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Un tributo a Jobst Brand da Tom Ritchey

Un tributo a Jobst Brand da Tom Ritchey

27/05/2015
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27/05/2015

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Se volete sapere perchè una delle macchine da test di Ritchey si chiama “Jobst”, questa è la storia.

Jobst Brand è da poco deceduto ad 80 anni. Le sue pedalate di 8-9 ore erano famose…

jobst-testing-2

Un tributo a Jost by Tom Ritchey

“Mio padre ha cominciato a girare in bici con Jobst quando io avevo 14 o 15 anni. E’ entrato così in un mondo di epiche pedalate, ma anche di logiche e principi rigidi, quelli tipici di un ingegnere tedesco. Pedalava inoltrandosi nella montagne di Santa Cruz oppure su strada, chiaramaente non c’erano telefonini. Bisognava arrangiarsi, scegliere bene dove e come pedalare. Se si rompeva qualcosa, nessuno avrebbe aspettato, si era soli e di consequenza nessuno si sarebbe fidato ad uscire con attrezzatura che non fosse affidabilissima. E Jobst era uno che ti avrebbe sicuramente detto se la tua bici non era perfettamente a punto.” Tom Ritchey

Jobst Rides

Jobst è sulla destra

Trovate qui la storia completa.

 

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The leg
The leg

Fantastica storia. Grazie.

SuperDuilio
SuperDuilio

Cacchio fa impressione vedere una bdc sullo sterrato…..
Adesso se non abbiamo il copertone adeguato al percorso siamo pure capaci di lamentarci.

sunsetdream
sunsetdream

E’ sempre bello capire cosa si faceva una volta. Io non andavo ancora in bici, ma qualche “soffio” di quell’aria li’ a fine anni 80 l’ho respirata per fortuna pure io quando ho iniziato (e mi è rimasta addosso e la conservo gelosamente) Adesso si ritorna, se non altro nel look, barbe e baffi incontro nei sentieri, su bici all’epoca neanche immaginate. Bellissimo e utile servizio, grazieeeee!

william leonardi
william leonardi

bellissima storia. E altrettanto impressionante quel telaio rosso, che messo vicino ad un mezzo odierno sembra un attrezzo da circo.
Sarebbe bello sapere cosa un simile personaggio ne pensasse delle bici attuali…

MIRKODH73
MIRKODH73

…me lo sono chiesto anch’io, ma avrei paura della risposta!

Per chi mastica un pò di inglese, consiglio la lettura dei suoi fantastici “Tour of the alps” su Trentobike (cercate con google, avevo scritto un post con il link ma non è stato visualizzato).
E per tecnici e non, cercate il suo libro “The bicycle wheel”, secondo me una pietra miliare.

Buon viaggio, Mr. Brandt.

vito e alloggio
vito e alloggio

davvero una bella storia…