[Test] Cannondale Slate

[Test] Cannondale Slate

02/02/2016
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02/02/2016

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Gravel! O per dirla in termini adottati da Cannondale “New Road”. Vi avevamo presentato la Cannondale Slate alcuni mesi orsono.
Ora abbiamo avuto la possibilità di testarne una. Parliamo della Slate Ultegra, il modello dall’allestimento intermedio che Cannondale produce e distribuisce per l’uso “New Road”.

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Analisi statica

Telaio in alluminio 6069 smartformed per le Slate prodotto in 4 taglie dalla small (51) alla XL (59) passando per M (54.5) e L (57.5).

Le principali differenze rispetto a un telaio da strada, come ad esempio il Caad, per rimanere in casa Cannondale nei telai in alluminio,  sono la predisposizione per ruote da 27.5″ e delle geometrie più rilassate con angolo di sterzo da 71.5° e di piantone da 74° per la taglia M avuta in test che dovrebbero garantire una maggiore comodità e guidabilità su distanze lunghe e tratti tecnici in off road.
Troviamo poi nel telaio la predisposizione per il Di2, il passaggio interno dei cavi della trasmissione e dei freni nonché la presenza di fori appositi a posizionare un portapacchi.

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L’allestimento

Come accennato in precedenza, la Slate Ultegra è il modello intermedio della serie Slate.
La vera novità rispetto ad altre bici simili per destinazione è la presenza della forcella ammortizzata. Parliamo della Lefty Oliver Carbon con 35 mm di corsa e 45 mm di off-set con blocco della forcella mediante un pulsane presente sullo stelo.

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Insieme al pulsante di blocco vi è una ghiera che, ruotandola in un senso o nell’altro, agisce modificando la velocità di affondamento e ritorno della forcella secondo gusti e necessità.

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Il gruppo è lo Shimano Ultegra a 11v ad eccezione del pacco pignoni che è Shimano 105, con rapportatura 11-28, e della guarnitura Cannondale Hollowgram Si, con doppia corona 52-36 per movimento centrale BB30.

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Di casa Shimano anche i freni, gli R685 con pinze Br785/805, un impianto a idraulico a disco con dischi da 160 anteriore e 140 posteriore.

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Attacco manubrio Cannondale C1 in alluminio da 100 mm, piega compact Cannondale C2 sempre in alu e reggisella Cannondale C2 carbon con diametro da 27.2″. Sella Fabric Scoop Radius race con carro in titanio.
Ruote assemblate composte da cerchi Slate Disc 650B, quindi diametro da 27.5, con mozzo anteriore Lefty 50 Road e posteriore Formula con perno passante 142x12mm e raggi Dt Swiss Champion dal peso rilevato pari a 1720 gr (990 + 730).
Copertoni Cannondale Slate tubeless by Panaracer da 42c (285 gr.) con camera d’aria da 200gr.
Peso della bici rilevato pari a 9.4 kg in taglia M, esclusi pedali.

La prova sul campo

Abbiamo usato la Slate per circa un mese alternandone l’uso tra strada, facili sterrate e azzardando anche qualche sortita in single track tecnicamente semplici per mtb front, invogliati anche dalla forcella ammortizzata.

Il comportamento della Slate è molto più vicina ad una bdc che non a una mtb. Le geometrie più rilassate e soprattutto copertoni così larghi (e molto più pesanti di quelli comunemente usati sulle bdc) non ne consigliano un uso agonistico in gf, né in uscite di gruppo tirate e con cambi di ritmo decisi. Uscite in gruppo con la consueta compagnia che si frequenta con la bdc, stando più coperti e meno al vento, e con non troppo dislivello, non sono invece poi tanto differenti, avendo l’accortezza di gonfiare i copertoni almeno a 5 bar (limite 5.3). La forcella una volta bloccata è bella rigida e la bici una volta lanciata si comporta ben meglio di una mtb stradalizzata con copertoni slick. La posizione rimane decisamente aerodinamica, soprattutto in presa bassa che risulta più agevole da tenere di altre bdc ad impostazione race.

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I rapporti sono esattamente uguali a quelli di una normalissima bici da strada, mentre in fatto di reattività la Slate paga comunque qualcosa. Copertoni più leggeri e più fini ne migliorerebbero la resa sia in termini di reattività che di scorrevolezza. Il blocco della forcella, posto in cima alla stessa, è piuttosto agevole da azionare mediante una pressione con il pollice senza mollare l’impugnatura alta. Da bloccata la forcella risulta bella granitica, anche se mai come una rigida e in piedi sui pedali un minimo di affondamento si avverte.

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In fuoristrada, almeno con i copertoni di serie, l’uso deve essere invece piuttosto accorto. La tenuta laterale è molto scarsa, così come il grip in frenata anche con terreni asciutti. Pur in presenza di camere d’aria abbiamo azzardato una pressione di poco superiore ai due bar, ben sotto il limite minimo (2.8) ma la situazione non è migliorata granché. Un minimo di tassellatura in offroad è sicuramente necessaria, a maggior ragione in condizioni viscide.

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Ovviamente questa è una soluzione che poi su strada diverrebbe penalizzante in termini di scorrevolezza, ma non essendo una bici race-oriented ci pare una soluzione consigliabile per un fuoristrada più sicuro. In tratti banalmente tecnici per una mtb, seppur front, cioé single track sconnessi e da guidare, la Slate è invece in difficoltà. La forcella funziona egregiamente su piccoli sobbalzi e sconnessioni, ma aiuta solo in fuoristrada poco tecnico ove alcune mtb front sono gestibili nei medesimi frangenti anche con forcelle rigide. L’handicap principale è soprattutto la piega da 42 cm classici (per una bdc), che ne limita fortemente la guidabilità rendendo la bici veramente troppo reattiva ad ogni correzione di traiettoria. Del resto le mtb, pur con forcelle di escursione dai 100 mm in su e gomme più larghe e tassellate, hanno anche manubri standard da 68/70 cm e oltre. Per fare un confronto, la Ritchey Swiss Cross aveva un manubrio  da 52cm in presa bassa.

Le geometrie, pur più rilassate di una bdc race, sono più accentuate di qualsiasi mtb e parliamo soprattutto dell’angolo di sterzo e del conseguente spostamento in avanti del baricentro, sicché una presa bassa più sicura in termini di presa e frenata sposta troppo in avanti il baricentro, mentre una presa alta sui comandi che favorisce per la posizione del corpo una migliore guidabilità diviene meno sicura non garantendo una frenata efficace e una presa salda del manubrio. In questo l’impugnatura dei comandi Shimano, meno minimale di quella degli Sram, si lascia preferire.

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Se in termini di guidabilità offroad la Slate si è dimostrata impegnativa vi è però da dire che dal punto di vista dell’affidabilità ha risposto egregiamente. Colpi presi su radici, scalini e altre sconnessioni sono state assorbite perfettamente da telaio e cerchi che non han avuto bisogno di alcuna manutenzione nel corso del test, nemmeno in termini di centratura.

Parlando della trasmissione, su sterrati facili o anche su strada la versione superiore col monocorona anteriore sarebbe probabilmente migliore. La doppia che monta invece la versione Ultegra, seppur di meno pratico e immediato utilizzo, ne amplia certamente l’efficienza d’uso sia in tratti veloci e scorrevoli su strada che in presenza di pendenze più impegnative specie per chi dovesse usare il portapacchi caricandoci bagagli.

Rimane da dire del funzionamento del sistema frenante che risulta un po’ condizionato dalla presenza di pastiglie metalliche che rendono la prima frenata meno pronta per divenire, con qualche breve pinzata, efficienti come e più di pastiglie di altro materiale più morbido, oltre che sicuramente più durevoli, specie in presenza di discese lunghe. Delle semimetalliche davanti e persino delle organiche dietro renderebbero a nostro avviso il sistema frenante nettamente migliore nella maggior parte degli usi per cui la Slate è pensata. E’ comunque una scelta che va fatta anche in funzione dell’uso che se ne vuole fare. Su percorsi con poche discese lunghe e/o maggior bisogno di frenata pronta sarebbe auspicabile sostituire le pastiglie metalliche di serie che in un ipotetico percorso Dolomitico.
La sella Fabric risulta piuttosto morbida, forse anche troppo, pur essendo votata ad un uso che non bada troppo al peso e più che altro volto ad utilizzo anche su sconnesso o comunque sul lunghe percorrenze.

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Conclusioni

La Cannondale Slate Ultegra è una bici votata ad un uso ad ampio spettro. Nulla di competitivo, ma se l’obiettivo è prendere la propria bici e non dover scegliere il percorso solo sulla base della qualità dell’asfalto (sempre più disastrato in molte parti d’Italia) o che esso sia presente o meno, la Slate è un buona soluzione con l’unica vera limitazione di discese tecniche offroad. Si avvicina abbastanza a una bdc e con copertoni più stradali può tranquillamente non farla rimpiangere, ma è comunque in grado di affrontare tratti di sterrato e/o pavé senza remore, preferibilmente con pressioni più basse di quelle usate su strada. Sulla base degli itinerari scelti di volta in volta o usualmente percorsi sarà bene valutare le coperture più adatte optando per delle tubeless almeno minimamente artigliate per percorsi a predominanza offroad. Analogamente le pastiglie dei freni, con pochi euro, possono essere sostituite a seconda delle necessità.

Prezzo bici completa: 3.499 Euro
Cannondale.com
Foto Federico Vinci.

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