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[Intervista] 10 minuti con Yeti Cycles

[Intervista] 10 minuti con Yeti Cycles

16/06/2019
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16/06/2019

Abbiamo chiesto ai due proprietari di Yeti Cycles, Chris Conroy e Steve Hoogendoorn, cosa ne pensassero delle 27.5, delle 29, se faranno una Ebike o una gravel, e altro ancora…

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F
Fbf

Intervista interessante…ma dove siete??? Quella birra Union mi dice che siete…vicini!!!!

jake blues
jake blues

Eh già…molto vicini…vediamo se indovino Diretur: non è che hanno presentato qualcosa in Slovenia ed è in arrivo un first ride?

Andrea Chiesa

Bella intervista, molto interessante e credo che gli Yeti boys siano stati sufficientemente chiari e sinceri. Forse è merito dell’alcol…..hahahaha

C
cizzo

Bellissima intervista ! Mi piacerebbe vederne di piu’ , magari anche da altri produttori. Molto interessante.

l.j.silver
l.j.silver

mi è sempre piaciuto questo modo che hanno certi americani di essere cosi’ cool……
bell’intervista.

Alex lo Specialissimo
Alex lo Specialissimo

Bella intervista! Mi piace la filosofia “facciamo le cose solo se le facciamo bene” e sopratutto “non le facciamo solo perché le fanno tutti” Grandi!

C
carmine78

Ma soprattutto “la facciamo perché deve essere bella da vedere e più performante della concorrenza”. Grande Yeti……

maumtb
maumtb

Yeti è un marchio iconico , le piu’ belle bici del pianeta ,e vedere due biker al comando è un piacere , non è solo industria .

A

Bella l'intervista!
E bella la filosofia che hanno in casa Yeti..

fafnir
Avo.23

Bella l'intervista!
E bella la filosofia che hanno in casa Yeti..

Una filosofia un po' snob, soprattutto visti i problemini piuttosto diffusi che hanno gli ultimi modelli e che fanno crollare il palco, o per lo meno incrinare.

Alex lo Specialissimo
Alex lo Specialissimo

Davvero? Che problemini?

fafnir
Alex lo Specialissimo

Davvero? Che problemini?

Avevo letto mesi fa su mtbr ed i più diffusi erano questi:
-Eccessivo gioco laterale del carro
-boccole ammortizzatore mangiate causa gioco del carro
– carro internamente rovinato dalla gomma causa spazio risicato, anche con l'aggressor 2.3 di serie
– protezione tubo obliquo di qualità pessima che tende a scollarsi/accumulare sporco, sostituta in garanzia con una pure peggio.

Poi qualche rottura strana c'è stata, soprattutto sul tubo sella della sb130 ma sono casi più rari.

Il problema della gomma del carro e il gioco del carro li confermo anche io avendola provata. C'È da dire che alla guida la bici era eccellente, ma non lo definirei certo un telaio rigido.
Per la gomma, l'aggressor è piccolo di suo eppure quando ho beccato fango ho grattato lo stesso, qualche mm in più non avrebbe fatto male.

Alex lo Specialissimo
Alex lo Specialissimo

Grazie dei lumi. Essendo possessore di SB100 al momento non ho riscontrato questi problemi. Come sempre potrebbero essere dei casi su un lotto di produzione…

T
tontarello

Ho la fortuna di avere sb6 e sb150 che utilizzo 2/3 volte la settimana alternativamente.
mai avuto di questi problemi.

Etien

L'intervista è piaciuta molto anche a me, apprezzabile il pragmatismo di queste persone..

A
fafnir

Una filosofia un po' snob, soprattutto visti i problemini piuttosto diffusi che hanno gli ultimi modelli e che fanno crollare il palco, o per lo meno incrinare.

Un po' snob si.. però preferisco cosi piuttosto che inizino a fare le cose solo seguendo quello che il mercato chiede al momento..
ii problemini speriamo che lo risolvino con i prossimi modelli..

K
klasse

Perchè al omento cosa stanno facendo?
Mica vanno in controtendenza, fanno quello che serve per restare sul mercato, punto e basta. Il formato di ruota è la prima cosa, il nuovo desing ogni due o tre anni è la seconda, la ricerca e sviluppo sui campi gara che poi il cliente richiede e segue la produzione.
Fanno quello che va fatto e deve essere fatto, che lo facciano bene o meno bene è la domanda da porsi.
Il posizionamento brand in italia è avvenuto solo dopo che Santa Cruz ha mollato il distributore in comune, quindi non è che fanno miracoli anche loro, fanno quello che va fatto, alle volte meglio altre peggio.
Di yeti ce ne sarebbero a centinaia in giro se il distributore non avesse avuto un marchio dominante come Santa Cruz sulla stessa lista di prodotti, di Santa Cruz fino a due anni fa ne vedevi a cammionate e a che prezzi, adesso c’è yeti, domani???
Posso solo affermare una cosa, fino a quando tutto era fatto in Colorado, certi numeri non si potevano fare, e l’eslusività del prodotto, non parlo di qualità perchè per me la qualità come termine non esiste, è troppo grande e diverso il suo significato, giustificava la rarità, quindi il prezzo, ma oggigiorno proprio no.

Haran Banjo
Haran Banjo

Grande, concordo in pieno
(e parlo da possessore di Yeti)

fafnir
tontarello

Ho la fortuna di avere sb6 e sb150 che utilizzo 2/3 volte la settimana alternativamente.
mai avuto di questi problemi.

Meglio per te! Io posso parlare solo per la 130

tylerdurden71

Maledetti, provi una Yeti e le altre diventano mezzi ordinari. Dovrebbero considerali come spacciatori 🙂

tylerdurden71

Maledetti, provi una Yeti e le altre diventano mezzi ordinari. Dovrebbero considerali come spacciatori 🙂

FOF
FOF

Producono in oriente perché tutti fanno così è perché vogliono darsi un tono… diciamo… “internazionale”… ceeerto… prematurata la supercazzola? O scherziamo? D’altronde sarebbe stato meno edificante rispondere: effettivamente lo facciamo perché così ci resta più grano per essere coooooollll…

freeco
freeco

E una domanda a proposito di questo? Le voci girano.. 😉
https://www.wsj.com/articles/yeti-cycles-pedals-toward-a-possible-sale-1522323900

pk71
pk71

Ma che dici mai?!?! lo fanno per passione…..

FOF
FOF

Tutto comprensibile… vendiamo finché qualcuno è disposto a pagarci la pensione ai Caraibi, spesso con buona pace del futuro di dipendenti, indotto e clienti che hanno creduto nel progetto. Questa è la vera tendenza e noi Italiani ne siamo maestri, abbiamo venduto la moda ai francesi, la manifattura ai cinesi, perfino l’arte agli americani… cosicché oggi siamo un paese di morti di fame disoccupati con una ex-classe imprenditoriale disponibile unicamente alla settimana bianca, quella si tutta nostrana. Questo testimonia unicamente quanto sia vuota di significato la presunta superiorità dei marchi più “blasonati”, tant’è che fra 10 anni degli attuali marchi ne esisteranno forse 1/3 e torneremo tutti a comprare la bici al supermercato, rigorosamente on-line. È solo la fine di un modello socio-economico? O forse siamo talmente assuefatti al cinismo liberista che parlare di etica e passione risulta beota? A mio parere la seconda che…

pk71
pk71
marco

ma che discorso è? Se fai quello che ti piace, ogni giorno di lavoro è un giorno di vacanza (pagata). Non per questo devi smettere di pensare al (tuo) futuro.

Poi ci sono i babbei che credono di sopravvivere con la "passione" senza avere un piano, idolatrati dai webeti, fin quando non finiscono in rovina. Chi invece ha successo e prima o poi incassa i frutti del suo lavoro, viene subito bollato come venduto.

La penso come te, se hai la fortuna di fare un lavoro che ti piace ogni giorno è "vacanza", e la penso esattamente come te anche quando parli del pensare al proprio futuro, aggiungo anche che conviene farlo al momento giusto ovvero quando il tuo brand tira.

Quello che volevo esprimere (e quello che mi da fastidio) è l'ipocrisia delle persone quando parlano della loro "missione" e "devozione" alla qualità e al servizio dei biker, della loro passione, amore, ecc. ecc. …….."perché io non lo faccio per me, ma lo faccio per te!"………

E poi (evidentemente ho la febbre e ti do ragione un'altra volta :-o), ci sono i webeti.

Credimi non intendevo bollarli come venduti………………..ma come ipocriti si.

fafnir
FOF

Parto dalla fine: per quale ragione non dovrei sapere cos’è l’etica? Non mi pare che tu mi conosca personalmente.
Proseguo facendoti notare che le grandi aziende (in termini di merito imprenditoriale) guidano il mercato, non lo subiscono, mutano con esso e si perpetuano nel tempo grazie alla tenacia e lungimiranza dei propri manager, facendo riferimento al tuo esempio: un manager alla guida di un progetto valido trova finanziatori e banche, evidentemente il loro progetto non ha tali caratteristiche o piuttosto loro non hanno più interesse a renderlo tale.
Concludo: hai ragione quando dici che vendere l’azienda non significa mandarla in malora, ma voglio farti questa domanda: scommetteresti sul futuro di qualcosa a te caro quando non sei più tu a gestirlo o governarlo direttamente? Non serve una risposta e senza farne una questione politica ti faccio notare che un signore che ha vinto un elezione di secondo piano lo ha fatto al grido di “American first”… e non “venture capital first”… probabilmente anche a casa Yeti qualcuno è preoccupato del proprio futuro…

Notte e lunga vita al Mag!

Secondo me fanno bene, sono arrivati ad un successo clamoroso di recente, per certi versi ingiustificato, e dal momento che la ruota gira fanno bene a voler ottenere il massimo del profitto dalla vendita del marchio nel suo periodo di maggior valore.
Quella di andare a lavorare col sorriso secondo me è una barzelletta, una leggenda.

Bald
Bald

solito commento da italiano.

lavoro = merda

fate ridere, anzi piangere.

sembola

nessuna azienda sopravvive senza vendere. ogni tanto sarebbe il caso di ricordarselo, così come che lo scopo delle aziende è quello di produrre profitti.

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motobimbo
marco

L'unica cosa certa è la morte.

e la mamma.

fafnir
marco

lasciamo stare la politica per favore? Ho già cancellato i messaggi in cui vi siete allegramente insultati, vorrei evitare di doverlo rifare.

In cui sono stato insultato* dopo un primo attacco velenoso senza senso, e per molto meno sono stato mandato in vacanza.

pk71
pk71
marco

Etica è lavorare per 30 anni ad un progetto come yeti, non mollare nei momenti di difficoltà, dare da mangiare a 60 persone/ famiglie, e pensare al futuro, il proprio compreso visto che nessuno ringiovanisce. Anche se venisse venduta e loro lasciassero spazio ad altri alla guida, cosa c’è di male, e perché dovrebbero essere degli ipocriti @pk71 ?

Trovo più ipocrita non mollare il timone a 80 anni, credendo di sapere far bene il proprio lavoro come a 40.

Ripeto, guarda Santacruz, Pinarello, Rapha, Assos, ecc. Tutte vendute dai loro fondatori ma che continuano a prosperare grazie a nuovi finanziamenti e nuove motivazioni.

Mettiamola cosi; se la cessione della società fosse definita, sarebbe più corretto dire "abbiamo lavorato con passione ed amore, quello che abbiamo fatto è stato fatto con l'obiettivo di fornire un prodotto competitivo e performante a costi relativamente accettabili. Ma siccome siamo imprenditori ed attualmente il trend dell'elettrico non ci appartiene, abbiamo deciso di spostare i nostri interessi nella produzione di forme di formaggio da competizione, lasciando la Yeti in ottime mani". Cosi mi parrebbe più corretto, non snaturerebbero la loro filosofia restando nella memoria di chi ha creduto nei loro prodotti. Sicuramente ho esagerato a definirli ipocriti, vediamo se e quando ci sarà la cessione come commenteranno l'evento.

motobimbo
pk71

Sicuramente ho esagerato a definirli ipocriti, vediamo se e quando ci sarà la cessione come commenteranno l'evento.

non lo commenteranno….troppo ubriachi sotto il palmizio ai caraibi al 6° margaridas alle 10 del mattino.

pk71
pk71
motobimbo

non lo commenteranno….troppo ubriachi sotto il palmizio ai caraibi al 6° margaridas alle 10 del mattino.

Dai sei troppo motobimbopessimista………e poi è risaputo, le migliori idee imprenditoriali vengono ai Caraibi. La dimostrazione sono io che. duro come un sasso di fiume, non sono mai andato ai Caraibi.

motobimbo
pk71

Dai sei troppo motobimbopessimista………e poi è risaputo, le migliori idee imprenditoriali vengono ai Caraibi. La dimostrazione sono io che. duro come un sasso di fiume, non sono mai andato ai Caraibi.

a me sembra in realtà che non tanto le migliori idee imprenditoriali ma il frutto delle medesime va in grossa percentuale ai Caraibi….nella fattispecie alle Cayman…. :smile:;-)

yura

Si va beh, siamo tutti professoroni a dire ciò che biosognerebbe fare e non fare (col kulo degli altri sempre eh), a lamentarci che i prezzi sono sempre troppo alti e che "se facessero pagare meno ne venderebbero di più e guadagnerebbero uguale se non di più" che manco il premio nobel dell' economia…e che qui e che la, poi però si legge di chi si accatta una Bronson nonostante sia a casa in cassa integrazione perchè "eccheccaxzo dovrò pur togliermi una soddisfazione no?" …voi citate Stigliz (chemmanco so chicaxxo sia) io cito uno ben più ALTO: "e parlen e parlen ma quanti parol, e chi che ghe l' ha dur e chi che ghel' ha mool"…(cit. D. Van de Sfroos)…torno a tacere….AMEN

😮

A

klasse Perchè al omento cosa stanno facendo? Mica vanno in controtendenza, fanno quello che serve per restare sul mercato, punto e basta. Il formato di ruota è la prima cosa, il nuovo desing ogni due o tre anni è la seconda, la ricerca e sviluppo sui campi gara che poi il cliente richiede e segue la produzione. Fanno quello che va fatto e deve essere fatto, che lo facciano bene o meno bene è la domanda da porsi. Il posizionamento brand in italia è avvenuto solo dopo che Santa Cruz ha mollato il distributore in comune, quindi non è che fanno miracoli anche loro, fanno quello che va fatto, alle volte meglio altre peggio. Di yeti ce ne sarebbero a centinaia in giro se il distributore non avesse avuto un marchio dominante come Santa Cruz sulla stessa lista di prodotti, di Santa Cruz fino a due anni fa ne vedevi a cammionate e a che prezzi, adesso c'è yeti, domani??? Posso solo affermare una cosa, fino a quando tutto era fatto in Colorado, certi numeri non si potevano fare, e l'eslusività del prodotto, non parlo di qualità perchè per me la qualità come termine non esiste, è troppo grande e diverso il suo significato, giustificava la rarità, quindi il prezzo, ma oggigiorno proprio no. Snob era riferito al fatto che yura Si va beh, siamo tutti professoroni a dire ciò che biosognerebbe fare e non fare (col kulo degli altri sempre eh), a lamentarci che i prezzi sono sempre troppo… Read more »

Mar-cello

A me fanno ridere quelli che parlano per quello che fanno gli altri
io se avessi un'azienda e me la valutassero bene inizierei a pensare
a come spassarmela per quanto mi rimane da vivere anche se spassarmela implica iniziare un nuovo percorso imprenditoriale ovviamente , e se fino ad allora ho dato da vivere a delle persone tanto meglio.
La seconda possibilità inizia quando capisci che ne hai una sola.

salukkio
fafnir

Quella di andare a lavorare col sorriso secondo me è una barzelletta, una leggenda.

Esattamente. Quando facevo l'attore porno, non ero sempre contento di girare scene di sesso per ore.
Ma il lavoro è il lavoro.

Mar-cello
salukkio

Esattamente. Quando facevo l'attore porno, non ero sempre contento di girare scene di sesso per ore.
Ma il lavoro è il lavoro.

beh se poi erano scene di sesso passivo era veramente impegnativo! 🙂 (si scherza eh! )

DoubleT
DoubleT

a me pare sempre la stessa solfa… vedo gente faccio cose… si va avanti così… se non c’è la faccio (perché mi costa tanto) prova ad andare da un’altra parte (ma quale parte se non la parte)
insomma per dire… che portare a casa la sera un tozzo di pane quando poi non si è tanto grandi è tanto ma tanto difficile
…quanti c’è ne sono di così