Intervista al dottor Superenduro Andrea Bruno

Intervista al dottor Superenduro Andrea Bruno


Abbiamo intervistato il campione 2010 di superenduro, un circuito di competizioni enduro piuttosto giovane ma che sta riscuotendo un notevole successo. Cerchiamo con l’aiuto di Andrea di capire meglio cosa sia il superenduro, senza privarci di un’occhiata più generale alla mtb italiana, nè in particolare al rider Andrea.

MTB-Forum- Per cominciare, perchè non ci racconti chi sei e come sei arrivato a correre in Superenduro?

Andrea Bruno- Ho 34 anni, sposato con Mara e papà di due gemelli di 2 anni, Rebecca e Thomas.
Sono laureato in Economia e nel Gennaio 2010 ho fondato la TRIBE Distribution che distribuisce in Italia Transition Bikes, i caschi Kali Protectives, i reggisella BlacX e le telecamere GoPRO per il settore ciclo.
Sono rider e team manager del Team Ready2Ride, fondato con Paolo Persich e Matteo Ganora.
Dopo tanti anni di Downhill ho provato il Superenduro. Non sono un gran pedalatore, ma, essendo un alpinista, la fatica mi piace e così nel Superenduro ho trovato il modo per mettere insieme l’esperienza maturata nella Downhill e nel 4X con la mia propensione a sforzi prolungati e alla mia “la fatica non esiste – attitude”.
(rido…)

MTB-Forum- Da giovane correvi in Bmx. La neonata MTB, inserendosi nel panorama sportivo del tempo, attirò su di sè parte dell’attenzione che prima era dedicata esclusivamente alla BMX, costringendoti ad abbandonare quest’ultima malgrado avessi ottenuto risultati importanti come la convocazione ad un mondiale. Come è successo?

AB- Semplicemente i costi erano più alti che nel BMX e non ho avuto possibilità di continuare.
In fondo non mi pesò così tanto perché per me scendere giù da una strada bianca con una bici front non era divertente come lo è ora sui percorsi moderni, con le bici moderne.
Aver praticato la BMX nell’età compresa tra i 7 e gli 11 anni, è stata però una scuola insostituibile.

MTB-Forum- Sei passato al Superenduro dopo aver portato la bandiera italiana ai mondiali di Livigno e dopo un 2006 che ti ha dato grandi soddisfazioni in DH, Perchè?

AB- Diciamo non è stato un passaggio programmato e, tra l’altro, è una evoluzione naturale per molti rider “in età avanzata” 😉
Scherzi a parte, la Downhill e il 4X ti forniscono un bagaglio tecnico al top.
Nell’enduro ci sono mediamente difficoltà più contenute, anche se da affrontare con bici meno performanti delle DH, quindi non per questo “banali”.
Nell’enduro, più che nella downhill, vincono 3 fattori fondamentali:
Consistenza: ovvero essere veloci sempre, in tutte le condizioni e su tutti i tipi di terreni
Costanza: meglio avere una andatura veloce sempre, che fare 100 metri da paura e poi cadere, sbagliare o scoppiare
Efficienza: essere forti pedalatori dove c’è da pedalare, o essere bravi piloti dove c’è da guidare.

L’importante è conoscersi, sapere DOVE bisogna esprimersi al meglio e sfruttare al massimo le proprie qualità. Difendersi dove si è più deboli. Io per esempio pedalo il minimo indispensabile per essere al top nelle parti guidate, cerco di guidare pulito, di limitare le frenate e i rilanci.


MTB-Forum- Com’è la situazione della Downhill in Italia?

AB- La situazione è quella che ci creiamo: aziende, atleti e federazione.
Gli sport vivono se ci sono risorse per eventi, gare, atleti e ritorni commerciali per le aziende.
Una cosa su cui credo tutti dovrebbero riflettere (e lo dico superpartis dal momento che oggi sono il principale sponsor di me stesso) è la qualità dei rapporti di sponsorizzazione (che io preferisco chiamare di collaborazione).

Questo vale da entrambe le parti: atleti e sponsor.

Finchè non avremo atleti messi in condizioni di fare i professionisti e sponsor che selezionino gli atleti e concentrino gli investimenti su pochi ma buoni, gli atleti che potranno crescere davvero saranno sempre meno perché i costi di una stagione sempre più alti.
Gli sponsor che avranno reali ritorni dai loro investimento anche, perché non selezionando non daranno una mano ad atleti professionali che portano un ritorno di immagine concreto.
Questo influisce anche sull’appetibilità del nostro sport per i più giovani, che non vedono la possibilità di farne un lavoro.

Oggi vedo molte “sponsorizzazioni” senza una vera ragione di esistere, che sono troppo povere per sostenere davvero l’attività di un atleta e d’altra parte non portano nulla allo sponsor. Allo stesso modo vedo che atleti che valgono, per risultati, comunicazione promozione, vengono trattati alla stregua degli altri.

MTB-Forum- In generale, quali sono le opportunità per un giovane e talentuoso biker di mettersi in luce in Italia? Senti che, da quando hai cominciato a correre tu, la situazione sia migliorata o peggiorata?

AB- La situazione è peggiorata.
Attirerò le antipatie di qualche lettore, ma magari aprirò gli occhi e stimolerò la giusta attitudine in qualcun altro.
Oggi una buona parte dei giovani che pensa di praticare questo sport ad alti livelli è molto più preoccupata di poter dire di correre in coppa del mondo e di chiedere sponsorizzazioni, che non di girare in bici e migliorare.

MTB-Forum- Puoi raccontarci brevemente come è fatta una gara di Superenduro? Chi vi può partecipare?

AB- Direi che vi può partecipare chiunque abbia una bici da 120 a 180mm di escursione.
Si compie un giro, dai 20 ai 45 km mediamente, dove pedalando si raggiungono le partenze delle prove speciali.
Questi “trasferimenti” devono avvenire entro un certo tempo massimo, pena una penalizzazione del proprio tempo pari al ritardo accumulato rispetto all’orario previsto dalla propria tabella di marcia.
Le prove speciali possono durare anche fino a 15 minuti e comprendono parti pedalate in piano o in salita. La discesa rimane normalmente predominante.
La somma dei tempi delle speciali decreta il vincitore.

Da un lato sono gare lunghe dove, rispetto alla downhill, si può recuperare un errore.
Dall’altro, i tempi sono a volte così vicini anche dopo 50 minuti di gara che il punto precedente è smentito dai fatti.

MTB-Forum- Cos’è che ti gasa maggiormente in questo tipo di competizioni?

AB- Fare le scelte tecniche giuste, anche quando sono difficili da fare.
Portare a termine una gara perfetta, senza errori, senza sbavature, nonostante tanti minuti di prove speciali e… vincere ovviamente.

MTB-Forum- Hai un tracciato preferito? Perchè ti piace tanto?

AB- Non mi piace nessun tracciato se scendo a vista.
Mi piacciono quasi sempre tutti dopo averli percorsi qualche volta.
Del Circuito Enduro mi piace da morire la SuperSauze a Salice e la 4° speciale di Sestri.
Mi sono divertito un mondo anche a Pogno, percorsi da urlo.
Se continuo ve le elenco tutte, perché non posso che parlar bene di Priero e San Bartolomeo per esempio.

MTB-Forum- Sei un grande appassionato di montagna. Quali sono gli sport invernali che ti piace praticare? Nella stagione fredda, ti affidi ad essi per tenerti in forma o cerchi comunque di passare gran parte del tempo in sella?

AB- Nella stagione fredda recupero un po’ di energie e cerco di passare tempo con la mia famiglia.
Da quando sono nati i miei figli ho limitato l’alpinismo propriamente detto, quindi cascate e alta montagna, ma continuo a praticare parecchio scialpinismo perché mi richiede meno tempo e mi tiene in forma.

MTB-Forum- Ed ora un paio di domande tecniche veloci in stile “le Iene”
Qual’è stata la tua prima bici?

AB- BMT Ellevi credo. Poi BMX Atala.

MTB-Forum- Tutti abbiamo fatto alla nostra bici od al nostro un equipaggiamento un upgrade del tipo “se lo provi non torni più indietro”. Nel tuo caso di cosa si tratta?

AB- Sulla bici in generale direi il Tubeless.
Sulla bici da Enduro, il reggisella telescopico.
Sull’abbigliamento, la ginocchiera soft.

MTB-Forum- Che casco usi in Superenduro? Usi il Leatt-Brace?

AB- Niente Leatt.
Casco Avatar della Kali. Un casco in fibra di Carbonio e Kevlar da 830gr in tg. M e un prezzo estremamente competitivo. Il miglior casco che abbia mai usato (ed ho usato di tutto).

MTB-Forum- Ci puoi mandare una foto del tuo garage e della tua bici da superenduro?


MTB-Forum- Come ti “vesti” per una gara di superenduro?

AB- Maglia intima tecnica
Pantaloni morbidi da Freeride con fondello
Guanti,
Ginocchiere e paraschiena soft
Casco integrale AVATAR e maschera
Scarpe flat
Zainetto con sacca idrica

MTB-Forum- Ti ringrazio molto per la tua collaborazione e ti auguro tanti altri
successi nelle stagioni a venire!