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28/06/2012
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28/06/2012

Oggi bambini… impariamo il manual!

La manovra in questione è spesso amata ed odiata allo stesso tempo, tanto difficile da imparare quanto soddisfacente quando imparata. É inoltre un gesto non solo utile alla guida, ma anche di grande stile e spesso e volentieri, un gesto che risveglia in noi un animo tamarro… e via con le pinne!!!

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La definizione di manual possiamo darla considerandolo come una impennata eseguita dall’inizio alla fine senza utilizzare i pedali, e quindi senza sfruttare la coppia impressa alla ruota posteriore che ci aiuta ad alzare l’avantreno.
Quella che andrò a spiegare qui è la tecnica per fare un manual scenografico e “tenerlo” su un po’ di tempo poiché è la base per andare ad usarlo nel nostro riding quotidiano.
Oltre che scenografico il manual può infatti esserci utile in numerose occasioni. Dalle buche agli avvallamenti (che potremo superare in manual perdendo poca velocità.. ma lo vedremo nel dettaglio in un’altra puntata), all’impatto contro ostacoli più o meno grossi che non possiamo saltare con un bunnyhop. È anche utile semplicemente per avere una maggior confidenza col nostro mezzo.

Veniamo subito al dunque. Per poter fare il manual è utile avere una certa confidenza con l’impennata, questa non ve la sto a spiegare (ma se la volete scrivetemelo che farò una puntata dedicata a questa manovra) nel dettaglio perché credo che tutti bene o male abbiate provato qualche volta ad impennare e sappiate come funzioni il movimento, pedalata decisa, si tira indietro con le spalle e si pedala per tenere su il davanti, si frena per non cappottare o per rimettere giù la ruota anteriore. Chi non la sa fare o da piccolo non l’ha mai fatta si metta subito a provare che è divertente e utile anche quella!!!
Le regole base da seguire per provare in sicurezza il manual (ma anche l’impennata se non siete avvezzi) sono: casco sempre in testa, se possibile paraschiena, magari ginocchiere e soprattutto… SEMPRE UN DITO SUL FRENO POSTERIORE!!!
Questo freno sarà il nostro salvavita, la nostra ultima chance di ristabilire la sicurezza in caso di errore … se noi stessimo “dando il giro”, e cioè stessimo ribaltandoci all’indietro, questo freno può salvarci da una schienata epocale. Frenando infatti si blocca la rotazione della ruota posteriore e si crea un momento che tende a riportarci con entrambe le ruote a terra.

Analizziamo quindi i movimenti necessari per fare il manual.
Innanzitutto dico subito che per fare questa manovra è quasi obbligatorio avere la sella bassa. Come vedremo le gambe lavorano tantissimo e gli spostamenti di carico necessari a tirare su l’anteriore non sono permessi se abbiamo la sella in mezzo alle scatole… inoltre il manual si fa rigorosamente in piedi (anche l’alzata!). Altrimenti stiamo parlando di impennata e per far quello possiamo comprarci un motorino truccato.

Alzata.

Mi raccomando ancora il dito sul freno in questa fase… e tirare forte se si alza troppo e ci si sente ribaltare all’indietro.
Altra raccomandazione è di non andare troppo piano. Una pedalata decisa con una marcia media (32-16 per esempio) ci darà una velocità indicativa per provarlo, ricordatevi che più si va veloci più si è stabili lateralmente. Farlo da fermo o a velocità molto bassa diventa quindi molto più difficile.
Dunque si parte accucciati, peso “basso” con gambe e braccia piegate, piedi paralleli, sguardo che punta lontano, spalle quasi sopra il manubrio. Fatto questo andiamo a spostare velocemente il peso verso il posteriore della bici portando le spalle indietro e mantenendo il tronco dritto (in questo mantenere lo sguardo lontano su un punto fisso aiuta).
Le prime volte tutti vanno indietro col sedere ma così si fa molta meno forza. Provate a pensare di alzare qualcosa attaccata ad una corda. Cerchereste di alzarla “appoggiandovi” indietro con la schiena dritta e posandovi tutto il peso del corpo e non portando il sedere indietro e sovra affaticando i lombi! Anche in bici quindi dobbiamo pensare di arretrare con le spalle imponendo il peso del nostro corpo e non del nostro sedere (per quanto grosso sia!!).
Un altro errore banale è quello di “tirare” con le braccia cercando di portare il manubrio verso di noi, e conseguentemente piegandole. Le braccia saranno piegate solo all’inizio, nella posizione di partenza. Durante l’alzata si stenderanno e rimarranno stese per tutta la durata del manual!
Piegarle non significa tirare il manubrio a noi, ma significa tirare noi stessi verso il manubrio, e quindi in avanti. Fisicamente il sistema legato al terreno è infatti la bicicletta e noi siamo un sistema vincolato ad esso, e non viceversa (come succederebbe se noi stessimo coi piedi per terra e tirassimo la bici verso di noi).
Durante questa fase infine, le gambe rimarranno piegate assecondando lo spostamento di carico. Vedremo poi che saranno proprio le gambe a tenere “su” il nostro manual.

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Controllo dell’altezza della ruota anteriore.

Ora viene il bello, una volta alzata la ruota anteriore dobbiamo andare a cercare il nostro “punto limite di equilibro”.
Tale spazio varia continuamente, e quindi noi dovremo andare a correggere in ogni momento la nostra posizione. Considerate che fisicamente si ha equilibrio quando la proiezione del baricentro cade nella zona di contatto col terreno o nella zona compresa tra 2 punti di contatto. In questo caso l’unico punto di contatto è la ruota posteriore, quindi la proiezione del nostro baricentro dovrà stare all’interno dell’impronta a terra della ruota posteriore. Inoltre se andassimo a spostare troppo il baricentro in avanti non avremo l’aiuto della pedalata a riportare su l’anteriore. Per questo motivo il manual risulta così ostico.
Vediamo quindi come fare a mantenere in manual la nostra bicicletta.
Fondamentale come anticipato è mantenere le braccia distese, e quindi le spalle ferme, andremo quindi a lavorare di gambe.

Stendere le gambe significa alzare l’anteriore.
Piegare le gambe significa abbassare l’anteriore.

Andando a gestire al meglio questi due movimenti (dove piegare le gambe non significa abbassarsi ma avanzare col bacino verso la sella, ricordiamo che le spalle e le braccia sono ferme), potremo mantenere il manual. Il freno non dovrà essere usato se non in caso di necessità per evitare il ribaltamento!!!
Un esercizio molto utile per sviluppare questa sensazione di “punto limite” può essere quello di impennare e poi cercare di alzarci in piedi una volta trovato il punto giusto e gestire l’impennata senza più pedalare (ecco che stiamo a quel punto gestendo un manual.. capito il punto limite sarà più facile anche gestire l’alzata).

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Controllo della stabilità laterale.

Un problema comune è quello di sentirsi cadere di lato. Normalmente questo avviene se si “tira” con un braccio più che con l’altro (le braccia sono distese ma comunque in trazione!) o se si carica maggiormente un pedale rispetto all’altro. Per evitare questo inconveniente dovrete andare a sterzare in direzione opposta allo sbandamento. Se cercate video di manual vedrete infatti che anche le curve in manual si fanno in questo modo. Inclinando il manubrio in direzione opposta (ma anche su questo ci ragioneremo in un’altra lezione). Questo movimento fa flettere leggermente il braccio che risulterà esterno alla curva, inclinando la bici proprio verso l’interno curva. Il movimento di flessione deve essere accennato e viene automatico girando appunto il manubrio.

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Ingrediente segreto. Pensiero sporco.

No, non è ciò che pensate voi. Il pensiero sporco che intendo io riguarda una piccola accortezza che serve a farvi capire che posizione assumere durante il manual e soprattutto mentre alzate la bici. Farà ridere ma dovete immaginarvi di essere seduti sul vostro gabinetto a leggere il giornale… fidatevi, funziona!
Ok non mettetevi al gabinetto con un manubrio perché non servirebbe a molto, e probabilmente creerebbe non poche dispute sulla vostra salute mentale con la famiglia. Però ipotizzate di sedervi su qualcosa e di lasciarvi cadere indietro a gambe piegate. Perfetto, quella è la posizione che si assume sui pedali in manual. Come vedete dalla foto in cui faccio lo stupido col giornale, ho le punte dei piedi alzate.. mi stavo infatti lasciando cadere all’indietro, proprio come se mi dovessi sedere. Questo significa che in quel momento il mio peso è molto più indietro dei miei piedi (e se fossi stato in bici sarebbe stato appunto sul mozzo post/ impronta della ruota a terra). Sembra una cavolata ma almeno sapete se state sbagliando qualcosa, se vi sembrerà di essere a fare la pupù allora starete facendo un manual coi fiocchi!

YO
Jack

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