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Swiss Epic, l’anello mancante

Swiss Epic, l’anello mancante

22/09/2014
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22/09/2014

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La scorsa settimana avete potuto seguire il nostro report sulla prima edizione della Swiss Epic. A grande richiesta, considerando anche quella di mia mamma, che ha smesso di preoccuparsi una volta saputo che sono tornato a casa in un pezzo (e solo allora ha guardato i video), eccovi un sunto di quello che abbiamo vissuto io e Andy.

Si va in ordine di voti. Pronti, via.

10 I sentieri del Canton Vallese

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Magnifici. Lo sapevamo, ed era uno dei motivi portanti che ci hanno spinto ad iscriverci alla Swiss Epic. Non hanno deluso, anzi: considerando che abbiamo beccato la settimana con il miglior meteo di tutta l’estate, senza una goccia d’acqua, la polvere alzata dalle nostre ruote aveva un gusto accettabile.

Sentieri da leggere anche nell’ottica di una gara a tappe che, finalmente, costringe i corridori ad essere dei mountain biker e non degli stradisti in vacanza. L’anello mancante nelle competizioni. Siamo sinceri: l’enduro si vince in discesa, le granfondo in salita. La Swiss Epic Flow solo se si è bravi in tutti e due. Era ora.

Nella categoria “Epic” chi era in giro con la frontina e la sella alta, senza reggisella telescopico, se ne sarà pentito amaramente. La Swiss Epic non è il Transalp Challenge. Neanche la festa finale: ho visto solo un tizio con le calze antitrombosi!

9 Correre in due

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Personalmente mi piace andare in bici da solo, con il mio ritmo, le mie pause. Mi piace anche dormire con mia moglie, ma settimana scorsa ho dovuto condividere ogni tipo di letti matrimoniali con il mio amico tedesco, per non parlare di una stanza da 600 CHF a notte (offerta da Verbier), supermoderna. Avete presente quelle dove il bagno è “aperto”, quindi potete vedere l’altro che si fa doccia, bagno, ecc? Per fortuna almeno il cesso era chiuso.

Vabé, a parte questi dettagli da coppietta in vacanza, girare con un compagno a ritmo di gara aiuta, soprattutto nei momenti più difficili, quando la testa fa le bizze e ti dice: “Basta!”. Anche perché sai bene che pure lui, la notte prima, si rivoltava nel letto ogni 5 minuti ed era sveglio alle 5, pur essendo la partenza alle 8:30. Siamo tutti umani, ma insieme si tira avanti meglio.

8 La mia Ibis Ripley

125mm dietro, 120mm davanti. Di gran lunga la bici con meno escursione di tutte quelle delle 52 squadre che hanno corso nella categoria “Flow”, la nostra. Eppure era sempre lì a combattere per le prime posizioni, che fosse in salita o in discesa. Unici problemi: una gomma tagliata e il deragliatore posteriore XX1 che aveva perso tensione, dopo 2 anni di usi ed abusi. Non per niente era con me l’ingegnere che l’ha progettato, Andy in persona, e che ne aveva uno di ricambio nella borsa. Il vecchio è già nei laboratori SRAM per capire quanta tensione avesse perso il Type 2, attendo i risultati per comunicarveli.

Per il resto la bici è una bomba, di sicuro una delle mie preferite di sempre, grazie alla sua polivalenza. Grande trazione in salita, anti squatting perfetto (non si mangia l’escursione sul ripido o pedalando), sensibilità in discesa. La ciliegina sulla torta è quella forcella supersexy che fa tanto discutere per i suoi steli rovesciati: a brevissimo il test, dopo 2 mesi di abusi.

7 L’allenamento

Non mi ero mai allenato seriamente in vita mia, cioè seguendo un piano organizzato da un preparatore. Come dicevo sopra, mi piace prendere la bici quando ne ho voglia, ed andare dove ho voglia per quanto ne ho voglia. Non è così se ci si allena. Però mi sono divertito a seguire le tabelle di Roberto Massa (qui la sua analisi), soprattutto quando ho cominciato a volare in salita, in punti dove prima facevo fatica.

Ora una salita massacrante come quella alla Capanna Tamaro riesco a tirarla senza grossi problemi con il 30×36 su una 27,5″. Se poi metto il 42, come ho fatto oggi, diventa una passeggiata turistica. Una bella sensazione. Ciò non toglie che ora sono contento di fare quello che voglio, haha.

6 Il formato Flow

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Bell’idea, da migliorare. Quando i metri di dislivello in salita non sono mai giusti, se non nella quinta tappa, diventa impossibile pianificare gli attacchi e la strategia di gara. Abbiamo chiesto all’organizzazione il motivo dell’approssimazione, e ci hanno detto che avevano calcolato il dislivello usando l’apposita funzione delle “Swiss Maps”. Incredibile che il software delle altrimenti così precise cartine svizzere possa fare così cilecca.

Ottima l’organizzazione di shuttles e funivie.

Per fortuna gli “Epics” avevano i dati giusti. Con quei dislivelli mostruosi, sbagliare anche solo di 200 metri diventa una tortura.

5 I briefing

Ogni pomeriggio era obbligatorio andare ad ascoltare la descrizione della tappa del giorno successivo. Peccato che le informazioni fossero troppo poche, con la scusa di non voler rivelare il percorso in precedenza. In combinazione con il punto 6, diventava veramente difficile sapere quali e quante fossero le salite, il loro fondo, la loro difficoltà. Verso la fine della gara sono apparsi degli stralci di cartina dove, almeno, si facevano vedere i punti pericolosi quali attraversamenti di strade, cantieri, punti a spinta.

La cosa positiva è che l’organizzazione ha fatto autocritica e si ripromette di migliorare nell’edizione 2015.

4 I sorpassi

Ogni giorno ci siamo trovati decine di rider più lenti da superare in discesa, come potete vedere nel video qui sopra. Vista la differenza di velocità, alcuni sorpassi diventavano pericolosi. Qui è necessario rivedere gli ordini di partenza. È un compito difficile, visto che le categorie Flow ed Epic vanno a mischiarsi in diversi punti del percorso durante diversi momenti della giornata. Forse irresolubile.

3 I prezzi di iscrizione

3.350 CHF per squadra. Questo il pacchetto più economico per iscriversi alla Swiss Epic 2014, dormendo in camper, guidato da una terza persona inclusa nel prezzo, che comprende la gara, il campeggio e le cene.

Il nostro pacchetto, detto “Comfort”, costava 4.890 CHF per squadra, con pernottamenti e cene in alberghi a 3 stelle e shuttle inclusi.

Non sono certo prezzi popolari, ma si sa che la Svizzera è cara e che tante sono le persone che prendono parte all’organizzazione. Questo non toglie che la Swiss Epic sia una gara piuttosto elitaria, difficile da vendere fuori dai confini rossocrociati.

1 Mucche spostacartelli

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Ci hanno fatto perdere la retta via durante la prima vera tappa, quando eravamo in testa. Da lì noi abbiamo anche perso il filo della gara, in termini di competizione con la squadra che poi ha vinto la Swiss Epic Flow. In Svizzera, era logico che le mucche giocassero un ruolo di primo piano, anche se non sono dipinte di viola con la scritta “Milka”.

2015: dal 14 al 19 settembre

Se avete voglia di mettervi alla prova in una gara veramente allround, queste sono le date della prossima edizione.

www.swissepic.com

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spiri
spiri

mitico! e direi un + alla mamma e ++ alla moglie … 🙂

spiri
spiri

ops sbagliato volevo dire il contrario … la mamma e’ la mamma

mxl
mxl

Bravi!
(Ma manca il punto 2 :-P)

Marco Toniolo
Marco Toniolo

Grazie.
So che manca il punto 2, ma non avevo altre note negative!

mountaindoctor
mountaindoctor

Questa organizzazione sfizzera ha reso approssimativo anche il Diretur 🙂
Scherzi a parte, complimenti per la gara e grazie per la scelta di condividerla day by day. Sono d’accordo con te sull’analisi del tipo di gara. Resta comunque il dubbio che, imbastardendo le discese di certe gran fondo o stringendo in modo cinico e spietato i tempi di trasferimento tra le speciali in enduro, il risultato potrebbe essere lo stesso 😉

Marco Toniolo
Marco Toniolo

certo, ma il pubblico delle due tipologie di gare non si presenterebbe del tutto, perché i granfondisti inorriderebbero all’idea di fare sentieri tecnici, e gli enduristi farebbero sciopero se si dicesse loro che parte delle salite sono cronometrate.

Pensa che durante il prologo un team belga, finita la prova, ha fatto i bagagli ed è tornato a casa dicendo “questo tipo di gara non fa per noi”.

mountaindoctor
mountaindoctor

Mmm… Non ho il polso delle gare in Italia, però darei più fiducia alle due categorie di biker sopra citati 😉

meteor
meteor

Complimenti per il risultato e lo sbatti quotidiano del report immediato a fine gara.

La formula di gara mi è piaciuta moltissimo. Un mix perfetto tra salita e discesa.

Un format simile, magari di soli 2 giorni per abbattere i costi organizzativi e di partecipazione (il classico WE di gara) , potrebbe davvero essere una valida alternativa al Superenduro per chi sa andare forte in entrambi i frangenti.
Per non rendere le gare troppo simili ad una granfondo basterebbe rendere le discese più difficili e meno adatte alle bici XC affinché si renda necessario l’utilizzo di mezzi più adeguati per la discesa ma ben pedalabili in salita.

Perché non vi fate promotori di qualcosa di simile anche in Italia ? (considerando l’impatto mediatico che avete).

Saluti

Marco Toniolo
Marco Toniolo

Beh basta fare come hanno fatto alla Epic: le salite vengono accorciate con degli shuttle/impianti.

Non è nei nostri piani organizzare eventi, c’è chi lo fa per mestiere, e bene 😉

Martina6184
Martina6184

Si riesce a campare organizzando eventi come questi, una volta all’anno?

Cecio

Ecco, penso sia questa la strada. Un sacco di location potrebbero permettersi gare con impianti. Io ho fatto la Zillertal Bike Challenge di 3 gg: quelli allenatissimi fanno tutto in bici (10000m di dislivello), gli altri poco più della metà. 3gg sono sicuramente meno impegnati della Swiss Epic … peccato però che in Austria le discese scelte per la gara fossero … autostrade!
Non si può inventare una nuova (l’ennesima!) categoria, tipo “Enduro con salite” oppure “Technical Marathon?” 😉

meteor
meteor

Non mi è chiaro perché nella Epic c’erano molti bikers con la front da XC se si poteva meccanizzare. Il vantaggio di un mezzo come quello che usavate voi era evidente!

stons65
stons65

Vista l’ottima prova pensate di ripetere l’esperienza il prossimo anno puntando alla prima posizione?

Marco Toniolo
Marco Toniolo

No, per un problema di date ed impegni famigliari

iaio
iaio

In fondo anche gli svizzeri sono umani! Sbavature a parte resta una gara di Mountain bike unica. Peccato per l’approccio elitario, che la fa assomigliare un po’ a quelle prove di regolarità per ferrari e mercedes coupe’ con partenza e arrivo a gstaad..

ecox
ecox

ti do una mano per il voto 2.
Voto 2 all’abbinamento dei pantaloncini color arancio con il rosso della maglia, degno del peggio daltonico!! uhauhauahuh!

A parte tutto i pantaloncini sono proprio belli, che marca sono?

Marco Toniolo
Marco Toniolo

Ion. Lo so che il colore non c’entra una mazza con la maglia, ma sono i pantaloni con il migliore sistema di cintura: non si muovono di un mm. È praticamente lo stesso sistema dei costumi da bagno dei surfisti. Test segue

Waugh
Waugh

che marca sono?

Marco Toniolo
Marco Toniolo
Waugh
Waugh

@Marco che taglia hai? Per intenderci io ho una M bella piena degli Endura singletrack. Me li potresti rapportare? Mi interessa parecchio questa cosa che non scivolino verso il basso. Grazie.

Marco Toniolo
Marco Toniolo

Io ho una M, ma se non sbaglio la taglia in foto è addirittura una S. Domani controllo

Waugh
Waugh

Ok grazie, la M allora dovrebbe essere più che perfetta nel caso tu abbia la S degli ION. Attendo la tua risposta.

tagnin
tagnin

Ciao Direttore, secondo te per questa gara è adatta una bici con escursioni ancora inferiori tipo Specialized Epic?

marco bot 00
marco bot 00

A me l’affermazione “Siamo sinceri: l’enduro si vince in discesa, le granfondo in salita. La Swiss Epic Flow solo se si è bravi in tutti e due. Era ora.” sembra un po’ tagliata con l’accetta… Anche le gran fondo si vincono in discesa… Dubito che i primi 10 di classifica di una granfondo di buon livello si piazzerebbero allo stesso modo se avessero delle scarse doti discesistiche.
Mi sembra una forzatura… Sicuramente può essere un format interessante ma messa così sembra quasi uno spot. Per usare uno slang più giovane e diretto dall’articolo esce fuori che “Granfondo = caca, Enduro = caca, Swiss Epic Flow = minghie che figata, il resto è solo caca”.
C’è da dire che forse avessi avuto anche io lo stesso piazzamento in una gara perderei di obiettività e potendo osannerei un format di gara dove sono in grado di primeggiare.
Con questo non voglio dire che sia questo l’intento dell’articolo anche se un po’ devo ammetterlo che l’ho pensato…

Marco Toniolo
Marco Toniolo

Non è una forzatura: nella stessa Swiss Epic, senza Flow, vince chi va più forte in salita. In discesa puoi fare una differenza, ma minima se rapportata ai 3000 metri di dislivello in salita. A meno che uno non sia una schiappa tremenda in discesa, ma a quei livelli (Schurter, Kulhavy, Sauser, ecc) non ce ne sono.

Basta rapportare il tempo in salita a quello in discesa per capire dove puoi staccare gli avversari. Vale nella mtb così come su strada.

gabrireghe
gabrireghe

ma non c’è la possibilità di iscriversi alla gara e poi arrangiarsi da soli per quanto riguarda pernottamenti e pasti?

sui briefing del giorno prima effettivamente viene da chiedersi cosa li facciano a fare se poi non danno info o ne danno parziali..
anche sulle tracce gps mi sembra assurdo che non vogliono che vengano diffuse…
ma hai firmato qualcosa che ti impedisce di condividerle?

Marco Toniolo
Marco Toniolo

no, esistono solo 3 pacchetti all inclusive.

Per le tracce: pena la squalifica non potevamo condividerle. Ora basta che vai nel training camp e guardi dove sono stato 😉

giobike73
giobike73

Non ti trovo su training camp…
Che nome utente cerco ???
Grazie

Marco Toniolo
Marco Toniolo
Claudio66
Claudio66

Il tuo Compagno potrebbe scrivere un articolo simile al tuo …. le differenti vedute potrebbero essere assai interessanti

Balandi
Balandi

complimenti davvero! anche questo report è ottimo
@marco ma a proposito di test … la Santacruz 5010 C che avete assemblato tempo fa che fine ha fatto? vi erano montate diverse cose interessanti sopra

Marco Toniolo
Marco Toniolo

fatte le foto oggi, voglio solo montarci la Pike da 140 prima di scrivere il test

Balandi
Balandi

ottimo! sono in trepida attesa 😀

A-P
A-P

Grandi! Non c’é altro da aggiungere: Belli i report, belli i video e complimenti per l’ottimo secondo posto.

Ps. Certo che Andy oltre ad essere un progettista con i fiocchi é anche un gran manico!

Tiag
Tiag

Ciao
innanzitutto complimenti per l’ottimo risultato e i stupendi video realizzati.
È stato un piacere seguirvi durante tutta la settimana.
Volevo chiederti come ti sei trovato con il nuovo Casco Smith ForeFront, dopo averlo utilizzato per così tanto tempo.
Grazie mille per l’info e complimenti di nuovo

Marco Toniolo
Marco Toniolo
Peroz
Peroz

Comunque 4890 CHF é una cifra folle.
Improponibile

francomassolin
francomassolin

Potresti descrivere anche la bici del tuo compagno?
Sarebbe molto interessante da un punto di vista tecnico capire quale sono le biciclette con il miglior rendimento globale: Salita/discesa…tutto cronometrato
Grazie!

Balandi
Balandi

@marco, un altra domanda, a proposito della ibis che hai usato (nella versione con sensore di potenza, cerchi in carbonio, rs 1 ecc), quanto costa ? giusto per farsi un idea

BrunoGe
BrunoGe

@Marco, intanto complimenti anche per il tuo compagno! Non è da tutti poter vantare come socio il papà dell’xx1!

Una domanda sulle gomme:
viste le salite non eccessive e in virtù delle discese a volte belle toste che hanno mietuto vittime, sarebbe stato meglio montare gomme un pó più robuste e aggressive? Ad esempio rock razor al post e magic mary/hans dampf super gravity, ibex edc o anche le kenda honey badger. Considerata anche l’ottima pedalabilità della Ibis non credo si perda poi molto.
Grazie della risposta!

Marco Toniolo
Marco Toniolo

Sulla carta era prevista più salita, per quello che abbiamo scelto delle gomme scorrevoli.
Magic Mary, Honey Badger &co sono troppo pesanti per una gara del genere. Diciamo che un High Roller 2 sarebbe stato perfetto.

Fra l’altro anche Nino Schurter montava delle Ikon.

bubu66
bubu66

Ciao Marco, complimenti a te ed Andy siete davvero dei grandi! Ottima la performance ed i tuoi report! Vi seguito passo passo ogni giorno. Ho una domanda da porti: mi piacerebbe farla anch’io il prossimo anno e vorrei da te un consiglio sul tipo di mtb da impiegare. Dovendo scegliere tra una scalpel carbon 29″ e un c-bronson santa cruz quale credi sia più adatta, sulla base dell’esperienze avuta, alle caratteristiche della SWISSEPIC -FLOW. Ti ringrazio e complimenti ancora.

Marco Toniolo
Marco Toniolo

direi una bronson.
Di casa cannondale userei una Trigger 29.

Grazie!

bubu66
bubu66

…una curiosità, con il senno di poi, riprenderesti la Ibis o, per la tipologia del percorso Flow prenderesti la tua c-bronson?

Marco Toniolo
Marco Toniolo

assolutamente si!

giobike73
giobike73

Ciao,ma dove si possono trovare le tracce gps,di quei fantastici,spettacolari,goduriosi sentieri ??
Grazieeeee

ED_HC
ED_HC

oh ragass se sono così fantastici magari sbattetevi a leggere qualche risposta in più no?
http://tc.mtb-forum.it/user.php?id=1

giobike73
giobike73

Ciao,vedo che sei esperto,ti chiedo una cortesia,ho scaricato le tracce da training camp,ma non riesco ad aprirle con nessun programma:mi dà errore sconosciuto durante l’apertura…..
Potresti mica aiutarmi ???

sambofoto
sambofoto

Con la cifra richiesta sanno già che chi ci va lo fa davvero convinto !!!

xzy
xzy

M’e l’ero persa: complimenti vivissimi per il risultato !!!
Domanda: La IBis e la Stunt sono un pò diverse come impostazione, avete riscontrato notevoli differenze di guida tra le due bici ?

Marco Toniolo
Marco Toniolo

dura a dirsi, visto che non cambiavamo di certo la bici durante la gara 😉
Comunque, Andy chiudeva sempre l’ammo nei pezzi pedalati, anche se brevi, per evitare affondamento/bobbing. Il dw link invece è rimasto sempre aperto.

xzy
xzy

Insomma la dimostrazione di un cinematismo veramente all’avanguardia…forse troppo complesso costruttivamente per diffondersi..