Tendicatena: come risolvere i problemi di incompatibilità

di Daniel Naftali

Montare un tendicatena può sembrare un’operazione banale: si avvitano 3 viti, si regola la posizione della puleggia e via, il tendicatena è pronto all’uso.



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Se nella maggior parte dei casi questo è vero, ci sono però alcuni telai su cui il montaggio risulta particolarmente difficoltoso. Spesso sono richieste delle modifiche o degli adattamenti per poter montare questo utile accessorio. Vedremo in questo articolo i principali problemi di compatibilità ed alcuni trucchetti per risolverli.

Premessa

Su alcuni telai, in particolar modo i VPP ed alcuni 4 link a bracci corti, la presenza della biella inferiore o il posizionamento dei foderi bassi, molto vicini al telaio, può essere un vero problema per chi vuole montare un tendicatena.


Blackspire Stinger ISCG 05: ecco il tendicatena che dobbiamo montare

In questo articolo vedremo i principali problemi che si possono incontrare nel montare un tendicatena e come risolverli, prendendo come esempio il montaggio di un Blackspire Stinger ISCG 05 da doppia su un telaio Intense Tracer 2, uno dei più problematici riguardo alla compatibilità con i tendicatena.

Problema 1: corona interna che tocca sulla piastra del tendicatena

Il primo problema che andremo ad analizzare riguarda la corona interna della guarnitura che interferisce con la piastra del tendicatena. Sul nostro telaio infatti le viti della corona da 22 denti (leggermente sporgenti) vanno ad interferire con le viti di fissaggio del tendicatena (anch’esse leggermente sporgenti), impedendo di fatto alla guarnitura di ruotare liberamente.

L’interferenza è minima, si tratta solo di pochi decimi, ma anche se limassimo leggermente le viti, una volta montata la catena avremo il problema questa striscia sulla piastra del tendicatena quando si scende sul 22. Che fare quindi?


Niente da fare: oltre alle viti della guarnitura che interferiscono con quelle del tendicatena, anche la catena, una volta sul 22 si incastra contro la piastra del tendicatena.

La soluzione è piuttosto semplice e consiste semplicemente nell’aggiungere un piccolo spessore sotto la calotta del movimento centrale. In commercio si trovano degli spessori specifici di diverse misure. Un ciclista solitamente li tiene in qualche cassetto, altrimenti anche online sono facili da reperire.

Procuriamoci un po’ di spessori di varie misure.

Ce ne procuriamo qualcuno, di spessore differente: il nostro obiettivo è trovare lo spessore più sottile che ci consenta di risolvere il nostro problema di interferenza, senza però allontanare troppo la guarnitura dal telaio, andando quindi ad aumentare la linea catena ed il fattore Q.

Smontiamo quindi la calotta destra, con l’apposita chiave. Essendo il nostro movimento centrale da 73mm, abbiamo uno spessore da 2,5mm tra telaio e calotta. A questo spessore dobbiamo aggiungerne ancora uno, sicuramente più piccolo (l’interferenza era piccola). Facciamo alcune prove, partendo prima dagli spessori più sottili, per poi passare a quelli più spessi.

Nel nostro caso troviamo che la configurazione migliore si ottiene con uno spessore da 1,7mm.

Ricordiamo che bisogna verificare non solo che le viti della guarnitura non interferiscano con quelle del tendicatena, ma anche che la catena non strisci sulla piastra, neppure con il 22-34 o altro rapporto analogo. Per appurare ciò è quindi necessario montare e stringere la guarnitura, in modo che le pedivelle siano correttamente in battuta.

Con questa soluzione si risolve il problema alla radice, però si va ad allontanare la guarnitura dal telaio. Si aumenta quindi il fattore Q e la linea catena si sposta verso l’esterno. In realtà nel nostro caso 1,7mm sono veramente pochi. L’effetto sulla pedalata è pressoché trascurabile ed allo stesso modo l’aumento della linea catena non crea particolari problemi al cambio anteriore (che può comunque essere registrato in maniera ottimale) o sull’incrocio corona grande-pignone grande. Da un punto di vista strutturale allo stesso modo non ci sono problemi: la calotta si avvita più del necessario sul movimento centrale (su scatole 68mm si mettono due spessori da 2,5mm, noi ne abbiamo messi uno da 2,5 ed uno da 1,7, quindi di meno) ed anche lato pedivella sinistra il minore inserimento della pedivella sull’asse non crea particolari problemi.


Con lo spessore da 1,7mm la luce è sufficiente per evitare interferenze, anche in caso di fango.

Chiaramente se fossero necessari più spessori, il discorso potrebbe cambiare, ma molto spesso già lo spessore da 0,7mm si rivela sufficiente.

In alternativa (e su alcune guarniture vengono già forniti nella confezione) è possibile posizionare degli spessori sull’asse della guarnitura, senza bisogno di smontare la calotta dal telaio. L’effetto è analogo, ma purtroppo questi spessori non sono facili da reperire.

Problema 2: tendicatena che tocca sulla biella inferiore

Si tratta di un classico problema dei telai VPP e 4 link a bracci corti, che nella zona posteriore al movimento centrale, presentano una biella che spesso è particolarmente sporgente.

Sulla Tracer 2, così come su altri telai VPP, la biella è posizionata per essere perfettamente a filo con la piastra del tendicatena, con una luce inferiore al millimetro.

Luce veramente molto risicata. La vite a bottone interferirebbe con la biella, bisogna trovare una soluzione.

Il grosso problema del nostro tendicatena è che però la puleggia si fissa con una vite a bottone, la cui testa sporge rispetto alla piastra, andando quindi ad interferire con la biella ed impedendo il corretto posizionamento del tendicatena.


Il Blackspire Stinger, come quasi tutti i tendicatena, prevede una vite a bottone per fissare la puleggia, vite la cui testa inevitabilmente sporge all’interno della piastra. Questo su molti telai, come quello in foto, non è un problema, su altri si.

C’è quindi poco da fare, dobbiamo intervenire con una modifica: andremo a sostituire la vite con testa a bottone, con una a testa conica, andando a svasare il foro in modo che la testa della vite possa innestarsi dentro alla piastra, eliminando la sporgenza.

Procuriamoci quindi due lime da ferro, una piatta ed una tonda. Posizioniamo il tendicatena in morsa e con la lima piatta, cercando di ottenere la stessa inclinazione della testa della vite, procediamo creando lo svaso. L’alluminio è duttile e con la lima lo consumiamo agevolmente.


Con la lima tonda riportiamo lo stesso svaso anche sulle parti circolari dell’asola. Per velocizzare il lavoro è anche possibile utilizzare il Dremel. Tuttavia essendo un lavoro di precisione bisogna avere un po’ di mano. Per chi non è molto pratico con questi strumenti consiglio la lima.

Creato lo svaso, controlliamo che la vite entri, rimanendo con la testa a filo:

Il risultato finale: la vite sporge per pochi decimi di mm.

Se non dovesse essere a filo, significa che non abbiamo limato abbastanza o che l’inclinazione degli svasi è insufficiente. Possiamo comunque correggere senza problemi.

In questo modo si risolve il problema di interferenza con la biella. Ricordiamoci solamente di non stringere eccessivamente la vite e di applicare del frena filetti per impedire uno svitamento accidentale, con conseguente perdita della puleggia.

Problema 3: linea catena non coincidente con quella del tendicatena

Un altro problema comune è la puleggia del tendicatena che si trova non correttamente allineata con la guarnitura, creando problemi alla catena in uscita. Spesso si tratta di una diretta conseguenza del problema 1 (guarnitura troppo vicina al tendicatena e quindi puleggia non allineata con le corone), ma spesso si presenta anche su telai con piastra e guarnitura opportunamente distanziati.

Il problema si presenta solo con pulegge per guarnitura doppia, ovvero quelle che presentano uno scalino rialzato nella parte interna per pensionare meglio la catena sulla corona piccola. Si può presentare in due modi:

– La puleggia si trova troppo all’interno: in questo caso la catena, quando si mette la corona piccola, tende ad andare sullo spigolo dello scalino interno, producendo rumore o cadendo dallo scalino stesso.
– La puleggia si trova troppo all’esterno: in questo caso quando si mette la corona grande, la puleggia tende a salire sullo scalino per la corona piccola o a lavorare sullo spigolo.


Puleggia troppo all’esterno: anche mettendo la corona grande, la catena tende a salire sulla scanalatura per la corona piccola, andando a lavorare sullo spigolo e causando rumore e malfunzionamento del cambio.

Nel caso si trovi troppo all’interno, è sufficiente aggiungere una o più rondelle dietro la puleggia per ottenere il corretto posizionamento. Operazione molto semplice ed efficace. In alternativa è anche possibile posizionare alcune rondelle dietro la piastra del tendicatena, in modo da avvicinarlo alla guarnitura. In questo modo si ottiene l’ulteriore vantaggio di avvicinare la piastra del tendicatena alla catena, riducendo anche il rischio che la catena possa cadere tra la corona piccola ed il tendicatena, incastrandosi.

In entrambi i casi un’altra semplice soluzione prevede di sostituire la corona con scalino da doppia con una senza scalino, solitamente reperibile come ricambio.

Nel caso di puleggia troppo esterna, se non vogliamo installare una puleggia “liscia”, dobbiamo intervenire come segue. Cominciamo con il posizionare una rondella più sottile tra puleggia e piastra, in modo da recuperare alcuni decimi. Le rondelle sono reperibili in qualsiasi ferramenta o in alternativa è possibile utilizzare dei rasamenti per freni IS.


Una rondella più sottile ci consente di avvicinare ulteriormente la puleggia alla piastra.

Se anche con la rondella più sottile non avessimo risolto, dobbiamo procedere limando la parte interna della puleggia, in modo da assottigliarla e fare in modo che la gola coincida con la corona grande. Una volta limata la puleggia, si posiziona una rondella tra vite e cuscinetto esterno, in modo che la puleggia sia tenuta più all’interno.

Per consumare la puleggia, il sistema migliore è quello di utilizzare una levigatrice a nastro:

Se non si dispone di una levigatrice a nastro, si può fare lo stesso lavoro con della carta vetrata, prima di grana grossa, poi più fine. Ci vuole però un po’ più di pazienza. In ogni caso è importante consumare la puleggia in maniera uniforme, quindi bisogna lavorare su un appoggio piuttosto solido, eventualmente fissando la carta vetrata su un listello di legno.

Questi pratici trucchetti consentono di risolvere molti problemi di compatibilità tendicatena/telaio, tuttavia non è detto che siano sempre applicabili. Molto dipende da come è fatto il tendicatena: tendicatena sottili in acciaio ad esempio non possono essere modificati per avere la vite a filo, così come no sempre è possibile limare la puleggia. Ci sono poi anche delle ulteriori modifiche che possono essere utili per avvicinare ulteriormente la puleggia al fodero basso, come ad esempio limare parti della piastra.

Il consiglio che posso dare è quello di informarsi preventivamente sulla compatibilità del tendicatena con il telaio, eventualmente analizzando le possibili modifiche prima dell’acquisto. Solo in questo modo si è sicuri di ottenere dei buoni risultati!

Naturalmente se avete consigli, altre soluzioni o trucchetti con cui integrare quest’articolo non esitate a pubblicarli nei commenti! Sicuramente torneranno utili ad altri bikers che si trovano nella stessa situazione.

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