Raddrizzare una ruota “on the trail”

Raddrizzare una ruota “on the trail”

27/07/2011
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27/07/2011

Bentrovati al consueto appuntamento settimanale con il tech corner!

Le ruote sono un componente piuttosto sollecitato. Capita spesso che la ruota perda la sua centratura oppure che alcuni raggi si allentino o si rompano e vadano sostituiti. Niente di grave. Con un centra ruote e gli attrezzi adeguati si può sistemare la ruota come nuova. Se però questi inconvenienti si verificano la sera prima di una gara o se si è lontani da casa e non ci sono negozi specializzati nella zona, bisogna imparare ad arrangiarsi.

Nell’articolo di oggi vedremo come centrare e tensionare una ruota con attrezzi “di fortuna”.

Perché metterci le mani?

Una ruota non eccessivamente storta, anche se magari con qualche raggio molle o uno o due spezzati, funziona lo stesso. Perché quindi metterci le mani? Non si può aspettare di tornare a casa ed utilizzare il centra ruote?

Se da un lato è vero che le ruote a 32 raggi reggono anche con 1-2 raggi rotti, che una ruota storta o con i raggi molli probabilmente non si spacca, dall’altro girare con ruote non a posto significa essere soggetti ad un maggior rischio di rottura. Se la raggiatura non è tensionata correttamente o addirittura mancano dei raggi, i raggi rimanenti o maggiormente tensionati saranno più stressati e potranno rompersi.


Ruote mal tensionate possono causare il cedimento del cerchio…

Un raggio rotto durante una gara può essere un problema se si va ad incastrare nel disco o nella cassetta, così come può causare gravi danni estetici al telaio, andando a rigare il fodero.

Quando una ruota è storta, a meno che il cerchio sia piegato, significa che alcuni raggi sono molli e che quindi le sollecitazioni si concentrano maggiormente su alcuni raggi.

Per questo motivo una centratura ed un tensionatura, seppur approssimativa, in quanto non eseguita con strumenti di precisione, permette di prevenire potenziali danni alla ruota, aumentandone l’affidabilità.

Il principio della centratura delle ruote

Prima di passare alla parte pratica, concediamoci qualche minuto per ripassare i principi della centratura delle ruote.

Come ben sappiamo, le ruote sono composte da due file di raggi, una fila sinistra ed una fila destra. I raggi delle due file si fissano tramite i nipple al cerchio, alternativamente. Sul cerchio troveremo quindi sempre un raggio sinistro, uno destro, poi uno sinistro e così via.


Ruota posteriore su cui si vede chiaramente la disposizione dei raggi. Ruota incrociata in 3°, ma anche con incroci differenti i raggi destri e sinistri arrivano sul cerchio sempre alternati.

I raggi in origine dovrebbero avere tutti la medesima tensione. Se tutti i raggi di ogni lato hanno la stessa tensione, il cerchio risulta dritto in quanto la forza che lo tira verso sinistra è uguale alla forza che lo tira verso destra. Se invece uno o più raggi da un lato sono molli, il raggio dalla parte opposta tirerà il cerchio verso di se con maggiore forza, facendolo spostare lateralmente finché la tensione tra i due raggi si equilibra.

Risulta quindi evidente che ritensionando il raggio lento, il cerchio torna dritto. In particolare per spostare il cerchio da un lato, bisogna aumentare la tensione dei raggi dal lato opposto rispetto a quello verso cui è storto il cerchio, eventualmente riducendo la tensione di quelli dal lato opposto.

In realtà però quando una ruota perde la centratura significa che uno o più raggi si sono allentati. Se infatti la ruota era precedentemente tensionata e centrata correttamente, i raggi non si possono tendere da soli. Questo significa che i raggi da un lato si sono allentati. Sarà quindi sufficiente riportarli in tensione per far raddrizzare il cerchio, senza bisogno di allentare i raggi dal lato opposto. Diverso sarebbe il discorso nel caso stessimo montando una ruota da zero.

LA CAMPANATURA

Con il termine campanatura si intende la corretta centratura del cerchio rispetto all’asse del mozzo. Il cerchio su una ruota correttamente campanata deve trovarsi sulla verticale dell’asse del mozzo, ovvero centrato rispetto alle battute del mozzo stesso.

E’ comunque da sottolineare che le ruote, specialmente quella posteriore, non hanno quasi mai i raggi inclinati della stessa angolazione. Non bisogna quindi prendere come riferimento i raggi per capire se una ruota è correttamente campanata o meno, perché non è detto che le flange di fissaggio dei raggi sul mozzo siano disposte simmetricamente rispetto all’asse.

Un buon riferimento che si può prendere sono la forcella ed il telaio, su quest’ultimo prestando particolarmente attenzione che il carro sia simmetrico.

Può capitare che una ruota tensionata e centrata correttamente perda la campanatura a causa dell’allentamento di tutti i raggi di un lato. Sollecitazioni quali i momenti indotti dalla frenata e dalla pedalata non sono infatti applicate sull’asse del mozzo, ma lateralmente. E’ quindi possibile che i raggi lato disco o lato pacco pignoni si allentino, facendo perdere alla ruota la sua campanatura.

Nel caso che la ruota sia scampanata ma dritta è sufficiente incrementare in maniera uniforme la tensione su quel determinato lato di raggi per ripristinare la campanatura. Consiglio di dare mezzo giro a tutti i raggi ed eventualmente un ulteriore mezzo giro se questo non fosse sufficiente. L’importante è tirare tutti i raggi in maniera uniforme, in modo che il cerchio rimanga dritto.

Centrare una ruota “on the road”

Vediamo ora di passare alla parte pratica. Questa procedura si può mettere in pratica in qualsiasi posto, anche in un posteggio davanti all’auto o al camper, o in cima ad una montagna.

L’unica cosa che ci serve sono una chiave per i raggi (presente anche in alcuni multi tool), eventualmente un gessetto ed ovviamente la ruota montata sulla bici.

Se abbiamo tempo e vogliamo fare un lavoro più preciso, è preferibile smontare il copertone dalla ruota. Il copertone infatti tende a limitare i movimenti del cerchio, rendendo più difficile la centratura.

Ripassiamo brevemente il verso di rotazione del nipple:

Guardando il nipple dall’alto verso il basso, ovvero con lo sguardo posizionato in prossimità del mozzo che punta verso il cerchio, una rotazione oraria allenta il raggio, mentre una rotazione antioraria lo tira. Occhio a non sbagliare!

Se abbiamo dei raggi rotti da sostituire è il momento di farlo. Rimuoviamo i resti del raggio rotto ed inseriamo il nuovo, tensionandolo in modo che sia teso come i raggi adiacenti (procedura completa descritta qui).

Controlliamo la tensione dei raggi, cercando di stringere eventuali raggi molli. Non abbiamo un tensiometro quindi dobbiamo sentire la durezza dei raggi con le dita (consiglio di pinzarli a due a due tra indice e pollice, per sentire se uno dei due è più lento dell’altro).

Posizioniamo quindi la bici capovolta. Utilizzando il gessetto o qualsiasi altro oggetto in plastica (il metallo può rigare il cerchio!) cerchiamo di capire in quali zone è storto il cerchio. La procedura è la seguente. Si parte prima da un lato, poi ci si occupa dell’altro.

Si posiziona il gessetto o il nostro pezzo di plastica (nel caso della foto una molletta da bucato, ma potete utilizzare anche un semplice ramo o un caccia copertone) in modo che sia a filo con il cerchio ma non lo tocchi, ad una distanza di ca 1mm

Posizioniamo il nostro riferimento a ca 1mm di distanza dal cerchio.

Facciamo quindi girare la ruota. Nei punti in cui il cerchio sbanda dal nostro lato, sentiremo che il nostro pezzo di plastica o in nostro gessetto strisciano.

Se il cerchio va a toccare sul riferimento, significa che è storto verso il nostro lato. Dobbiamo intervenire tirando i raggi del lato opposto.
Segniamo la zona in cui tocca in qualche modo, ad esempio applicando del nastro sui raggi o sul cerchio, se invece utilizziamo il gessetto questo lascerà una striscia bianca sul cerchio da usare come riferimento.

Si procede quindi con il verificare la tensione dei raggi del lato opposto di quello verso cui è storto il cerchio (se il cerchio è storto verso SX andremo a controllare i raggi del lato DX e viceversa). Sicuramente saranno allentati, quindi procederemo a tensionarli.

Posizioniamo nuovamente il nostro spessore o gessetto e controlliamo che la ruota sia centrata. Se abbiamo tirato eccessivamente i raggi, il cerchio si sposterà dal lato opposto e la luce aumenterà rispetto al millimetro iniziale, come in foto.

In tal caso dobbiamo procedere allentando leggermente i raggi che prima abbiamo tirato.

Consiglio sempre di procedere a lati alterni. Si centra il lato sinistro, poi si passa al lato destro. In questo modo si possono correggere subito eventuali sbandature causate dall’operazione di centratura.

Ricordatevi sempre che la centratura è un lavoro di fino. Prima si cerca di raddrizzare il grosso, poi si passa alla rifinitura. Consiglio sempre di procedere per gradi, specialmente se non si è molto pratici. Facciamo piccole rotazioni del nipple, dell’ordine di mezzo giro, così in caso di errore non si scentra troppo la ruota.

In realtà una volta che si è capito in principio, la centratura delle ruote è piuttosto intuitiva. Ricordiamoci sempre “cerchio storto a destra? Tiro i raggi a sinistra” e viceversa.

Finita l’operazione di centratura, eventualmente rimontiamo il copertone e la nostra ruota è pronta per essere di nuovo maltrattata sui sentieri!
Non dimentichiamoci comunque che questa centratura non sostituisce un lavoro fatto con tensiometro e strumenti di precisione. Se vogliamo una ruota perfetta al 100%, una volta arrivati a casa dovremo eseguire la centratura con gli strumenti adatti.