RedBull Tianmen Gamby Report #4: quello che è successo veramente

RedBull Tianmen Gamby Report #4: quello che è successo veramente

27/05/2015
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27/05/2015

Visto le moltissime notizie, messaggi e post che sono arrivati vorrei fare un po’ di chiarezza su quello che è successo veramente alla RedBull Tianmen.

Partirei da sabato mattina quando, nonostante le condizioni meteo avverse si decide si salire lo stesso sullo spot della gara (chiamato the stairs to heaven)

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L’arrivo

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Un bel salto nel nebbione.

Come potete vedere dalle foto, tra il fondo bagnato e la visibilità a 2 metri dopo qualche ora si decide di rimandare la gara a domenica.

Ritorniamo quindi tutti in hotel ed io e Stefano passiamo il pomeriggio a fare un giro in città.

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Anche in città eravamo delle star.

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Per andare in centro abbiamo usufruito di un favoloso taxi ancora da rodare.

Arriviamo a domenica, il giorno della gara, al mattino a colazione l’aria che si respira è del tipo : “ Non vedo l’ora che sia oggi pomeriggio ed abbia già fatto quelle 2 maledette discese” Johannes Fischbach , “Speriamo che piova cosi non si fa la gara”  Andrew Taylor , “Io prego dio che i miei freni tengano per 2 discese “ Bernard Kerr. Questo è semplicemente per darvi l’idea dell’entusiasmo e della carica che tutti i rider avevano prima della gara.

Una volta raggiunta la cima, è ora dell’inizio della gara. I primi rider scendono piano senza troppi rischi.

Stefano Dolfin mi fa arrivare le pulsazioni a 220 battiti quando a metà del tratto ripido in discesa sgancia un piede mettendo la bici di traverso (cadere in quel  posto voleva dire rotolare sui gradini per almeno 200 metri) ma fortunatamente ad un certo punto riesce a riagganciare ed a rimettersi in linea completando la run.

Alcuni rider, al termine della prima run, decidono di non partire per la seconda.

La prima caduta spettacolare arriva con il neozelandese Mc Connachie che si cappotta di faccia sull’ultimo salto, scivola a peso morto fino alle transenne. Io penso subito sia qualcosa di molto grave, dopo pochi attimi si rialza, si spolvera, e via, come nuovo.

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Kelly la sera prima della gara.

Poco dopo è la volta del gigante buono Kelly Mc Garry. Personalmente non lo conoscevo e da foto e video ho sempre immaginato fosse un free-rider alla  “yo yo”. In realtà abbiamo trascorso molto tempo insieme durante la settimana e devo ammettere che è una persona tranqulla, simpatica  e quasi timida. La sua discesa ha dell’incredibile, dopo la partenza la sua velocità aumenta sempre di più non a causa di incoscienza ma per problemi ai freni,  visto da sotto è impressionante, non riesce più a fermarsi fino a quando salta l’ultima scalinata (alta secondo me 5 o 6 metri) esplodendo all’atterraggio.

A rivedere il video della caduta vengono ancora i brividi.

Dopo la caduta si pensa al peggio, io e Stefano corriamo dagli organizzatori chiedendo di far partire immediatamente l’elicottero del soccorso, ci viene detto che l’ospedale della città non è munito di elicottero e dovrà fare tutti e 99 i tornanti di discesa in ambulanza. Fortunatamente dopo poco si realizza che Kelly è cosciente.

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Trovate le differenze tra le 2 bici.

Dopo un oretta inizia a circolare la foto di una risonanza dove si vedono 2 fratture scomposte alle braccia, nonostante si tratti di un brutto infortunio siamo felici nel sapere che è vivo e sta bene. In realtà la notizia verrà poi smentita dallo stesso Kelly il quale riporterà “solo” una frattura alla caviglia.

A differenza di quanto riportato negli articoli precedenti la gara si interrompe per mezz’ora per poi essere ripresa normalmente e credo possiate immaginare la carica dei rider passati al turno successivo.

Nonostante tutto, nel turno successivo i rider rimasti abbassano il tempo di oltre 10 secondi ed a vincere è Garret Buhler.

Dopo pranzo è la volta del contest di free style, solo 4 rider prendono parte. Dopo 3 discese a testa a vincere è Mike Montgomery con un “banale” no hands. Per rider abituati a chiudere tranquillamente doppi backflip, vincere un contest con un no hands può fare capire quanto era proibitivo il tipo di salto.

E cosi si conclude la mia esperienza in Cina.

Nel prossimo report vi presenterò una intervista esclusiva agli organizzatori dell’evento ed altri interessanti particolari

Vi ricordo l’appuntamento con il Gamby Camp del 4-5 Luglio al Monte Alpet, per info [email protected]

A presto

Gamby

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