[Test] Borsa da viaggio Osprey Sojourn 80

[Test] Borsa da viaggio Osprey Sojourn 80

30/03/2017
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30/03/2017

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Lavorando per MTB Mag mi trovo spesso a viaggiare con il materiale da bici appresso, vale a dire casco, scarpe, vestiario, pedali, ecc. Anche per un soggiorno di soli 3/4 giorni è quindi necessario avere una valigia capiente, che si possa far scorrere su delle ruote per i trasferimenti, soprattutto quelli nei terminal degli aeroporti, e che possibilmente sia facile da trasportare anche su sterrati o comunque a mano, quando le rotelle non sono più utilizzabili.

Lo so, sembra la richiesta del famoso maiale che fa il latte e depone le uova, ma circa un anno fa mi sono imbattuto in un prodotto che sembrava avere questi requisiti: la Osprey Sojourn 80.

Si tratta di una borsa da viaggio della capienza di 80 litri, dotata di robuste e generose rotelle per il trascinamento su superfici scorrevoli, che si trasforma in uno zaino. Facciamo subito chiarezza: non sto parlando di uno zaino per fare trekking, ma di un sistema adatto a trasportare a spalla il Sojourn. La “trasformazione” è veloce e facile, come potete vedere da questo video.

Prima di arrivare al trasporto a spalla, vale la pena vedere bene i dettagli di questo borsone, cominciando dalla sua funzione “trolley”, grazie anche al maniglione estraibile.

Come potete vedere dalla foto, le ruote sono piuttosto grandi e, cosa ancora più importante, sono dotate di cuscinetti che scorrono molto bene anche dopo quasi un anno di utilizzo e sono molto robuste. Sembra un dettaglio da poco, eppure in passato mi è successo con altre borse da viaggio che la gomma delle rotelle si rompesse in parte, per poi staccarsi completamente, riducendomi così a girare sui “cerchi” e producendo un suono da treno regionale quando circolavo per le hall degli aeroporti.

Bisogna infatti considerare che stiamo parlando di una borsa da 80 litri, cioè molto capiente e che viene molto spesso caricata del massimo consentito dalle compagnie aeree, 20kg. Tutto peso che mette alla prova sia le ruote che il telaio + maniglione. A questo riguardo, posso dire che non hanno preso gioco, malgrado la mia poca cura quando si tratta di salire sui gradini dei marciapiedi o scendere per le scale, tutte operazioni che faccio trascinando la borsa.

L’altro fattore fondamentale per chi viaggia in aereo, ma non solo, è la protezione del contenuto della valigia. Trattandosi di una borsa con rivestimento morbido, a prima vista sembrerebbe che la Sojourn potrebbe essere facile vittima degli energumeni che lanciano i bagagli sugli e dagli aerei. Osprey però l’ha dotata di due “ali” laterali in gommapiuma StraightJacket, che vanno a coprire gran parte del contenuto quando si stringono i lacci di compressione presenti sulla parte anteriore della borsa. Se questa è bella piena, la parte anteriore rimarrà scoperta, bisogna avere quindi l’accortezza di mettere gli oggetti fragili, come il casco o il necessaire con dentro il dentifricio, in fondo alla valigia. Ad oggi non ho mai subito un danno.

L’interno ha un comparto unico, a cui si aggiungono 4 tasche interne dotate di cerniera. Il contenuto viene fissato da due lacci, per essere sicuri che non si muova anche se la valigia non è piena. La caratteristica che mi piace di più è forse questa, cioè il poter usare il Sojourn anche se non giro con 20 kg di roba. Potendo comprimere tutto con i lacci interni ed esterni, sono sicuro che il contenuto rimane saldo al suo posto.

C’è anche spazio per un laptop se non si usano gli spallacci, nella parte posteriore della borsa, e una tasca sulla parte alta ideale per metterci il portafogli, se non si deve mettere il bagaglio nella stiva dell’aereo, ovviamente.

Le cerniere sono  massicce e ben si prestano a chiudere la borsa anche quando questa è strapiena.

Veniamo dunque alla funzione zaino, partendo dal peso da vuoto del Sojourn: i 3.740 grammi rilevati parlano da sé, e fanno capire che è meglio se la destinazione non é troppo lontana dall’ultima strada che si è percorsa. In compenso gli spallacci sono grossi e belli imbottiti, e la fascia lombare si adatta bene a prendere un po’ del peso dalle spalle, rendendo il trasporto comodo.

Il Sojourn è stabile e si ha proprio la sensazione di avere sulle spalle un vero zaino, anche perché lo schienale basso viene fissato al telaio tramite due lacci a sgancio rapido, e così facendo non si muove più dalla sua posizione. Inoltre gli spallacci possono venire spostati in altezza grazie a degli attacchi in velcro, adattandosi alla statura del proprietario. Unendo queste caratteristiche alla sopracitata possibilità di comprimere il contenutto della borsa, si ha come risultato un buono zaino il cui unico difetto, se così si può chiamare, é dato dal peso della struttura del trolley.

Conclusioni

L’Osprey Sojourn è una sorta di borsa da viaggio “ibrida”, cioé dotata di sistema trolley per il trasporto su rotelle, e di un sistema zaino per quando la strada finisce e lascia spazio alla natura. Ne ho apprezzato molto la robustezza, sia delle ruote che del telaio, e la capienza variabile a seconda di quanto si stringano i lacci di compressione. Se portato come uno zaino si nota subito che la borsa é stata progettata da un’azienda specialista in questo ambito, visto che schienale, spallacci e fascia lombare sono di alta qualità e di ottimo comfort. Lo sgancio rapido per la fascia sul petto, dotato di fischietto di emergenza, è la cosiddetta ciliegina sulla torta.

Prezzo: 290 Euro

Osprey.com

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