[Test] Ammortizzatore Cane Creek Double Barrel Air CS

[Test] Ammortizzatore Cane Creek Double Barrel Air CS

28/01/2014
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28/01/2014

Abbiamo testato il Cane Creek Double Barrel Air CS, l’ammortizzatore che offre più possibilità di regolazioni esterne fra tutti quelli presenti sul mercato. Ciò è possibile grazie al Twin Tube Damper, che trova le sue origini presso Öhlins, i guru svedesi delle sospensioni motociclistiche. Queste le regolazioni indipendenti l’una dall’altra, settabili grazie ad una chiave esagonale:

– compressione alle basse velocità.
– Ritorno alle basse velocità.
– Compressione alle alte velocità.
– Ritorno alle alte velocità.

Se volete saperne di più su questo tipo di regolazioni, vi rimandiamo ai seguenti articoli del Tech Corner. Compressione. Ritorno.

La regolazione più importante resta comunque quella della durezza della molla ad aria, modificabile attraverso la classica pompetta per ammortizzatori.

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Le quattro regolazioni sono rese possibili grazie al percorso dell’olio fra le due camere (da qui il nome Twin Tube), quando l’ammortizzatore viene compresso,  passando per il ponte che porta al Piggyback, su cui si trovano i manettini regolabili esternamente. In questo video Cane Creek spiega molto bene il flusso dell’olio e come le regolazioni lo condizionino:

Oltre a ciò, è possibile rimpicciolire il volume dell’aria grazie ad uno spacer che si trova nella confezione al momento dell’acquisto. Un video molto chiaro sul sito di Cane Creek spiega come cambiare gli spacer. Rimpicciolendolo si rende l’ammo più progressivo, nel caso si vada troppo spesso a fondo corsa.

Nel 2013 Cane Creek ha aggiunto al DB una levetta che aumenta la compressione alle basse velocità ed il ritorno alle basse velocità contemporaneamente, utilizzabile per quando si pedala in salita. Non è una piattaforma stabile, ma l’effetto è molto simile. La leva gira di circa 90°.

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Setup

Questo ammortizzatore é settabile al 100% dal suo proprietario. Non ci sono tuning di fabbrica a seconda della bici, come nei prodotti della concorrenza. Se la cosa può terrorizzare il principiante, il rider esperto si divertirà non poco a sperimentare con il suo DB. Per trovare un punto di partenza è consigliabile andare sul sito di Cane Creek e cominciare a vedere se la propria bici é fra quelle elencate fra le “Base Tunes”.

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Nel nostro caso, Santacruz Bronson, siamo andati nel forum di CK per trovare un setup iniziale. In quel forum intervengono anche gli ingegneri di CK che danno consigli sui tuning più adatti alla tipologia di bici. In ogni caso, la procedura di setup è spiegata molto bene nelle istruzioni che si trovano nella confezione, se si volesse iniziare da zero o la propria bici non sia presente fra quelle elencate. La stessa Cane Creek sottolinea come sia necessario del tempo per trovare il setup ideale al proprio stile di guida e ai sentieri su cui si gira.

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Per la nostra bici del test, siamo partiti dal seguente setup (i giri e i click si contano partendo dal completamente aperto):

HSC – .75 giri
LSC – 5 click
HSR – 2.25 giri
LSR – 11 click

Bisogna dire che regolare le compressioni con i giri  (non si sente il “click”, cioé non c’è proprio) non é molto agevole, soprattutto se si provano diversi setup quando si è nei boschi. Comunque, viene comodo il piccolo block notes che CK mette nella confezione, compresa custodia impermeabile e penna estraibile. Nessuno dei comandi è regolabile è mano, serve una chiave esagonale.

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Montandolo sulla SC Bronson si nota subito come l’ammo sia piuttosto ingombrante. Il barilotto è un “Extra volume” (è disponibile anche la versione standard). La borraccia, che con il Fox Float X o il Monarch Plus ci stava senza problemi, non entra più nel portaborraccia, perchè il piggy back va a toccarne la sua estremità. Al di là di questo, il peso di 520 grammi è il più alto fra prodotti simili (Fox, Rock Shox, Bos).

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Leggendo il forum di CK si può vedere come diversi clienti siano alla ricerca di un setup “consigliato”, segno che tanti non sanno che pesci pigliare. In effetti, senza un setup di partenza, ci vuole molta sensibilità e molto tempo per poter arrivare al setup ideale. In teoria si dovrebbe girare sullo stesso sentiero fin quando non si è certi di averlo tarato nella maniera giusta, cosa che però in tanti non possono o vogliono fare perché quando uno gira vuole soprattutto divertirsi nel tempo libero.

In prova

Tecnicismi e regolazioni a parte, alla fine quello che conta é come un ammo si comporta sul campo. Iniziamo dalla salita, mettendo la levetta del CS in posizione Climb. La chiusura della compressione e del ritorno alle basse velocità fanno si che, in fase di pedalata, gli effetti di bobbing vengano smorzati per bene. Anche mettendosi in piedi sui pedali e spingendo in maniera scomposta, il DB Air CS elimina quasi tutti gli effetti di ondeggiamento del carro. Ma il bello viene quando si percorrono in salita dei tratti accidentati o tecnici. L’ammortizzazione funziona – non c’è piattaforma stabile – ma, grazie al ritorno più lento, la bici scalcia di meno quando si salgono gradoni e radici. Avete presente quell’effetto di cavallo imbizzarrito che si ha delle volte quando si sale un tappeto di radici? Ecco, con il DB Air CS la bici rimane molto più tranquilla, e la trazione in questi frangenti aumenta. La ruota posteriore tende a stare incollata al terreno.

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Di per sé la soluzione non è niente di trascendentale. Geniale però è la trovata di unire due regolazioni in una levetta attivabile piuttosto facilmente quando si è in sella.

In discesa il DB Air CS si fa apprezzare per la sua fluidità e sensibilità alle piccole asperità. Dopo qualche uscita abbiamo aperto di mezzo giro la compressione alle alte velocità per riuscire a sfruttare tutta la corsa, con un sag del 24%, e da quel momento non abbiamo trovato una situazione in cui abbiamo potuto mettere in difficoltà l’ammo. La fine della corsa rimane comunque progressiva a sufficienza per assorbire gli urti più violenti e, nel caso si girasse su percorsi con grossi drop, è un attimo aumentarla.

Se in salita parlavamo del fatto che la ruota rimanesse incollata al terreno, potete immaginare che in discesa il discorso sia ancora più estremo. Passando su sezioni tecniche, per esempio con tante rocce fisse nel terreno, il carro della Bronson non fa una piega e si mangia via tutto. La bici rimane molto tranquilla, fedele alla sua traiettoria. Per la cronaca all’anteriore è montata una Rock Shox Pike, che fa bene il suo lavoro per la parte riguardante l’avantreno.

Pur essendo così “mangiatutto”, il DB Air CS non ci é mai sembrato pigro, lasciando la bici agile anche quando la si voglia pompare sugli ostacoli del percorso. Possiamo dire che è ben “sostenuto”, non mangiandosi via la corsa per ogni impatto. Parlando del volume, le sue dimensioni generose evitano ogni tipo di surriscaldamento, anche su discese molto lunghe.

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Conclusioni

Il Cane Creek Double Barrel Air CS è un ammortizzatore pensato per il rider esperto che vuole dedicare del tempo per trovare il set up migliore per la sua sospensione posteriore. Ci vogliono diverse uscite di prova e fine tuning prima di riuscire a sfruttarlo del tutto, ma da quel momento in poi il DB Air CS rasenta la perfezione per quanto riguarda sensibilità e reattività. Non solo, si fa apprezzare molto sulle salite tecniche grazie ad un accorgimento molto ben pensato. Non riceve il massimo dei punti per via del peso e dell’ingombro. Molto ben fatto il sito di Cane Creek per il setup.

Per quanto riguarda la tenuta nel lungo periodo, vi terremo aggiornati in questo post.

Prezzo: 699 Euro
Peso modello testato, senza adattatori: 520 grammi
Distributore per l’Italia: DSB Bonandrini

CaneCreek.com

Paragone con il Fox Float X

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Partendo da un prezzo similare (699 Euro il DB, 710 Euro il Float X), i due ammortizzatori si distinguono per la semplicità d’uso. Il Float X è il tipico ammortizzatore dove l’unica variabile tarabile dal rider è la pressione dell’aria, il resto viene fatto da Fox con dei tuning studiati per ogni bici. Il CK DB Air CS è un ammo che arriva allo stato “crudo”: tutto deve venire fatto dall’acquirente. E la cosa non é semplice, perché richiede tempo e sensibilità.

A livello di funzionamento, entrambi i prodotti sono molto sensibili ai piccoli urti e, se tarati bene da Fox o dal rider (nel caso del DB), sfruttano tutta la corsa. Il DB rimane più progressivo a fine corsa. Il Fox ha una piattaforma stabile, il CTD, che funziona bene, ma che sulle salite tecniche non offre tutta la trazione data dal CS del DB.

Se il Fox Float X non è stato tarato a dovere, bisognerà spedirlo ad un centro di assistenza, con perdita di soldi e tempo. Nel nostro caso, il tuning per la Bronson si è rivelato azzeccato da subito. Se comprate uno dei due come upgrade alla vostra bici, dovete tenere in mente che il Float X necessiterà di un tuning apposito di un centro di assistenza per farlo lavorare al meglio sulla vostra bici, mentre con il DB potrete fare tutto voi stessi.

Parlando di pesi e di ingombri, il Fox batte nettamente il Cane Creek. In termini assoluti 380 contro 520 grammi sembrano un’enormità (37% di peso in più), relativamente al peso complessivo della bici risultano però piuttosto ininfluenti. È l’ingombro a poter dar fastidio nel caso si voglia usare la borraccia per giri brevi “dopolavoro”, a seconda della forma del telaio.

Quindi? Dipende dalla vostra indole. Se siete di quelli che vogliono prendere la bici e uscire, senza farsi tanti pensieri sui setup, il Fox fa per voi. Altrimenti, prendete il DB e aggiungete al riding anche il divertimento di smanettare sulla vostra bici. Se poi vi piace percorrere sentieri tecnici in salita, fate un pensiero al DB.