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Non è un sentiero per vecchi! L’Engadina dal Muottas-Muragl

Non è un sentiero per vecchi! L’Engadina dal Muottas-Muragl

11/09/2014
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11/09/2014

C’era una volta,

nel bel mezzo dell’Engadina, un Monte con un nome piuttosto curioso, che solo a pronunciarlo la lingua si ingarbugliava (M-U-O-T-T-A-S M-U-R-A-G-L).  Sul Monte saliva una cremagliera, ossia un trenino su rotaia per turisti, appositamente pensato per raggiungere un bel pianoro in quota da cui si diramano svariati sentieri.

Tutti i biker che passavano di lì erano tentati di andare fin lassù comodamente, ma, aimè, venivano ogni volta respinti già alla biglietteria: “Non trasportiamo biciclette in quota!”, dicevano infatti con simpatico accento svizzero i lavoranti italiani della stazione.

Ma un giorno, purtroppo un po’ afoso e meno limpido di altri, alcuni ciclisti di provenienza italica decisero di sfidare la sorte, affrontando la temutissima salita per la Tegias da Muottas (2.454 m),  senza alcun supporto oltre alle classiche due ruote.

Al principio era una strada, che prendeva quota senza esagerare con le pendenze. La sudorazione era normale e il battito solo leggermente accelerato. Poi diventava un sentiero, impegnativo ma persino piacevole da pedalare. Infine, oltre Sur Gianda Naira, le rampe, dure e cocenti, sotto il sole che, per un giorno in quest’estate avara di calore, faceva davvero il suo mestiere.

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Sudando, verso il Muottas-Muragl

Per fortuna la quota ci pensava da sola a fornire un po’ di refrigerio e l’allenamento dei ciclisti era a prova di bomba; nel mentre la vista si rimpallava fra il Maloja e San Moritz, includendo in ogni direzione attraenti sentieri  dalle sinuose serpentine.

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Panorami e trail dal Muottas Muragl

Lasciandosi alle spalle la Tegia da Muottas, il cammino scelto portava verso il bellissimo Lej Muragl (2.750 m): un lungo traverso inciso nel pendio, ciclabile quanto basta per non mollare. Ma che importa spingere, quando c’è di che distrarsi semplicemente guardandosi intorno?

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Non solo salite e spinte lungo il traverso

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Caraibi o Lej Muragl?

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L’arrivo al lago

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Muragl beach

Polmoni, cuore e muscoli non erano però ancora autorizzati a rilassarsi, e bisognava resistere dal languire al bordo del lago: la prima vera discesa della giornata chiamava a gran voce, e la seconda, ancora lontana, non ammetteva ritardi.

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Dal lago al mare…di pietra

Un tuffo ritemprante era comunque ammesso, ma non in acqua, piuttosto nel mare di pietre (o meglio nel ghiacciaio di pietre o “rock-glacier”) che accompagnava il trail nel suo primo tratto.

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Un tuffo nel rock glacier

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Il sentiero lungo l’Ova da Muragl

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Planando verso valle

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Un Sergio da manuale, giusto dietro l’angolo

 In pochi minuti davvero intensi l'”Ova da Muragl” era già storia passata, e, mentre i ciclisti guardavano con compiacimento quel che restava della loro discesa, cresceva l’apprensione verso il sentiero che ancora era da risalire lungo il versante nord-orientale del Munt de la Bês-cha.  Già il nome metteva inquietudine, ma del resto quella era la via giusta, se non si voleva ritornare presto a valle. E così, rassegnandosi ad una lunga fatica, si procedeva per lo più  bici in spalla.

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Un raro e splendido tratto sui pedali

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A piedi, risalendo il Munt de la Bês-cha

Procedendo in senso inverso, frotte di escursionisti a piedi si compiacevano nell’instillare panico nel piccolo gruppo: mai come in quel momento (in cui i ciclisti s’affannavano a toccare ferro, o altro, se in dotazione..) il futuro sembrava incerto e pieno di nubi. C’era chi dipingeva i sentieri sull’altro versante come strettissimi, esposti, ripidi e soprattutto estremamente pericolosi. C’era chi sogghignava e rideva delle fatiche che attendevano poco oltre, aggiungendo laconiche frasi, come “E’ ancora mollllto lunga la vostra strada”.

Fortunatamente la pazienza è dote di cui i pedalatori non difettano, e il Munt de la Bês-cha, senza eccessiva fatica, era presto calpestato da svariate paia di scarpe tacchettate.  La vista della Capanna Segantini (2.731 m), poi, era in grado di riaccendere l’entusiasmo e, anche se per poco, il morale restava alto.

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Delirio in quota

In breve, infatti, due nuovi funesti eventi avrebbero colpito duro, facendo vacillare anche i più stoici:

1) il prezzo esorbitante della Coca cola al rifugio non permetteva di acquistare alcun altro vettovagliamento, rischiando di mandare in crisi ipoglicemica più di un elemento del gruppo;

2) il rifugista, che comparve scuro in volto, pronunciò poche lapidarie parole: “Lo sapete che qui la bici è vietata? Non avete visto i cartelli? Questi sono sentieri per genti vecchie!”

Frastornati da questi infausti e assolutamente inattesi eventi, non restava che abbandonare quel luogo ormai divenuto  inospitale, mentre il sole si nascondeva in una lattiginosa nuvolaglia.

Pur col timore di incontrare genti vecchie lungo la via e il sospetto che queste potessero addirittura gettarsi nel vuoto al solo incrociare lo sguardo di un ciclista, era il caso di procedere. Le risorse di un biker, per fortuna, sono davvero infinite, e sui suoi terreni preferiti sa bene come motivarsi.

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I primi incerti metri lungo la Ganda Cotschna

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Si prende confidenza sul versante

Ma dov’erano i sentieri stretti, ripidi ed esposti? Dove poi la “gente vecchia”?  E i divieti?

Le domande si perdevano in un filo di polvere, mentre il ritmo cresceva rapidamente lungo trail vellutati e deserti, con una sequenza di tornanti che sembrava non finire mai. Gli scorci sui ghiacciai del gruppo del Bernina si altalenavano  con altri sui laghi engadinesi in un continuo tam tam.

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E poi subito a ritmo!

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Tornante con vista

Da che parte guardare, in fondo, era solo questione di equilibrio, o al più di gusti…

Nonostante la luce ormai fosse lontana dal render giustizia al paesaggio, un clic ogni tanto cercava di catturare quei momenti di assoluto piacere.

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La discesa, un gioco di equilibri

Con rapidi movimenti di bacino, moderate frenate e  qualche gioco a nascondino fra mughi e larici la quota calava rapidamente e la  giornata volgeva al termine.

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Paolo e Niccolò verso l’orizzonte

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Si gioca a nascondino, fra larici e mughi

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Nella intricata mugheta

Il Monte poi è rimasto lì, e si narra che attenda nuovi bikers e nuove storie, per dimostrare una volta ancora che questo non è un sentiero per vecchi!

Itinerario: http://itinerari.mtb-forum.it/tours/view/13041

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Fabrizio Castelli
Fabrizio Castelli

POSTI E FOTO FANTASTICI!

Matteo Coiatelli

Brava Marzia, e pensare che ero lì esattamente domenica ma a piedi, visto che il mio ginocchio mi permette giusto quello. Splendida Engadina!!!

Marzia Fioroni
Marzia Fioroni

ciao teo! la bici per le ginocchia è un toccasana :-9

rfsnk
rfsnk

Bello!
Secondo voi con una front e’ fattibile?

Marzia Fioroni
Marzia Fioroni

Tutto è fattibile 😉 Anche se non mi ricordo pezzi eccessivamente tecnici, con una front sicuramente diventa bello impegnativo.. Che ne pensa @Zergio ?

Zergio
Zergio

secondo me con una front ci si può ancora divertire ( a differenza di questo http://www.mtb-mag.com/terna-avventura-in-val-bregaglia/ dove mi sento di scongilare una front). ciao

paiogs
paiogs

Si puo’ salire anche da Alp Languard facendo il Panoramaweg. Sotto la seggiovia è molto ripido ma poi diventa bellissimo.
http://itinerari.mtb-forum.it/tours/view/12943

Lillo
Lillo

Marzia sei proprio una brava fotografa, complimenti! Anche i giri che scoprite ogni anno sono fantastici. Un appello a tutti i biker che vorranno seguire le tracce di questi sentieri engadinesi: evitate i periodi di vacanza affollati di escursionisti altrimenti ci troveremo di sicuro davanti a un bel cartello di divieto di circolazione per la nostra amata bici!

Buongiorno
Buongiorno

Lillo la organizziamo per Ottobre?

Marzia Fioroni
Marzia Fioroni

grazie! comunque si.. anche io l’ho scritto nella descrizione dell’itinerario.. noi ad esempio siamo scesi verso sera e non abbiamo incontrato anima viva..

iaio
iaio

Come sempre St. Moritz, ed Engadina in generale, una garanzia per i biker d’estate e i frescaioli l’inverno..

Buongiorno
Buongiorno

Ma oltre Muldox chi erano gli altri Bikers? Quello con la shirts verde mi pare di conoscerlo (Giovanni?)

Marzia Fioroni
Marzia Fioroni

in realtà muldox non era presente..
c’erano zergio, niccolò e paolo.
nessun giovanni!
ciao

Kakkola
Kakkola

Ma anche a me pareva Muldox, anche se il viso non mi pareva il suo a ben guardare sotto casco e occhiali! Stessa bici, stessi pantaloncini… è la sua controfigura 😀

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@Kakkola Dovevo esserci, ma all’ultimo mi hanno tramortito con un colpo di camera d’aria, rubato i bragotti e lasciato in mutande legato ad un raggio della ruota anteriore della bicicletta. Per fortuna passava di lì @Ser Pecora che mi ha liberato.

Marzia Fioroni
Marzia Fioroni

@zergio: immagino ti faccia piacere sapere che puoi spacciarti per lo sheriffo…

louannescrymgeou
louannescrymgeou

Che due palle, Chi va a piedi non vuole che va in mtb, chi va in mtb non vuole quelli con le elettriche, quelli con le elettriche non vogliono quelli con le moto, quelli con le moto non vogliono i cacciatori con i gipponi, ma quando capiremo che in montagna c’ è posto per tutti e soprattutto c’ è una montagna per ognuno di noi ?Io saluto tutti e mi compiaccio di incontrare chiunque condivida con me questi spazi anche se a modo suo.

Alessio-7791
Alessio-7791

😉
Anche se mi sa che i cacciatori con i gipponi stanno sulle balle a tutti.

Marco Toniolo
Marco Toniolo

Il rifugiaro, nella sua ignoranza in materia di divieti, ha però ragione: tutta la zona di St. Moritz è un “posto di vecchi”. La cosa si nota soprattutto venendo da Livigno, dove ci sono numerosi biker e famiglie: appena passi il Bernina ti trovi quasi solo coppiette di pensionati piuttosto in là con l’età che fanno la passeggiata.

Merito di prezzi assurdi e fuori concorrenza con le altre località montane, sia italiane che austriache. Buona fortuna quando la “generazione passeggiate” passerà a vita migliore.

Marzia Fioroni
Marzia Fioroni

Beh, diciamo che nella loro ottica stanno differenziando le zone per bici (Piz Nair e via discorrendo) da quelle per escursionisti a piedi.. , in cui non spingono per le due ruote. Rispetto a qualche anno fa hanno sicuramente fatto passi avanti. Il problema è che lì come altrove si tende a confinare i biker intorno ai bike park, dimenticandosi che una gran fetta di noi va in montagna per cercare altro..

Mauro Franzi
Mauro Franzi

Sì, però una salita singola da S.Moritz al Piz Nair biker+bici costa la bellezza di 16 CHF a tratta per un totale di 48 CHF! (praticamente 40 Euro). Ed infatti di gente che gira nel park se ne vede davvero pochina, mentre gli itinerari pedalati lì attorno non sono poi così deserti (il Passo di Suvretta, ad esempio, è piuttosto frequentato). Gli sguardi spesso infastiditi dei pedoni non sono poi un grande incoraggiamento.
In effetti un soggiorno in zona, a meno di non arrangiarsi con tenda e pignattini, è da salasso. Molto più saggio è fare base proprio a LIvigno, visto che non è poi così distante.

Marzia Fioroni
Marzia Fioroni

beh, sull’itinerario del Suvretta se ne incontrano molti di Svizzeri in bici, molti dei quali sfruttano proprio la funivia del Piz Nair (facendo il giro al contrario rispetto a come io di solito lo faccio io). Però sono Svizzeri, ed hanno portafogli di altre dimensioni..

iaio
iaio

St. Moritz è sempre stata e sarà sempre un posto per vecchi in forza del target turistico: milionari cosmopolitani. A parte i giovani delle suddette famiglie nei canonici periodi di vacanza, sarà difficile trovare in giro numerosi praticanti di sport attivi. Il costo per un weekend è stellare, puoi cavartela in giornata ma solo se vivi in Valtellina o la più in Brianza. La generazione “passeggiata” comunque continuerà a generare adepti se non altro per motivi fisici: dopo i 50 mantenere uno stato fisico adatto a fare la mottasmuragl diventa demanding per la media, e arrivato a 60 sei un homo passegiatus.

stevedebeuzevill
stevedebeuzevill

con che rapportatura siete saliti? ho visto monocorona. Va bene per quelle pendenze?
Sono stato 10 gg a St. Moritz ad agosto, e parte di questo giro l’ho fatto a piedi con bimba di 3 anni sulle spalle! Invece come mtb mi sono sfogato per benino tra corviglia (flowtrail), piz nair e val bever… posti bellissimi, di bici se ne incontrano ma non tantissime.

Raffaele61
Raffaele61

E con questo articolo sono giunto ad una conclusione: Marzia? The best! E’ sempre un piacere vedere le tue foto!
Alla fine non ho capito: la zona è viatata alle bici o no?

Marzia Fioroni
Marzia Fioroni

Grazie… troppo gentile! In realtà di cartelli di divieto non ce n’è, e addirittura la salita alla Tegia è indicata con cartello bike.
Credo solo che gli svizzeri non la vogliono promuovere, vista la tipologia di frequentatori, e che il rifugista sia di suo contrario..
Io ci tornerò, magari evitando la sosta al rifugio, anche perché ci sono varie altre possibilità che voglio vagliare!
ciao

domenic69c
domenic69c

Da oltre un ventennio appena posso respiro l’aria dell’Engadina (che non è solo St.Moritz) a 360° per tutto l’anno a piedi con gli sci o con la bici, ed al contrario di allora quando italiani e biker davano solo fastidio, ora siamo bene accetti. I tempi cambiano salvo eccezioni (il rifugista della Segantini notoriamente è simpatico come un sasso in una scarpa) Detto ciò al di là dei prezzi astronomici (io frequento il campeggio) gente giovane e attiva se ne vede spesso in giro basta andare al campo di atletica al mattino o in giornata per i vari sentieri e trovare bikers ovunque. Certo che in Engadina le ” genti vecchie” si trovano magari più a loro agio rispetto ad un “pollaio” come Livigno dove la maggior parte delle persone ha come sport attivo parcheggiare la macchina o fare su e giù la via del centro. Per capirci, io preferivo quando a fare il giro Piz Nair/Suvretta Pass eravamo quattro gatti che guadagnavano a fatica il silenzio di quei posti, e non oggi che dalla funivia scaricano orde di biker “internazionali” spesso anche maleducati, che se non ti sposti ti passano sulle scarpe. Poi di spazio ce n’e per tutti basta cambiare versante. Opinioni. Le differenze sono il sale della vita.

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@nonnoalex
Sul fatto che lo shopping in centro Livigno sia da evitare come la peste concordo, ma non mi pare che S.Moritz sia il regno della wilderness, se vogliamo parlare dei paesi in sè (che poi S.Moritz ha più della cittadina che del paese di montagna).
E’ vero che di sportivi e gente attiva nei dintorni se ne vede, ma molto spesso è gente del posto, visto che lì la cultura per lo sport all’aria aperta è ben più radicata che in Italia.
Le orde di biker che scendono dal Piz Nair io francamente non le ho mai viste, si vede che ho la fortuna di andarci sempre nei momenti giusti 🙂

domenic69c
domenic69c

orde era volutamente un po’ teatrale, ma in questa estate piovosa nei pochi gg. di sole muoversi a piedi nei paraggi era un po’ problematico ( a proposito ero andato a visionare la tua discesa dal Piz Nair verso Corviglia ma mi sono accontentato di farla camminando, troppo per le mie capacità, complimenti)

Marzia Fioroni
Marzia Fioroni

Anche a Livigno vent’anni fa le cose erano diverse.. ovviamente i tempi cambiano un po’ ovunque e le logiche di mercato predominano. Certo è che saper fare turismo dovrebbe comprendere anche la capacità di accogliere gli avventori e non trattarli come criminali (quando peraltro non hanno commesso alcuna infrazione ;-)) comunque, come dicevi, il personaggio è (speriamo) sui generis…

domenic69c
domenic69c

Hai ragione Marzia, però è una sensibilità che spesso manca anche in altri luoghi, speriamo che gli operatori ma perché nò a volte anche i turisti comprendano che il turismo è fatto di diversi aspetti. Riguardo al giro mi intriga e anche se so che dovrò penare per arrivare alla Segantini, se il tempo tiene conto di farlo la prossima settimana. Di genti vecchi non ce ne sarà in giro tanti. Relativamente al personaggio: una volta avevo appoggiato lo zaino sul tavolo e apriti cielo un altra stavo mangiando una banana nelle vicinanze di un ” suo ” tavolo e non ti dico. Morale lo ignoro e mi fermo dieci mt. prima. Ciao e al prossimo report.

Marzia Fioroni
Marzia Fioroni

ahahh.. allora mi è tutto chiaro 😉
per il giro, se non passi dal lago puoi accorciare. del resto se non passi dalla segantini puoi scendere diretto e accorciare…
morale: le alternative per soffrire meno non mancano 😉

paiogs
paiogs

visto che siamo in zona, qualcuno conosce il Piz Padella ? E’ possibile scendere dalla vetta ? Ovviamente portage in salita

domenic69c
domenic69c

io sono salito un paio di volte a piedi dal versante che guarda Celerina per intenderci, prima della cima ci sono un paio di passaggi dove devi mettere le mani sui sassi in bici mi pare complicato. C’è però la possibilità di salire anche dall’altro versante ma no ti so dire nulla in merito.

giancazaza
giancazaza

bel giro, bel racconto e belle foto
complimenti Marzia 🙂

Buongiorno
Buongiorno

Il rifugiaro non legge quello che emana Chur, Ferien Graubunden sotto l’egemonia del Kanton Graubunden l’anno scorso per i successivi tre anni ha stanziato CHF 2.000.000,00 per lo sviluppo del turismo in mtb su tutto il cantone.

Hanno iniziato con l’ampliamento del bike park a Lenzerheide, miglioramenti a Flims, e quest’anno è l’Engadina ad esclusione della val Bregaglia a essere sotto implementazione, per la zona Piz Nair, con la collaborazione anche della rivista Ride con cui il diretur collaborava in veste di reporter hanno iniziato a replicare il “Bahnontour” che ha avuto successo in Klosters-Davos utiliyando le salite meccanizzate e le discese sull’onda della parolona “Enduro”, poi quattro fine settimane da Luglio a Ottobre “L’alba dal Piz Nair”.
Per cui se i vuole inoltrare una lettera di reclamo, ben accetta al ufficio di turismo l’indirizzo è il seguente: Ferien Graubunden, Alexanderstrasse n°24, 7000 Chur Schweiz.

Solo in regione Flims per evitare altri caos hanno introdotto su quattro sentieri il divieto di percorrenza da metà Giugno a fine Agosto dalle 7/8 alle 18 su pezzi ad alta percorrenza di wanderer.

Marco Toniolo
Marco Toniolo

Hai pienamente ragione, purtroppo i prezzi sono quel che sono e per un’ “alba sul Piz Nair” devi sborsare 95 CHF: http://www.sunrise-piznair.ch/

In quanto a Livigno e ai vascari che vanno su a fare shopping: vero anche questo, ma fra biker, triatleti, podisti e pro che si allenano è diventato il centro dell’allenamento in quota da qualche anno, senza dimenticare un bikepark come quello del Mottolino che funziona molto bene a livello di visite, e il cui giornaliero costa 24 Euro o giù di lì.

L’Engadina è fantastica, ma ha purtroppo ancora una mentalità molto invernale, nel senso che i soldi si fanno con lo sci, il resto amen. Pian piano lo capiranno anche loro, resta una regione dove è meglio portarsi il pranzo al sacco che andare a mangiare in rifugio.

domenic69c
domenic69c

E’ vero, nonostante gli sforzi finanziari cantonali come dice @steinbock , è un territorio che fa fatica ad interpretare un turismo diverso. Anche se secondo me per costi, territorio, cultura, agevolazioni fiscali ecc, il confronto con Livigno sarà sempre improponibile. p.s. due estati fa passando dal Cassana per scollinare in Svizzera due thè e due crostatine del “mulino bianco” mi sono costate come una cena al crotto di Chiavenna.

AleCast73VA
AleCast73VA

che bei posti peccato che bisogna essere ricchi per arrivare quassù

Marzia Fioroni
Marzia Fioroni

questo direi proprio che è opinabile! 😉

Fiore761
Fiore761

bellissimo.
bravi tutti.
volevo chiedere a Marzia come fate con le foto?
dallo sfocato voluto presumo che utilizzi una reflex, quale accorgimento usi per non distruggerla nello zaino con tutte le vibrazioni?
quando scatti la foto al biker molto più avanti di te o viceversa, è lui che va avanti e tu aspetti con la reflex in mano oppure prima ci passate poi decidete che questo sarà il punto da immortale in foto e uno dei due torna indietro?
recentemente ho acquistato una compatta canon sx 280 da battaglia per usarla proprio in bici, ma lo zoom 20x fa pena, come stringo l’inquadratura l’immagine viene spappolata.
la reflex è sempre la reflex..

Marzia Fioroni
Marzia Fioroni

ciao,
nessun accorgimento.. solo camera con custodia nello zaino.. per quanto riguarda i punti di ripresa.. beh.. dipende.. spesso vado avanti io e poi aspetto, a volte sono gli altri a tornare indietro. morali, facciamo tutti fatiche supplementari a quelle del giro pedalato.. però ci piace 😉

Buongiorno
Buongiorno

Io avevo abbandonato l’idea e mi ero accontendato di fare con il cell e talvolta con una compatta. Poi tramite un link in Facebook di Bicilive.it un reporter ha fatto un ‘articolo sul BGrip, WUNDERBAR, l’ho girato ad un mio amico appassionato di foto ha comprato gli accessori per attaccarlo ad una spallina dello zaino ed inizialmente con una 3/4 si è fatto il giro dell’Aletsch ed io ero assieme, risultato aveva la macchina a portata di mano ma non sentiva il peso.
Ha appena finito il cammino di Santiago ma stavolta aveva una reflex con il tele, allora mi sono fatto pure io una Mirrorless Olympus E-PL-3 e l’astuccio che usavo per il cell o la compatta inserisco il secondo obiettivo, provato due volte questa settimana, da un po’ fastidio quando sei fermo ad aspettare coi piedi a terra, ma in sella non sembra neanche di averla addosso, c’è da prendere pratica a sganciare ed agganciare ma il tempo impiegato è uguale ad aprire la zip dell’astuccio e tirare fuori la compatta. Viene dato anche di cappuccio parapolvere e pioggia testato pure lui, mrtedì a metà strada è iniziato a scendere acqua come se fosse pagata risultato macchina asciutta.

Non ricevo alcuna marchetta, ma visto che mi piacciono le belle foto e non amo troppo l’automatico se trovo qualcosa di veramente utile mi piace condividerlo.

biker 69
biker 69

Complimenti ai bikers e a Marzia per le foto come sempre belle

Fiore761
Fiore761

grazie delle dritte…fotografi bikers

Massimiliano Palma
Massimiliano Palma

Fantastico paradiso dei bikers! fotografie che fanno vivere emozioni (invidia) uniche!! complimenti…

Pante67
Pante67

Fatto domenica…giro super!!!!

Madak
Madak

Gran bei posti e foto bellissime!
L.