Le bici dei Campioni del Mondo DH – 1ª parte

Le bici dei Campioni del Mondo DH – 1ª parte

03/01/2014
Whatsapp
03/01/2014

Autore: Francesco Mazza

L’appuntamento di oggi con la rubrica Amarcord è dedicato alle biciclette che hanno segnato, come pietre miliari, la storia della Mountain Bike mondiale. Stiamo parlando delle biciclette che hanno portato i loro piloti a salire sul gradino più alto del podio, nell’evento più importante di ogni stagione di MTB: il Campionato del Mondo Downhill.

Spesso le foto a disposizione negli archivi web non sono di buona qualità,purtroppo. Abbiamo selezionato le migliori, sperando che rendano ugualmente giustizia alla bellezza di questi gioielli di tecnologia di ciascuna epoca.

La prima MTB è la Miyata Koga dello statunitense Greg Herbold, che nel 1990 vinse i primi MTB World Championship della storia, che si svolsero a Durango, in Colorado (USA). Come possiamo vedere, le MTB di quegli anni non avevano ancora una identità separata tra DH e XC, difatti erano parecchi gli atleti che, con la stessa bicicletta, prendevano parte alla gara in entrambe le discipline.

Herbold Miyata Koga 1990

Il secondo Campionato del Mondo si svolse in Italia nel 1991, più precisamente al Ciocco, nel comune di Barga (LU). A vincere fu lo svizzero Albert Iten, su MTB Cilo con sospensioni ATZ sia all’anteriore che al posteriore. In quello stesso mondiale, un giovanissimo Bruno Zanchi conquistò il titolo di Campione del Mondo Junior.

Iten Cilo ATZ 1991

Nel 1992 i Worlds ebbero luogo a Bromont, in Canada. La vittoria andò all’americano Dave Cullinan su Iron Horse FS Works, che altro non era che una Sintesi Verlicchi DH con sospensioni Marzocchi, rimarchiata dal brand statunitense. Anche Kona all’epoca rimarchiava la stessa bicicletta, montata allo stesso modo. Tuttavia il nome legato all’impresa iridata lo acquisì Sintesi, come detentore del progetto, che infatti dalla stagione successiva chiamò quel modello Sintesi Bromont, dal nome della località dell’evento.

Cullinan Iron Horse FS Works 1992

Il 1993 fu l’anno dei famigerati mondiali di Mètabief, Francia. Un tracciato all’avanguardia e un folto numero di iscritti videro la crescita della disciplina. Ad affermarsi fu un atleta statunitense sconosciuto ai più, proveniente dal BMX, da cui importò i pedali flat accoppiati alle scarpe da skate. Il suo nome è Mike King e fu il primo atleta con i flat in una competizione internazionale: qualcosa cominciava a cambiare. King si presentò alla gara con una sconosciutissima bici Balance, che era il marchio per cui correva in BMX, conosciuto oltreoceano ma non altrettanto in Europa. Si trattava di un Single Pivot con infulcro decisamente molto alto. Il setting particolare di King tradiva la sua provenienza dal BMX: sella molto bassa e manubrio alto, pedali flat per l’appunto e gabbietta artigianale al posto del deragliatore, come guidacatena per corona singola!
Nota – Viste le difficoltà iniziali a reperire una foto della Balance di King, si è mosso in nostro aiuto Francesco Maggiorelli di Mountain Bike World, che ci ha gentilmente inviato la scansione di questa foto da un giornale dell’epoca. Grazie!

King Balance 1993

Nel 1994 si torna in Colorado, più precisamente a Vail, per la quinta edizione dei Campionati del Mondo Downhill. La vittoria va al francese François Gachet, che guidava una stupenda e ancora rudimentale Sunn Radical: la prima di una lunga serie di vittorie iridate per il marchio francese di MTB.

Gachet Sunn Radical 1994

E a proposito di lunga serie di vittorie iridate, approda alla categoria Elite il Campione del Mondo Junior Nicolas E.T. Vouilloz, vincendo il primo dei suoi 7 titoli mondiali da Elite. Siamo a Kirchzarten nel 1995 e Nico corre su una GT LTS Team.

Vouilloz GT LTS Team 1995

Nel 1996 a Cairns, Australia, Nico conquistò il suo secondo titolo iridato da Elite, sempre a bordo di una GT LTS-1, dove fece la sua comparsa una delle prima forcelle da DH a doppia piastra della storia, una Rock Shox Judy DHO.

Vouilloz GT LTS-1 1996

Nel 1997 Nico cambiò squadra, passando a Sunn, ma non cambiò la sua indole di vincitore. Con la Radical, montata con sospensioni Sunn, a Chateau d’Oex in Svizzera E.T. conquistò il 3° mondiale da Elite di fila e passò alla storia. Ma fu solo l’inizio.

Vouilloz Sunn Radical 1997

Per la stagione 1998 Sunn apportò alcune modifiche strutturali al telaio, che diventò doppia culla, ma conservò la tipologia di sospensione, rivista e affinata. Questa nuova versione prese il nome di Sunn Radical Plus e portò Vouilloz a vincere il suo 4° titolo consecutivo a Mont Sainte-Anne, Canada.

Vouilloz Sunn Radical+ 1998

Sunn fu in costante evoluzione, forte delle vittorie di Nico ma anche delle maglie iridate di Anne Caroline Chausson e dello Junior Fabien Barel, oltre ai brillanti risultati in World Cup di tutta la squadra, della quale fecero parte inoltre Cedric Gracia e Mickael Pascal. La Sunn Radical Plus del 1999, con cui Vouilloz vince i Worlds di Åre, in Svezia, subì ancora modifiche. L’ammortizzatore venne messo in posizione verticale sotto al telaietto reggisella e non più in diagonale ancorato al tubo obliquo.

Vouilloz Sunn Radical+ 1999

Nel 2000 in Spagna, a Sierra Nevada, ci pensò l’americano Myles Rockwell a interrompere la fortunata e meritata serie di vittorie di Vouilloz. Rockwell si aggiudicò la maglia iridata su una Giant ATX-One DH, davanti a un giovane Steve Peat, al suo primo podio di un Campionato del Mondo.

Rockwell Giant ATX-One DH 2000

Non perdetevi il secondo appuntamento di questo articolo, programmato per venerdì prossimo, con le bici dei Campioni del Mondo dal 2001 al 2007, da Nico Vouilloz a Sam Hill.

Devi fare il Login per commentare
  Sottoscriviti  
Più nuovo più vecchio più votato
Notificami
g0ldr4k3
g0ldr4k3

e’ molto bello vedere l’evoluzione dei telai, delle geometrie in questi anni! grazie per l’amarcord!!!
ps la cosa che mi ha colpito di piu’ sono state le guarniture…

compudario
compudario

Adoro questi articoli, bellissimo.

lucal82l
lucal82l

E pensare che una volta un piccolo negozio della mia zona voleva vendermi una front Balance…

thegiampi
thegiampi

Interessantissimo, grazie

Collasso
Collasso

Complimenti per l’articolo, veramente bello ed interessante vedere che evoluzione hanno fatto in 10 anni amo,telai e tutto il resto.
Bravo @Francesco Mazza

Muca
Muca

Mi posso vantare di aver visto dal vivo i mondiali del Ciocco e di avere foto con autografo di Greg “Eightball” Herbold!!!
Oltre a quella del mito Tomac!
Averli visti correre, e vincere, con bici del genere mi aiuta a non correre dietro a tutte le “pseudo” innovazioni tecnologiche che ci propongono gli esperti di marketing

michele 469
michele 469

Wow bellissimo articolo, che ricordi!!! A parte le prime ma dal 97 me le ricordo tutte ! Compreso quando in sunn usavano la telemetria per tarare le sospensioni!!!

swenstuder768

King non vinse con quella BALANCE, quello era il modello commercializzato l’anno successivo, qui si intravede la bici del mondiale: http://www.2010gravityteam.it/Public/data/kristian/20081216151419_fotografie1%20041.jpg

Marco Toniolo
Marco Toniolo

cit.
King si presentò alla gara con una sconosciutissima bici Balance, che era il marchio per cui correva in BMX. Di questa bici si hanno tuttora pochissime informazioni, tanto che non siamo stati in grado di trovare una foto del modello esatto. Questa in foto è una versione di quella bici di un paio di anni più recente. Il caratteristico carro formato dall’adattamento di una forcella Manitou era presente anche sulla bici di King.

swenstuder768

La BALANCE di King ai mondiali era un modello monocross a carro rialzato con ammortizzatore ad aria (probabilmente FOX) e forcella ProForx, lo stesso che aveva usato per tutta la stagione.
Balance era sconosciuto da noi ma era conosciuto negli USA come produttore di BMX.

Marco Toniolo
Marco Toniolo

ho capito, ma se leggi quello che ti ho citato, le motivazioni della foto sono chiare: non se ne trovano della bici usata in gara

cit
cit

Per ora è l’ unico reperto trovato dei worlds del ’93. Se non sbaglio iniziano proprio con l’ arrivo del nostro Karamell.

http://www.youtube.com/watch?v=caZ6ZiMuqg0

cngracing
cngracing

il primo che arriva nel video è Corrado Herin

Kakkola
Kakkola

Che tenerezza! Sembrano foto di 50 anni fa, invece ne sono passati poco più di 20 (al massimo, in alcuni casi molto meno). Certo che l’abbigliamento era davvero poco fashion! 😀

michbg31
michbg31

Articolo fantastico! Non vedo l’ora del numero 2

Carissimo
Carissimo

le bici non si possono davvero vedere 🙂 io che pensavo che le mtb fossero nate già così 😀

Cris89
Cris89

Bellissimo articolo!!!
Massimo rispetto a tutti quelli che correvano con queste bici!!!

ymarti
ymarti

Tanta roba! Bravo frank

Clo1967
Clo1967

Bellissimo grazie buon anno

marco62
marco62

ma la sintesi e uguale alla mia carraro 466 ???

cit
cit

Si, o quasi. Ricordo che carraro modificava leggermente la zona sella.
Comunque era diffusissimo, oltre alle citate ironhorse e kona c’ era anche diamondback.

sunsetdream
sunsetdream

Nei primi anni 90 lo stupore per le bici da dh era fortissimo. La mtb era agli albori non solo in Italia e ogni novità era accolta con curiosità e meraviglia. Chi ha corso in quegli anni ha potuto provare la vera “anteprima” delle innovazioni..ricordo ancora le discussioni fra chi difendeva le rigide e chi si poteva permettere le prime forcelle ammortizzate e le decantava come pazzesche in discesa ma penalizzanti in salita..nascevano i primi pedali spd..insomma nasceva tutto e tutto era una scoperta e un’invenzione. E’ bello vedere oggi cosa hanno creato le invenzioni di ieri..complimenti bel l’articolo..aspetto con curiosità le bici da cross country.

FRANCO GAZZANI
FRANCO GAZZANI

che fantastico programma!amo leggere queste storie!!!!

mondo strano
mondo strano

Fantastica rubrica, ma mi fà sentire vecchiiioooooo ! in quei anni sognavo la gary fisher rs1!

Giovanni dh
Giovanni dh

Bellissimo complimenti, nn vedo l’ora che esca la seconda parte

Paolo M.
Paolo M.

Voglio pensare che i percorsi DH di una volta erano meno hard di quelli di oggi-giorno,
altrimenti i rider di oggi con le superbike che si ritrovano sono delle mmerde in confronto
ai vecchi rider!

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Ringrazio tutti per i complimenti. È veramente bello entusiasmarsi nel ripercorrere insieme la storia del nostro sport preferito.
Purtroppo non è così per tutti. Un plauso particolare va all’ignoto personaggio che sta dispensando voti negativi a chi si complimenta per l’articolo. Siamo qui per divertirci… ricordiamocelo! 😀

Mauro Sem
Mauro Sem

Sono stato maldestro e mi è scappato un voto negativo……………..
Ricordi bellissimi…….io ho iniziato a pedalare nel 1989 e acquistare i primi SPD ……le prime “corna” per il manubrio…..tutto molto emozionante (e costoso….).
Ho avuto anche la Bromont nel 95…..tutto bello…..e prima ancora una rigidona alla quale avevo messo una fork Bergman (erano Bergamaschi…..) ad elastomeri e pure bloccabile meccanicamente……..
Ce ne sarebbero da raccontare…….

zeppelin
zeppelin

..fantastica la Cilo del ’91 con quella mostruosa guarnitura quadrupla!

AM2
AM2

Scusate, un voto negativo mi e scappato a me, come faccio a cancellarlo?

angrec
angrec

mi accodo!!!! ho pensato, “clicco in parte al – e uscirà l’elenco di chi ha dato i voti negativi”… CHE TONNO!!!!!

200mm
200mm

Fa rabbrividire con quali bici scendevano 20anni fa…

coreyfri603
coreyfri603

Però sarebbe bello vedere un confronto sullo stesso percorso tra due bici una di queste e una recente e farle guidare dallo stesso pilota .Ho paura che una bici di queste però non riesca a scendere senza dover scendere di sella .I percorsi una volta erano più fatti per pedalare che per buttarsi giù a capofitto dalle pietraie che ci sono ora in coppa del mondo ..

cit
cit

Lo fece tuttomtb anni fa, attorno al 2004, con Bonanomi. Le bici furono la scott/ancillotti e la intense M1. Il percorso fu quello di allenamento del Bona.
Il risultato non era così diverso. Ora, però, la dh ha subito un ulteriore evoluzione. Spero che @Francesco Mazza analizzi.

ci-clo
ci-clo

Chi mi sa dire che caratteristiche avesse la forcella della Sunn Radical plus degli anni 97, 98 e 99? Marca?

cit
cit

Marca obsys, ovvero Bossard di bos!
Ricordo la doppiapiastra da xc a steli rovesciati in carbonio, perno da 20mm (o più) e attacco integrato… 40mm di corsa però!

All’ epoca sunn era una potenza,, forse troppo. Si dice fosse questo il motivo del suo fallimento. Troppe spese.

Francesco Mazza
Francesco Mazza

La marca della forcella era Sunn, mentre Obsys era il nome del modello. Il creatore era proprio Olivier Bossard, che ai tempi era un dipendente di Sunn Bikes.
Ho già inserito ulteriori dettagli su questo argomento nell’articolo che uscirà settimana prossima.

cngracing
cngracing

A Il Ciocco 1991 Iten corse con una Cilo senza la sospensione posteriore, quella in foto è di Philippe Perakis

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Si, quella in foto dovrebbe essere proprio la bici di Perakis al Ciocco, ma essendo totalmente uguale a quella normalmente utilizzata da Iten, di cui non ho trovato traccia negli archivi web, direi che rende bene allo scopo.
Sul fatto che Iten avesse utilizzato la Cilo in versione Front invece che Full (la modifica era attuabile in poche mosse) ho trovato documentazioni contrastanti. Alcuni parlano di Front e altri di Full. In ogni caso non ho trovato traccia di una foto rappresentante una Cilo montata in versione Front, quindi ho utilizzato questa, senza specificare in che versione fosse stata utilizzata, dato che purtroppo non ho trovato conferme a riguardo.

xzy
xzy

Interessantissimo. Una cosa che salta agli occhi è che prima le bici erano molto diversificate tra loro, oggi invece c’è molta più omogeneità, sia come forme che come tecnologie… quello che cambiano molto oggi sono gli adesivi ^^

sunsetdream
sunsetdream

Esattissimo. Ogni bici era unica e diversa completamente. Erano tutte modelli sperimentali, che hanno poi gettato le basi per le bici di oggi. Anche le bici da cross country erano tutte diverse una dall’altra (anche se meno evidenti).

Sebabbeo
Sebabbeo

1997…. anche anno della doppietta xc pallhuber pezzo… dbr e gary fisher… ah che tempi 🙂

amarone
amarone

Francesco, e la bici della nostra Giovanna Bonazzi che vinse al Ciocco? Ricordo che la esibì al pubblico durante i mondiali del 2008 in ValDiSole.
Insomma è l’unico titolo senior italiano in discesa, o mi sbaglio?

amarone
amarone

Francesco, mi correggo: mi pare che la Gio vinse anche a Métabief nel 93, vale a dire che è l’unico atleta italiano che abbia vinto la Dh senior, però due volte.
Mi confermi?

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Giovanna Bonazzi ha vinto nel 91 e nel 93, mentre nel 94 e 95 è arrivata terza. Dei risultati internazionali degli atleti italiani in DH ne parleremo in una futura puntata.

amarone
amarone

Ok Grazie.
Ottimo articolo, non solo per il confronto tecnico col passato, ma anche perché così ricordiamo gli atleti, cioè le persone.
Ciao!

Francy 82
Francy 82

Ricordo una “Adrenalina” del Garda primissimi anni 90 vinta se non ricordo male dallo Svizzero Perakis con la stessa Cilo con forcelle ATZ di cui avete pubblicato le foto.Allora lui sfoggiava anche le primissime protezioni della Dainese e noi tutti li a sbavare . Ovviamente ,Ia maggior parte dei concorrenti aveva bici da cross country rigide come la mia trek…che tempi ! Dovrei avere da qualche parte foto di quel periodo e anche di quella gara vedo di ripescarle. Complimenti per l’articolo.

Thomas Miller
Thomas Miller

È bello ripercorrere la storia di questo fantastico sport. Questi articoli ci vorrebbero sempre

Emiliano Barbi
Emiliano Barbi

Bellissimo topic, ma a me fa l’effetto opposto che ai più.

Mi viene da dedicarlo a quelli che ‘oggi è tutto marketing’ e ‘quelli si che erano bei tempi’: capisco che all’epoca fossero all’avanguardia ma a me l’idea di scendere su questi trabiccoli non mi sembra per nulla divertente.

L’innovazione ha fatto passi da gigante in questo campo, e pure all’epoca c’erano quelli che mugugnavano che della forcella ammortizzata non ce ne fosse bisogno e che tanto quello che conta è il manico.
E magari sono gli stessi che mugugnano oggi sulle sospensioni elettroniche o le bici elettriche, di solito certe tendenze con l’età peggiorano pure 🙂

Marco Toniolo
Marco Toniolo

Condivido in pieno.

sunsetdream
sunsetdream

Concordo in pieno. La discussione più frequente era proprio fra chi era convinto dell’utilità/inutilità della forcella ammortizzata! Diciamo che si discuteva sui “fondamentali”..pazzesco e normale, tutto stava nascendo.

ghostdavid
ghostdavid

ma che discorsi sono? Lascia perdere chi mugugna. All’epoca le bici erano quelle e se volevi fare MTB ti divertivi ( e ti divertivi sul serio! ) anche con una rigida. Sono d’accordo che oggi c’è più versatilità ma chi l’ha stabilito che occorre un carro armato con 180 di escursione per divertirsi?

sunsetdream
sunsetdream

Corretto. C’era quello, scendevi con quello (se te lo potevi permettere, ed erano ben pochi chi se lo potevano permettere). Il divertimento c’era e c’è ancora comunque (una rigida anni 90 ben fatta diverte adesso come allora, un cancellazzo era un incubo all’ora come lo è’ adesso).

Marco Toniolo
Marco Toniolo

Beh prova a chiedere a Herbold se vuole risalire in sella ad una rigida del 91 per farsi qualche discesa 😉

sunsetdream
sunsetdream

Hai ragione, ma a livello amatoriale purtroppo c’era pochissima scelta. Quasi tutti noi avevamo bici rigide o al massimo front con qualche rara e costosa manitou o le prime rockshox..adesso per fortuna le evoluzioni sono molto più disponibili ed anche senza spendere cifre folli si possono acquistare bici pazzesche ed efficaci. Le bici da discesa erano molto rare e si guardavano con curiosità sulle riviste. La mia attenzione era orientata al cross country semplicemente perché non c’era di fatto un alternativa..ricordo ancora la trek di Baronchelli..

loryballabio
loryballabio

Bravo Frank, complimenti per l’articolo, davvero molto interessante! Attendo con piacere la prossima puntata…Ciao
Marco
PS
Mi attendo un focus particolare anche sull’apporto importante che ha dato al settore il ns. grande Alberto Ancillotti

nesemaurizio
nesemaurizio

Ho beccato questa, credo sia una pubblicità della Bronson…scendono su un sentiero dove, all’inizio del filmato, scendono in una gara del ’93
http://www.youtube.com/watch?v=caIlMzDESTI

bikmarco
bikmarco

bellissimo articolo, grazie! mi accodo a tutti i commenti, vedere dalle foto l’evoluzione che c’è stata in questo campo fà emozionare parecchio…. e chissà cosa ci riserverà il futuro!!!

KATARRUSO
KATARRUSO

mi piace sta rivalutazione del passato
avete notato le selle alte?

ok magari i percorsi erano più lisci…:)
mi ricordo anche uno scavezzacollo che le suonava a tutti in mtb con manubrio da corsa….
in italia negli anni 90 si andava e si facevano gran belle bmx
quasi tutte morte nel Dimenticatoio——-

Mauro Sem
Mauro Sem

Era John Tomac su Raleigh con telaio misto carbonio e giunzioni in titanio con Manitou, ruota posteriore Tioga e appunto manubrio sa corsa con leve stile ciclocross …. ci vinse (tra le altre) il mondiale xc al Ciocco

sunsetdream
sunsetdream

Lire 9 milioni. La compro’ un mio amico, la replica perfetta. Fantastici ricordi.

hans kristian
hans kristian

Bravo Francesco , io sono uno dei pochi rimasti che era presente come atleta al Ciocco 91 e sono tuttora in giro a fare gare ,come tu ben sai , in tutti questi anni c’è stata una evoluzione della bici costante ora abbiamo delle bici che sono molto facili da guidare, all’ epoca ci voleva un gran manico per andare forte in discesa e alla fine arrivavi distrutto con le braccia a pezzi , bei tempi però anche perchè ero un pò più giovane .
Grazie per avermi regalato queste emozioni riportandomi indietro nel tempo .

Livido

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Grazie a te Livido. Il tuo commento entusiasta è per me motivo di orgoglio!

cngracing
cngracing

Siamo rimasti in pochi Livido!! 😉

panzer division
panzer division

che bello.
le ho viste passare tutte sotto i miei occhi….. e con malcelata modestia ne vado fiero.
ho iniziato a pedalare in mtb proprio quando H-Ball vinceva a Durango con la Myata in foto…. e da allora l’evoluzione è stata costante ed inesorabile.
ma vorrei anche dire che ad evolversi sono stati anche i bikers.
ricordo bene come la si pensava ai tempi….. un piccolo esempio? quando iniziai era assolutamente impensabile pensare di abbassare la sella per effettuare le discese.
o meglio…. qualche pioniere pure lo faceva, aiutandosi anche col mollone da mettere tra telaio e seatpost (archeologia della mtb), ma non era proprio nella mentalità del biker.

i materiali piano piano sono cambiati, le geometrie pure, sono arrivate le sospensioni….. insomma…. ne è passata di acqua sotto i ponti.

e per i matusa come me assicuro che è un vero piacere rivedere in foto queste biciclette, che per me resteranno sempre bellissime perchè appartengono ad un’epoca che nessuno di quelli che l’ha vissuta dimenticherà facilmente (si , pure la Cilo di Perakis in me suscita emozione!!!! 🙂 )

ps: in ogni caso non tornerei a fare una gara di dh con una bici completamente rigida (pure la fork) manco morto!!!! w l’evoluzione ehehehehe

KATARRUSO
KATARRUSO

se riaprono un topic sulle vecchie bmx spargeremo fiumi di lacrime….

zapomatic
zapomatic

Un giorno ho provato a riprendere in mano la vecchia treck in acciaio e completamente rigida con la convinzione che se è da far fatica va bene tutto, ma vi assicuro che dopo mezzora non vedevo l’ora di tornare alla macchina.
Figurarsi se si trattava di far discesa.
In questi ultimi anni è cambiato tutto, le bici da discesa si sono avvicinate sempre di più allo spirito ed alle geometrie delle moto

jhonnyfazer
jhonnyfazer

bell’articolo complimenti!

Saleen95
Saleen95

bell’articolo!

– considerazione 1: che brutta fine che ha fatto la Sunn, chissà perchè non ha saputo rimanere sulla cresta dell’onda con modelli nuovi e interessanti… oggi vende poco o niente. dopotutto anche Iron Horse ha fatto una brutta fine.

– considerazione 2: pensate quando tra 10/15 anni riguarderemo le foto delle nostre bici attuali su qualche DVD o hard-disk impolverato e diremo: “ma come diavolo facevo a scendere di là con quel trabicolo? era orribile!!” ahahah

GIUIO10
GIUIO10

La Sunn Radical Plus del 1998 e ancora meglio quella del ’99: le vere madri delle moderne Dh!

andav
andav

Ma nessuna menzione sulla sintesi bazooka 1 del 2007 di Herin ??? 🙁

Francesco Mazza
Francesco Mazza

Corrado non hai mai vinto il Campionato del Mondo. Con la Bazooka 1 vinse la overall di Coppa del Mondo… e comunque era il 1997.

cerry1979
cerry1979

Sintesi: bromont, hantrax, bozooka! avute tutte e 3. La bazooka+z1 orange+dischi idraulici formula ha fatto davvero un salto in avanti pazzesco. Gli altri si sono messi ad inseguire. Correva l’anno 1996 se non ricordo male.