11/02/2015
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11/02/2015

Vi siete persi le discussioni più infuocate degli ultimi mesi? Eccole: una riguarda una mia riflessione su un incontro con le bici elettriche, l’altra il test di una fat bike. In entrambi i casi mi sono addentrato in un campo minato, e precisamente quelli che due categorie di mountain bikers hanno preparato intorno al loro sacro oggetto.

Prima di continuare tengo a precisare che stiamo parlando di semplici biciclette. Non ci sono religioni o soldi di mezzo. Solo due ruote, senza motore, o quasi. Tanto per relativizzare, e magari evitare che il talebano di turno mi salti alla giugulare.

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Insomma, ho osato mettere in discussione due tipologie di bici, argomentando perché, secondo me, non sia tutto oro quello che luccica. Niente di trascendentale: non ci sono offese e, nel caso del test della Fatboy, mi sono limitato ai fatti che mi ero segnato durante il mese e mezzo di prova. Eppure, diverse persone sono diventate aggressive, quasi cattive, se di cattiveria si può parlare quando si comunica attraverso una tastiera. Non mi sono sorpreso più di tanto: questo sito esiste da più di 12 anni e di situazioni del genere ne ho vissute tante.

Quando gli animi si placano penso a cosa avrei potuto fare per evitare la polemica, ma poi mi dico che questo sarebbe l’approccio sbagliato. Che media é quello che asseconda tutti, a cominciare dai propri lettori? Come vedrebbero, proprio questi lettori, un media che non è critico? Io penso che sarebbe l’inizio della fine.

MTB-Forum e ora MTB-MAG si sono sempre contraddistinti per andare un po’ controcorrente, a cominciare dalle regole del forum, che ai tempi sembravano una vera prigione ad alcuni fautori della (propria) libertà di poter fare tutto. MTB-MAG che dice che tutti i prodotti sono perfetti? Inconcepibile per me. Vi dirò, il test comparativo delle bici da enduro ci ha portato una marea di visite (la versione italiana è stata letta oltre 50.000 volte, quella inglese oltre 60.000, quella spagnola sulle 18.000), ma ci ha anche fatto perdere un inserzionista e un altro ha ridotto il budget annuale.

La mia reazione? Se questo è il prezzo da pagare per essere indipendenti e poter dire quello che si pensa, sono contento di poterlo pagare. Senza voler fare lo sborone. Sinceramente, come potrei guardarmi allo specchio sapendo di dover assecondare sempre tutti? Ma sopratutto, con che faccia vi propinerei i nostri articoli? Il 75% dei nostri lettori è gente che torna sul sito, quasi giornalmente. Un motivo per tanto affezionamento c’è, e secondo me si trova nel fatto che sapete che non vi prendiamo in giro.

Quindi, tornando al discorso iniziale, che due gruppi di bikers si sentano piccati perché qualcuno la pensa diversamente da loro ci sta. Che si sentano piccati. Significa anche che la mia opinione, e quella della redazione, contano. Poi, andando a vedere alcune argomentazioni assurde di chi mi dà contro, è chiaro che ho toccato il tasto dolente di chi si sente insicuro del proprio acquisto e ha bisogno di una conferma da parte di chi la pensa come lui. Una cosa piuttosto infantile, portata avanti da persone adulte e vaccinate.

Ma, in fondo in fondo, tutte queste discussioni piacciono. Piacciono a chi legge senza commentare, probabilmente con un sacchetto di pop corn davanti al monitor, a chi discute, perché può far vedere al mondo quanto la sa lunga. E a me, perché dimostra che questo sito conta, è vivo e vegeto, e che vi fa godere come vi fa incazzare. Sarò un eretico, ma in certi casi questo è potere puro.

E adesso accendete il rogo.

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