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Le bici dei Campioni del Mondo DH – 2ª parte

Le bici dei Campioni del Mondo DH – 2ª parte

10/01/2014
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10/01/2014

Autore: Francesco Mazza

Dopo la pubblicazione delle bici dei Campioni del Mondo di Downhill dal 1990 al 2000, ora è la volta delle bici dal 2001 fino al 2007.

Come nel precedente articolo, anche in questo, se pur in misura minore, abbiamo dovuto faticare per trovare foto di qualità decente, nonostante siano decisamente più recenti.

Nella prima fotografia vediamo la V-Process NV01 con cui Nicolas Vouilloz vinse la World Championship del 2001, che si svolse nuovamente a Vail, in Colorado (USA) come nel 1994.
V-Process fu una breve parentesi che vide Nico coinvolto personalmente nella proprietà del marchio e nella progettazione della bici. L’intero progetto nacque dalle ceneri del marchio Sunn, che chiuse i battenti per bancarotta a fine 1999. A inizio 2000 Max Commençal, ex presidente di Sunn, fondò Commençal Bicycle, mentre Vouilloz realizzò la prima V-Process NV00 (acronimo di Nicolas Vouilloz 2000), con cui corse la stagione 2000. Nico per questo progetto si tenne ben stretti i preparatissimi collaboratori del settore tecnico del factory team di Sunn, tra cui anche il preparatore delle sospensioni Sunn, un certo Olivier Bossard. Bossard, dopo aver costruito per anni forcelle e ammortizzatori marchiate Sunn, iniziò a produrre sospensioni per la V-Process con il suo marchio BOS, fondato a fine ’99, immediatamente dopo la bancarotta di Sunn.

Vouilloz VProcess NV01 2001

Nel 2002 i mondiali si svolsero a Kaprun, in Austria. Nico vinse il suo settimo e ultimo titolo con la V-Process NV02, prima di ritirarsi dal mondo della MTB come protagonista assoluto, tuttora detentore del record di titoli vinti, e dedicarsi all’altra sua passione: i Rally automobilistici. Lo seguì il suo amico Bossard, che abbandonò provvisoriamente i suoi progetti di sospensioni di MTB per dedicarsi a tempo pieno a quelle di auto da Rally. Bossard tornò a costruire sospensioni per Mountain Bike nel 2007, mentre Nico, già dal 2006 rientrò nel mondo della DH, unendo il suo know-how a quello di Lapierre, per realizzare la prima linea Gravity dell’azienda di Digione. Tuttora Nico si occupa della progettazione e sviluppo del settore MTB di Lapierre, con cui ha anche ricominciato a correre la Enduro World Series.

Vouilloz VProcess NV02 2002

Se 2001 e 2002 furono gli anni di transizione tra la DH degli albori e quella che si apprestava a essere la DH moderna, il 2003 segnò sicuramente l’inizio della nuova era. I tracciati diventavano sempre più impegnativi e le biciclette cominciavano ad avere geometrie ed escursioni di quelle odierne. I mondiali si svolsero sul Monte Tamaro, nella Svizzera Italiana, con un’affluenza di pubblico davvero spaventosa. La vittoria andò a un giovane Greg Minnaar, in sella alla Haro DHR, bici con sistema Horst decisamente molto simile alla Intense M1 dell’epoca, ma più leggera e con qualche centimetro di escursione in meno. Dopo 3 anni di militanza in Orange, di cui due proprio nel glorioso team Global Racing di Martin Whiteley, Greg fece questa vittoriosa parentesi con il marchio californiano nella sola stagione 2003, facendogli conquistare i colori iridati, per poi diventare per 4 stagioni il portacolori del team Honda G-Cross e in seguito entrare nel Santacruz Syndicate di Rob Roskopp, del quale fa parte tuttora.

Minnaar Haro DHR 2003

Nel 2004 fu  il francese Fabien Barel a vincere il titolo iridato. L’ex “enfant prodige” del team Sunn, già Campione del Mondo Junior nel 1998 a Mont Sainte-Anne, in Canada, dopo la chiusura di Sunn approdò inizialmente a GT per un paio di stagioni, in seguito a MSC per il 2002, per poi stabilirisi per ben 5 anni nel team Kona-Clarks-Les Gets. E fu proprio in sella a una Kona Stab, con la prima Marzocchi 888 della storia, che Fabien vinse nel 2004. Una vittoria significativa conquistata in madre patria, nella rinomata località di Les Gets, per altro main sponsor del team.

Barel Kona Stab 2004

Barel era decisamente nel suo periodo di forma migliore e nel 2005 raddoppiò, vincendo nuovamente la maglia iridata in Italia, nel bellissimo evento organizzato a Livigno. La Kona Stab di Fabien recava in bella vista sulla livrea le bande iridate del titolo vinto l’anno precedente e montava un prototipo della Marzocchi 888 RC2X del 2006.

Barel Kona Stab 2005

Il 2006 verrà ricordato ancora a lungo per l’affermazione di uno dei più emblematici campioni della Downhill mondiale: l’australiano Sam Hill.
Hill entrò a far parte del team Monster Energy – Iron Horse – Mad Catz già dalla sua fondazione nel 2003, anno in cui il giovane autraliano vinse il suo secondo titolo iridato Junior. Discepolo e amico del compagno di squadra dell’epoca Nathan Rennie, altro campione australiano dalla guida veloce e aggressiva, Hill presto superò il maestro e si avvicinò al titolo Elite sia nel 2004 con un bronzo che nel 2005 con un argento. Il 2005 fu il primo anno in cui il team corse con la Sunday dotata di DW-Link, in luogo della precedente SGS DH con sistema Horst. Fu appunto nel 2006 a Rotorua, in Nuova Zelanda, che l’australiano centrò l’obiettivo guadagnando il suo primo titolo mondiale Elite in sella alla sua Iron Horse Sunday Factory.

Hill Iron Horse Sunday 2006

Il 2007 fu una stagione letteralmente gloriosa per Sam Hill. Vinse quasi tutte le gare del circuito World Cup, aggiudicandosi la Overall, ovvero la classifica generale di circuito. A Fort William, nel Regno Unito, si aggiudicò anche la World Championship in sella alla sua Iron Horse Sunday Factory, che per l’occasione fu dipinta da Troy Lee Designs di una bellissima livrea che richiamava i colori della bandiera australiana. Da qui partì l’attuale trend di creare, in occasione dei Worlds, delle colorazioni particolari per le bici, intonate alla bandiera della nazione di appartenenza di ciascun pilota.

Hill Iron Horse Sunday 2007

Appuntamento a settimana prossima per l’articolo in cui pubblicheremo le bici dei Campioni del Mondo dal 2008 al 2013. Non perdetevelo!

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RobeGagli90
RobeGagli90

nel 2003 Greg Minnaar fu Campione del Mondo con la Haro (copia del intense).

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Ho ricontrollato ed il 2003 era proprio la stagione (l’unica prima di passare a Honda) di Minnaar in Haro. Mi ricordavo fosse la stagione successiva e che nel 2003 avesse vinto ancora con Orange. Il fatto grave è che i Worlds del 2003 li ho visti dal vivo al Tamaro. Sto proprio invecchiando! 😀
Correggo subito l’articolo, grazie!

cit
cit

Ti faccio correggere di nuovo l’ aricolo.
La Haro dhr era un’ Intense. La usarono anche nel team l’ anno prima.
Ti allego una foto del loro meccanico di quel periodo (recentemente scomparso) ritratto vicino alla bici (notate il foglio di carbonio a proteggere il mono!)

http://www.mbaction.com/Main/News/Johnny-Roy-Bottema-Joins-Earthquake-Jake-On-Heaven-6246.aspx

EDIT: ho postato il link, come faccio ad aggiungere la foto al commento?

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Non penso sia da correggere. Di fatto la Haro DHR del 2003 non era la stessa bici della Intense M1 2003. Era molto simile, con meno escursione e poco più leggera.
La Haro DHR del 2003 era praticamente identica al prototipo di Intense M1 a cui era ispirata, ossia quella del 2001 con cui correva il team Intense, ma che non andò mai in produzione. Anche nell’articolo che hai linkato si parla di prototipo. Era una sorta di “passaggio intermedio” tra la vecchia Uzzi DH e la prima M1 con giunto Horst del 2001/2002 (prima usava un Single Pivot indiretto). Si può dire che la Haro DHR sia praticamente lo stesso telaio di questo prototipo, quindi probabilmente Intense ha ceduto questo progetto a Haro, dato che già stava producendo da tempo la M1 con triangolo anteriore interamente monoscocca. Non ho trovato dati sufficienti a definire se fosse Intense a costruire la DHR per Haro o se Haro la producesse con le sue risorse dopo aver acquisito il progetto da Intense.

teoDH
teoDH

Tempo fa lessi un’intervista a Steber, dove diceva che Haro era l’unica a costruire da se il telaio su concessione, mentre Giant e Mongoose compravano i telai già fatti da lui… Due anni fa ho pututo anche vederne uno dal vivo in quel di Morzine…

Frenk, ti stimo per questa botta di cultura DH che stai dando… sarebbe bello fare un pezzo su Palmer, dopotutto, anche se non ha mai vinto un mondiale e nemmeno una coppa, è forse un mito quanto Nico…

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Grazie Teo, sia per la stima che per il dettaglio circa l’intervista a Steber, che ci porta a una conclusione sul discorso Haro.
Per quanto riguarda Palmer, avrà presto un articolo tutto dedicato a lui. Già lo apprezzavo nei VHS di snowboard, ancora prima che approdasse alla MTB!

cit
cit

No problem, ricordavo male.
Aspetto anch’ io lo speciale su Palmer, da fiero ex-possessore di Specy fsr dh.

cit
cit

Pare anche a me che corresse con la Haro/Intense nel 2003. Tra l’ altro, secondo me, fu lo stato dell’ arte del progetto M1 di Intense.

alcos
alcos

Iron Horse Sunday bellissime!
ma nel 2007 Sam Hill e soci correvano con le dt swiss EX 1750? sarebbero ruote da enduro!! 😛

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Prodotte anche con mozzo da 150mm appositamente per le bici da DH. Ti posso confermare che risultavano più robuste di quelle che dovevano essere le ruote specifiche da Gravity di casa DT-Swiss, ossia le FR-2350. 😀

simo89
simo89

Davvero…veramente stupende!!!

dangerousmav
dangerousmav

Giusto boomer! Ricordo anche io così…

KATARRUSO
KATARRUSO

Mamma mia le lacrime mi vengono.
Se la Mtb fosse diffusa in Tv come la bici da strada,
sentiremmo un sacco di aneddoti.
Quando c’è una corsa su strada ti dicono cosa ha mangiato il corridore a colazione, che colore di mutande porta, dove si allena ecc.
Nella Mtb quasi zero, e nelle discipline gravity o BMx un velo di silenzio….
Mi piacerebbe che la diffusione di un settore del ciclismo con una certa storia sia anche trattato dal media mainstream.
E non letto una volta all’anno.

Non ci saranno i numeri o volumi di utenza della bici da corsa o del calcio. Ma c’è una storia e ci sono le gare. Per quanto tempo la Rai le nasconderà ancora sotto il tappeto?

Carissimo
Carissimo

La sunday sembra una bici uscita l’anno scorso.. incredibile quanto era avanti a mio parere

A tutta birra!
A tutta birra!

Articolo molto bello come il precedente, pieno di ricordi come per chi come me fa dh da quando la dh esiste. Suggerimento: mi piacerebbe che nell’articolo della prossima settimana ricordaste anche il mondiale vinto da Ancillotti!

Sbalchi
Sbalchi

Ma sbaglio o il telaio della V process è praticamente identico all’Ancillotti?

StePit
StePit

da circa due anni ho sotto le chiappe una kona Stab Supreme Fabien Barel Replica….gran mezzo…vestita 1 po di pezzi che avevo…tipo la shiver all’anteriore(che forcella!!!) ….si…pesera’ sto mezzo (la mia 19,4kg completa) ma…….un amico l’ha dovuta usare a una tappa del gravity race tempo fa al posto della sua summum a cui si crepo’ il movimento centrale….beh….mi disse…si pesera’ un po…..ma spiana tutto!!!!Fabien Barel geometry!!! 😉

un consiglio x quelli che si vogliono avvicinare alla dh:non seguite le mode…non spendete i soldi per un mezzo dell’ultima generazione….cercatevi qualche bell’affare coi questi mezzi,anni 2006-2009..che tanto il limite sarete voi e non il mezzo!!!! …..e poi sara’ anche piu bello stare avanti agli amici che hanno la V10 carbon ecc ecc quando voi magari sotto le chiappe avete una “vecchia e fallita” Iron Horse Sunday 😉

markino
markino

Bellissima anche questa seconda parte! ..ricordo anch’io la fantastica gara ma soprattutto pista incazzo sismica del 2003 al Tamaro! Grande Greg!!! Me lo ricordo ancora ora! Giovanissimo, altissimo e magrissimo! Ma era sceso come un razzo!
Le ruote di Hill è vero le ex1750 erano come quelle da dh, ma come quelle da dh si bozzavano come il burro, infatti in foto si vede la posteriore bozzata! Ahahah!
Si in effetti è vero che il v process sembra il triangolo anteriore una sorta di dhp, bisogna però vedere se non sono loro che hanno copiato noi italiani, non lo so..mah..cmq io se non erro ricordo un primo v process senza il numero 2..un modello più primordiale e poi è uscito questo 2 o mi sbaglio?

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Più che altro direi che V-Process si è ispirata alla Sunn Radical Plus da cui deriva, che ha utilizzato il doppia culla dal 1998, mentre in Italia questa tecnica costruttiva è stata utilizzata dal 2002 in poi, se la memoria non mi inganna.
Per i modelli delle V-Process, come indicato espressamente nell’articolo, i nomi erano NV00 (corrispondente all’anno 2000), NV01 (anno 2001), che è chiaramente visibile in foto in questo articolo, e NV02 (anno 2002) che presumo sia quello che tu chiami “2” in questo articolo.

JeromeDH92
JeromeDH92

Bellissime!

Varne
Varne

Voglio una Sunday!

rockarolla
rockarolla

Sbagli!! Esteticamente è simile, per via del telaio a doppia culla con castelletto reggisella, ma la V-Process è un monocross diretto (ovvero carro con un solo infulcro e ammo azionato direttamente da esso) mentre le Ancillotti sono monocross assistite con la particolarità di avere un azionamento di tipo pull-shock (ovvero l’ammortizzatore è attuato da due leverraggi collegati al carro principale, leveraggi che anzichè essere spinti vengono tirati).

markino
markino

si ankio mi sono dimenticato (lo davo per scontato) di dire che si vede lontano un kilometro che non è un pull shock ma ben’altro, ma in effetti la doppia culla assomiglia molto al vecchio dhp..bisognerebbe sapere in che anno è uscito il primo dhp..

teoDH
teoDH

Ho un’amico che ha ancora il sunday oro, come quello di hill del 2006… in questi anni di bici da DH ne ho usate tante, ma quella rimane in cima alla lista delle mie preferite!

Mirko bru
Mirko bru

Scusate l’ignoranza ( all’epoca pedalavo solo su asfalto e non seguivo la mtb) ma come è possibile che Sunn che sia fallita e che due suoi dirigenti abbiano creato due aziende di successo?
Il presidente Commencal ne avrà avuto qualche responsabilità o no?
Qualcuno mi può raccontare la vicenda di Sunn?
Grazie
Ciao

m@urix

Mi permetto di lanciare un idea, sarebbe bello se insieme ad ogni bici si potesse mettere una mini tabellina con peso, escursione, prezzo di vendita al pubblico e curiosità del genere, in modo che alla fine si possa vedere anche l’andamento negli anni di questi piccoli particolari! 😉

Io l’ho buttata li ma purtroppo non ho abbastanza memoria storica per farlo e non saprei neanche dove cercare…

Secondo me la sunday ancora adesso rimane la più bella bici da DH mai progettata e probabilmente anche una delle più efficaci considerando come la faceva andare Hill.

panzer division
panzer division

azz io c’ero al Tamaro nel 2003….. bei ricordi…. già 11 anni son passati…..

tagliatelle
tagliatelle

bellissimo articolo. la Sunday e la Stab le mie preferite