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Niente Superenduro 2015: il parere di Davide Bonandrini

Niente Superenduro 2015: il parere di Davide Bonandrini

13/01/2015
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13/01/2015

Dopo aver sentito l’organizzazione nella persona di Enrico Guala e una squadra con Cristian Trippa del Team FRM, adesso è la volta del punto di vista di uno sponsor: Davide Bonandrini di DSB, importatore Santacruz, Mondraker e Rocky Mountain, che per il 2015 ha deciso di sponsorizzare ben 4 squadre enduro italiane. Non si parla solo di investimenti, ma anche di come riuscire a salvare la stagione 2015.

 

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Davide

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teoDH

mi pare che milivinti correrà anche in gravitalia
mi pare che zanchi abbia sempre avuto in questi anni maggior attività in DH che in SE

A me sembra che si voglia farne una tragedia… ma prima del SE importatori, atleti, biker della domenica… non sapevano cosa fare e giravano smarriti nei boschi in cerca di illuminazione???

Marco Toniolo
Marco Toniolo

Di bici da DH se ne vendono poche, quindi le sponsorizzazioni finiscono là dove il mercato tira. E anche i rider.

teoDH

beh… mi pare che quest’anno in molte gare abbia fatto più iscritti gravitalia del SE… che si vendano più enduro che DH mi sta bene, ma che ci siano più agonisti nell’enduro che in DH non credo proprio… Tant’è che per la DH c’è un CT che allena dei giovani, che porta poi alle gare di coppa, e che fa crescere il movimento, in enduro ci corrono i vecchi con le tasche piene…

Marco Toniolo
Marco Toniolo

Non hai ascoltato l’intervista fino in fondo.
Non è il numero di partecipanti che interessano all’industria, ma il numero di potenziali clienti che vengono raggiunti attraverso i media con foto, video, comunicati.

Il biker che va a farsi il giro con gli amici torna a casa, si guarda le news, i video, i rider vincenti, ecc. E questo può influenzare le sue scelte di acquisto. Siamo lontani anni e anni da numero di partecipanti = numero acquirenti. Guarda Redbull: fa degli eventi che dal punto di vista agonistico non contano niente (come la DH organizzata da Dan Atherton), ma raggiungono un sacco di persone con i video e le foto.

Ed è questo il manco delle gare locali, in gran parte senza ufficio stampa. Avranno anche 200 partenti, ma se nessuno vede le foto o i video, quei 200 rimangono 200, un numero troppo esiguo per far gola agli sponsor.

Paulento
Paulento

@teodh credo che numericamente ci siano più “agonisti” nell’enduro che in gravitalia…solo che, soprattutto l’ultima stagione, sono stati frammentati in n circuiti tra superenduro, experience, circuiti regionali etc. chiaro che gravitalia, essendo un circuito quasi unico, ha fatto più partenti di tante gare di enduro. Di fondo la base è “povera” numericamente. Parlando di enduro, siamo nell’ordine di qualche centinaio di persone che ama mettersi in gioco in una gara. se ci fosse un circuito solo, avresti gare da 300 partenti. se cominci ad avere 4-5 circuiti, con gare che si sormontano ogni gara sarà “povera” con pochi partenti e con un livello medio basso. e la lezione dello scorso anno è servita solo a far naufragare il se, a favore di un calendario fitto di appuntamenti ma di richiamo, a livello mediatico, poco stimolante. Che piaccia o no, c’era un certo interesse a leggere che tizio ha vinto il circuito SE. Credo che n° vincitori di n° circuiti abbiano molta meno visibilità. e credo che per quest’anno sia oltremodo difficile organizzare qualcosa di alternativo. la mia sensazione, personale e forse sbagliata, è che l’enduro visto come competizione e non come quello che si è sempre fatto (all mountain, escursionismo, gita con gli amici o come lo preferite chiamare) è cresciuto molto e molto in fretta, arrivando all’implosione. Dopo i primi risultati entusiasmanti a livello di partenti, c’è stata la corsa all’emulazione del SE, vuoi per evitare certi costi, vuoi per la speranza che organizzare una gara fosse una fonte… Read more »

teoDH

appunto… l’evento di Dan Atherton neanche è stata una gara, ma ha avuto un grande riscontro mediatico… perchè?
PERCHE’ ERA STILE PURO, MANICO E ROBA GROSSA!
Il videoreport della gara di enduro che fa meno visite dei partenti… cosa dovrebbe portare a livello di visibilità?
Se i parla di media e pubblicità, le gare sono quanto di più noioso e antimediatico ci sia, specie quelle di enduro, preferisco mille volte vedere un video di Clementz che sgasa in New Zealand che 100 videoreport di una gara di amatori…
Bonandrini forse dovrebbe allora investire di più in filmer e fotografi che in atleti e circuiti…

Varne
Varne

teoDH il DH soprattutto a livelli WC è spettacolare e bellissimo da vedere, ma in quanti si riconoscono in Hill che vola a 50km/h in pietraia o in Gwin che scende sul cerchio a caccia? Per la promozione di prodotti tecnici l’enduro è più vicino a ciò che una buona fetta di chi va in mtb fa! Credi veramente che Sram e tutti i colossi della mtb investano fior fior di quattrini per supportare gare open che ai massimi livelli hanno 500 partenti se va bene?!? L’enduro mediaticamente è una miniera d’oro proprio perchè rappresenta agonisticamente ciò che è più vicino alla pratica comune della mtb! Fattene una ragione ma per le aziende vale di più uno di quei video che tu trovi noiosi di gente su bici leggere che il recap dell’ultima tappa di WC DH! Un’altra riprova è il fatto che media importanti come PB, Dirt e Vital (media da sempre legati al mondo gravity) danno sempre più spazio a quella parolina che inizia con la E. Capisco che possa non piacerti come disciplina ma ormai i tuoi commenti sono diventati anacronistici!

mountaindoctor
mountaindoctor

Hai deto bene, Teo: la gente girava già per boschi, salendo al proprio ritmo e divertendosi in discesa. Poi qualcuno un bel giorno ha messo su un circuito per trasformare queste uscite in eventi agonistici, e a quanto pare la cosa è piaciuta (guardiamo un pò cosa propongono i listini delle case 😉 )
Magari non è una tragedia, ma neanche una cosa da poco.

Clabike01
Clabike01

Condivido in pieno ciò che dice nell’intervista telefonica il Sig. Bonandrini, ma a questo punto una domanda mi sorge spontanea.. dato che una mano era stata tesa per aiutare nell’organizzazione, e sempre dall’intervista si evince che non è stata accolta, di che cosa ha bisogno il SuperEnduro per andare avanti??

ecox
ecox

ma io mica ho capito in cosa voleva aiutarli….

Manitu
Manitu

quello che personalmente non condivo e non voglio fare il complottista è che se è vero che per SE e i Team maggiori si era creata una sorta di sinergia, non posso credere che nessuno abbia chiamato Guala/Monchiero da novembre a ieri per chiedere cosa succedeva e fare la tavola rotonda già qualche tempo fa, a me sembra solo che si cerchi di tirare in mezzo la Federazione e di creare magari qualche campionato Elite, ben venga anche questa scelta ma ripeto mi fa strano che si sveglino tutti ora..

teoDH

Un’ulteriore domanda è… se il SE era una manna dal cielo per distributori e negozianti, proprio Guala e Monchiero, che lavorano entrambi nel commercio di MTB, non avrebbero allora dovuto fare i salti mortali per far sopravvivere il circuito?
Non so ma sto gran stupore mi sembra molto simile ai “casi da TG” che creano apposta quando non ci sono notizie “vere” di cui parlare… sarà l’inverno, sarà che vista la mancanza di neve le fatbike sono ferme in garage… mah…

Riki174
Riki174

Ahahah…sei mitico!!! 🙂
E lo dico sorridendo davvero, non sono ironico o polemico.
Questo commento, già polemico di suo, col fenomenale colpo di coda delle “fatbike ferme in garage” – mi hai fatto davvero ridere e pensare a te come “spaccaminchia da competizione”!
Davvero non prendertela, ti ho messo il pollice su…mi piace e diverte leggere commenti stuzzicanti come i tuoi!
Comunque…da un certo punto di vista hai ragione, nel senso che se è finito…doveva finire per naturale evoluzione della specie. Il “mercato delle gare” chiede altro. Facciamocene una ragione.

Varne
Varne

Secondo me non è solo una questione di pochi partenti che non permettono alle associazioni organizzatrici di rientrare dalle spese, ci dev’essere dell’altro che sanno solo gli addetti ai lavori….
comunque il fatto che se ne parli tanto è la riprova che mediaticamente l’enduro raggiunge un vasto pubblico…

EmilianoNF
EmilianoNF

Non capisco il perche dei due negativi a questo commento!

Marco Maffioli

Allora, se in calendario nazionale ci sono 8 gare, due di queste sono legate alla EES e quindi ospiteranno dei forti atleti stranieri che possono in qualche modo “intralciare” i risultati degli italiani (senza nulla togliere agonisticamente ai nostri atleti), ne rimangono 6 giusto?
Di queste sei si mette da parte il CIE, si filtrano quelle che non hanno un curriculum organizzativo ben definito o che non rispondono alle aspettative di livello tecnico espresse da Bonandrini o da Trippa, le rimanenti possono o no essere la “salvezza” di questa stagione 2015?

John Costanaro
John Costanaro

di queste Enduro Nazionali le uniche che rientrano già in un unico circuito sono le 4 del Triveneto Enduro MTB, mentre le altre sono gare singole oppure inserite in altri circuiti anche stranieri. Se prendiamo per buone queste 4 gare e ne aggiungiamo le altre più blasonate come Sestri ad esempio e alcune altre, ecco che il 2015 in qualche modo garantirebbe una vetrina ed un banco di prova sufficiente per i team nazionali e le aziende.
Basterebbe coordinare le classifiche con i punteggi già stabiliti dalla FCI a cui le gare fanno già riferimento e proporre la visibilità mediatica con la collaborazione dei partner già esistenti.

Fabyker
Fabyker

Da atleta: senza stare a commentare e criticare inutilmente, e partendo dal presupposto che quella di Davide mi sembra la soluzione più semplice ed efficace, faccio una domanda.. Tirare in ballo la federazione che ha già a modo suo il ranking di atleti EN, e cooperare alla gestione di un campionato insieme ad essa, facendola diventare il punto di riferimento mediatico, é così complicato/impossibile?? Ovviamente ci sarebbe da scendere a compromessi, ma è un qualcosa di già avviato e semplice da modificare per riuscire a rispettare le esigenze di tutti. Avere campionato é l’unico modo di confrontarci, e non penso sia così difficile gestirlo in una situazione del genere.. I miei amici lo fanno ogni anno con il torneo di calcetto dietro la chiesa…

teoDH

La federazione? l’unica cosa che di buono ha fatto negli ultimi 10 anni per la MTB gravity è stato mettere Vernassa come CT della DH… per il resto non ha mai fatto nulla, figuriamoci organizzare o solo supportare un circuito…

Fabyker
Fabyker

Su questo ok, ma quando parlo di compromessi, mi riferisco proprio a questo.. Lasciare da parte il passato ed iniziare una minima collaborazione.. Non pesante per loro, fondamentale per noi..

fatlazzaro
fatlazzaro

Sono dell’idea che questa pausa del SE sia cogliere come una grande opportunità e senza fare tante tragedie. Orientare i propri sforzi su altri lidi, circuiti regionali e/o nazionali alternativi significherebbe far crescere altre decine di realtà del mondo enduro finora spesso snobbate od oscurate dalla grandezza mediatica del SE. Quindi quello che inizialmente sembra essere un ripiego secondario può realmente avere un ritorno sportivo, mediatico e commerciale contribuendo a colmare un gap tra gare meno blasonate e il top. La conseguenza diretta è quello di avere più iscritti in gare regionali (per fare un esempio) che per le piccole società organizzatrici sono manna dal cielo, una presenza maggiore di sponsor orfani del SE che con delle spese inferiori riescono ad essere più vicini al biker medio e aumentando la copertura mediatica verso quelle location che si meritano molto di più di quello che hanno ricevuto finora….ripeto, è una grande opportunità per tutti.

David23
David23

Se il problema fosse un calendario gare troppo fitto di appuntamenti, avremmo smesso di correre granfondo e cross-country da un bel pezzo. Io resto del parere che si è sopravalutato per eccesso il reale bacino di enduristi-agonisti.

Riccardo.folli

Scusate, si continua a dire “campionati minori”, “gare della parrochia”, “regionalino”, ecc, in modo denigratorio, ma siamo sicuri che non sia proprio questo l’intento di alcuni campionati? Essere volutamente minori per cercare un certo tipo di bikers? Faccio parte di uno dei circuiti minori, siamo partiti con una gara singola anni fa ed ora abbiamo un campionato minore con numerose tappe. Siamo nati perchè la nostra ASD seppur ricca di entusiasmo capacità organizzative e la fortuna di essere ospitata in una zona bellissima (scusate il campanilismo) non aveva i soldi per entrare in nessun circuito, oggi giorno se non fai “parte di qualcosa” non vieni considerato, ma la voglia di farci la nostra garetta e far conoscere il paese attraverso la MTB era troppa. Quindi tra amici bikers di località limitrofe (squattrinati come noi) nel giro di qualche anno siamo arrivati ad avere diverse tappe. Nessuno di noi lavora nel mondo bike ( purtroppo ) organizziamo e promuoviamo il nostro campionato minore mettendoci alla sera davanti al PC, o durante la pausa pranzo, investendo solo tempo su FB e sui forum/siti che divulgano le nostre email (chiamarli comunicati stampa sarebbe troppo), non abbiamo ufficio stampa, non abbiamo fotografi prof. e le nostre gare sono VOLUTAMENTE FESTAIOLE, VOLUTAMENTE SEMPLICI, perché il cuore della MTB e dell’enduro sono gli amatori e le ASD che organizzano. Quest’anno siamo stati contattati da almeno una dozzina di ASD ed è stata dura “tirare i remi in barca” per evitare di ingrandirci troppo rischiando di non… Read more »

scylla
scylla

di dove siete?

Riccardo.folli

Liguria

luxardo
luxardo

Grande marco da ligure (sestri) non posso che quotarti. …
questo sistema porta soldi e fama
Ma se crolla lascia il vuoto.

LorenzoPastesini
LorenzoPastesini

queste sono le storie che mi piacciono leggere e che dovrebbe incentivare la federazione cicilistica italiana a non pensare solo al giro d’italia su strada.

E aggiungo che la Superenduro, secondo me, ha solo portato vantaggi ai distributori e commercianti di grossi marchi “autorizzandoli” ad applicare ricarichi elevati su bici normali . Episodi che giustificano questo mio pensiero ne ho visto parecchi . Persone che vanno veramente forte in salita e discesa e che si sono fatti abbindolare dal blasone commerciale di Santacruz et simila… poi hanno provato una banale Specialized ,TREK , Giant che costano su strada almeno il 20% in meno e si sono resi conto che facevano le stesse cose se non di più e a molto meno.

Carlo Gambirasio
Carlo Gambirasio

Bella idea quella di Mtb-mag di intervistare i vari attori coinvolti nel Superenduro e vedere i diversi punti di vista.
Anche io non sono stato esente da critiche verso il superenduro, vuoi per il modo di tracciare, vuoi per i soliti discorsi dei cronometraggi e dei tagli sulle piste ma dobbiamo ammettere che ha svolto un ruolo fondamentale per lo sviluppo del mondo gravity. Preferisco usare il termine gravity perchè seppur rimanendo più vicino alla dh conosco molte persone che dopo aver comprato un mezzo da enduro hanno preso una bici da dh da utilizzare durante l’estate o nei weekend con le risalite, tanti magari hanno fatto il contrario passando dalla dh all’enduro ma ritengo che l’ambiente sia lo stesso.
Sono fiducioso sia sul ritorno del Superenduro nel 2016 sia sul fatto che tanti piccoli circuiti nel 2015 possano favorire ancor di più lo sviluppo della disciplina a livello locale

konissimo
konissimo

SE Vs DH…………………è come dire Rally contro F1, sono emozionanti tutte e due a modo loro, ciascuno si riconosce nella specialità che gli riesce meglio, ovvio che il bacino potenziale del SE è di gran lunga maggiore della DH, raccoglie quasi tutti i rider della domenica.
Bisogna che la federazione supporti DH/SE/XC per crescere generazioni future di campioni che possano dire la loro all’estero, mi sembra che i nostri cugini d’oltralpe primeggino in tutte le discipline o quasi.

iaio
iaio

Vedo sostanzialmente una carenza di appeal nella scenograficita’ di questo sport e questo ne sta decretando il declino. Con tutto l’impegno e l’arte di una produzione professionale, dopo due minuti di ripresa di un biker che scende in un bosco da solo, per quanto veloce possa essere, passi ad altro. Una redbull rampage o una straight rhythm sono altra cosa, oltre ad essere molto piu’ facilmente filmabili. Questo significa meno sponsor e meno soldi. Spero di essere smentito dai fatti.

paolo.c
paolo.c

Periodicamente salta fuori questa cosa della scarsa spettacolarità dell’enduro per chi guarda, ma un bel chi se ne frega?
A mio avviso l’enduro è pensato per chi lo pratica, la bellezza di questo sport non è la ripresa di due minuti per chi guarda ma la discesa di 5 minuti per chi la fa, per chi vuole mettersi in gioco.

gbaracchi
gbaracchi

ma perchè, sei mai andato a vedere una gara di xc o una gf strada per la spettacolarità? no. sono discipline morte? non mi pare proprio.

cristianopusiol
cristianopusiol

Io trovo che sia stata una semplice ripicca di Guala nei confronti di Dsb e Trippa.
Non a caso sono stati intervistati questi 3 personaggi due dei quali parlano di investimenti e uno di costi eccessivi.Inoltre nessuno mi toglie dalla testa che i Team maggiori fossero giá a conoscenza di tutto da molto tempo e che l’ufficialitá é stata data ora per non permettere a nessuno di creare un circuito parallelo visto il poco tempo.Se poi Dsb o Trippa (che nella telefonata dice”tutto si può fare”)o chi per essi ne creerá uno…bè allora confermano la tesi secondo cui la decisione era giá stata resa nota da molto a chi di dovere …SE vs DH la vedo più come superbike vs moto gp.
Moto gp la vedi impossibile e lontanissima ,superbike la trovi molto più vicina ,ci provi e poi capisci che ci corre sul serio è tre galassie distante dalla tua…questo è solo un mio stupido pensiero che non vuol offendere nessuno e alimentare nessuna polemica..Moto gp tutta la vita!

ferrilamiere
ferrilamiere

in effetti da una parte c’è gente che sembra porgere la mano
e dall’altra gente che sembra non accorgersene
guala ha parlato di costi e di compromessi che non vuole fare…
probabilmente ha detto una cosa bonandrini che vale per entrambe le parti
l’interesse particolare di entrambe le parti sembra aver prevalso sull’interesse generale
del circuito

iaio
iaio

Infatti la considerazione sulla spettacolarità, per paolo.c, è esclusivamente in relazione al calo di attenzione di sponsor e media. Assolutamente d’accordo sul fatto che per chi lo pratica è pura esaltazione, quindi tanti praticanti e iscritti a gare di circuiti più o meno importanti. Ma questo vale per tanti altri sport, chiedi ad un mezzofondista, per esempio.

demach
demach

Se gli interessavano i numeri potevano fare un regolamento più aperto

gbaracchi
gbaracchi

fate uscire bonandrini dal bagno. o almeno aprite la porta.

gbaracchi
gbaracchi

l’enduro è una possibilità pazzesca di allargare la base di utenti della mtb. l’industria ha già deciso, come scelte perdenti fatte in passato, di incassare subito un uovo oggi invece di una gallina domani.

Giorgio941
Giorgio941

Provo a dire la mia…

La storia del Superenduro o delle gare di enduro in generale mi sembra si sia sviluppata con un livello sempre più alto, soprattutto negli ultimi anni. Questo ha fatto si che la base, che ricordiamoci costituisce il 90% dei partecipanti, si sia trovata un po spiazzata e abbia contribuito alla nascita di diversi campionati o gare “minori”. Questo ha evidentemente contribuito a rendere meno attraente dal punto di vista “economico e commerciale” il circuito Superenduro… e da qui la decisione di fare una pausa da parte dei due organizzatori.
Non a caso, sinora, sono stati considerati solamente imprenditori, team-manager o atleti “professionisti”…. credo che quel 90% di amatori sopravviverá, anche con una riduzione qualitativa del fenomeno enduro…

scylla
scylla

Gli amatori c’erano prima e ci sono pure oggi anche se non si fanno le gare. Le zone che rfequento sono piene di appassionati che girano, il sabato e domenica poi ci sono i parcheggi pieni di gente con caschi integrali. Quello che mancherà è il pompaggio mediatico, quello che fa vendere il cerchio XY perchè è evidente che se non lo monti non hai una bici da poter fare enduro….

macio68
macio68

il vero problema è che ad oggi nessun potenziale organizzatore di una prova di Super Enduro ha in mano i 10.000,00 (diecimila/00) euro circa (7.000,00 al SE, il resto varie) che occorrono per organizzare una prova.

macio68
macio68

gli organizzatori sono lasciati a loro stessi, gli enti (comune, regione, provincia) non mollano più niente. i tesserati delle ASD “enduristi” preferiscono spendere 8000,00 euro per comprarsi una 27.5 in carbonio da 12 kg (facendosi a piedi la metà delle prove speciali) piuttosto che aiutare i loro presidenti ad organizzare una prova di campionato enduro o coltivare il settore giovanile. quanti ragazzini tra i 12 e 18 anni possono permettersi la doppia bici (enduro / DH o XC). l’EGOISMO impera. andate affanculo

tagnin
tagnin

sì ma di che base stiamo parlando, in termini numerici?
Quanta gente corre nelle gare enduro?
Quanta gente si compra una enduro race?

daniele0511

Quanta gente corre nelle gare enduro? Diciamo 1000 persone in tutta Italia, ed è una stima per eccesso.

Quanta gente si compera una bici “enduro race”? Molta, molta di più di quanta attacca il numero al manubrio…;-)

ferrilamiere
ferrilamiere

davvero 1000 sembola ?? mi sembrano pochi
non saranno 10000 ma 3000 spero di sì
mio riferisco però non solo ai rider che facevano il SE per intero
diciamo ai “gentlemen rider” per fare un paragone con le gare endurance delle auto
alla somma dei rider che fanno magari 4-5 gare in stagione
che frequentano i circuiti regionali

ferrilamiere
ferrilamiere

io vorrei esprimere un pensiero dopo aver ascoltato e letto quello che gira in rete (a parte facccia di libro) mi sembra chiaro che il SE si è arenato sul secondo step della crescita a cui fa riferimento guala a mio avviso l’allargamento delle personalità/interessi in ballo non ha trovatto una quadra… nessuno ha voluto cedere qualcosa di quello che pensava dovesse gestire il problema del numero dei rider imho non è così centrale nella vicenda forse lo è di più la questione due giorni (ma anche questa non penso sia così determinante) fino al 2011/12 quando le gare locali erano poche il SE faceva il pienone ma ritengo sia normale e salutare che “alle spalle” del capionato di punta si sviluppi una serie di campionati (non voglio dire minori) diciamo d’ingresso alla categoria il SE avrebbe dovuto avere il coraggio di lasciare agli altri l’organizzazione dei campionati locali e regionali e tenere 4-5 gare per portare avanti il cammino e la storia del SE soprattutto come gare propedeutiche all’EWS a mio avviso anche “alzando l’asticella” tenendo i due giorni e guardando ai pro o a chi da privato ha la capacità (anche economica) di affrontare un champ italiano + oneroso e magari le EWS per la questione economica ho già scritto anche questo a mio avviso il peso dovrebbe gravare anche e di più sulle aziende che sono le prime a trarre vantaggio dal circuito (tra l’altro le parole di bonandrini sembrano andare in questa direzione) troppe gare? da… Read more »

daniele0511

Non credo che la FCI abbia avuto alcun ruolo nella vicenda, quand’anche gli avessero proposto di subentrare non avrebbe avuto i mezzi nè le persone in grado di per garantire la qualità delle gare e della comunicazione. Meno che mai vedo un ruolo del calendario delle “gare nazionali”, appunto messe a calendario per evitare sovrapposizioni, ma senza alcun “cappello” se non quello formale…

daniele0511

Mauron, guarda quanti sono i biker nella classifica del SE, togli qualche straniero, poi prendi le classifiche degli altri due-tre trofei e fai la somma. Se hai tempo da perdere, elimina i doppioni, e dimmi che numero viene fuori. Io non credo che possa essere superiore ai 1000 nominativi, ma se fossero 1500 il senso del discorso non cambierebbe…

ferrilamiere
ferrilamiere

probabilmente hai una visioine + completa della mia
e sì se fossero 1500 il senso non cambierebbe
ma penso che anche con 1000 rider italiani si potrebbe sostenete un circuito pro
(ripeto con le sponsorizzazioni delle aziende naturalmente)
agli altri le gare locali a budget ridotto
a me non sembra così difficile

le motivazioni delle stop del SE sono convinto siano altre

daniele0511

Considera che questo “pool” di atleti contiene anche quelli che hanno fatto una sola gara, quelli che non si sono mossi oltre 100 km da casa e quelli che hanno fatto solo le gare più semplici/facili… insomma tutti gli amatori, senza i quali nessuna gara sta in piedi, a meno che ci sia chi paga a piè di lista (per capirci, sulla falsariga degli eventi RedBull).

Ad ogni modo, Guala ha dichiarato che le motivazioni non sono economiche, e non ho elementi per contestare questa affermazione. Il fatto che si parli però insistentemente di “nuove forze” e si auspichi l’intervento di sponsor fa avanzare l’ipotesi che qualche organizzatore locale non fosse convinto al 100% degli investimenti necessari per ospitare la gara e/o che avesse rinunciato.

phabietto
phabietto

Ritengo che a monte di tutta la questione ci dovrebbe essere la Federazione a fare da garante affinchè un campionato abbia continuità. Dovrebbe essere dato in “gestione” lo sviluppo del campionato ad un ente piuttosto che ad un altro, sicuramente valutando capacità, passione, mezzi, e tutti gli altri fattori che tutti conosciamo, ma la certezza della realizzazione della serie, ritengo sia fondamentale, e quantomeno serio, per continuare a spingere il movimento che viene sbandierato come in continua crescita. Forse