[Test] 77designz crash plate

[Test] 77designz crash plate


77designz è un’azienda tedesca specializzata in componentistica per la protezione della trasmissione. Durante l’estate scorsa ci ha mandato il suo nuovo Crash Plate, una mezzaluna da fissare all’attacco ISCG05 per proteggere la corona anteriore e la catena da eventuali impatti con rocce o sassi alzati dalla ruota anteriore.

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Specifiche

Materiale: alluminio 7075 T6
Peso rilevato, con viteria: 31 grammi
Colori: 7 diversi colori anodizzati.
Per attacchi ISCG05
Disponibile per corone da 28-30-32-34 denti
In test: 32 denti
Prezzo: 34.95 Euro
Acquistabile online qui.

F75R6865

Montaggio

Il montaggio è molto semplice, come spiegato in questo video:

È stata montata sulla Focus Sam Carbon, per proteggere la corona da 32 denti di una trasmissione SRAM XX1.

Sul campo

Il crash plate è uno di quegli accessori che non si notano, neanche quando fanno per bene il loro lavoro. Infatti solamente controllando i graffi e le botte ci si rende conto della bontà del prodotto che, per poche decine di Euro, previene danni più grandi e costosi. Mi era capitato diverse volte, in passato, di danneggiare la catena a causa di impatti con il terreno o con sassi alzati dalla ruota anteriore, ma ero sempre stato restio dal montare un bash ring, per il suo peso ma sopratutto per l’estetica. Di fianco ad una bella trasmissione 1×11, infatti, trovo che un bash sia una cosa un po’ triste. Inoltre, nella zona in cui giro più spesso, ci sono solo un paio di sentieri in cui i sassi volano, alzati dall’anteriore, quindi il gioco non vale la candela.

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Usando di solito corone 1×11 da 32 denti, è ben difficile andare ad impattare sulle rocce con la corona stessa, vista l’altezza da terra, ma, guardando il crash plate ala fine del test (foto sopra) è evidente che tanti sono i sassi che erano stati alzati in direzione corona, e che la mezzaluna ha “parato”. Magari non erano colpi che potevano recidere la catena direttamente, ma la loro somma porta sicuramente ad un suo danneggiamento e ad una durata minore. Senza parlare della possibilità di stortare la corona.

Conclusioni

Un accessorio minimalistico ma funzionale, leggero e ben pensato.  Se girate spesso su sentieri pieni di sassi, ed avete un monocorona, i 34 Euro sono ben investiti in questo crash plate.

77designz.com

    1. Lo penso anch’io e la soluzione sarebbe costruirlo in due pezzi con una base attaccata al telaio ed il pezzo che prende le botte attaccata a quest’ultima con due perni/bulloni meno resistenti che si spezzano in caso d’urto evitando che il colpo arrivi al telaio…Magari con un sistema che salvi il pezzo che si stacca (tipo un cavetto all’interno) in modo da poterlo rimontare cambiando solo i perni spezzati…

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  1. Mah personalmente non ho mai usato storcere (che è un verbo vecchio di 600 anni) e dico sempre stortare che è oramai nell’uso comune della lingua italiana e  si è fatto accettare ultimamente come forma gergale, disinvolta ed informale come dovrebbe essere, tra l’altro, un forum di Mtb ovviamente senza abusare nell’uso dialettale che è poco adatto a chi scrive/legge ed ascolta pubblicamente ….Poi lasciamo stare Benigni che per le sue sparate sensazionalistiche si becca 400.000€ per volta, mentre l’Italia degli ignoranti lo paga e va in rovina…

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  2. Hai ragione!
    “Al norde” dal participio passato di storcere (storto) si è generato il verbo stortare, che ha poi soppiantato l’originale nell’uso quotidiano di noi poveracci.
    Detto questo, al di là del fatto che con l’italiano non si riesca nemmeno ad andare a comprare il pane 5 metri fuori dai confini, non mi sembra che nemmeno in patria spopoli, dato che andando per luoghi comuni (senza sbagliare poi tanto) non c’è un italiano del centro-sud che azzecchi le doppie di una parola, ne un italiano del centro-nord che sappia usare correttamente un tempo passato (passato remoto questo sconosciuto).
    Sulla “lingua più bella del mondo” poi… 🙂 …fonte?
    Tu e Benigni siete forse come quelli che dato che hanno comprato la fat poi devono convincere tutti che è la bici più bella del mondo??? 🙂 🙂 🙂

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  3. ho commentato l’articolo proprio perché, avendo un’azienda metalmeccanica, so di che parlo. studi: non ci sono; progettazione: non c’è; realizzazione: costo minimo (un computer lo disegna, una macchina lo realizza); vendita al pubblico: i canali sono tracciati e i risultati dipendono dalle capacità del venditore (a volte più che dal prodotto).
    riguardo alle tasse: mi pare di capire che si tratti di un’azienda tedesca, pagherei volentieri le loro tasse , credimi.

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  4. l’ho preso questa estate…montato con doppia e ora con singola….va benissimo…botte ne ha già prese, mi chiedo perche’ nessun altra ditta lo faccia…semplice, funzionale e ti fa risparmiare anche parecchi soldi rispetto ad altre soluzioni!

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  5. A Brescia si usa STORTARE e il suo participio passato è STORTATO. Es. ho preso una buca ed il cerchio si è stortato.
    Storto (il contrario di dritto, o diritto) è un aggettivo che rappresenta lo stato dell’oggetto e non il risultato dell’azione sull’oggetto stesso. Es. La torre di Pisa è storta.
    A Brescia non saremo dei poeti ma si usa così..

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    1. …a Brescia come altrove l’italiano e’ molto contaminato dal dialetto locale…per cui “forse” non parliamo l’italiano corretto per eccellenza.
      Per quanto mi riguarda s’encüles=ce ne faremo una ragione 🙂

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  6. Ciao Marco Toniolo,
    Stavo valutando l’acquisto di questo taco più il piccolo guidacatena sempre di loro produzione. Al momento uso questa opera d’arte https://dhsign.it/index.php/prodotti/agile-microrock che ha anche la plastica lavorata al cnc. Il mio dubbio è sul fatto che l’impatto su alluminio e sul polimero di dhsign siano ben diversi per quanto riguarda il suo assorbimento e mi domandavo quanto ne potrebbe risentire il telaio. Stavo cercando notizie su questo. Altrimenti se non hai info, lunedì farò un colpo di telefono in Germania e chiederò a loro cosa ne pensano.
    Ciao e buona serata
    Tiziano Stimpfl

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