MTB-MAG.COM - Mountain Bike Online Magazine | [RCM] Bike Check: manubrio

[RCM] Bike Check: manubrio

[RCM] Bike Check: manubrio

30/01/2014
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30/01/2014

Niente da fare.. è arrivato il maltempo. Quello vero, quello persistente che obbliga sui rulli o a cavalcate epiche sotto pioggia e neve. Quello amato da mogli-fidanzate-mamme che ci riempe i vestiti di terra e schifo vario, ci fa tornare a casa bagnati e infreddoliti e soprattutto che ci rende nervosi perché non possiamo sfogarci in bici.

Almeno qui nel nord-ovest la situazione è questa e a me capita quanto sopra, ma sicuramente qualcuno potrà rivedersi nelle mie parole.

Ecco che è quindi il momento di studiare i set up per la nuova stagione e di informarsi sulla possibilità di eventuali migliorie al proprio equipaggiamento.

Oggi, e per un discreto numero di puntate, andremo a valutare ogni singolo componente della nostra bicicletta e come questo influisce nella guida. Questa serie di articoli vuole essere un’aiuto per tutti coloro che hanno difficoltà a trovare il feeling con il proprio mezzo. Per quelli che, dopo aver comprato il componente all’ultima moda, si sono resi conto che non era ciò che faceva per loro.

Per coloro che: “ma il mio amico ce l’ha e si trova benissimo”, e rimpiangono il giorno in cui questa idea li ha colti, non si spiegano come mai non riescano a trovarsi con quel settaggio visto che l’amico più bravo sembra godere appieno delle potenzialità dell’oggetto.

Partiamo infatti dal presupposto che ciascuno ha il proprio stile di guida, e le proprie peculiarità. Avevamo già accennato qualcosa quando abbiamo parlato di guida attiva e di stili di riding, saltatori contro spianatori. (LINK)

Ebbene il concetto è il medesimo. Cercheremo insieme di analizzare dove, e come, un componente va meglio di un altro. Una autoanalisi del rider sarà poi fondamentale, per capire cosa modificare per rendere il proprio mezzo più performante o divertente possibile.

 

Oggi iniziamo da un componente fondamentale.

Il manubrio.

Vedremo come questo componente, possa cambiare drasticamente la nostra guida, il comfort e l’indole del mezzo.

Qui di seguito elenchiamo le principali caratteristiche che dobbiamo valutare nella scelta del nostro manubrio e che andremo a sviscerare a breve:

  • Larghezza
  • Rise
  • upsweep
  • backsweep
  • materiale
  • sezione centrale
  • Manopole e eventuali appendici

Schermata 2014-01-30 alle 13.43.52

Larghezza

Il primo parametro relativo a questo componente, che da nell’occhio non appena vediamo una bici da lontano, è sicuramente la larghezza del manubrio. Nelle varie discipline della mtb possiamo avere misure veramente contrastanti. Dai manubrietti poco sopra i 600mm nel XC race, a misure nell’ordine degli 800mm nel DH.

Nel primo caso la ricerca di una posizione comoda e aereodinamica è aiutata da un manubrio stretto. Nel secondo caso la ricerca è quella della stabilità sul veloce, nonché di un braccio di leva che permetta di controllare la bicicletta in curva anche ad alta velocità.

Ovviamente nella scelta ci sono anche motivazioni tipo percorsi stretti/ percorsi veloci e, in ottica gara, sarebbe anche utile poter modificare questo parametro in base al tracciato (nell’enduro capita sovente che per tappe con percorsi molto stretti si senta il bisogno di un manubrio che risulti più agile e non rischi di farci sbattere le mani su piante o rocce durante la percorrenza).

In generale, come per ogni cosa dovremo cercare il giusto compromesso.

Consideriamo dapprima il tipo di utilizzo che abbiamo della bicicletta e la propensione che vogliamo dare al nostro riding. Vedrete che questo ragionamento starà alla base di ogni scelta e si perpetuerà nelle varie puntate e nelle caratteristiche dei vari componenti. Possiamo dire che è la base di partenza per qualunque scelta.

Se sappiamo che utilizzeremo la bici per il 90% su asfalto o sterrati semplici, non avrà senso ricercare un manubrio particolarmente largo. Per contro se non abbiamo problemi di velocità di percorrenza e l’aspetto aerodinamico non ci interessa particolarmente, non ci servirà avere un manubrio particolarmente stretto.

Insomma, per quei molti che cercano nella pedalata e nel proprio mezzo una comodità di base, un compromesso, sarà utile cercare un manubrio di larghezza media. Per dare dei dati potrà essere opportuno optare per manubri dai 65 ai 75 cm di larghezza in base alla corporatura e ai percorsi effettuati.

Per chi invece necessita di una aerodinamicità di fondo, chi desidera stare con gomiti stretti e spalle basse potrà ridurre la misura. Occhio però a valutare sempre la corporatura. Un rider come me, pesante e con spalle larghe, non potrà pensare di trovarsi bene con il medesimo manubrio di un rider minuto con spalle piccole. Ovviamente, anche nel ricercare la posizione aerodinamica dovrà esserci una valutazione proporzionale. Ricordo inoltre che, per quanto scorrevoli e semplici, i percorsi di mtb richiedono sempre la guida in fuoristrada. Avere una leva un filo più lunga aiuta in questo senso.

Abbiamo visto, sempre in ambito xc, una crescita dei manubri con l’introduzione delle ruote da 29. Il senso è da ricercarsi proprio nella leva necessaria a contrastare le forze imposte dalle ruotone nel curvare (l’effetto giroscopio, da contrastare per inclinare la bici, è infatti maggiore sulle 29). Inoltre anche le piste di coppa del mondo stanno diventando sempre più tecniche e sta salendo l’importanza della guida. Con questa la misura dei manubri.

Per quanto riguarda la DH invece si vedevano spesso esagerazioni abbastanza folcloristiche. Ragazzi con spalle risicate e manubri da 802mm. Insomma c’era la ricerca del largo e più largo. In realtà, guardando i rider di coppa (che difficilmente hanno spallucce strette) possiamo vedere come le misure più utilizzate siano tra i 740 e i 780, misure utilizzate dai rider più grossi. Anche qui le velocità sostenute e la necessità di avere buona stabilità su sentieri molto scassati, ha portato ad un incremento negli anni (non più di 5-6 anni fa lo standard per la discesa era 710mm). Insomma sicuramente in discesa conviene avere un manubrio abbastanza largo ma è inutile esagerare e, come al solito, va rapportato alla corporatura e allo stile di guida. Se percorrete per la maggior parte percorsi stretti e tecnici senza grosse velocità sicuramente beneficerete di qualche cm in meno. Se invece siete abituati a viaggiare su percorsi con sponde e velocità da urlo salite pure con i cm ma senza esagerare.

Tutto il resto sta nel mezzo. E qui, l’all-mountain/enduro, è come al solito la disciplina più difficile da inquadrare. Come misure io sicuramente consiglio manubri a partire dai 685-700 mm di larghezza, non più stretti, fino ad arrivare ai 740 o anche 760 per gli enduro racer più agguerriti e abituati a set up discesistici. Del resto, sia che stiamo affrontando una gara di enduro, sia che ci troviamo su qualche zona tecnica, anche lenta, la guida della nostra bicicletta è troppo importante per privarci di quel controllo a favore, magari, di una maggior comodità in salita o di una posizione più aerodinamica nei trasferimenti. Inoltre per quello basterà spostare leggermente le mani sulle manopole per guadagnare quei cm in più lasciati sul manubrio in ottica discesa.

 

Rise

L’altezza vera e propria del manubrio. Si parte, anche qui, da rise 0, quindi manubri piatti, per arrivare a rise vertiginosi con manubri fino a 3,5” e cioè roba vicina ai 10 cm (manubri da freestyle, decisamente poco utile sui sentieri).Schermata 2014-01-31 alle 17.28.31

Esistono, in particolare per le 29, manubri con rise inverso. Sinceramente li sconsiglio per motivi di sicurezza. In caso di caduta toccare per prima cosa manubrio o manopole è comunque meglio che beccare in pieno lo stem nel petto. Insomma, come per i cannotti forcella non tagliati anche qui avere una struttura praticamente cuneiforme che punta lo sterno non è decisamente una buona idea.

Per prima cosa sfatiamo il mito che avere un manubrio alto o basso o avere più o meno spessori sotto l’attacco sia diverso. Ok da un punto di vista geometrico cambia il fulcro di rotazione quando vado a inclinare la bici. Da un punto di vista di sensibilità nella guida non percepisco questo cambiamento. Soprattuto se nell’ordine del cm o dei pochi cm dati dagli spessori sotto il manubrio.

In pratica quello che stiamo dicendo è che un manubrio flat, montato con 20mm di spessori sotto lo stem, è equivalente ad un manubrio con rise 20 senza spessori sotto lo stem. Ripeto, non è uguale da un punto di vista geometrico ma le differenze sono troppo lievi per poterle percepire.

L’altezza del manubrio è fondamentale nella gestione dei pesi e nel posizionamento che andremo ad assumere sulla bicicletta. Ad influenzarla sarà certamente l’escursione della forcella e il diametro della ruota. Nuovamente una ruota più grossa presuppone ingombri maggiori. Ecco spiegato il perchè dei manubri con rise inverso sulle 29.

L’altezza del manubrio da terra (o meglio in rapporto all’altezza del mov. Centrale) incide molto sulla guida, vediamo come.

Un manubrio posizionato in basso, permetterà, in fase di pedalata e in particolare di sprint, una spinta migliore e più diretta. Quando siamo in piedi sui pedali infatti avremo più agio per tirare a noi il manubrio e più escursione del braccio. Ecco spiegato perchè l’azione risulterà più efficace. D’altro canto un manubrio posizionato più in alto, permetterà invece una posizione più rilassata, una gestione dei pesi più semplice e una guida in discesa più centrale. Un manubrio molto in alto ci aiuta poi per i salti, ma a seguire questo trend si rischia di esagerare portandoci poi a non essere più precisi nelle curve per la troppa distanza da terra dello stesso. Per chi fa discesa insomma, un manubrio settato più alto aiuterà sul ripido e sui salti, un manubrio settato più in basso aiuterà in curva (soprattutto sul liscio) e sul veloce.Schermata 2014-01-30 alle 13.45.42

Come spesso accade insomma, i benifici in pedalata sono opposti a quelli nella guida. Qui non ci sono numeri o misure che tengano, bisogna provare e trovare la posizione giusta. In un primo momento sfruttando gli spessori e, una volta trovata la posizione andando a posizionare il manubrio più adatto alle proprie necessità cercando, per quanto possibile, di togliere spessori alla forcella e di tagliare il cannotto al livello esatto. Nuovamente questo è un accorgimento per la sicurezza del singolo. Abbiamo già spiegato prima che. Più riusciamo a nascondere lo stem sotto il manubrio e meno probabilità avremo di farci del male.

 

 

Up sweep

Schermata 2014-01-31 alle 17.21.42

Questa è l’inclinazione che ha il manubrio verso l’alto. Come già detto altre volte la nostra mano, se chiusa a pugno con il braccio teso davanti a noi, non rimane perfettamente parallela al nostro corpo, ma ha un’inclinazione. Questa è proprio la causa della presenza di up sweep e back sweep (di cui parleremo dopo) nei manubri.

Un upsweep accentuato tenderà ad inclinare maggiormente le mani, e quindi a buttare verso l’interno i gomiti. Consideriamo infatti che, durante la guida noi siamo sopra al manubrio, e non dietro. Quindi non dobbiamo pensare di inclinare verso l’alto il manubrio davanti a noi per ricercare la conseguenza di un upsweep più o meno marcato(come visto fare spesso). Dobbiamo invece ragionare come se stessimo appoggiati ad un tavolo, o, meglio ancora mettendoci in posizione sulla nostra mtb. Questa piega, se più accentuata (si parla sempre di pochissimi gradi), permette una comodità del manubrio in fase di pedalata con busto eretto maggiore, insomma per lunghi tragitti è consigliabile. Considerate inoltre che all’aumentare della larghezza del manubrio, dovrebbe aumentare l’upsweep. In questo modo le braccia staranno naturalmente in posizione e potremo viaggiare senza dover sforzare sui polsi. Al contrario per viaggiare con i gomiti stretti e cercare la famosa aerodinamicità, sarà meglio avere upsweep contenuti. Anche in discesa, per riuscire a stare comodamente con i gomiti larghi, sarà importante avere upsweep risicati.

 

Back sweep

Questa misura spesso presenta angoli più accentuati rispetto alla precedente. In particolare nelle discipline più pedalate questa misura è davvero fondamentale e permette una posizione più o meno comoda in fase di spinta.

Schermata 2014-01-31 alle 17.33.26

Una misura accentuata aiuterà infatti a mantenere una posizione con gomiti stretti e braccia chiuse, buona per xc race e tutte le discipline in cui la componente aerodinamica conta. Per lunghe percorrenze il valore potrà scendere leggermente in modo da permettere alle braccia di stare più comodamente stese e di migliorare il comportamento nella guida nelle discese. Per lunghe percorrenze intendiamo maraton e all mountain.

Per le discipline in cui conta più la guida della pedalata, in particolare per il gravity (ma anche nell’enduro) in cui è fondamentale affrontare discese e zone tecniche/veloci con gomiti larghi e posizione aggressiva, sarà meglio avere backsweep più contenuti. In questo modo le braccia saranno ancor più comode in posizione “base” e cioè con i gomiti rivolti verso l’esterno e quasi paralleli alle spalle.

 

Materiale

Alluminio o carbonio? Io, per completezza aggiungerei anche acciaio e titanio, anche se ovviamente verrebbero scartati istantaneamente da quasi tutti per il peso.

Schermata 2014-01-30 alle 13.41.12

Il materiale gioca un ruolo fondamentale nella risposta relativa alla rigidità del manubrio stesso. Un manubrio in carbonio (a meno di apposite lavorazioni unidirezionali) tende ad essere il più rigido, a parità di peso, sul mercato. A seguire l’alluminio e infine titanio e acciaio. La rigidità è di per se una caratteristica ricercata e sempre più spesso esaltata. In realtà spesso non si considera che un certo livello di elasticità, soprattutto nella zona dello sterzo e in particolare nel manubrio, può assorbire una discreta quantità di vibrazioni. Quello che sto dicendo è che un manubrio in carbonio sarà sicuramente più rigido e più efficace in pedalata/guida per una persona molto allenata che non avrà problematiche di affaticamento delle mani. Al contrario l’utente “normale” che soffre di male alle mani alla fine di una discesa, potrebbe trovare in un manubrio meno rigido, un buon alleato. Per quanto riguarda la performance è sicuramente un bene ricercare la rigidità (quasi sempre, in questo caso sì), ma per una comodità di fondo e la ricerca di una bici adatta alle proprie caratteristiche non è sempre vero. Non vi sto dicendo di buttare il manubrio in carbonio appena comprato a favore di un pesante manubrio in acciaio. Sto solo consigliando a chi trova “faticosa” per braccia e mani la propria guida di valutare quanto appena detto.

 

Sezione centrale

La misura 31.8mm, detta oversize, è ormai lo standard, anche se resistono ancora alcuni manubri da 1 pollice. A dire il vero davvero pochi. Meno ancora sono i manubri da 22.6mm, che spesso vengono riservati a titanio e acciaio. Infine alcune aziende hanno provato a lanciare un enorme 35mm nelle discipline gravity ma, a dire il vero, non sta prendendo così piede come previsto dai creatori. Il discorso fatto poc’anzi sulla rigidità viene ripreso in tutto e per tutto qui. Rimanendo sempre sul concetto di parità di peso (perché è chiaro che un manubrio in acciaio pieno è più rigido di un manubrio in carbonio con spessori finissimi), vediamo come anche la sezione centrale vada a influenzare moltissimo la rigidità dello stesso. C’è da dire che sezioni maggiori, a parità di rigidità, permettono pesi inferiori (entro un certo limite) ed è per questo che ha avuto così successo l’introduzione dello standard oversize. Purtroppo non c’è molta scelta fuori dallo standard OS ma, se il problema di dolore alle mani risultasse davvero irrisolvibile, scendere di sezione potrebbe essere una soluzione logica.Schermata 2014-01-30 alle 13.49.12

(tanto per farvelo sapere, sulle mie bici da dirt monto da sempre manubri da 25.4 poiché, la rigidità delle gomme gonfiate a 4 bar e la forcella durissima per mantenere la scorrevolezza massima, mi trasmettono qualunque tipo di vibrazione, e il manubrio con sezione centrale piccola aiuta non poco in questo frangente.)

 

Manopole ed eventuali appendici

Le “corna” sono davvero un pugno in un occhio, non si può dire altro. Saranno comode quando si deve pedalare su lunghi tratti sullo scorrevole, saranno un must per molti che seguono la mtb da anni… eppure sono veramente un accessorio brutto e, a parer mio, pericoloso. Agganciare rami, pali, altre bici, altro vario ed eventuale è un rischio non da poco e anche il fatto che le mani siano, in qualche modo, vincolate sul manubrio, sicuramente non aiuta la causa.Schermata 2014-01-30 alle 13.53.41

Insomma, sconsigliatissime.

Per quanto riguarda le manopole sicuramente consigliamo quelle con sistema lock on, e cioè con le brugoline che vanno a stringere i morsetti sul manubrio. Sono le più sicure anche in caso di maltempo o fango e non ci troveremo mai con la manopola che gira o che se ne va. I puristi del peso staranno storcendo il naso, del resto “le mie manopole in spugna sono molto comode, non mi hanno mai dato problemi di movimenti anche dopo che ci sparo acqua con l’idropulitrice e sono decisamente più leggere”. Tutto vero, de gustibus non disputandum est. In linea generale, per un uso misto della bicicletta rimane maggiore la sicurezza con sistemi a vite che bloccano la manopola sul manubrio.

Per quanto riguarda forme e dimensioni ce ne sono di ogni. Ritornando sempre al discorso rigidità e male alle mani, anche qui la manopola fa tantissimo. Manopole più larghe e spesse attenueranno e assorbiranno molte vibrazioni. Allo stesso modo manopole sottili aumenteranno la “sensibilità” e cioè quello che il terreno ci trasmette. Non avete problemi di male alle mani, via di manopole sottili, avete male, provate con manopole un filo più spesse. Ovviamente la dimensione della mano è la prima cosa da valutare e, in base a quello, potremo crescere sul versante “sottile-spesso”. Inutile dire che quella che per me è una manopola spessa, per qualcuno con la mano grossa il doppio di me, risulterà essere sottile. Non solo, quella che per lui sarà spessa o giusta, per me potrebbe risultare inutilizzabile, come quella per me sottile per lui non sarà sicuramente adeguata.

Schermata 2014-01-30 alle 13.52.21

Sul fattore più o meno grip va a gusti. C’è chi ama avere la mano incollata alla manopola e predilige quindi manopole con un disegno articolato e, probabilmente, una gomma più soffice. Dall’altra c’è chi invece ama variare leggermente la posizione delle manopole mentre guida e preferirà perciò manopole con gomma più dura (a meno che non ami girare senza guanti) e in generale “più scivolose”. Non vi è un giusto o sbagliato. I gusti sono gusti, bisogna solo scoprire i propri.

 

 

 

Ingrediente segreto: Ogni quanto cambiare il manubrio

Man mano che parleremo dei vari componenti vedremo, in base al loro utilizzo, ogni quanto sarebbe conveniente cambiarli per sentirsi al sicuro. Sono solo impressioni ed esperienze e non vanno prese come oro colato.

Per quanto mi riguarda sono abbastanza fissato con i manubri. Tendo a cambiarli ogni anno e, in caso di compravendita di bici usate, consiglio sempre di comprare un manubrio nuovo sulla bici appena acquistata. Il fatto è che amo saltare e girare in piena sicurezza e la sola idea che, nel bel mezzo di un’uscita, dh, freeride, dirt, xc, enduro che sia, mi si possa rompere il manubrio; è davvero un incubo che non mi farebbe dormire la notte.

Per questo motivo sulle mie bici, almeno le più utilizzate, cambio un manubrio all’anno, se ho usato invece poco la bici può durare qualcosa in più ma, sinceramente, non supererei mai le 80-100 uscite con lo stesso manubrio (in base alla specialità e a come è stata trattata la bici).

Per qualcuno 80-100 sono le uscite in 4 anni, per altri in pochi mesi. Ebbene poiché questi componenti spesso si rompono per fatica è sempre meglio tener presente che un manubrio costa meno di un dentista, quindi periodicamente cambiarlo per sicurezza.

Mi raccomando sempre di controllare lo stato del vostro manubrio dopo una caduta, in caso di bozze, crepe o di manubrio piegato è il caso di cambiarlo immediatamente!

 

Raccomando nuovamente di seguirci anche su FB per rimanere sempre aggiornati sulle nostre attività e promettiamo che a breve usciranno tutte le date dei nuovi corsi 2014!!!

 

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turkishweb
turkishweb

grazie dell’articolo!

una domanda: premesso che dipende dalla disciplina, esiste un qualche rapporto larghezza spalle / larghezza manubrio? come si può capire se il manubrio è giusto, avendo sempre usato quello (quindi, non avendo metri di paragone, ci si trova bene) senza provare (e quindi comprarne) n diversi?

grazie mille!!!!!

shanastarns60
shanastarns60

Ciao… come sempre ottimo articolo!!!! volevo chiederti, farai un articolo dedicato anche alle Gomme?

spflipper
spflipper

mi sembra lo abbiano gia’ fatto, proa a vedere tra i vecchi articoli che sono comunque validi 😉

Jack Bisi
Jack Bisi

certamente!!!!

fabiet
fabiet

Ottimo articolo, 4 manubri cambiati prima di trovare quello giusto! Mi daresti il link dove trovare i corsi?

Jack Bisi
Jack Bisi

A brevissimo uscirà sulla nostra pagina Facebook ma anche qui il calendario definitivo.

shanastarns60
shanastarns60

un bel corso zona roma quando sarà fatto? 🙂
ho un bel gruppo di amici che potrebbero essere molto interessati!

spflipper
spflipper

mi sembra lo abbiano gia’ fatto, prova a vedere tra i vecchi articoli che sono comunque validi 😉

Sponge
Sponge

Buono! questa serie di articoli sarà molto utile!

miki99
miki99

Io sono “cornuto” e contento!

dire che le “corne” sono sconsigliate e pericolose è, secondo me, terrorismo intelletuale. E dire che si agganciano da pertutto mi fa sorridere, sopra tutto quando vedo questi manubri di un metro di lunghezza!

Per me sono un accesorio irrimunciabile, basta pedalare in piedi sui pedali per capirene i vantaggi…

Certo che hanno pocco da che fare su una bici d’enduro, però su una bici fatta per pedalare 😉 si!

Jack Bisi
Jack Bisi

Se per bici per pedalare intendi anche maraton e all mountain mi spiace ma non riesco a darti ragione. L’unico utilizzo che posso vederci è proprio, come da te detto, per gli sprint in piedi sui pedali. Sicuramente non una situazione abbastanza frequente da giustificarla nelle suddette discipline.

miki99
miki99

Tocca avvertire gente come Schurter e Absalon allora!

raven
raven

Magari perche le corne sono un’altra cosa rispetto alle corna?

miki99
miki99

chiedo scusa per mio italiano approssimativo! Diciamo bar end oppure appendici così niente confusioni 😉

Boss Equipment
Boss Equipment

In sentiero sono pericolosi soprattutto in estate, se fai sterrati e sentieri che conosci a memoria aiutano e molto, Io li ho smessi stanco di agganciare rami mai caduto ma paura tanta.

miki99
miki99

Non dico che sono indispensabili a tutti, dico solo che targarle come pericolose è esagerato, tutto qui.
Per tornare alla pedalata, nel mio caso mi sono utili per variare la posizione in bici in base alla situazione, impugnando le corne mi sdraio di più sull’anteriore, dando forza alla pedalata e carico sulla ruota in salita.

Jack Bisi
Jack Bisi

Nelle situazioni sopracitate concorderai con me che non sono il massimo. Rimanere appeso ad un ramo con un’appendice su uno stretto single track è un’attimo.

Bro17
Bro17

…capita di lottare con i ginepri nei single track strettini e scavati… Se poi le “corna” si agganciano al ginepro… PAURA!
MA quindi con il tuo articolo muore il mercato dei manubri usati? Stavo cercando un renthal fatbar…

Rouge90
Rouge90

rimanere appesi a un ramo? ahahah ma scherzi, spero… che panzana!

gotto
gotto

Avevo un 730 sulla Remedy, sono passato alla Slash e ora ho un 780, per la mia pratica lo reputo un pò abbondante ma dovevo valutare, penso che l’ideale per me sia 750, lo taglierò.

Lisadrardiode
Lisadrardiode

complimenti Jack sempre molto interessanti i tuoi articoli!!
2 domande:
In passato,trattando la tecnica di guida hai più volte insistito sulla necessità di caricare l’anteriore, è più facile con il manubrio più basso?
Back sweep:passando da un 9° a un 6° (su una front xc 29) la differenza è significativa, secondo te?
grazie e continua così1

Jack Bisi
Jack Bisi

no, non è più facile con il manubrio più basso in senso assoluto. Con il manubrio più basso i pesi sono più avanzati. Questo significa che la posizione base per la discesa, che prevede una distribuzione dei pesi di 50 e 50 per ruota, sarà più arretrata che su una bici con manubrio alto. In pratica le bici con manubrio basso vanno guidate più arretrate, manubrio alto, vanno guidate più sul manubrio (a parità di bici e altri valori geometrici). C’è chi preferisce guidare sul manubrio in modo molto aggressivo, e quindi beneficia di un manubrio leggermente più alto e chi invece preferisce non dover stare sempre così in avanti col corpo e preferisce un manubrio più basso.

passando da 6 a 9 gradi la differenza è percepibile… eccome. Meglio o peggio dipende da tante cose e da te.

Antonino Cappella
Antonino Cappella

Come entra in gioco l’inclinazione del manubrio?
Ovunque si legge di variarla in base al proprio feeling, ma fino a quando è preferibile intervenire sull’inclinazione e quando invece sarebbe meglio cambiare upsweep e backsweep?

Jack Bisi
Jack Bisi

l’inclinazione permette al rider di trovare la giusta posizione delle braccia per il carico da dare alla bici. Il medesimo manubrio montato su una dh e su una all mountain sarà certamente montato con inclinazioni diverse (più avanzato sulla dh).
Up e back sweep sono invece caratteristiche che devono essere ricercate su un manubrio in modo tale che possa essere comodo per noi, per i nostri polsi, per la nostra guida. L’inclinazione è una regolazione che arriva dopo. Considera inoltre che l’inclinazione, o meglio la variazione di assetto data dall’inclinazione, varia molto da manubrio a manubrio. Ovviamente se up e back sweep sono risicati la variazione sarà poco influente. Stessa cosa se il rise è contenuto non avrò grossi spostamenti di peso, se ho un rise accentuato vado proprio a modificare le quote geometriche della bicicletta su cui pedalo (dist manubrio sella ecc)

Antonino Cappella
Antonino Cappella

Ok, attendo lo schemino, perchè ho ancora qualche dubbio.
La mia idea è che variando l’inclinazione si cambia tutto, rise, i due angoli di sweep, distanza sella manubrio. Dovrei farmi qualche calcoletto per vedere quanto effettivamente influisca, ma la mia idea è che sia una soluzione di comodo per aggiustare le geometrie, ma che sarebbe più opportuno prendere manubrio e stem in coppia quando si cambiano gli angoli di sweep.

E il problema allora diventa… qual’è l’inclinazione di default che mantiene angoli e distanze volute dal progettista? il mio manubrio ad esempio presenta delle tacchette di riferimento sul lato superiore, con cosa le devo allineare?!

Pietro.68
Pietro.68

jack perchè non metti uno schemino da cui si capisca cosa è rise, up sweep e back sweep????

shanastarns60
shanastarns60

concordo che sarebbe utile uno schema 🙂

Jack Bisi
Jack Bisi

arriva…

Jack Bisi
Jack Bisi

Sono chiari gli schemini sul manubrio RCM??

Pietro.68
Pietro.68

ottimi grazie!

prolive
prolive

Jack, tu dici che un manubrio in carbonio, a parita’ di misure, e’ + stancante per le mani di uno in alu? Molti sostengono il contrario, che il carbonio “smorzi” meglio le vibrazioni. In realta’ anch’io sono dell’idea che e’ + rigido quindi + reattivo ma anche + diretto ndl trasmettere le asperita’ alle mani. Pero’ quando ho sostituito l’originale specy da 72, alu e anche leggerino, con un havoc carbon da 75, mi ci sono trovato meglio. Certo, dovrei fare un confronto con lo stesso manubrio in alu…. Ma in definitiva, il manubrio in carbonio stanca di piu’? O dipende dal manubrio? OT ci sono in programma anche nuovi power WE?

Jack Bisi
Jack Bisi

magari il fatto di salire da 72 a 75 e aumentare favorevolmente il rapporto di leva ha fatto si che per te quel manubrio fosse migliore. Non ho detto che in assoluto sia più stancante, solo che trasmette più vibrazioni e che, in molti casi, il male alle mani è dato da quello.
Per alcuni, ad esempio, è vero il contrario e cioè che, sentendo l’anteriore ballerino e poco preciso (manubrio che flette, forcella che flette, ruota e gomme che flettono) tendono a dover stringere come matti le manopole e questo provoca alla lunga dolore. Irrigidire la zona diventa quindi importante per poter guidare in modo più rilassato. la mia “frecciatina” sul carbonio che è più rigido è per fare capire a molti, soprattutto in discesa o enduro, che non è sempre è così conveniente avere sto anteriore “bisturi”. A volte, soprattutto nello scassato, qualche flessione e smorzamento aiuta a non arrivare a fine pietraia con le mani distrutte.
(PS, io sulla all mountain e sulla enduro monto il manubrio in carbonio.)

frantic
frantic

esiste una misura, dislivello sella manubrio, da usare come punto di partenza per fare enduro?
io per esempio sulla mia bici da 160 anteriore e posteriore, la misura in quaestione è di 7 cm.
naturalmente sto parlando di altezza sella in posizione di pedalata e impostata seguendo il bellissimo articolo di scr1.

frantic
frantic

che dite, sono troppi 7 cm ?

Jack Bisi
Jack Bisi

Io ti consiglio di settare la bici per la discesa, una volta trovata la posizione vai solo ad alzare la sella all’altezza giusta. In enduro bisogno privilegiare la guida piuttosto che altre variabili come la comodità o la trazione degli arti superiori negli sprint (in ottica gara almeno). L’enduro è forse la specialità più difficile a livello di settaggi perchè più completa!

turkishweb
turkishweb

una domanda: premesso che dipende dalla disciplina, esiste un qualche rapporto larghezza spalle / larghezza manubrio? come si può capire se il manubrio è giusto, avendo sempre usato quello (quindi, non avendo metri di paragone, ci si trova bene) senza provare (e quindi comprarne) n diversi?

grazie in anticipo!!

Jack Bisi
Jack Bisi

non c’è purtroppo. Dipende da troppi fattori e non è sempre uguale.
Se su una bici puoi trovarti bene con una misura, su un’altra con medesimo utilizzo ma geometrie diverse puoi sentire il bisogno di un’impugnatura diversa, o di una diversa larghezza del manubrio.
Comunque se trovi il manubrio con le geometrie dei tuoi sogni puoi comprarlo, usarlo senza tagliarlo e poi, se ne senti il bisogno, iniziare a stringere tagliando le estremità (max 1 cm alla volta altrimenti il cambiamento sarà troppo drastico). Se non sei sicuro puoi anche settare manopole e leve più interne, come se lo avessi tagliato, lasciando un pezzettino di manubrio che esca (mi raccomando mettete i tappi in gomma al manubrio, non lasciate mai il foro a vista, è una questione di sicurezza. A quel punto saprai se il settaggio con manubrio più stretto fa per te e se procedere a tagliarlo nuovamente o se avrai trovato la misura giusta.

Jack

turkishweb
turkishweb

proverò!! grazie mille jack! 🙂

ruggidn
ruggidn

ma la le linee di riferimento per la misura del rise non sono quella che unisce le estremità e la parte superiore del centro manubrio?

Jack Bisi
Jack Bisi

quindi un manubrio con upsweep non può avere rise 0?

ruggidn
ruggidn

non lo so io pensavo che il rise fosse la distanza tra l’asse del centro manubrio e l’asse della sezione dopo la piega (sostanzialmente quello che hai evidenziato tu) ma l’ultima volta che ho comprato un manubrio mi è stato spiegato che è la distanza che ho indicato nel post precedente

ruggidn
ruggidn
frantic
frantic

allora,
ho misurato l’altezza del movimento centrale, 34,5 cm;
ho messo la sella in posizione di pedalata seguendo il tech corner di scr1, e quindi ho usato la tecnica del filo a piombo, altezza rilevata nel punto anatomico 113.5 cm;
adesso il dislivello sella manubrio l’ho portato a 4,5 cm, prima era a 7 cm, cambiando la pipa e mettendo uno spessore, e l’altezza del centro delle manopole da terra è di 109 cm prima era a 106.5 cm.
io sono alto 186 cm.
che dite ho il manubrio troppo alto ?
le misure sono state prese usando una livella a bolla da 1 mt di lunghezza, quindi abbastanza precisa.

semmenthal
semmenthal

jack io ho spesso dolore alle mani dopo una discesa su pietraia(premetto che monto totem da 180 mm) parlando con amici e gente che gira molto piu’ duro di me mi hanno consigliato tutti di provare a montare un manubrio in carbonio che flettendo di piu’ rispetto all’alluminio assorbe meglio le vibrazioni sullo scassato, leggendo diversi forum anche su altri magazine ormai sostengono tutti sta cosa mentre tu nel tuo articolo sostieni esattamente il contrario dicendo che il manubrio in carbonio non e’ adatto a chi soffre di dolore ad avambracci e mani……ero convintissimo nel comprare un manubrio in carbonio ma dopo aver letto il tuo articolo sono sinceramente confuso

Matteo Bonato

Spero qualcuno abbia la pazienza di leggermi. Magari il tempo di un caffè. Grazie Qualche perplessità sul fattore: elastico\rigido – carbonio\alluminio PREMESSE Pedalo una Nomad Carbon 2011 (mktg 2012 credo) taglia “M” presa usata, allestita con manubrio Easton Haven Carbon da 71cm – rise 20mm – backsweep 9° – upsweep 5° – con attacco RaceFace Turbine 7cm +6° alu (il tutto Ø 31.8). NOTA: la forcella, è una FOX 36 Talas FIT RLC Factory Series 120/160 Kashima (PP20) del 2012 Nel corso del tempo, vuoi per un cambio di stile di guida vuoi per diversificazione nella tipologia dei giri, sento sempre più impacciata l’accoppiata manubrio 71cm + attacco da 7cm. I miei giri vanno dall’AM – all’Enduro – al trial leggero. Noto come cerco sempre più di allargare le braccia e spesso mi ritrovo con i palmi delle mani, sbordare oltre il manubrio, anche in pedalata. Lo prendo come un segnale ehehe! Sono arrivato allora al punto di un upgrade comparto manubrio\attacco, soffrendo inoltre una forcella non proprio burrosa, benché revisionata regolarmente (noie specie sul microstack = sollecitazioni ravvicinate, micro-asperità). Avendo ora un manubrio in carbonio, e volendone comprare uno nuovo, leggendo in giro trovo molte, troppe correnti di pensiero contrastanti. Si legge il carbonio è sì, più preciso ma… al contempo più rigido (appunto). Poi al contrario si legge, senza citare le fonti, che il carbonio è più elastico e indicato per assorbire meglio le sollecitazioni del terreno. Confusione. Poi c’è il fattore “sezione centrale” che da Ø 31.8… Read more »

Matteo Bonato

Nessun suggerimento?! :\

rashaddowdle
rashaddowdle

Ciao a tutti,
sono possessore di una Cannondale Scalpel Carbon 2 2013, ho il manubrio Truvativ Noir T 30.
La mia esigenza è di alzare un poco la posizione di guida ma sopprattutto di diminuire il backsweep, attualmente è 10°, per me è troppo, alla lunga mi fanno male i polsi.
Domanda: se prendessi un manubrio flat e lo rotassi può avere effetto riser? Nel senso che mi sembrano eccentrici nella zona attacco manubrio, dunqua a seconda del modo che lo fisso cambia l’altezza ma non il backsweep, giusto? Grazie

spartaco
spartaco

Ciao Jack, devo cambiare il vecchio manubrio alla bici da dirt, per questa disciplina quale larghezza suggerisci?
ps. sono alto 1,80