis hd. Non lo dico in modo sarcastico.
Veniamo al superenduro: gare bellissime, grande ufficio di comunicazione e professionalita. Scommetto pero che nonostante il prezzo di iscrizione altissimo il bilancio e in rosso: cosa fa un imprenditore quando un attivita ha dato i suoi frutti (collaterali) ed e in perdita? risposta: la chiude o la vende (se trova chi la compra e chiaro)

Alex.Guaricci
Alex.Guaricci

Ciao raga!…che tristezza, per me se Franco ed Enrico non buttano al vento tutto quello che hanno costruito e anche molto bene, se volevano chiudere chiudevano il sipario subito e stop e avranno anche loro buoni motivi .
Il Circuito del Superenduro ci sarà anche nel 2015, gestito da altri Guala e Monchiero spero con la stessa bravura e passione anche se la mia speranza è che rimangano ancora …..i padri fondatori dell’enduro in italia ….

iaio
iaio

Per uno sport come per qualsiasi altra impresa la risorsa fondamentale sono i soldi. Avuti i soldi serve un buon manager, qulcuno con l’esperienza negli eventi sportivi (vedi ad es Flammini per le moto). I soldi arrivano se c’è appeal. Appeal in questo caso va letto come televisione, e l’enduro da questo punto di vista di appeal ne ha ben poco per me.

wardretzlaff7
wardretzlaff7

Da organizzatore auguro al SE di continuare ! …E da appassionato biker lo faccio per tutta la scena enduro italiana. Il SE, soprattutto in versione PRO ha la capacità di attirare atleti stranieri e così facendo alza il livello di confronto per i nostri, e penso soprattutto ai più giovani, che invece di “cullarsi” alla gara “X” o “Y” dove per forza di cose si confrontano con pochi altri atleti della loro età, dovrebbero cercare occasioni dove correre con piloti provenienti da altre “scuole” e “culture” di questo splendido sport…anche prendendo paga…solo così potranno crescere motivati e maggiormente capaci di ottenere dei risultati nei circuiti maggiori. Ragazzi, a pochi chilometri da casa mia, in Costa Azzurra, c’è un circuito enduro esclusivamente dedicato ai più piccoli, dai 9 ai 13…ed è spinto dai piloti più cazzuti che presenziano e stanno tra loro. Dietro c’è una passione e una cultura che qui dobbiamo sbatterci a far crescere…Quindi ben venga il SE e tutto l’appeal che si è costruito con capacità ed intelligenza, sarebbe un peccato buttare tutto all’aria. Parlo di appeal perché (analizzando il fenomeno freddamente) credo ne abbia, l’enduro è sulla bocca di tutti mi pare, e in Italia lo è molto grazie al SE. Certo la TV non può accostarsi a questo tipo di sport ma ci sono altre piattaforme più adatte e dinamiche che possono costruire format adeguati allo scopo…certo grazie ad investimenti seri. Per quanto detto negli altri commenti, non dimentichiamo che la macchina SE ha dei costi… Read more »

DAVIDEACHILLE82
DAVIDEACHILLE82

Noi qui sui MONTI DELLA TOLFA siamo presenti…trails su trails

KATARRUSO
KATARRUSO

No guala non molla.
Magari sono solo un po in ritardo.

Ma senza dubbio il circuito SE ha una certa importanza.
Generando professionisti in grado di competere con atleti di caratura europea e mondiale.

Lo sbatti certo se lo fanno le associazioni locali.
Ma il succo e proprio ricevere appoggio dal comune e promuoverlo. Sperando di veder turisti.

E perché no, anche i ragazzi del paese che girano in mtb.

C’è chi conosce benissimo come funziona.
Nel settore bici da corsa.
Ragazzini,vivaio, li fai crescere, fare gare ecc.
Poi arriva la squadra e li mette sotto contratto, senza aver alzato un dito.

Sport e pari opportunità ???

Ah ah ah ma de che?

La federazione i tesserati e i soldi dei tesserati vuole.

Tutto il carrozzone sta in piedi solo per la passione.
E passione vera, dal basso….. Più basso di piccone e falcetto non ce nulla. Pulire col falcetto un trail e tagliare lerba al campo da calcio non sono proprio la stessa cosa.

Speriamo bene

demach
demach

Per me se cambiasse il regolamento diventerebbe più interessante.

Toblin
Toblin

Ho fatto gare SE, 360Enduro e Ultraenduro.
Sicuramente le SE sono le meglio organizzate, ma i circuiti minori hanno ampiamente dimostrato che si possono scegliere bei sentieri senza essere Monchiero e attirare 200 partenti senza essere Guala.
Inoltre è ragionevole credere che pur con politiche di lungo, non tutte le località toccate da gare di enduro che, come per altri sport, rimane e rimarrà uno sport minore, diventeranno Finale.
Un plauso a SE per aver inventato e sviluppato la disciplina in Italia, ma un rimprovero per aver pisciato fuori dal vaso (gli esempi potrebbero essere molti e anche un po confidenziali, ma il primo che mi viene in mente è quello del passaggio al trasponder: 10€ di cauzione per riceverne solo 7 indietro e neanche vedere pubblicate le classifiche: una vergogna), ma il vizietto l avevano già palesato in tempi non sospetti: gara di Torino 2008: richieste pazzesche di Guala e C. Agli organizzatori.

Tutto dipende se uno fa le cose per business puro o con un po di passione….

Ai posteri l’ardua sentenza.

teoDH

Adesso vediamo se riesco a scrivere un post senza farmi prendere dalla mia antipatia per l’enduro, che é nata anche per l’evoluzione, che io ho visto come involuzione, del circuito SE… Perché la gente ama l’enduro, su questo non si discute, ma l’enduro é diventato talmente allargato che forse si sono perse negli anni alcune caratteristiche che hanno reso grande e seguitissimo questo circuito… A parer mio, due cose si sono perse, lo spirito di gara amatoriale dove partecipano anche i pro, diventando negli anni gare per pro a cui si iscrivono anche gli amatori, e l’attenzione per le location, che se all’inizio erano appuntamenti classici e molto seguiti, come ad esempio sestri, sauze, priero, cartosio, sono passate negli anni in secondo piano per il circuito pur rimanendo nel cuore dei riders. A parer mio si dovrebbe fare un passo indietro, staccandosi anche da altri format, che hanno avuto succeso in campo race ma si staccano sempre piú da quello che é il cuore pulsante dell’enduro, ovvero quelle 300 persone normali che hanno un lavoro, impegni, e vivono la mtb come passione e passatempo. Infine, la gravissima pecca é stata rivolgersi a un tipo di biker di una certa etá, spingendo davvero poco il settore giovanile, cosa che invece in questi anni ha fatto Gravitalia nella DH e infatti ora si trova con piú di un terzo di lartecipanti con meno di 20 anni, che rappresentano anche il futuro della specialità. Tornare a gare storiche, di un solo giorno, con… Read more »

Masatomo

Ops, ci ho messo un po’ a scrivere il mio commento (intanto facevo altro) e quindi, quando ho effettivamente postato, mi è apparso il tuo commento e alcuni dei miei punti sono un duplicato dei tuoi. Non me ne volere, non è che non ho letto il tuo commento e quindi ho ripetuto le stesse cose andando per la mia tangente, è solo che quando ho cominciato non c’era.
Lo specifico perché una cosa che odio particolarmente è quando si leggono i commenti e al 30esimo rileggi le stesse cose che qualcuno ha detto precedentemente, dato che tutti vogliono dire la propria senza interessarsi a quello che dicono gli altri.

teoDH

nessun problema, anzi, avere due punti di vista simile da uno come me che ha vissuto il SE da fotografo e da un rider partecipante come te, é segno che evidentemente si puó fare qualcosa di concreto…

Carissimo
Carissimo

sai che non ho capito una cosa di te? su alcune cose concordo con te… mi spieghi perchè odi così tanto l’enduro? io faccio enduro a 360° perchè mi piace e secondo me insieme alla AM rappresenta la mtb… ma ti dico che sono stra appassionato di DH.. ma tantissimo.. così come lo sono di xc.. quello che intendo dire è perchè odiare una cosa solo perchè tu non pratichi e gli altri sì? ti chiedo questo perchè ho letto in un sacco di atri tuoi commenti cose contro l’enduro… quindi te lo sto chiedendo senza polemica ma semplicemente per curiosità

Riccardo.folli

discorso azzeccatissimo!!

Marco Maffioli

Anche se per la nostra gara avevi scritto il contrario, questo commento mi piace.
Luca

Masatomo

Che tristezza la fine. La fine della lingua italiana in tanti commenti, intendo. Per quanto riguarda il SE, io sinceramente l’ho mollato perché: 1. mi sono un po’ stufato di soffrire (dopo 6 anni in sella ho capito che la salita proprio mi scassa la minzia ed è necessaria solo perché in assenza di essa mancherebbe anche la discesa); 2. non mi piaceva più la max parte dei partecipanti (o meglio la loro pretenziosità); 3. in generale l’enduro e tutto ciò che gli sta intorno mi infastidisce non poco, per la colorazione presuntuosamente superficiale e puramente estetica che ha assunto.. un po’ come quando qualche tempo fa qualcuno diceva “Faccio downhill” solo perché girava con la doppia piastra e saltava giù dal gradino del marciapiede; 4. i costi troppo elevati necessari per sostenere una gara. Sul punto 4, purtroppo, c’è poco da fare: capisco perfettamente che una gara abbia i suoi costi. Infatti in verità questo punto si applica a tutte le gare, anche quelle regionali: suvvia, iscriversi ad una gara del circuito 360enduro costa esattamente quanto iscriversi ad una SE Exp (infatti io ormai mi limito alle promo, che costano meno e sono faticose il giusto per mantenere vivo il divertimento senza vomitare sangue). Per concludere, forse SE ha voluto concentrarsi sulle gare PRO che sono davvero PRO per avere un certo spessore (e internazionalismo) atletico, cercando comunque di mantenere il contatto col bacino di utenza degli amatori (che sono quelli che facevano i grandi numeri), con poco successo:… Read more »

gianvito09
gianvito09

io invece penso che la super enduro abbia avuto problemi perchè la maggior parte delle persone non vuole prendersi le bastonate,preferendo farsi la garetta dietro casa con i 4 amici del quartiere sulle solite 3 linee sulle quali gira tutto l anno con il suo bel nomad nuovo di pacca (perchè il bronson non va piu di moda oramai) così da potersi vantare al bar con i suoi 4 amici del “buon” risultato nella garetta sopracitata.essere il piu veloce del parchetto con le altalene ad alcuni da soddifazione..
il problema è che oggi è una moda e la maggior parte degli “utenti” sacrificio fatica impegno,o non sa nemmeno cosa vogliano dire o proprio non gli va giu.l unica cosa che interessa è che la piu persone possibili vedano che “ti puoi permettere di vestire troy lee da testa a piedi”..
la super enduro non è per tutti,e purtroppo a volersi fare il culo è sempre meno gente..

franco24
franco24

Io, come hanno già detto altri, penso pure che la deriva del “baraccone” SE sia da imputare a una serie di autogoll come quello di aumentare a dismisura i prezzi (vedi l’iscrizione delle Pro portate a 50 euro, l’assurdo balzello del trasponder, portare le gare su due giorni con lievitazione dei costi esponenziali…), non facendo i conti, come detto già altre volte, che la stragrande maggioranza di chi corre è gente normale che il lunedì va a lavorare. Mancando questo “zoccolo duro”, l’esiguo numero dei Pro che lo fa per mestiere, come volevasi dimostrare, non tiene in piedi il baraccone! Quindi o si torna a considerare che l’80% di chi gareggia è gente normale, altrimenti amen con buona pace del SE!

ferrilamiere
ferrilamiere

premetto che sono un lettore e seguo come possibile l’SE non sono un agonista e non partecipo alle gare però non capisco una cosa… se la “professionalizzazione” a cui abbiamo assistito quest’anno nelle PRO del SE è un problema secondo molti perchè le EXP non sono andate bene ?? questione di location ?? di concorrenza di altri circuiti regionali ?? (dove però non mi pare siano stati registrati numeri record) secondo me forse dopo un 2014 con un po’ di screzi tra gli organizzatori storici del circuito e alcune località ospitanti il 2015 comincia con “posizioni/interessi” diversi tra i protagonisti/organizzatori delle gare per dire la mia penso che sia necessario un circuito diciamo nazionale che sia a livello del circuito internazionale e un circuito local/economico per gli amatori in senso più stretto (o amatori veri… cioè quelli che non hanno tanti soldi da mettere in una stagione di gare e il lunedì come il venerdì e spesso il sabato lavorano e non possono girare) pazienza se non si gira con JC o FB o meglio se gli amatori veri non potranno girare con i pro però a questo punto sono gli organizzatori a dover prendere una decisione una PRO di due giorni non può essere “sostenuta” dagli amatori e a mio avviso neanche in toto dalle località ospitanti quindi c’è da chiedere i soldi anche a chi “vende” con l’enduro che siano le grandi case a mettere la grana (mi sembra che sia così anche in F1) per le gare… Read more »

franco24
franco24

Il circuito EXP è nato” male”, per arginare la crescita dei circuiti regionali organizzati, come nel caso della Lombardia, davvero bene; quindi come tutte le cose fatte “tanto per” è stato un gran bel flop!!!!

dominetor

L’autorevolezza di questa meditazione, giunta da Toniolo con grande padronanza del settore, già stata oggetto di un intervento su questo forum e anticipata nel finire del 2014 da un altro webmag, Weekendwheels, a firma di Michele, profondo conoscitore del superenduro e atleta amatore, non fa altro che rafforzare la tesi che Guala e Monchiero sono, senza alcuna eccezione, gli inventori, i padri, gli ideatori della piu grande rivoluzione a due ruote in Italia. Andrei oltre alle schermaglie di alcuni post, per cercare di sviluppare la meditazione e provare a capire cosa stia succedendo. Il silenzio assordante di Guala e Monchiero è sintomatico di una situazione di stallo che si è venuta a creare, per motivi che potranno spiegare solo loro due, ma a noi resta peró l’ardito compito di comprendere cosa diventerebbe l’enduro senza il SE. Detrattori e favorevoli, amici e nemici, organizzatori e partecipanti, ognuno dalla sua parte ha qualcosa da dire, dove però il leit-motiv delle discussioni si ferma sempre e solo sulla questione “denaro”. Non ho mai visto ne Guala ne Monchiero arrivare al parterre con Ferrari o Lamborghini, il lunedi dopo le gare so che si alzano come tutti noi per andare a lavorare e i loro WE li passano col microfono in mano e controllando che percorsi, crono e parterre girino senza intoppi. Ma allora tutti questi soldi che fine fanno? Per me, organizzatore delle due uniche SE del centro Italia sui monti della Tolfa, la risposta è chiara. Se vuoi una gara di prestigio,… Read more »

ferrilamiere
ferrilamiere

ma i proventi li guadagnano i produttori secondo me
bici, accessori e via dicendo
la federazione cosa guadagna (tasse forse)
per me soprattutto i brand devono mettere + soldi di ieri

non salvo la federazione (anzi) visto cosa non fanno per l’enduro
(e la mtb in generale) e cosa fanno nel loro orticello
io li lascerei a zappare nel loro orticello
non mi pare che in europa e nel mondo l’enduro sia nato
e si sia sviluppato grazie alle varie federazioni

Chiken69
Chiken69

Sotto cene natalizie mi è capitato di conversare con il “TRACCIATORE ” del sentiero di PS enduro regionale Emilia Romagna e sono rimasto sorpreso nella apprendere che si erano iscritti in 30-40 con grave perdita quindi nelle loro casse,la cosa che però mi ha più colpito però è quella che a tutte le persone che si sono adoperate per l evento non gli importava come finisse il lato economico ma erano spinte solamente dalla grande passione che nutrono per questo sport,lui stesso mi disse che la soddisfazione più grossa era sentire gente come me che gli stringeva la mano per ringraziarlo dei percorsi creati.
Io personalmente amo questo sport e se potrò dare il mio contributo lo farò senza se e senza ma

katoz1
katoz1

L’Enduro deve scontrarsi con questi fatti :
-organizzare una manifestazioni come l’enduro richiede impegno e costi ben superiori ad una XC/Marathon.
-numero partecipanti alle gare dei circuiti regionali almeno un quinto di un equivalente XC/Marathon
Ma siamo sicuri che ci sia tutta questa gente che vuole fare gare di Enduro?????
-non ho riscontri ,ma fatti due conti credo che a chi organizza resti poco.

Sul ritorno economico e d’immagine alle localita’ sedi di gare ,la mia idea è che le comunita’ devono credere ed investire per offrire percorsi agli amanti della MTB in genere ,ancora prima di accogliere una manifestazione piccola o grande che sia.Porto ad esempio Riva del Garda , ha investito in percorsi e iniziative per avere migliaia di amanti della Mtb a riempire hotel,residence ,campeggi ….poi c’è anche la gara internazionale di Enduro!!!

Marco Toniolo
Marco Toniolo

@katoz1

Riva del Garda ha investito nei sentieri ad inizio 1900, grazie ai militari che hanno costruito tutto (era zona di confine). Da allora non hanno fatto più niente.

swenstuder768

Questa mi sembra un’affermazione un po’ forte…

Marco Toniolo
Marco Toniolo

È la verità, purtroppo. A parte Torbole con la pista di BMX, sul lato di Riva non esiste un sentiero che venga mantenuto per i biker, o della segnaletica per mountain bike.
La fortuna del Garda sono i tracciati militari, costruiti un secolo fa, e l’intraprendenza dei tedeschi che, grazie a Bike Magazin, hanno promosso la zona ad inizio anni 90. Non per niente la prima guida MTB del posto era la mitica Moser, il cui autore è di Monaco di Baviera.
Il Bike Festival, anche quello, è opera tedesca.

Marco Maffioli

Mi sembra che poco più a nord del Lago ci siano realtà diverse o sbaglio?
Luca.

katoz1
katoz1

Credo che che ogni localita’ montana o pedemontana ,come Riva e tutti noi sul Garda,non manchino i sentieri ,vuoi di origine militare o per mantenimento di boschi e pascoli.Bisogna che le amministrazioni credano nei benifici che porta un turismo in bici.Nota che parlo di turismo in bici,non di gare , che copre una stagione piu’ lunga e per il pubblico piu’ vasto.

David23
David23

Penso che effettivamente chiedersi “quanta gente voglia far gare di enduro” sia una delle domande più sensate. Una cosa e’ girare tra amici con bici da enduro, tutt’altra iscriversi e partecipare ad una gara. Riuscire a far si che chi gira per conto proprio inizi poi a far gare potrebbe essere il nocciolo della questione. Ad oggi, onestamente, questo “passaggio” non e’ poi così facile. In primis c’e’ la questione costi. Anche un circuito come il Campionato Triveneto si corre con prove su due giorni. Alzi la mano chi, tanto per iniziare, sarebbe invogliato ad ” impegnare” un intero weekend (magari a partire dal venerdì) e spendere le cifre che tutti noi conosciamo molto bene. Non nascondiamoci dietro un dito per favore, forse i numeri di partecipazione non sono quelli che immaginiamo….

Oniriko77
Oniriko77

in effetti qualsiasi granfondo anche di circuiti regionali fa più partenti di una più prestigiosa gara SE, e con meno sbattimenti per gli organizzatori.

katoz1
katoz1

Pare che non ci si voglia rendere conto della differenza in numeri fra l’Enduro e l’XC-Marathon ,
lo valuti parlando con i commercianti o girando sui sentieri .Vendono 10 Hardtail e forse una full e non proprio enduristica .Con una front vai quasi dappertutto ,magari piu’ lento,con pochi soldi !!!!

Kakkola
Kakkola

mah, non è sempre solo questione di costi. Io non parteciperò a nessuna gara di enduro, non ho le capacità tecniche per competere, e la competizione – quando sono palesemente inferiore alla media dei peggiori – mi metterebbe solo in ansia terribile. Certo è che io non “faccio enduro”, io giro con la mia bici in stile escursionistico (prediligendo la discesa) e basta, solo che è un tipo di bici che ricade nel segmento “enduro” 🙂

Toblin
Toblin

Domanda (seria):

ma perchè UCI ha bocciato l’Enduro e la nostra cara FCI non FA NIENTE, quando consumatori e produttori vanno in direzione Enduro????????

Non capisco, non vedo!

swenstuder768

Perchè dici che la FCI non fa niente?
Forse non sai che a metà dicembre è uscito il Calendario Enduro FCI per il 2015.
PS: tra l’altro Monchiero è il componente rappresentante per l’Enduro in seno alla FCI – Mountain Bike, personalmente non mi meraviglierei se alla fine delle fiera il calendario Super Enduro e quello nazionale Enduro FCI combaciassero quasi per intero.

Marco Maffioli

Almeno per quest’anno non credo, le date fanno già parte di altre serie “minori” (ma io preferisco dire diverse).
Luca

Marco Maffioli

La UCI sta già aprendo gli occhi, il 20 e 21 Giugno a Kirchberg (Austria) si terrà la prima tappa degli Assoluti Europei Enduro UEC (la branca europea dell’Unione Internazionale).
I “gradini” per arrivare alla World Series volendo ci sono…
Luca

Marco Maffioli

La UCI sta già aprendo gli occhi, il 20 e 21 Giugno a Kirchberg (Austria) si terrà la prima tappa degli Assoluti Europei Enduro UEC (la branca europea dell’Unione Internazionale).
I “gradini” per arrivare alla World Series volendo ci sono…
Luca

Rickysml
Rickysml

@Felicity Fin
Sei sicuro di ciò che dici? Abbiamo rimosso ogni fettuccia e cartello salvo quelli che devono rimanere per non permettere alla gente di sbagliare e finire dove non devono. Io sono sicuro avendo rimosso personalmente le fettuccie..

miuziq
miuziq

Sono d’accordo che il SE deve continuare ad esistere sia perche’ e’ in buona parte grazie a lui che oggi esiste l’enduro cosi come lo conosciamo, sia per pubblicizzare il nostro territorio visto che e’ seguito anche da riviste estere e sia perche’ serve ai PRO italiani per allenamento all’EWS. Non sono d’accordo pero’ sull’astio che leggo spesso in questo magazine verso i circuiti regionali. Non avranno il blasone dell’SE non porteranno grandi sponsor o faranno i numeri di sestri ma IMHO servono anche questi piccolo circuiti. Se il SE e’ diventato ora mai un affare solo per i PRO o per chi e’ davvero allenato e/o puo’ permettersi tutte le spese di una trasferta di piu’ giorni, i circuiti regionali (o parrocchiali come li avete associati in questo articolo con un leggero sarcasmo e disprezzo) servono per tutti gli altri bikers “della domenica” che non hanno l’allenamento necessario oppure non possono permettersi di spendere mezzo stipendio per una trasferta ma vogliono cmq competere e passare una giornata di gara “tra amici”. All’inizio l’SE faceva numeri ed interessava perche’ era quasi amatoriale, l’amatore si identificava in quell’atmosfera rilassata e “poco professionale” che si respirava nei giorni di gara. Ora, vuoi per una crescita, vuoi per una scelta specifica, l’SE e’ diventato professionistico (ed e’ giusto che sia cosi) e l’amatore preferisce cimentarsi in qualcosa che non lo spenni ne fisicamente ne economicamente. Pero’ se questa “Potenza” sia di immagine che di sponsors, sta cadendo davanti ai circuiti regionali (che magari… Read more »

Anto62
Anto62

L’esistere purtroppo è indipendente dagli imperativi, quindi esisterà se ci saranno i motivi che lo terranno in vita, altrimenti cesserà. Una cosa è certa il super enduro non è una disciplina spettacolare per lo spettatore. Le gare sono troppo estese e in luoghi poco raggiungibili alla massa, la festa di fatto si svolge nelle centri ospitanti. La copertura televisiva sarebbe costosissima, quindi impossibile. La stessa organizzazione della gara è molto impegnativa. I sentieri devono essere ben preparati e sorvegliati durante la gara da un buon servizio di commissari in grado di intervenire in caso di incidente. E’ una disciplina che non ha né la spettacolarità della DH o del four cross, ed è molto meno televisiva del moderno XCO. Quindi a chi interessa uno sport così? interessa a chi lo pratica. Perciò l’esistenza di un circuito di alto livello è legata al fatto che possa avere un alto numero di partecipanti e fare promozione turistica di un luogo. Le gare sarebbero l’escamotage per fare una piccola gita, magari con la famiglia, in un bel posto. Questo fa a pugni con gare di alto livello agonistico, perché se devo attirare concorrenti non posso proporre percorsi troppo selettivi, ma fa a pugni anche con un calendario corposo di impegni, perché la moglie ti segue volentieri a Finale Ligure, ma magari a Priero o a Coggiola un po’ meno. Oggi l’enduro è forse la disciplina MTB più divertente, si trasforma in escursione AM, e ti richiede allenamento e dieta non troppo severi, perciò… Read more »

exzxixox
exzxixox

Ciao a tutti,sono Ezio dei GUFI DI POGNO;ricordo con piacere quando qualche anno fa conobbi Franco,uomo di esperienza e pazienza da quell’incontro con lo staff organizzativo dei GUFI naque nel
Nord Ovest piu’ ad oriente del Piemonte la prima gara di enduro targata se,ricordo ancora che sotto
l’attenta regia di franco tutto ando’ bene complice anche una bellissima giornata.E’ stato un successo
e la gente comincio’ a frequentare i nostri sentieri da tutta italia e nell’ultimo anno da francesi,svizzeri,
tedeschi,e qualche raro inglese.E’ un successo che deve far pensare a chi crede che senza investire si
possa far gare di un certo spessore e,quindi di successo,ci conosciamo tutti e quindi sapete che per primi
siamo usciti da SE,che siamo stati con 360enduro,e quest’anno faremo qualcosa di innovativo e nuovo
nella nostra zona,rischiamo e innoviamo ,questo e’ il futuro :lavoro e anche rischio ma, crediamo in quello
che facciamo a prescindere da SE, le gare costano e a volte si perde ma non bisogna perdere la passione in quello che si fa prof o amatore.Forza ragazzi ogni passo fatto aumenta l’esperienza e la forza da qui nascera’ il futuro dell’enduro,che ricordiamolo non e’ dh,il nostro sport e’ il piu’ completo checche’ se ne dica e sotto l’aspetto sportivo il piu’ completo.Dai ragazzi aiutiamoci sara’ piu’ facile.

alucard3d
alucard3d

Vorrei fare una piccola divagazione… Qui si parla di far crescere gli atleti italiani. Ma qui c’è un problema di fondo. L’enduro è fatto per adulti. Ragazzini di categorie esordienti o allievi anche solo a fare una promo non ne ho mai visti se non sporadicamente . Quindi è inutile girarci intorno… finchè l’enduro sarà un gioco solo per adulti, la sua sopravvivenza rimarrà confinata alla presenza degli amatori e a discorsi prettamente economici.

daniele0511

La mia sensazione è che il SE abbia fatto nel 2014 il “passo più lungo della gamba”.

La nuova formula su due giorni consente gare più lunghe e capaci di premiare i rider più completi, ma per gli amatori, che sono la stragrandissima maggioranza dei partecipanti, rappresenta oggettivamente una difficoltà sia economica che organizzativa.

Probabilmente è anche stato sovrastimata l’ effettiva consistenza numerica dei “bacini d’utenza”. Se si ha la pazienza di leggere le classifiche si vede come la gara di Sestri da sola abbia totalizzato pochi concorrenti meno delle gare di PuntAla, Sauze e Madesimo messe insieme: il che a mio parere dimostra come questa disciplina ha il suo centro di gravità (a livello numerico) in zone ben precise d’Italia, fuori dalle quali è difficile (allo stato dei fatti impossibile direi) raccogliere certi numeri.

Detto questo trovo abbastanza insensate certe critiche più o meno velate sulla “esosità” degli organizzatori e il tirare fuori la solita tiritera sulla “passione”. Il lavoro e la professionalità devono essere pagati, la passione è necessaria per qualsiasi lavoro ma non si mangia nè paga le bollette.

daniele0511

Quanto alla promozione delle località sono abbastanza d’accordo con @marco, bisogna che gli operatori turistici prendano coscienza che il turismo non è un accidente della storia, ma un’attività economica come qualsiasi altra, che come tale richiede idee, marketing, finanziamenti… in una parola imprenditorialità, sempre che lo si voglia sfruttare per generare un reddito stabile e non per vivacchiare alla meglio, e non mugugni o guerricciole localistiche.

exzxixox
exzxixox

Con la passione si fanno tante cose;le gare x esempio

Andrej Peryboschi
Andrej Peryboschi

Un’indicazione su cosa servirebbe è stata scritta più su,ma ai giovani chi ci pensa?
In qualsiasi altro sport esistono categorie minori per poter scovare i più talentuosi e poterli far crescere con altre società inserite verso l’agonismo puro,qui se non fosse per l’impegno (grande) di mio padre non penso che avrei corso più di qualche experience,ma ci ho dato dentro e qualche bel risultato lo portato a casa.
Però, finita la stagione, tutto il “nostro”impegno si è arenato,probabilmente per far muovere tutto a dovere servirebbe un impegno deciso delle aziende a cui “smolliamo” il grano,che è molto ma molto di più di quello che usiamo per la SE.