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Perché non si fa il Superenduro 2015? Parla Enrico Guala

Perché non si fa il Superenduro 2015? Parla Enrico Guala

12/01/2015
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12/01/2015

Abbiamo sentito su Skype Enrico Guala per avere dei retroscena sulla notizia della mancanza del Superenduro nel 2015, come comunicato poche ore fa. Stanchezza dopo 7 anni, rapporti con Franco Monchiero, problemi con gli amatori, voglia di passare il testimone. Questo e altro nell’audio intervista che trovate qui sotto.

[soundcloud]https://soundcloud.com/marco-toniolo/monday-05-46-pm[/soundcloud]

 

Abbiamo riassunto qui il calendario enduro 2015, in Italia.
Qui trovate invece cosa ne pensano i team.
E qui cosa ne pensano gli sponsor.

SE-45-3

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Andrej Peryboschi
Andrej Peryboschi

…peccato,ci sono affezionato al SE,comunque grazie per averci fatto divertire! A presto!
(..quanto è difficile condurre un’azienda…)
p.s. bravo Toniolo sei sempre avanti!

Mirko0
Mirko0

Complimenti per la tempestività a marco,non ho capito una cosa quindi se i problemi sono questi nemmeno in prossimo anno ci sarà ?

Marco Toniolo
Marco Toniolo

Grazie per i complimenti.
Non so se nel 2016 ci sarà, penso non lo sappia nessuno.

EmilianoNF
EmilianoNF

Bravi sapaccate, come sempre.
Peccato per l’SE…

OriXx
OriXx

Che peccato, e come si chiede al minuto 8:10, perchè non averci pensato prima? Forse non solo la stanchezza di Enrico ma ben altri problemi affliggono il circuito. Pur non avendo mai partecipato a queste gare auspico in un celere ritorno del circuito.
Un grazie ad Enrico per l’impegno e la passione dimostrata in questi anni.

85549
85549

solo chi ha organizzato delle gare sa di cosa si tratta. Se poi l`affare si ingrossa…….

greg2
greg2

Money makes the world go around….

ecox
ecox

io contesto solo una cosa ad Enrico, il ritardo nella comunicazione.

Comunicare tutto ciò quando ormai i grandi Team hanno preso accordi commerciali è una di una scorrettezza unica.

Bastava dirlo a fine stagione, c’era il tempo per organizzare qualcosa, anche di piccolo ma almeno ci si provava.

DSB si è reso disponibile ad intervenire, ma ormai è tardi anche per lui.

Marco Toniolo
Marco Toniolo

Io penso che ciascuno dovrebbe concentrarsi su quello che sa fare meglio. Organizzare un circuito al livello del SE è un impegno a tempo pieno. Inoltre la cosa che serve di più è la comunicazione, perché le gare ci sono già, ma senza i comunicati, le foto e i video fatti a livello professionale puoi avere le più belle gare del mondo ma non tiri su né gli sponsor, né le località, né i partecipanti, come abbiamo visto nelle gare Experience 2014.

E per fare comunicazione, come dice Enrico nell’intervista, servono soldi.

ecox
ecox

@marco io la penso esattamente come te sia chiaro, ma mi metto pure nei panni di DSB che ha investito soldi sul circuito e ora si trova una riga di atleti che non gli possono dare neanche quel minimo di ritorno di immagine. Io se fossi in lui sarei fortemente incazzato.

Detto questo condivido che il lavoro di DSB sia un altro e che organizzare un campionato in così poco tempo sia impresa impossibile e anche potenzialmente dannosa.

luxardo
luxardo

Concordo kn te assoluta mancanza di comunicazione

teoDH

I team e gli atleti di punta che non ci sarebbe stato il circuito lo sapevano da tempo… gli unici ad avere il dubbio erano gli amatori!

ecox
ecox

le voci giravano, questo è noto. Rimane il fatto che il danno è enorme.

Anche se devo dire che se tutti sapevano certe scelte mi lasciano molto perplesso…

teoDH

danno per cosa? per chi? la gente continuerà a comprare bici e ad andare in bici, i negozi e i distributori contniueranno a vendere, e sono queste le uniche cose che contano… per una gara che muore, un’altra nasce, e se qualche pseudo pro de noatri perderà le “sponsorizzazioni” non credo si butterà fuori dalla finestra, visti i pochi soldi che gravitano attorno agli atleti… quanto agli amatori, una grana in meno, e se uno andava in bici solo per fare gare, meglio che cambi sport…

ecox
ecox

Il danno è per quei team che avevano investito risorse, poche in senso assoluto ma probabilmente grandi per le potenzialità dei team stessi.

Poi sicuramente nessuno morirà e nessun negozio chiuderà, ma a livello d’immagine qualcosa abbiamo perso.

luxardo
luxardo

Xke sensi sapeva alcuni team spendono soldi x fare le squadre?

DoubleT
DoubleT

struca struca ghe vol i schei!!! e pi’ ‘vanti se va sempre de pi’

katoz1
katoz1

A nessuno viene il sospetto che mollino per mancanza di ritorno economico del SE ?Resta l’impegno nell’EWS dove ,dato l’ambito mondiale dell’evento,il ciccio c’è.
Questa conferma che l’impegno in personale ed economico richiesto per organizzare un evento non è compensato dalla partecipazione ,scarsa se confrontata con altre specialita’ della MTB.

luxardo
luxardo

E I soldi rovinano tutto.

Carissimo
Carissimo

per sentito dire posso scrivere che agli organizzatori non entrava praticamente niente in tasca. tanta tanta fatica per niente. Infatti questo penso sia uno dei motivi che il SE per il 2015 si sia preso una pausa. Soprattutto perchè organizzare questi eventi ormai è un lavoro a tempo pieno, non si può fare per hobby o passione. ma se questo lavoro non rende allora meglio spendere le proprie energie su qualcos’altro e sia Monchiero (che a finale l’ho visto davvero stanco e scontento) che Guala hanno già un lavoro a tempo pieno.
ma ripeto che scrivo solo per sentito dire

Daniel Naftali
Daniel Naftali

E’ dall’anno scorso che lo dico: troppe gare. La frammentazione porterà alla morte dell’Enduro in italia, e così è stato. Nel 2014 al nord-ovest ci sono state 7 gare del regionale 360 e 9 gare tra Pro, EWS ed Experience, più Dolceacqua e tutte le gare francesi dietro al confine. Quanti atleti riescono a partecipare a più di 20 gare in una stagione? Ed i media? Impossibile seguire tutti questi eventi, con il risultato che le gare minori vengono completamente ignorate. Troppe gare, alcune delle quali organizzate allo sbaraglio o in location completamente inadatte. Sentieri sporchi, pericolosi e poco divertenti, organizzazione carente ed errori grossolani che hanno compromesso il regolare svolgimento della gara. Bisogna cominciare a fare una seria e decisa scrematura degli eventi, andando ad eliminare quelle location o gli organizzatori che non si sono rivelati all’altezza delle aspettative ed andando a premiare le gare “di eccellenza”. Serve poi una collaborazione tra i circuiti, non è possibile che ognuno vada per la propria strada. 6-8 gare regionali, 1-2 delle quali iscritte (oltre che al circuito regionale) ad un circuito nazionale (chiamalo Superenduro o come ti pare) che raccolga le più belle e selettive gare di ogni regione o area. Ecco che tutte le gare avrebbero il pienone, la giusta visibilità mediatica ed ecco che si potrebbe mantenere un circuito di eccellenza in grado di preparare gli atleti alle gare internazionali. E’ facile? Assolutamente no, serve necessariamente qualcuno che gestisca le cose dall’alto, che coordini i singoli circuiti facendoli collaborare.… Read more »

paolo.c
paolo.c

Completamente e perfettamente d’accordo. È tutto qui il problema.

MTB Matthew
MTB Matthew

Salve
Ma come fai a dire ( carissimo) che non ci guadagnano niente?? Sai quanto costa una pro!?!? Una valanga di sokdi moltiplicata per quattro!! Quindi questo non è il motivo reale!!!
Sai qual è? Una gara a sti livelli costa, quindi chi paga vuole risultati a livello di partecipanti, viste gli ultini flop, metti il tempo schifoso o troppo caro, nessuno rischia più!!! Perche prima di tutto sono gli organizzatori dell’evento che sborsano soldi tempo e passione, loro non sborsano solo raccolgono, quindi i primi a divertirsi non deve essere lo staff della SE…

Mauro Franzi
Mauro Franzi

@ecox Io in questo caso sono abbastanza d’accordo con @teoDH. Ok le tue considerazioni sui team coinvolti in modo molto diretto, ma da qui a metterla giù come se fosse chissà quale danno per la mtb italica ne passa. Come dice Teo, chi andava in mtb continuerà a farlo, e chi si vuole cimentare in campo agonistico ha comunque a disposizione enne altri format di gara (oltre agli altri circuiti enduro).
Ho anche l’impressione che l’avvento delle EWS abbia abbastanza offuscato la visibilità del SE. In fin dei conti è abbastanza normale, specie negli sport individuali, che i campionati mondiali mettano in secondo piano la visibilità dei campionati nazionali (ed ho usato un’espressione soft…).
Quindi, se anche la si vuole mettere sul piano del prestigio internazionale, probabilmente conta molto più una tappa EWS di Finale ben organizzata di un campionato la cui popolarità è in declino.

ecox
ecox

@mauro io ho parlato di danno al movimento enduro, inteso come movimento agonistico come potrai vedere anche dai miei post sul forum.

Che il movimento commerciale non ne risenta sono abbastanza d’accordo, anche se credo che comunque fosse un buon canale mediatico.

Che piaccia o meno in questo sport c’è anche la parte agonistica, che poi siano in pochi a seguirla è altrettanto vero.

teoDH

il movimento agonistico è secondo me il principale responsabile della scomparsa del SE… se continuavano a far 10 gare l’anno con 500 partenti a gara, forse non chiudevano i battenti, o sbaglio?
E’ che forse un bel po’ di gente si è stufata di far gare di enduro, o semplicemente dopo la comparsa di circuiti locali ha deciso di correre in altre gare… quindi neanche li ci vedo un danno… a febbraio c’è Dolceneuro, e da li partiranno altre n gare… se uno vuole correre ha dove correre…

ecox
ecox

sei abbastanza furbo da capire che non è la stessa cosa fare un circuito regionale o un circuito nazionale.

KATARRUSO
KATARRUSO

Mmm condivido quanto detto da alcuni.
Ma ci sono ma. Daniel ha le sue ragioni , altri utenti hanno le loro e guala ha le sue.
Partiamo dal fatto che superenduro e una asd e non una spa.
Diciamo che viene tutto organizzato per passione e nei ritagli di tempo, rubando ore al lavoro ufficiale. Dopo un po di tempo si impazzisce. Chi ha organizzato manifestazioni sa già che si lavora a quella Dell anno prossimo prima che finisca la manifestazione corrente.

Dalla loro hanno portato visibilità , anche per un ritorno loro, ci mancherebbe… Ma hanno dato anche si lustro a un paese in ambito sportivo/culturale in tutta Europa e mondo.
Chi cazz glielo faceva fare agli irlandesi di venire in un posto in cul[] ai lupi per una corsa in bici? Il blasone del marchio SE.

Quindi SE merita solo un grazie, ma ha il dovere di tenere alto tutto, perché morti loro morto tutto.
La situazione DH , BMx , 4x, dirt jump, slope, street ecc ecc.
E uno sfacelo…. 10 anni fa c’era di più di tutto.
Alla federazione frega poco….

Da parte del rider sta a lui partecipare al circuito SE oppure ad altri. Molti miei conoscenti hanno ripiegato su altri circuiti.
Con piccole puntatine nelle tappe SE più convenienti.

Però se ci levano SE che ci resta?
Dico a livello di notorietà marketing giro di soldi pubblico e atleti?

La risposta già la sapete (dico solo rosa e Milano)

Fenukottero

Vorrei dire, da partecipante ad una gara di SE o due negli ultimi anni, che per me il vero problema è nel fatto che le gare SE sono troppo impegnative. Provengo dall’XC dove facevo anche li qualche gara. Scusate ma per me la vera differenza è nella semplicità. Una gara XC è una gara “bici e pedala”. Ti iscrivi anche la mattina stessa, ti prendi il tuo pacco gara, bello o meno che sia. E la sera ti ritrovi la classifica stampata online. Il SE richiede un impegno già per iscriversi. Troppe gare? no troppo poche, in località che non sempre uno si può permettere. Due giorni di gare, bello si ma troppo impegnativo. Poi PS segratate! ma dai!! tanto i top raider già conoscono le prove e le provano a dovere, quindi a rimetterci è chi come me dovrebbe avere un minimo di vantaggio e non svantaggio. E poi il numero chiuso! o ti iscrivi 6 mesi prima o ciao.
Mancano i bikers alle SE? semplificate, permettete a tutti di partecipare, poi le belle foto i bei video miglioreranno le cose ma non le cambieranno di fondo, credetemi.
ciao a tutti

CALLY
CALLY

Intervista molto bella. Domande franche e dirette, risposte altrettanto franche senza peli sulla lingua. Quando un circuito emerge e cresce di livello la buona volontà e la passione non bastano più. Serve professionismo, in ogni dettaglio. Il professionismo costa ed in questi tempi non è facile per nessuno. I tempi, a mio parere, sono voluti e ponderati. Hanno voluto dare una scossa all’ambiente del tipo: “o ci impegniamo tutti in modo professionale oppure il giocattolo si rompe per sempre”. Dalle parole di Guala io ho principalmente colto questo messaggio. Ed in linea di massima lo condivido. È’ più un discorso da Pro che da amatori. Noi, come è gia’ sta scritto da altri, andremo in bici con o senza SE.

ferrilamiere
ferrilamiere

secondo me anche guala però non ha ben chiaro cosa vuole e dove vuole andare
se vuole 300-400 iscritti ad ogni gara deve fare gare “facili” per gli amatori
e le iscrizioni saranno parte integrante del business
(e non è chiaro perchè nell’intervista lamenta la crescita di gare in italia…
quindi ti vuoi tenere gli amatori)
ma vuole alzare l’asticella (infatti difende la scelta dei due giorni)
ma qui facilmente vedrà 100 iscritti a gara
e il business lo dovrà fare con sponsor vari
(soprattutto tecnici cioè aziende che guadagnano con il circuito/movimento)
e non solo con asd e località ospitanti

maxrosso
maxrosso

per fare 400/500 sai quale è la formula magica? fare un percorso facile ma nello stesso tempo pubblicizzato come se fosse la coppa del mondo di DH così che i barbapapà che partecipano per dire in giro di fare gare difficilssime alle quali partecipano anche i campioni del mondo, d’europa e interplanteari siano soddisfatti…