[Test] Cube Stereo HPA SL

[Test] Cube Stereo HPA SL

Francesco Mazza, 12/01/2015

Lo avevamo anticipato più volte nei commenti ai vari articoli riguardanti il test comparativo delle bici da Enduro, che avremmo prolungato il periodo di prova della Cube Stereo 160 HPA SL 27.5 per pubblicare in seguito un ulteriore articolo più approfondito, e adesso, dopo averla messa sotto torchio per oltre un mese su una buona varietà di percorsi e di terreni differenti, eccoci qui con l’esito del test.

La Stereo 160 HPA si è piazzata a sorpresa al 7° posto della classifica finale, su un totale di 15 bici che hanno partecipato alla comparativa, superando altri prodotti top di gamma dal costo ben più elevato. Una piccola vittoria morale per questo allestimento di media gamma del modello da Enduro della casa di Waldershof.

Una componentistica funzionale che, in un efficace rapporto qualità prezzo, include alcune delle principali caratteristiche mainstream del momento (trasmissione 1×11, Pike, cerchi larghi e telescopico con cavo interno), un telaio robusto e sufficientemente leggero, con delle linee decisamente teutoniche e una livrea dai colori stravaganti e appariscenti, il tutto a un prezzo molto competitivo. Questi i principali dettagli che descrivono la Cube Stereo 160 HPA SL 27.5, che ora andiamo ad analizzare nei dettagli.

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Analisi statica

Il telaio è in solida lega di alluminio 7005 con tubazioni a triplo spessore, sottoposte a idroformatura. Il Trail Motion Rocker, ovvero la grossa biella a bilanciere che attiva l’ammortizzatore, è ricavato da un unico pezzo per aumentare la rigidità risparmiando peso.

Il cinematismo della sospensione, denominato FSP4 Link, è un sistema Virtual Pivot con giunto Horst. L’escursione alla ruota, sia anteriore che posteriore, è di 160mm, come suggerisce lo stesso nome del modello.

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Il sistema di sospensione è reso funzionante da un ammortizzatore Fox Float CTD LV. Il fatto che sia un Low Volume, con la sua naturale progressività negli ultimi millimetri di corsa, aiuta a contrastare la propensione ai fondo corsa del cinematismo, ma sicuramente un ammortizzatore con un’idraulica più evoluta e con più possibilità di intervenire sulle regolazioni, avrebbe aiutato maggiormente a gestire la linearità del sistema ETC nel suo complesso.

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La forcella Rock Shox Pike RC Solo Air svolge bene il suo lavoro. La sua appariscente colorazione “Flash Red”, abbinata alla livrea del telaio, non passa certo inosservata, e rende la Stereo HPA aggressiva e vivace.

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La trasmissione è di tipo 1×11 mista. Cambio e comando sono SRAM X01, mentre la cassetta è SRAM XG-1180, quindi del gruppo X1. La catena è invece una X11 di KMC e la guarnitura è una Race Face Evolve con pedivelle da 170mm di lunghezza e corona da 32 denti. La pedivella lato drive, nella zona vicino al fissaggio dell’asse del movimento centrale, risulta piuttosto sporgente ed è molto spigolosa. Come potete notare dalla foto, in quel punto ha iniziato a scolorire a causa dello sfregamento con la scarpa. Inoltre è capitato spesso di picchiare il malleolo contro la pedivella proprio in quel punto, cosa che fortunatamente non succede con altre pedivelle visto che è parecchio doloroso. Il rischio di caduta della catena è ulteriormente scongiurato dalla guida E*Thirteen XCX ancorata sul supporto per il deragliatore Direct Mount.

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Le ruote sono DT Swiss CSW 2.7, sufficientemente rigide e a stima anche piuttosto leggere, nonostante si tratti di un prodotto di media gamma. I cerchi, da 25mm di larghezza interna, sono Tubeless Ready e infatti Cube ha scelto di montare con lattice le gomme Schwalbe Hans Dampf 2.35, in versione Trail Star all’anteriore e Pace Star al posteriore.

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L’attacco manubrio è un Race Face Chester da 50mm con 8° di rise. La calotta superiore della serie sterzo ha una coppiglia piuttosto alta che, sommandosi ai ben 120mm di lunghezza del tubo di sterzo del telaio e agli 8° di rise dello stem, obbliga a un’altezza minima del manubrio da terra superiore alla media.

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Anche il manubrio è un Chester di Race Face. La larghezza è di 740mm mentre il rise è di 1 pollice. Anche la quota del rise, leggermente sopra la media, contribuisce a innalzare l’altezza minima da terra del manubrio, con conseguenze avvertibili sulla guida.

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I freni SRAM Guide R si sono sempre dimostrati affidabili e sufficientemente potenti. Grazie ai collarini MatchMaker trovano posto in modo ordinato sul manubrio anche il comando cambio sulla destra e il comando del reggisella telescopico Rock Shox Reverb Stealth sulla sinistra, nella parte inferiore del manubrio, che è la posizione che riteniamo migliore tra quelle opzionabili.

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I rotori utilizzati sono gli SRAM Centerline, nella versione da 180mm sia all’anteriore che al posteriore.

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Cube adotta una scelta particolare per il passaggio dei cavi. Le tubazioni idrauliche del freno posteriore e del reggisella passano all’esterno del telaio, sulla parte superiore del tubo obliquo, mentre la guaina del cambio si inserisce all’interno del telaio nella parte alta del tubo obliquo, per fuoriuscire nella sua parte terminale, vicino alla scatola del movimento centrale.

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Il movimento centrale molto basso non gioca a favore della guaina del cambio che, in seguito a diversi urti, versa ora in pessime condizioni. Il telaio e la verniciatura invece hanno retto decisamente meglio.

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Geometrie

cube stereo 160 geometrie

Salita

Dopo essersi rivelata una valida scalatrice durante il test comparativo a Punta Ala, la Cube Stereo 160 HPA ha confermato queste doti anche dopo essere stata messa alla prova per un periodo più lungo su numerosi trail e diversi tipi di terreno. Le quote geometriche inusuali per una moderna bici da Enduro, particolarmente votate alla salita, fanno si che la Stereo sia a suo agio sia sulle salite scorrevoli che ancor più, in rapporto alla sua destinazione d’uso, sulle salite tecniche. La sospensione posteriore, molto sensibile anche nella posizione Trail del Fox Float, mette a disposizione una grande trazione persino sui terreni più sconnessi, mentre sulle salite scorrevoli è preferibile utilizzare la posizione Climb, per evitare oscillazioni indesiderate del cinematismo. Nonostante la posizione di guida particolare, con un movimento centrale molto basso e un’altezza manubrio decisamente elevata, la Stereo non accenna a impennarsi sulle salite ripide, merito dell’angolo di sterzo piuttosto verticale per una moderna bici da Enduro e del carro lungo. La posizione di guida molto raccolta facilita gli spostamenti del peso necessari per far scavalcare gli ostacoli alla bici, mantenendo sempre una buona direzionalità della ruota anteriore, sempre per merito dell’angolo di sterzo di 66.5°.

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Discesa

In discesa la Stereo 160 HPA ha un carattere differente rispetto alle altre bici da Enduro che abbiamo testato di recente. La sua indole è meno race, più votata alle discese tecniche, magari ripide, da prendere al giusto ritmo, non necessariamente alla massima velocità come si farebbe in una gara di Enduro. Questo non significa che la Stereo 160 non sia in grado di essere performante anche in gara, e i risultati di Nico Lau ne danno conferma (Nico utilizza però una forcella da 180mm che conferisce un angolo sterzo molto più disteso). Tuttavia le geometrie parlano chiaro: la Stereo 160 HPA incarna più una bici da AM a lunga escursione piuttosto che una Enduro race. La stessa definizione “Agile Ride Geometry” che fornisce Cube è eloquente. Guidarla nei trail tecnici è davvero divertente, grazie alle quote geometriche compatte e alla grande direzionalità dello sterzo, che la rendono molto maneggevole. La posizione di guida particolare, con il movimento centrale molto basso e il manubrio alto che determinano una quota di stack proporzionalmente più elevata di quella di reach, ha effetto sulla fluidità dei cambi di direzione durante i tratti veloci, ma infonde sicurezza nei tratti molto ripidi e tecnici. La sospensione posteriore ha un comportamento lineare. Risulta sensibile ai piccoli urti e gestisce bene anche quelli più importanti, anche se i fondocorsa non sono rari. In questi frangenti sicuramente un ammortizzatore con una maggiore gamma di regolazioni avrebbe aiutato.

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Conclusioni

La Stereo HPA 160 offre buone prestazioni a un prezzo relativamente basso. Buone doti di scalatrice e ottima nel tecnico e tortuoso, si discosta dagli standard delle attuali Enduro race, seguendo più una vocazione da AM a lunga escursione, da godersi nelle escursioni alpine con discese molto tecniche. Un ammortizzatore più evoluto ne migliorerebbe le prestazioni in discesa.

Allestimenti e prezzi

Cube ha in gamma ben 27 versioni di Stereo, divise in 3 diverse escursioni, diametro ruota 27.5″ o 29″ e diversi allestimenti, quindi vi rimandiamo direttamente alla pagina del sito ufficiale Cube per confrontare tutte le versioni.

Il peso dichiarato della Cube Stereo HPA SL è 13,55kg, mentre il peso da noi verificato è inferiore di quasi 2 etti: 13,37kg.

Prezzo: €2.999

Cube