[Test] Osprey Zealot 16

[Test] Osprey Zealot 16

Marco Toniolo, 13/12/2011
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Marco Toniolo, 13/12/2011

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 Per il 2012 Osprey presenta un nuovo zaino dedicato alle discipline gravity quali l’Enduro e il Freeride. Con lo Zealot 16, dove 16 sta per i litri di capienza, la casa americana offre un prodotto incentrato alla robustezza e alla possibilità di agganciare il casco integrale, le protezioni e la pettorina.

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Questo grazie ad una serie di lacci e comparti esterni utilizzabili a piacere dal cliente. Come tutti gli zaini Osprey Bike anche questo ha uno spazio per la sacca idrica, che purtroppo non viene fornita al momento dell’acquisto.

L’abbiamo avuto in test per ormai quasi 3 mesi e abbiamo così avuto modo di metterlo alla prova in tante situazioni. Innanzitutto dobbiamo dire che, per quanto riguarda l’aspetto, si nota a malapena qualche graffio provocato da rovi/rami. Il materiale dello Zealot è effettivamente resistente. Ci sono diverse parti imbottite, come la cinghia a livello vita, molto comoda anche per i due spinotti che permettono di accorciarla/allungarla a piacimento, e il comparto esterno in cui mettere le protezioni ed eventualmente la pettorina. Non che questo offra una seria protezione per la schiena, ma rimanendo rigido è più facile inserire cose pesanti come appunto una pettorina.

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La calzata è ergonomica e comoda sulla schiena, lo zaino è ben vicino al corpo, cosa essenziale per un prodotto pensato anche per chi fa discesa. I lacci a livello del petto e della vita lo fissano con fermezza, evitando così dondolamenti che potrebbero dar fastidio quando si scende a manetta. Lo Zealot presenta inoltre quattro lacci di compressione (due per lato) che permettono di fissare il carico con fermezza o di rimpicciolire il volume dello zaino quando questo è quasi vuoto.

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In salita l’areazione è limitata proprio dal buon avvolgimento dello zaino sulla schiena, quindi si suda per bene, malgrado la retina traspirante che vedete in foto. La valvola della sacca idrica non ha un posto in cui essere fissata comodamente quando si pedala, noi l’abbiamo messa nel taschino predisposto per il cellulare, situato sullo spallaccio sinistro.

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La sacca idrica ha un suo scomparto chiudibile con cerniera, comodo nel caso la si riempia di acqua fredda durante un giro e sia esternamente umida o bagnata. Infatti non bagna quello che si trova nello zaino, tipo i vestiti di ricambio.

La capienza è ottima, sembra di avere più di 16 litri disponibili, anche grazie al bel sistema per riporre gli attrezzi e le camere d’aria, situato nella parte più bassa dello zaino e raggiungibile dal basso tramite una cerniera (vedere foto qui sotto). Questo comparto è anche estraibile e volendo lo si può staccare completamente dallo zaino, se non serve.

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Pur non avendolo pesato da vuoto lo Zealot non è un peso piuma, basta paragonarlo al cugino Escapist 15 per notare la differenza di peso. Vediamo il suo utilizzo più nel campo della risalita meccanizzata e/o di una breve/media salita pedalata che in quello escursionistico, dato che per questo tipo di uscite ci sono prodotti più leggeri e dotati di una mantellina impermeabile per coprirlo se piove, cosa che lo Zealot non ha.

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In azione sul Monte Tamaro, foto di Ale Modolo 

Conclusioni
Lo Zealot piacerà a chi fa Enduro, comprese le gare, per la possibilità di portare casco integrale, protezioni e pettorina. La sua robustezza e i dettagli ben pensati come il comparto per gli attrezzi piaceranno a questo tipo di pubblico. Non è uno zaino prettamente escursionistico per via del suo peso e della limitata areazione sulla schiena. Nei 100 euro di prezzo d’acquisto ci avremmo visto bene anche la sacca idrica.

Prezzo: 100 Euro
Osprey.com