[Test] Demon RS838 Luciferus

[Test] Demon RS838 Luciferus

01/10/2011
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01/10/2011

Demon RS838 Luciferus

Nata nel 1987 come azienda di produzione di biciclette adatte a ogni tipo di utilizzo, Velomarche ha siglato da poco una joint-venture con la ditta padovana Frames and Services snc per la produzione e la distribuzione del marchio Demon Mountain, contraddistinto da prodotti appartenenti alla gamma medio-alta, nella quale spadroneggiano ovviamente i modelli in alluminio idroformato e in carbonio. Proprio al carbonio appartiene questa RS838 Luciferus da noi provata.
Il telaio è un monoscocca ad alto modulo, con coefficiente di resistenza di 300 kg/mm2 e coefficiente di elasticità pari a 24 ton/mm2. Il tubo sterzo è conico, con la parte inferiore da 1.5” e quella superiore da 1.1/8”. Si raccorda perfettamente ai due travi principali, originando una struttura denominata “high drive control”, visivamente molto robusta, senza risultare esteticamente pesante. A ciò contribuisce anche l’elegante passaggio cavi interno. Lo sloping di questo telaio è molto accentuato, con l’orizzontale che si prolunga abbracciando i foderi obliqui del carro posteriore.

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I foderi bassi del carro sono uniti alla scatola del movimento centrale tramite una struttura monobox chiamata “rear stable platform”, disegnata per assorbire le asperità del terreno senza tuttavia dissipare l’energia della pedalata. I forcellini posteriori sono in carbonio. Quello sinistro ha il supporto di tipo postmount per la pinza disco, mentre il destro ha il pendino in alluminio, sostituibile.
Il telaio è prodotto in tre misure: S, M, L corrispondenti a 40, 44, 48 cm centro-centro.
Con un angolo sella di 73° e un angolo sterzo di 70.5°, è un telaio che sulla carta presenta teoriche qualità di reattività, scatto e maneggevolezza, viste anche le misure compatte dell’interasse (1.045 mm nella misura M), senza per questo perdere stabilità, in virtù di un carro posteriore di 430 mm.

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Allestimento
La bici in prova era equipaggiata con componentistica di buon livello. Gruppo trasmissione SRAM X.9 3×10 al completo, forcella RST F1RST Platinum Air RL 120 mm con lock-out al manubrio, freni Avid Elixir CR, ruote Fulcrum Red Metal 10, coperture Kenda Karma e altri pezzi in carbonio e alluminio marcati Tec e Ness (per tutti i dettagli si rimanda alla scheda tecnica a fondo pagina).
La commercializzazione di questa RS838 Luciferus prevede il framekit con telaio e serie sterzo, lasciando poi all’utente la scelta della componentistica dal catalogo della Casa.

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Valutazione componenti
E’ evidente come il produttore abbia preparato questa mtb per un test della ciclistica più che della bici completa. La forcella, con steli da 30 mm di diametro, leggera, funzionale e ben tarabile in compressione e ritorno, è dotata di lock-out con comando remoto al manubrio, dispositivo questo che risulta un po’ troppo esposto, in caso di caduta potrebbe seriamente danneggiarsi. Con i suoi 120 mm di escursione, la F1RST si addice maggiormente al Trail Biking o comunque a biciclette full-suspended, perché la lunghezza di 495 mm (asse ruota – base sterzo) alza troppo l’avantreno, sbilanciando un po’ il carico in salita e aumentando l’offset, buona cosa per le discese veloci, meno per il misto stretto. Gli angoli di questo telaio sono ideali per forcella da 100 mm di escursione, più che sufficienti in discesa e perfetti per valorizzare l’accentuato sloping del telaio di questa mtb.

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La guarnitura tripla, associata alle 10 velocità posteriori, è praticamente inutile. Molti rapporti sono ridondanti, la linea catena non è mai ottimale, così come il “fattore Q”. Occorre sempre prestare attenzione agli incroci della catena, per evitare torsioni eccessive del reparto trasmissione. Vivamente consigliato l’utilizzo di una doppia corona, almeno nel caso dei 10 pignoni posteriori.
Ad ogni modo va detto che si è trattato di un allestimento effettuato attingendo dalla momentanea disponibilità dei componenti presso il costruttore.
Le ruote Fulcrum Red Metal 10, non tubeless, appartengono alla fascia intermedia dei wheelset prodotti dalla Casa vicentina. In effetti risultano un po’ pesanti, 1.955 grammi dichiarati, e tanto leggere non sono nemmeno le coperture Kenda Karma (620 grammi l’una) e le camere d’aria (190 grammi l’una).
Azzeccata, in ottica Cross Country e granfondo, la scelta dei freni Avid Elixir CR con rotori da 160 mm.
Rimarchevole la sella, una Bassano personalizzata Demon.
Il resto dei componenti è buono per ergonomia e funzionalità, pur senza eccellere in leggerezza.

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Sintesi dei test
Altezza e peso del tester: 180 cm, 70 kg (senza abbigliamento)
Bici in prova: misura 44 (tutti i dettagli nella scheda tecnica a fondo pagina)
Pressione pneumatici adottata: anteriore 1.8 bar, posteriore 2.1 bar
Uscite effettuate: 3
Tempo totale di percorrenza: 15h.10min.
Distanza percorsa: 252 km
Dislivello in salita: 4.730 m
Percorsi effettuati: tutte le tipologie fuoristrada, ma sempre in condizioni di fondi asciutti, sovente polverosi

La prova
Salendo in sella ci si accorge immediatamente della notevole altezza dell’avantreno, accentuata non solo dalla forcella, ma anche dagli spessori sotto l’attacco manubrio, orientato positivamente. Sembra quasi una bici più incline alle discese. Sensazione che in realtà svanirebbe utilizzando una forcella da 100 mm di escursione e togliendo qualche spessore sotto lo stem.
In salita rende bene, digerendo anche le sconnessioni più ruvide, grazie al carro posteriore che incassa a meraviglia le asperità e alle coperture Kenda di larga sezione. Si procede spediti, senza indugio, anche sulle tracce “sporche”, quelle meno agevoli. Sulle pendenze più ripide si vorrebbe avere una forcella più corta, questa alleggerisce troppo l’aventreno.
Nel misto stretto fatica parecchio, la forcella è troppo alta per destreggiarsi come si dovrebbe, e tende sempre ad allargare le traiettorie, sia in salita che in discesa. Non è certo colpa del telaio, con un’altra forcella sarebbe diverso.
Per contro si va a nozze nelle discese veloci, rettilinee o con curve ad ampio raggio, anche e soprattutto con fondo smosso oppure costellate da rocce e ostacoli, superati in scioltezza e senza trasmettere vibrazioni né colpi. Questo telaio lavora davvero bene, è veramente stabile e infonde sicurezza anche nei frangenti più ostici. Il carro posteriore dà la sensazione di perdere qualcosa in termini di rigidità laterale e sotto sforzo nella pedalata fuorisella, ma è un prezzo che si paga volentieri per avere un assorbimento delle asperità straordinario per una front.
Valutato nel proprio ambito, il rendimento della forcella appare più che soddisfacente. La F1RST è facilmente tarabile, molto progressiva nel funzionamento. Flette un pochino nelle staccate più violente, lunghezza e diametro degli steli non aiutano in questi frangenti.
Del gruppo trasmissione SRAM X.9 non possiamo che parlarne bene, il funzionamento dei comandi, del cambio e del deragliatore è sempre impeccabile.
Eccellente il comparto frenante, gli Elixir CR con dischi da 160 mm risultano molto modulabili, arrivando a mordere solo se fortemente sollecitati.
La sella risulta molto comoda, l’imbottitura c’è e si sente. La forma dello scafo non mette mai a disagio e non affatica la seduta neppure dopo molte ore.
Nel complesso questo Demon RS838 Luciferus è un telaio che risponde molto bene in tutte le situazioni, tanto da potere essere classificato come polivalente per le discipline nelle quali prevalga la pedalata, come le granfondo, le lunghe marathon o il più nervoso cross country. Peso e inerzia delle ruote qui montate lo penalizzano un po’ negli scatti brucianti, mentre si comporta benissimo nelle progressioni.

Inconvenienti riscontrati nel corso della prova
Nessuno.

Rapporto qualità/prezzo
Il telaio è frutto del progetto ingegneristico di Velomarche, che si occupa anche della verniciatura e dell’eventuale assemblaggio dei componenti scelti dall’utente. Considerato l’elevato contenuto tecnologico, il framekit ha un prezzo indubbiamente interessante, inferiore a quello di molti concorrenti. L’acquisto della bici completa ha invece un prezzo variabile in base all’orientamento dell’acquirente, con costi estremamente accessibili e convenienti per la fascia intermedia della componentistica.

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Scheda tecnica
Telaio: Demon Mountain carbon hi-mod 24 ton
Forcella: RST F1RST Platinum Air RL 120 mm, tapered 1.5”-1.1/8”, remote lockout control
Serie sterzo: FSA Orbit C40 1.5”-1.1/8”
Curva manubrio: Tec alluminio, 31.8 mm, larghezza 640 mm
Attacco manubrio: Tec alluminio, diametro conchiglia 31.8 mm, frontalino in carbonio, estensione 100 mm
Manopole: Pro Grip
Comandi: Sram X.9 trigger 3×10 speed
Freni: Avid Elixir CR, rotori 160 mm
Portaborraccia: Ness carbon
Deragliatore: Sram X.9 3×10, gabbia corta
Cambio: Sram X.9 10 speed, gabbia media
Guarnitura: Truvativ X.9, corone 44-32-22, pedivelle 175 mm
Movimento centrale: Truvativ Gxp
Pacco Pignoni: Sram PG1070 10 speed, 12-36
Catena: Sram PC1051
Reggisella: Ness carbon, diametro 31.6 mm
Sella: Demon by Selle Bassano
Ruote: Fulcrum Red Metal 10
Coperture: Kenda Karma 26×2.20, per camera
Camere d’aria: Sandvik 26×1.9/2.125
Misure disponibili: S, M, L – 40, 44, 48 cm (centro-centro)
Colorazioni disponibili: al momento solo quella avuta in prova
Peso: 10.5 kg (senza pedali, misura telaio 44 cm)
Prezzo framekit: 1.800 euro (telaio, serie sterzo)

Info:
Velomarche di Giunta Giancarlo & C snc
Via Piemonte, 5/7
61020 – Sant’Angelo in Lizzola (PU)
Tel. 0721-498044
Fax 0721-499634
www.velomarche.it
[email protected]

Frames and Services snc
Via G. Marconi, 7/A
35010 – Villanova di Camposanpiero (PD)
Tel. 049-9221792
Fax 049-9221101
www.demonmountain.com
[email protected]