Sei schiavo di Strava?

Sei schiavo di Strava?

Marco Toniolo, 24/01/2021
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Marco Toniolo, 24/01/2021

Chi si ricorda i tempi in cui si usciva e si tornava a casa senza dover per forza caricare qualcosa sul web? Oppure lo si faceva, ma non c’erano classifiche: era una specie di catalogo con cui tenere conto dei chilometri e i metri di dislivello percorsi durante l’anno. Insomma, una roba rilassata, come il nostro Training Camp.

L’era dei social ha pervaso anche lo sport e, se uno fa l’antisociale non postando foto o selfies demenziali sui vari Facebook, Instagram, ecc ecc, spesso e volentieri finisce a postare l’uscita su Strava. Come il sottoscritto, lo ammetto.

C’è un detto: “Se non è su Strava non è accaduto veramente“. Riassume bene la spinta sociale a pubblicare le proprie attività sportive, siano queste anche il semplice andare a fare la spesa in bici o il tragitto casa-lavoro. Spinta sociale che da un lato è positiva perché uno deve muoversi per far vedere agli altri di essere attivo, dall’altro però toglie un po’ il piacere di fare sport per il semplice gusto di farlo.

Già, perché Strava, come tutti sappiamo, ha quella bene/maledetta funzione di comparazione dei tempi sui segmenti che è un po’ la Porsche dei poveri, cioé il voler dimostrare di avercelo lungo, anche se lungo non lo si ha. Così, al posto di iscriversi alle gare, c’è chi si diletta nel provare ad essere il King Of The Mountain anche creandosi segmenti ad hoc che percorre solo lui, o casualmente si dimentica di scegliere l’attività giusta, ergo gira con la bici elettrica e posta l’uscita in quelle delle bici normali. Oppure c’è chi modifica i file…

Insomma, Strava è un social e come tale vive di confronti, commenti, incazzature. È anche un ottimo strumento di allenamento, ha una bella app semplice da usare e non ha pubblicità. Ah già, quasi dimenticavo che per regalare a Strava tutti i vostri dati, se volete qualche funzione in più, dovete pagare.

In ogni caso, il suo successo è indiscutibile, ma la vera domanda è: ci rende dei biker migliori o solo degli schiavi dell’ennesimo social?

 

Commenti

  1. Ovviamente Strava per tenere il diario, per provare a fare i kom in salita con abbonamento e differenza in secondi in tempo reale, per vedere che sentieri fa la gente e con che tempi di percorrenza, per sapere se si passa o ci sono cani, heatmap per vedere i sentieri più usati e quelli da esplorare
  2. Uso stava, costantemente. Ho smesso di inseguire i kom dopo aver capito a mie spese che un conto è fare 3 gare al mese, un conto è farle a tutte le uscite. Ci si prendono più rischi e alla fine ti fai male. Sono schiavo, sì. Penso di sì, così come sono schiavo della bici, della forma fisica, del tentativo di rallentare il tempo. Ogni epoca ha le sue schiavitù, e fidatevi questa è di gran lunga la migliore.
  3. io lo trovo utile per scoprire nuovi percorsi guardando le racce di altri biker di zona o creandole con le heatmap.
    Ma la parte più interesante è il monitoraggio dei miglioramenti, guardando i propri storici sui segmenti si vedono i risultati e la cosa per me sprona deciamente a insistere con l'allenamento.
    Ad esempio 2 anni fa i miei tempi sui segmenti erano più o meno il triplo del KOM (dalle mie parti si allenano Visconti e Casagrande) ora solo il doppio