Pignoni da 9 denti: il futuro delle trasmissioni?

Pignoni da 9 denti: il futuro delle trasmissioni?


Bentrovati anche questa settimana con il consueto appuntamento con il tech corner!

Sicuramente avrete avuto modo di vedere nella sezione news del nostro forum, le novità presentate dai produttori alla Sea Otter Classic e qualche mese fa all’Eurobike. Tra i numerosi nuovi prodotti, quest’anno si sono viste diverse nuove soluzioni per le cassette posteriori, soluzioni che prevedono pignoni da 9 denti.

In questo articolo vedremo di analizzare queste nuove soluzioni, cercando di capire le motivazioni che hanno spinto a queste scelte.

Pignoni da 9 denti: a cosa servono?

Fino a qualche anno fa le trasmissioni 3×9 erano lo standard per le MTB. A parte per le discipline più orientate al gravity, in cui si vedevano soluzioni 2×9 o 1×9, per le discipline più pedalate la tripla era un must.

Dall’anno scorso sono state introdotte le trasmissioni a 10 velocità e contemporaneamente è stata ampliata la gamma di rapporti disponibili sul pacco pignoni, arrivando con cassette 11-36. In questo modo, grazie al maggiore range di rapporti disponibili sul pacco pignoni, è stato possibili passare alle soluzioni 2×10, con guarnitura a doppia corona anteriore, senza di fatto perdere rapporti.

La filosofia “less is better”, per dirla all’inglese, ha ormai contagiato la MTB. Meno componenti ci sono minore sarà il peso complessivo della bici, senza contare che quello che non c’è non si rompe. E’ per questo motivo che si è pensato di semplificare ulteriormente la trasmissione, orientandosi verso soluzioni 1×10, aumentando la gamma dei rapporti posteriori disponibili, ovvero realizzando pacchi pignoni 9-36, eliminando deragliatore anteriore, il manettino, i cavi e lasciando una corona sola.

E’ stato proprio pensando alle discipline più pedalate che si è pensato di realizzare questi pacchi pignoni 9-36. Se per le discipline quali l’enduro o le specialità gravity la gamma di rapporti offerte da una soluzione 1×10 si è già rivelata spesso sufficiente, lo stesso non si può dire per le discipline quali l’XC, il marathon o l’AM. E’ proprio per queste specialità che serve una gamma maggiori di rapporti in quanto sono necessari sia rapporti agili per la salita, che rapporti duri per le discese più veloci. Proprio in quest’ottica l’utilizzo di un pacco pignoni 9-36 permette di ottenere praticamente tutti i rapporti necessari con una singola corona anteriore.

Vediamo di fare un paragone tra alcune soluzioni:
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Le prime 3 voci sulla sinistra sono un paragone tra le soluzioni maggiormente usate per AM/enduro. Come si può vedere l’1×10 permette di perdere un solo rapporto rispetto alle soluzioni 2×10 o 2×9. In questo caso si è scelto di rinunciare ad un rapporto agile, ma si poteva scegliere di rinunciare ad un rapporto più duro riducendo il diametro della corona anteriore, arrivando ad una soluzione pressoché analoga ad un 22-32 con 11-34 .

In ambito monocorona, la soluzione 30 con 9-36 è inoltre decisamente più vantaggiosa della soluzione 36 con 11-36 (largamente utilizzata in ambito enduro race), in quanto offre un rapporto più duro (3,33 contro 3,27) ed un rapporto decisamente più agile (0,83 contro 1) che permette di superare con più facilità pendenze impegnative senza bisogno di spingere a piedi o dover tirare un rapporto eccessivamente duro.

Da notare poi la soluzione 36 con 9-36. La gamma di rapporti coperta in questo caso è molto ampia. Si tratta di una soluzione adatta ad un utilizzo XC race, dove i rapporti molto agili non servono. Chiaramente un 36-36 è piuttosto duro e per certe gare può rivelarsi troppo, ma montando corone più piccole si riesce ad avere una copertura piuttosto completa dei rapporti, senza bisogno di montare la doppia, con conseguente risparmio di peso non trascurabile.

9 DENTI E DOWNHILL

Nelle gare di downhill la soluzione monocorona era ed è tuttora ampiamente utilizzata. La gamma di rapporti necessari per questa specialità è infatti ridotta e un monocorona anteriore con una cassetta da strada 11-27 sono nella stragrande maggioranza dei casi più che sufficienti. Il monocorona poi è indispensabile per evitare cadute accidentali della catena dovute alle asperità del terreno o dei salti, ed è per questo che praticamente nessuno usa la doppia, inutile e controproducente.

Il problema però è che, date le elevate velocità di percorrenza, sono necessari dei rapporti piuttosto duri per poter rilanciare anche nei tratti veloci (il tempo si fa rilanciando). Per questo motivo spesso si utilizzano corone anteriori da 38 anche 40 denti, molto grosse ed ingombranti.

Proprio in questo frangente, l’utilizzo del pignone da 9 viene in aiuto anche per la DH. Con il pignone da 9 è infatti possibile ridurre in maniera molto significativa il diametro della corona anteriore, aumentando la luce da terra e posizionando più in alto il sistema di guida e tendicatena, che si viene a trovare quindi meno esposto a possibili urti contro gli ostacoli, cosa che su una bici da DH con baricentro basso è frequente.

Analizziamo le ultime due soluzioni sulla destra della tabella del paragrafo precedente:
la gamma di rapporti coperta dalle soluzioni 38 con 11-27 e 31 con 9-27 è praticamente la stessa per quanto riguarda i rapporti duri, con l’aggiunta di un rapporto più agile nel caso della corona da 31 denti. La grossa differenza è che la corona da 31 denti è decisamente meno ingombrante di quella da 38, quindi questa soluzione offre numerosi vantaggi.

Oltretutto con una corona da 31, i rapporti più agili fino al 31-27 sono praticamente inutili e si possono eliminare, come vedremo in seguito.

Soluzioni tecniche

La soluzione appare a prima vista semplice e di facile realizzazione: basta realizzare un pignone da 9 denti. In realtà non è proprio così… Se avete mai smontato una cassetta avrete notato che il pignone da 11 denti è il più piccolo pignone che si può montare su un corpo ruota libera standard, a causa delle dimensioni del corpo ruota libera stesso. Al di sotto non si può andare, poco da fare.

Come montare quindi un pignone più piccolo? Sono state ideate due soluzioni.

SISTEMA HOPE: RUOTA LIBERA INTEGRATA NELLA CASSETTA

Hope è stata la prima a proporre una soluzione di cassetta 10V 9-36. La soluzione di Hope è semplice ed ingegnosa: realizzare una cassetta con il corpo ruota libera integrato.

L’idea è semplice: i primi 5 pignoni sono ricavati dal pieno tramite fresatura CNC e all’interno della cassetta, invece del solito attacco con le scanalature per fissare i pignoni sul corpo ruota libera, è praticato un foro su cui si vanno direttamente ad installare i cuscinetti ed i cricchetti della ruota libera.

I 5 pignoni più piccoli invece sono realizzati, sempre dal pieno tramite fresatura cnc, in acciaio (anche se non si sa esattamente quale sarà il materiale definitivo) in modo da prevenirne la precoce usura. Eh si, infatti i pignoni più piccoli, avendo meno denti, sono soggetti ad una maggiore usura in quanto lo sforzo di trazione della catena si distribuisce su una superficie minore e la forza applicata è maggiore, a parità di coppia motrice alla ruota, a causa del minor braccio del pignone stesso.

La cassetta è quindi realizzata in 2 blocchi di materiale diverso, che si uniscono tra di loro tramite delle viti, poste all’interno del pacco pignoni/ruota libera dal lato della ruota.

Una soluzione semplice ed ingegnosa che oltre a permettere la realizzazione di un pacco pignoni 9-36, risolve il problema dell’accoppiata pacco pignoni-corpo ruota libera, essendo il tutto un pezzo unico. Naturalmente il rovescio della medaglia è che questo sistema è compatibile solo con mozzi Hope, per il fatto che ogni mozzo utilizza sistemi di ruota libera differenti a seconda di modello e marca. Altro aspetto negativo è il costo, che si prospetta essere molto elevato.

SISTEMA DT-SPECIALIZED-SRAM

Anche Specialized, in collaborazione con DT Swiss e Sram sta sviluppando un sistema adatto ad accogliere cassette 9-36. Si è visto questo sistema, ancora allo stato di prototipo, sulla bici di Curtis Keene, una Enduro S-Works Carbon.

Sebbene non si sappia esattamente come è stato risolto il problema dell’installazione del pignone da 9 denti sul corpo ruota libera, dagli “spy shot” che sono stati scattati, sembrerebbe che il corpo ruota libera sia di dimensioni standard per i primi 5-6 pignoni e poi riduca il suo diametro per i pignoni più piccoli, probabilmente realizzati in un unico blocco. In pratica si tratta di una variazione del sistema adottate sulle bici da DH del team Monster Energy Specialized, sistema che analizzeremo in seguito.

Questa soluzione quindi si propone come “universale” nel senso che non richiede un mozzo specifico, ma richiede un corpo ruota libera opportunamente realizzato che potrà sostituire i corpi ruota libera esistenti. Solo con il tempo potremo sapere se si affermerà come un nuovo standard o se le case produttrici si orienteranno verso soluzioni alternative.

SISTEMA DT A 7 VELOCITA’ DA DH

Il sistema DT a 7 velocità per DH è derivato dal sistema 6V realizzato per gli atleti del team Monster Energy Specialized ed utilizzato per la prima volta in Val di Sole.

Il sistema prevede un pacco pignoni specifico 9-17 ed un mozzo particolare.


Il mozzo prevede un corpo ruota libera più corto e diviso in due parti. La parte più grossa ospita i pignoni più grandi e presenta un sistema di fissaggio della cassetta “standard”. La parte più piccola invece ospita i pignoni più piccoli.
La parte terminale del corpo ruota libera è filettata per poter ospitare la ghiera di chiusura.

I vantaggi sono numerosi. Oltre ai vantaggi dati dall’uso del pignone da 9 denti, con la possibilità di montare quindi una corona più piccola, la minor larghezza del corpo ruota libera consente di aumentare la distanza tra le flange del mozzo, aumentando la rigidità della ruota. Inoltre essendo la cassetta più stretta, la linea catena sarà migliore.


La cassetta invece si presenta estremamente compatta. Vengono utilizzati solo pignoni molto piccoli, visto che in DH rapporti eccessivamente agili sono inutili.
A conti fatti, tra pignoni più piccoli e corona più piccola, oltre ad aumentare la luce da terra, si rende più leggera e robusta tutta la trasmissione, aspetti da non sottovalutare nella DH.

Insomma, sebbene le soluzioni a 9 denti siano agli albori, sicuramente in un futuro non troppo lontano vedremo entrare in produzione questi prototipi, magari con qualche upgrade e miglioramento.

Voi cosa ne pensate? Si tratta di vere innovazioni o solo di marketing? Montereste una trasmissione monocorona con pacco pignoni 9-36?